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Il Cinema sulla stampa

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Re: Il Cinema sulla stampa

Messaggio Da anna il Dom 10 Apr - 19:15

http://trovacinema.repubblica.it/news/dettaglio/sorrentino-e-moretti-attesi-sulla-croisette/401780?ref=HRERO-1


Sorrentino e Moretti attesi sulla Croisette

Tra indiscrezioni e conferme si delinea il programma del Festival di Cannes che sarà annunciato giovedì 14 aprile. Quasi certa la presenza in concorso di "Habemus Papam" e "This must be the place". Omaggio a Belmondo e anteprima della versione restaurata di "Arancia meccanica"



FAYE Dunaway sul manifesto, Robert De Niro presidente della giuria, Jean Paul Belmondo ospite d'onore, Woody Allen nella serata inaugurale. Il 64esimo Festival di Cannes (11-22 maggio) comincia a giocare le sue carte in attesa dell'elenco dei film in concorso, fuori concorso e Un certain regard, che sarà annunciato a Parigi giovedì 14 aprile, seguito il 19 dai titoli della Quinzaine des réalisateurs. Madrina sulla Croisette sarà Mélanie Laurent, giovane promessa del cinema francese (già protagonista di Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino e Il concerto di Radu Mihaileanu), che condurrà le cerimonie di apertura (seguita dall'anteprima di Midnight in Paris, la commedia interpretata anche dalla première dame Carla Bruni-Sarkozy) e di chiusura, il 22 maggio, con la consegna dei premi. Le altre giurie saranno presiedute da Emir Kusturica per la Quinzaine, il coreano Bong Joon-Ho per la Camera d'Or destinata al miglior d'esordio, Michel Gondry per i cortometraggi, il coreano Lee Chang-dong per il Grand Prix della Settimana della critica mentre il polacco Jerzy Skolimowski presiederà la giuria del Prix Découverte Kodak per il cortometraggio.
Tra gli eventi speciali, la serata del 17 maggio sarà riservata all'omaggio a Jean-Paul Belmondo, fortemente voluto dal presidente Gilles Jacob e dal delegato generale Thierry Frémaux, sottolineando che l'attore, vicino ai 78 anni, "è insieme a Jean Gabin e a Michel Simon uno dei più grandi attori francesi di tutti i tempi". Belmondo assisterà alla prima del documentario di Vincent Perrot e Jeff Domenech Belmondo, Itineraire, la cui proiezione sarà seguita da una festa. Il 19 maggio il Festival ospiterà invece l'anteprima mondiale della versione restaurata di Arancia meccanica, il capolavoro di Stanley Kubrick, alla presenza di Malcolm McDowell.
Intanto si moltiplicano le indiscrezioni sui film che sfileranno sulla Croisette. Thierry Frémaux ha fatto voto di silenzio fino all'annuncio del programma ma Gilles Jacob, già delegato generale e da dieci anni presidente del Festival, sottolinea che si tratta di una pratica molto "dolorosa". "Si sa in partenza che si provocheranno inevitabili delusioni e si commetteranno degli errori - dichiara all'Afp, evocando - un lavoro difficile che necessita di tre mesi di intensa concentrazione". Il risultato da raggiungere, sintetizza Jacob, è "presentare il massimo della cinematografia, i migliori film disponibili, una gran varietà di generi". Ma anche, in linea con lo spirito di Cannes, "rispettare un equilibrio tra i grandi maestri da onorare, i cineasti già noti da riconfermare e le rivelazioni che saranno i grandi di domani". Il tutto, conclude "a prescindere spesso dai gusti personali".
Nessuna anticipazione quindi da Frémaux e Jacob, anche se dalle ultime notizie sembra certo che non saranno a Cannes Wong Kar-wai, Francis Ford Coppola o l'adattamento del romanzo di Jack Kerouac, On the road di Walter Salles. Pedro Almodovar ha preannunciato che riserverà la prima del suo nuovo film agli spettatori spagnoli, a settembre. Quando alle possibili presenze nella sélection officielle o fuori concorso si parla di Nanni Moretti e Paolo Sorrentino (ma anche di Emanuele Crialese e Gianni Amelio) accanto al danese Lars Von Trier, ai fratelli Dardenne, a Gus Van Sant e ai connazionali Marjan Satrapi, Mathieu Kassowitz e Roschy Zem. Annunciato a Cannes anche The tree of life di Terrence Malick, con Brad Pitt e Sean Penn, ma non si sa in quale sezione.
A rompere il silenzio è il delegato generale della Quinzaine des réalisateurs, Frédéric Boyer, che oltre a confermare la presenza nella sua sezione di Corpo celeste, film d'esordio di Alice Rohrwacher (sorella di Alba), aggiunge: "Gli italiani possono sperare di avere tra l'altro, tra concorso e fuori concorso, Moretti, Sorrentino e Crialese". Boyer si dichiara soddisfatto di aver scelto il film di Rohrwacher: "E' una bellissima storia, mescola documentario e finzione, che sono le cose che amo nel cinema, e poi è profondamente poetica e simbolica. Non ho avuto dubbi nel portare questo debutto al festival. Sono convinto che per l'Italia sarà una buona annata, io solo ho visto almeno 25 titoli".
In conclusione, a quattro giorni dalla conferenza ufficiale di Parigi c'è la quasi certezza che Sorrentino scenderà in campo con This must be the place con Sean Penn (che in veste di presidente di giura a Cannes lo aveva premiato nel 2008) nei panni di una rockstar on the road. Nanni Moretti sceglie invece di raccontare una storia ambientata in Vaticano. Il Papa in crisi , interpretato dal francesissimo Michel Piccoli, non poteva che intrigare Frémaux che si è trovato così costretto a dover fare un'eccezione: accettare in corsa per la Palma d'oro un film non in anteprima mondiale. E forse proprio per questo per Habemus Papam, nelle sale dal 15 aprile, non è prevista conferenza stampa e Moretti parlerà del suo film solo sulla Croisette (come era già accaduto, nel 2006, con Il caimano).
Per quanto riguarda il film del siciliano Emanuele Crialese, Terraferma, potrebbe anche lui approdare sulla Croisette nella sezione Un certain regard o in quella fuori concorso. Il regista, che ha esordito con Respiro proprio a Cannes, potrebbe cavalcare così la cronaca di questi giorni, essendo questo lungometraggio, prodotto da Cattleya in collaborazione con Rai Cinema, una storia di immigrazione dall'Africa all'Italia sulle coste di Linosa.
Anche l'ultimo lavoro di Gianni Amelio, Il primo uomo, potrebbe guardare a Cannes per molti motivi: girato in francese, è prodotto da Cattleya e dalla francese Soudaine Compagnie. Tratto dal libro omonimo postumo di un'icona francese, Albert Camus, è stato girato in Algeria. Nel cast, infine, Jacques Gamblin, Orso d'argento a Berlino per Gli spietati di Bertrand Tavernier, Denis Podalydes, Claudia Cardinale e Maya Sansa. Per quanto riguarda le altre sezioni, si parla di Il poeta di Andrea Segre e infine della possibile partecipazione dei gemelli Gianluca e Massimiliano De Serio - già vincitori al Festival di Torino con Backroman - alle prese con il loro primo lungometraggio, Sette opere di misericordia, girato interamente a Torino e interpretato da Roberto Herlizka.

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Re: Il Cinema sulla stampa

Messaggio Da ubik il Dom 10 Apr - 19:26

...Faye Dunaway

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Re: Il Cinema sulla stampa

Messaggio Da ubik il Dom 10 Apr - 19:33

Addio Sidney Lumet, maestro delle star

Il regista aveva 86 anni, come nessun altro seppe valorizzare i grandi attori. Usò il cinema come arma di denuncia. Disse: «Mi piace muovere i pensieri»

FULVIA CAPRARA

ROMA
I criminali più dei poliziotti, i poveracci più degli eroi, il disonore più della gloria. Sydney Lumet ha sempre pensato al cinema come strumento per risvegliare le coscienze, motore di riflessioni sulla morale, arma per mettere a nudo lo squallore della corruzione. Non era un idealista, sapeva bene che «l’arte non serve a cambiare le cose», eppure continuava a far film non per intrattenere ma «per cercare di spingere lo spettatore a porsi domande, a esaminare la realtà da diversi punti di vista, a muovere i pensieri». Americano, profondamente newyorkese, figlio dell’attore Baruch e della ballerina Eugenia Wermus, debuttante, a 4 anni, sul palcoscenico dell’Yiddish Art Theatre di New York, Lumet è stato protagonista, nel cuore degli Anni Settanta, con film celebri come Serpico, Quel pomeriggio di un giorno da cani e Quinto potere, di una stagione cinematografica particolarmente felice. Un’epoca, tuttora rimpianta, in cui contenuti e denuncia si radicavano perfettamente sui pilastri dell’industria hollywoodiana, fascino dei divi e capacità di intrattenimento.

Il debutto, nel ‘57, a 33 anni, è già un capolavoro, si chiama La parola ai giurati e ruota intorno alla maschera nobile di Henry Fonda, l’amico con cui Lumet girerà cinque film. Temi come il razzismo, la violazione dei diritti e civili e la necessità di osservare la realtà rifiutando i paraocchi dei pregiudizi sono trattati con ritmo incalzante da thriller e lo spettatore resta inchiodato a una storia che, sulla carta, sembrava ben poco attraente. Inizia, da quel momento, la pioggia dei riconoscimenti internazionali, premi ovunque, tranne quella maledetta statuetta, quell’Oscar alla carriera, su cui Lumet riuscì a mettere le mani solo nel 2005, a 80 anni: «La volevo, dannazione, e sentivo anche di meritarla». I tributi arrivavano invece puntualmente per i suoi attori, le stelle più fulgide del firmamento americano, a iniziare da Al Pacino che, in Quel pomeriggio di un giorno da cani, rivelò tutta la potenza del suo rabbioso talento: «I grandi interpreti recitano tirando fuori la loro anima, questo li rende speciali. Pacino lo faceva sempre, se aveva una scena in cui doveva perdere completamente il controllo di sè, era capace di restare in quello stato per un’intera giornata sul set. Per lui era un vera agonia».

Dopo Pacino vennero tutti gli altri, Marlon Brando (con Anna Magnani) in Pelle di serpente, Rod Steiger nell’Uomo del banco dei pegni, Sean Connery nella Collina del disonore, Albert Finney nell’Assassinio sull’Orient-Express, Paul Newman nel Verdetto. Da regista con esperienza televisiva, Lumet era convinto che gli attori dessero il meglio nelle prime battute e non alla fine di estenuanti ripetizioni di ciak: «Continuare a far ripetere le frasi del copione è come cercare di trattenere acqua che scorre via fra le dita». Con le attrici non era diverso, aveva diretto Sofia Loren nel ‘59 in Quel tipo di donna, Katharine Hepburn nel Lungo viaggio verso la notte, Jane Fonda nel Mattino dopo, Ingrid Bergman nell’Assassinio sull’Orient-Express, Sharon Stone in Gloria e Faye Dunaway che, grazie al ruolo della produttrice televisiva senza scrupoli di Quinto potere, vinse l’Oscar insieme a Peter Finch. In una delle ultime interviste aveva detto che gli sarebbe piaciuto dirigere Angelina Jolie perchè la trovava di eccezionale bravura.

Fare film, per Lumet, era prima di tutto una gioia immensa, una felicità che, anche a 80 anni suonati, gli ha regalato una vitalità stupefacente: «Non so da dove viene la mia energia, sono solo grato di averla. E’ una questione di fortuna». Sugli ultimi set, con il fiuto di sempre, aveva diretto talenti giovani come Vin Diesel in Find me guilty sulla storia vera del processo Usa al clan mafioso dei Lucchese, tra il 1987 e il 1988. Alla Berlinale, dove il film era stato presentato in anteprima, aveva parlato del boss sotto accusa (che aveva conosciuto personalmente), Giacomo «Jackie Dee» Di Norscio, paragonandolo al presidente Bush: «Come lui, Bush è di una semplicità impressionante, non è un cinico, crede davvero in quello che dice e questo lo rende disarmante, come un bambino».

Nel 2007 Lumet l’autore dirige Onora il padre e la madre con Philip Seymour Hoffman, Ethan Hawke e Marisa Tomei, affresco passionale e bruciante sui rapporti familiari inquinati dalla sete di denaro, sulla violenza oscura che detta legge in una società senza morale. Due anni dopo è di nuovo al lavoro, impegnato nel documentario di Richard Shepard I knew it was you, su John Cazale, l’attore precocemente scomparso 30 anni fa. Un linfoma, ha fatto sapere ieri la figliastra Leslie Gimbel, gli ha impedito di continuare a fare il mestiere che, senza riserve, con entusiasmo quasi infantile, aveva sempre giudicato il più bello del mondo. Anche oggi, epoca in cui, come aveva detto una volta in un incontro romano, i trust economici dominano l’industria dell’audiovisivo: «Nessun organismo di questo genere ha mai dato vita a qualcosa che si possa paragonare a un’opera come Ladri di biciclette».

la stampa

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Re: Il Cinema sulla stampa

Messaggio Da Lucy Gordon il Lun 11 Apr - 12:22

Incredibbule colpo di sceMa



Cinema: ''Civilta' Cattolica'' apprezza il film ''Il cigno nero''
Adnkronos - Dom 10 Apr, 2011 18:48 CEST

Roma, 10 apr. - (Adnkronos) - Accolto in America come ''sconvolgente capolavoro'' e giudicato in Europa un ''ridondante polpettone'', il film ''Il cigno nero'' piace a ''La Civilta' Cattolica'', la rivista della Compagnia di Gesu'. Padre Giuseppe Zito, in una recensione, afferma che la pellicola di Darren Aronofsky ''propone la soluzione del conflitto interiore non attraverso l'eliminazione dell'avversario, ma raggiungendo una forma piu' compiuta di amore, capace di abbracciare anche i lati meno gradevoli dell'esistenza''.



.........i Gesuiti son sempre stati un po' controcorrente....



Anche perchè il Cattolicesimo tende a cercare un compromesso con il Male nella convinzione che in questo modo il Male sia gradualmente attenuato e poi vinto dal Bene.


........che caz....ho scritto ?
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Il Cinema sulla stampa

Messaggio Da anna il Lun 11 Apr - 17:17

http://www.rockol.it/news-232426/Jeff-Buckley--prossimamente-al-cinema-la-biografia-filmata-da-Jake-Scott

Jeff Buckley: prossimamente al cinema la biografia filmata da Jake Scott


Dopo voci insistenti su una probabile biografia filmata sulla vita di Jeff Buckley, sembra che ora sia tutto pronto per dare vita al progetto. Il lungometraggio, che narrerà la storia dell'interprete di "Grace", sarà girato da Jake Scott, già autore di clip musicali per gruppi come R.E.M., Radiohead, Smashing Pumpkins e Cranberries. Il film sarà scritto sotto la guida della madre di Buckley, Mary Guibert, che si è detta davvero contenta dell'iniziativa. La biografia filmata dell'artista ripercorrerà l'intera vita del cantante, a partire dalla sua infanzia, delineando il rapporto che Jeff aveva con il padre Tim Buckley, grande musicista anche lui, scomparso quando Jeff era ancora un bambino, passando attraverso la celebre storia d'amore con Joan Wasser alias Joan as Police Woman. Il tutto sino ad arrivare alla sua tragica scomparsa, avvenuta nelle acque del Mississipi nel 1997.
Non si conoscono ancora i nomi di chi potrebbe interpretare la parte di Jeff, ma sono tantissimi gli attori che si vorrebbero candidare per la parte. Buckley, oltre ad avere numerosissimi fan nel mondo del cinema, è da sempre fonte di ispirazione per tanti artisti della musica, a cominciare da Thom Yorke. Il leader dei Radiohead ha una notissima venerazione nei confronti del cantante statunitense.
Si attendono ora ulteriori dettagli sulla composizione del cast e sulla data di inizio ufficiale delle riprese

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Re: Il Cinema sulla stampa

Messaggio Da Lucy Gordon il Mar 12 Apr - 22:08








Notiziona





Possibile un biopic su Jeff Buckley

Jeff Buckley, cantautore di culto morto annegato nel 1997 a soli 31 anni, potrebbe vedere la sua vita portata sul grande schermo dal regista Jake Scott, il cui ultimo lungometraggio è stato l’acclamato Welcome to the Rileys, ancora inedito da noi.

Il regista ha anche diretto una notevole quantità di video musicali, tra i quali quelli per Fake Plastic Trees dei Radiohead, Everybody Hurts dei R.E.M. e Disarm dei Smashing Pumpkins.

Al momento del progetto di biopic su Buckley non si conosce ancora il titolo; la sceneggiatura è in fase di scrittura per mano di Ryan Jaffe (The Rocker), che si sta aiutando col libro di David Browne Dream Brother: The Lives and Music of Jeff and Tim Buckley. Come produttore esecutivo lavorerà la madre di Jeff, Mary Guilbert.






http://www.comingsoon.it/News_Articoli/News/Page/?Key=6304
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Re: Il Cinema sulla stampa

Messaggio Da seunanotte il Gio 14 Apr - 20:56

http://www.comingsoon.it/News_Articoli/News/Page/?Key=6374

Festival di Cannes 2011, ecco il programma ufficiale


Gli organizzatori del Festival di Cannes hanno annunciato la selezione di film della 64ª edizione che avrà luogo dall’11 al 22 maggio. Sappiamo che l’apertura la farà Midnight in Paris di Woody Allen fuori concorso, mentre in concorso ci saranno gli italiani Nanni Moretti con Habemus Papam e Paolo Sorrentino con This Must Be the Place, come si era ipotizzato. Moretti e Sorrentino saranno in ottima compagnia con altri maggiori autori del cinema contemporaneo: Pedro Almodovar con La piel que habito, i fratelli Jean-Luc e Pierre Dardenne con Le gamin au vélo, Terrence Malick con The Tree of Life, nel cui cast compaiono Sean Penn e Brad Pitt, Takashi Miike con Ichimei, Lars von Trier con Melancholia e Aki Kaurismaki con Le Havre. Arirang, l’ultimo film di Kim Ki-duk è stato invece selezionato per la sezione Un Certain Regard che sarà inaugurata da Restless di Gus Van Sant, mentre fuori concorso verranno presentati i film di Jodie Foster The Beaver e la quarta avventura di Johnny Depp/Jack Sparrow in Pirati dei Caraibi: oltre i confini del mare di Rob Marshall.


Ma ecco l'elenco completo dei film nelle varie sezioni ufficiali


Midnight in Paris di Woody Allen: Film d'apertura, fuori concorso

In Concorso:

La Piel que habito di Pedro Almodovar
Souvenirs de la maison close di Bertrand Bonello
Pater di Alain Cavalier
Herat Shulayim (Footnote) di Joseph Cedar
Bir Zamanlar Anadolu'da (Once upon a time in Anatolia) di Nuri Bilge Ceylan
Le Gamin au vélo di Jean-Pierre e Luc Dardenne
Le Havre di Aki Kaurismaki
Hanezu no tsuki di Naomi Kawase
Sleeping Beauty di Julia Leigh
Polisse di Maiwenn
The Tree of Life di Terrence Malick
La source des femmes di Radu Mihaileanu
Ichimei (Hara-Kiri: Death of a Samurai) di Takashi Miike
Habemus Papam di Nanni Moretti
We need to talk about Kevin di Lynne Ramsey
Michael di Markus Schleinzer
This must be the Place di Paolo Sorrentino
Melancholia di Lars von Trier
Drive di Nicolas Winding Refn


Un Certain Regard:

Restless di Gus Van Sant (Film d'apertura)
The Hunter di Bakur Bakuradze
Halt auf Freier Strecke di Andreas Dresen
Hors Satan di Bruno Dumont
Martha Marcy May Marlene di Sean Durkin
Les neiges du Kilimandjaro di Robert Guédiguian
Skoonheid di Oliver Hermanus
The Day He Arrives di Hong Sangsoo
Bonsai di Cristián Jimenez
Tatsumi di Eric Khoo
Arirang di Kim Ki-duk
Et maintenant on va où? di Nadine Labaki
Loverboy di Catalin Mitulescu
Yellow Sea di Na Hong-jin
Miss Bala di Gerardo Naranjo
Trabalhar Cansa di Juliana Rojas e Marco Dutra
L'exercice de l'Etat di Pierre Schoeller
Toomelah di Ivan Sen
Oslo, August 31st di Joachim Trier

Fuori Concorso:

La conquête di Xavier Durringer
The Beaver di Jodie Foster
The Asrtist di Michel Hazanavicius
Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare di Rob Marshall
Wu Xia di Chan Peter Ho-Sun
Dias de Gracia di Everardo Gout
Labrador di Frederikke Aspock
Le maitre des forges de l'enfer di Rithy Panh
Michel Petrucciani di Michael Radford
Tous au Larzac di Christian Rouaud
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Re: Il Cinema sulla stampa

Messaggio Da ubik il Gio 14 Apr - 23:02

DAGOREPORT - SMS

Finora strepitoso. Una specie di 'discorso del re' in chiave morettiana che si muove in un Vaticano da commedia all'italiana che mantiene l'equilibrio dramma-commedia. I pezzi coi cardinali e col papa divertentissimi. Piccoli pronto per il premio a Cannes. Che mestiere fa? Gli chiede la Buy. L'attore, risponde Piccoli.

La parte psicanalitica sembra la più debole. L'idea della seconda parte è fare uscire a Roma il papa e chiudere Moretti in Vaticano. Moretti medico coi cardinali è come Verdone. Grande film comico.

Siamo nel morettismo puro. Cecov e fado. I cardinali ballano. Scopone, calcio. Un delirio. Seconda parte cultissima. Nanni se magna Benigni e Zalone e punta su Cannes per battere Sorrentino. Tormentoni: "sono il più bravo, per questo mia moglie mi ha lasciato" (Nanni) e "il deficit di accudimento" (Buy al papa).

La commedia dell'anno. Zalone distrutto. Grande partita a pallavolo tra i cardinali. Riporterà le suore e i cattolici al cinema.
Il miglior film che fa da anni. Tipo 'Palombella rossa'. Finale drammatico sulla rinuncia, sul non farcela. Ma non va rivelato perchè è il motore del film. E' piaciuto a tutti. Mo' parte la conferenza stampa. Altra battuta chiave "Cardinale, non si gioca più' a palla prigioniera da 50 anni".

http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/articolo-24655.htm#Scene_1

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Re: Il Cinema sulla stampa

Messaggio Da anna il Dom 17 Apr - 16:21

http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2011/04/17/news/habemus_boicottaggio-15051245/?ref=HRERO-1

Moretti, lettera aperta sull'Avvenire
"Non andiamo a vedere il suo film"
Il quotidiano dei vescovi ospita l'intervento del vaticanista Salvatore Izzo, che invita al boicottaggio della pellicola: "Si fa conto su di noi per recuperar un cospicuo investimento, noi il Papa ce lo abbiamo per davvero". Finora le critiche erano state decisamente più garbate e meno bellicose


Un film centrato sull'elezione infinita di un Papa in fuga, sulla messa in scena di un lungo e tormentato Conclave, su un singolare connubio tra la Chiesa e la psicoanalisi, non poteva non suscitare reazioni forti. Anche se Habemus Papam 1, la commedia di Nanni Moretti sbarcata da due giorni nelle nostre sale, finora aveva suscitato, nei critici cattolici, critiche più benevole che astiose. Anche perché, va detto, la pellicola racconta il pontefice neoeletto, così come i cardinali, con affetto, partecipazione umana; e senza mai mettere in dubbio l'onestà e la forza della loro fede. Ma adesso arriva la presa di posizione, decisamente più bellicosa, del vaticanista (nonché firma dell'agenzia Agi) Salvatore Izzo. Che in una lettera ripresa da vari blog, e pubblicata oggi dall'Avvenire, invita senza mezzi termini al boicottaggio: "Bocciamo la pellicola al botteghino - scrive il giornalista - saremo noi a decretare il successo di questo triste film, se ci lasceremo convincere ad andare a vederlo, perchè il pubblico laico si annoierebbe a morte e infatti diserterà le sale. E' su di noi che si fa conto per recuperare l'investimento cospicuo che è stato fatto per ricostruire la Sistina in uno studio".
Un linguaggio forte, quello ospitato dalle pagine del quotidiano dei vescovi. "Alla disinvoltura con la quale i media trattano i temi religiosi ormai ci siamo abituati - si dice ancora nella lettera di Izzo - il fatto nuovo di questi gironi è invece come alcuni opinionisti cattolici trattano il film Habemus Papam... non fidiamoci dei critici cattolici, anche se preti, che lo assolvono (con una ben curiosa giustificazione: Moretti poteva essere molto più cattivo)". E dunque, prosegue la missiva, "se vogliamo respirare l'atmosfera del Conclave andiamoci direttamente alla Sistina: per i giorni della beatificazione i Musei Vaticani hanno prolungato l'orario di apertura e dimezzato il costo dei biglietti. Perchè dobbiamo finanziare chi offende la nostra religione?". Conclusione del ragionamento: il Papa "non si tocca: è il Vicario di Cristo, la Roccia su cui Gesù ha fondato la sua Chiesa. Del film non abbiamo bisogno, noi il Papa ce lo abbiamo per davvero".

Tra le reazioni negative già espresse dal mondo cattolico su Habemus Papam, va segnalata quella di monsignor Roberto Busti, responsabile delle sale parrocchiali, che ha definito il film "una ruffianata". Radio Vaticana, invece, ha promosso il film: "Nessuna ironia, nessun macchiettismo. Tutto molto umano".

In attesa di vedere se ci saranno ulteriori reazioni, c'è da dire che la pellicola - distribuita dalla 01 di Rai Cinema in 500 sale - venerdì 15, al suo debutto nei cinema, ha incassato 1 milione e 126 mila euro. Primo incasso della giornata.

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Re: Il Cinema sulla stampa

Messaggio Da ubik il Dom 17 Apr - 17:08

ecco un valido motivo per andare a vederlo

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Fu così che Olo arrivò a conoscere se stesso; e come quei pochi uomini che lo avevano fatto prima di lui, arrivato in cima a questo pinnacolo di conoscenza si trovò ai piedi di una montagna. T. Sturgeon
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Re: Il Cinema sulla stampa

Messaggio Da anny_skod il Lun 18 Apr - 12:57

ubik ha scritto:ecco un valido motivo per andare a vederlo

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Re: Il Cinema sulla stampa

Messaggio Da anna il Lun 18 Apr - 13:08

ieri Moretti è stato ospite a Che tempo che fa, alla domanda di Fazio su questa proposta di boicottaggio ha risposto (cito a memoria, adesso non posso risentirlo) : prima lo vedano, poi possono boicottarlo


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Re: Il Cinema sulla stampa

Messaggio Da Lucy Gordon il Mar 19 Apr - 18:21

Il Cinema sulla stampa?

..........bene la stampa la faccio io stasera


E' uscito negli States il nuovo film di Robert Redford regista: "The Conspirator"
Basato sulla storia dell'attentato a Lincoln. Film molto ostacolato in america, tanto è vero che è uscito solo in 700 sale, che per quel paese sono pochine, tenetndo presente che di solito un film di questo livello viene proiettato in non meno di 2500. Gli incassi gioco forza non sono altissimi, finora 3.5 milioni di dollari a fornte di un costo di produzione di 40!!
C'è da dire comunque che la media per sala è altissima 4900 $.
La critica come al solito si divide a metà e attesta i giudizi positivi ad un modesto 55%. Mentre gli spettatori danno un parere positivo al 70%.
I dati sono su Box Office e su Rottentomatoes, ma voi cinefili di lunga data questi li conoscete vero?

Tutto questo per dire cosa? ........bho!

Solamente che è un film molto importante da non perdere assolutamente se mai lo proietteranno in Italia. Al momento è dato certo solo in Olanda il 21 aprile e in Inghilterra il 1 giugno. Sperem.

.......per l'attenzione.
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Re: Il Cinema sulla stampa

Messaggio Da anna il Mar 19 Apr - 18:29

per le notizie
Suspect quindi a meno di fare una gita in Olanda o in Inghilterra non lo vedremo, almeno non presto

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Re: Il Cinema sulla stampa

Messaggio Da Lucy Gordon il Mar 19 Apr - 19:37



.........................PRESTO I SALIIIIIIIIIIIIIIII ........




La Waterstone Entertainment , una nuova compagnia fondata da Jeff Kalligheri e Steve Bowen, esordisce con una pellicola che avrà come protagonisti James Franco e Winona Ryder.

Si tratta di The Stare , un film drammatico che verrà diretto da Jay Anania .

La trama è la seguente: una commediografa inizia a manifestare problemi mentali proprio quando sta per lanciare la sua nuova produzione. La donna ha continuamente visioni e crede di essere sempre osservata, ma non riesce a capire se si trova al centro di un complotto o semplicemente sta perdendo il contatto con la realtà.

Winona Ryder sarà la donna protagonista, mentre James Franco interpreterebbe uno degli attori che recita nella produzione teatrale. L’inizio delle riprese è fissato per il 6 maggio a New York.



http://www.deadline.com/2011/04/james-franco-winona-ryder-pic-the-stare-launches-waterstone-entertainment-label/


Finalmente un ruolo drammatico da pazza furiosa come ti si addice , patata bella!!!


Il mio cervello, già seriamente compromesso, è momentaneamente assente fino alle prossime news su questo film.

E' ovvio che riempirò questo forum di ogni singola notiziuola a riguardo.

Ma sò già che voi non aspettate altro....vero?








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