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Il Cinema sulla stampa

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Re: Il Cinema sulla stampa

Messaggio Da anna il Mar 26 Ago - 10:46

Belluscone, arriva a Venezia la storia siciliana di ‘re Silvio’ firmata da Maresco

Ci sarà anche “Belluscone, una storia siciliana” al prossimo Festival del cinema di Venezia (al via il 27 di agosto, ndr). Il film del regista siciliano Franco Maresco verrà proposto il prossimo 31 agosto nella sezione ‘Orizzonti‘. Il lavoro di Maresco, prodotto da Rean Mazzone, racconta con irriverente sarcasmo la vicenda berlusconiana con e i suoi legami con la mafia. Arriverà nelle sale a partire dal 4 di settembre.
Ecco la recensione di Giuseppe Lo Bianco
La prima impressione, come si dice, “a caldo”, è che è stata un’occasione perduta per raccontare finalmente dalla “pancia di Palermo” il ventennio berlusconiano e dare corpo sullo schermo alla leggenda ormai diffusa nelle borgate e nei salotti, al di là delle parole dei pentiti, e al di qua della sentenza di Cassazione su Dell’Utri, che narra dei 20 miliardi di vecchie lire affidati da Stefano Bontade a Berlusconi per trasformare Cosa Nostra in un socio di minoranza (con altre minoranze) prima dell’avventura televisiva e poi del governo del Paese con Forza Italia. Nessun plot, infatti, anche se affascinante, ha mai ingabbiato il mio amico Franco Maresco, che nei suoi film mette in scena la sua vita deviando inevitabilmente, in questo caso, verso temi più universali quali il declino dell’artista, la fine di un’epoca, il tramonto di un mondo. E così nella deriva autobiografica che mette in scena arte e vita del regista alle prese con un film più grande di lui i volti di magistrati e giornalisti scorrono in sequenza veloci e muti, spia del tentativo, fallito, di raccontare il ventennio berlusconiano dalla voce dei testimoni, lasciando la parola alle facce palermitane delle borgate popolari, le stesse delle incursioni di Cinico Tv all’ora di cena nelle case degli italiani, oggi comparse di un sogno berlusconiano ormai al tramonto raccontato da Maresco con l’indispensabile aiuto di un magistrale Tatti Sanguineti. Quanto quelle facce siano oggi l’altra faccia della realtà italiana in virtù di un azionariato occulto che corre sottotraccia nei misteri della storia italiana di questi anni il film non lo dice né aveva questo obbiettivo: ma la sorpresa arriva alla fine ed è proprio il senatore Dell’Utri, ormai rinchiuso nel carcere di Parma, nel film seduto su un trono tra fumi sulfurei, a rivelare, rispondendo a Maresco, ciò che gli italiani (o parte di essi) vorrebbero sapere da Berlusconi. E la risposta, coperta dai fruscii per l’inettitudine di un tecnico incompetente, nonostante le interpretazioni fuorvianti di qualche quotidiano berlusconiano, conferma che quell’impressione “a caldo” non era poi così esatta. Anz

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Re: Il Cinema sulla stampa

Messaggio Da anna il Gio 28 Ago - 12:44

qualche foto dal red carpet

Luisa Ranieri

Edward Norton

Emma Stone

Altre foto qui

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Re: Il Cinema sulla stampa

Messaggio Da anna il Mar 2 Set - 11:31

...altre foto QUI

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Re: Il Cinema sulla stampa

Messaggio Da anna il Mer 3 Set - 10:42

COSA LORO
Marco Travaglio

Tecnicamente si chiama “eterogenesi dei fini”: quando un’azione produce l’effetto opposto a quello sperato dal suo autore. È quel che accade ai nostri politici che tentano di negare o sminuire la trattativa Stato-mafia, e più ci provano più ne confermano l’esistenza e l’importanza. L’altro giorno sono state depositate e rese note alcune conversazioni fra Totò Riina e il suo compare di 41-bis, in cui il boss delle stragi augura la morte a don Luigi Ciotti. Il presidente Napolitano e il premier Renzi hanno subito telefonato al sacerdote per dargli la solidarietà delle istituzioni, com’è giusto, doveroso e normale che sia. Purtroppo non hanno fatto altrettanto nove mesi fa, quando furono divulgate le frasi di Riina che non si limitava a voler morto il pm Nino Di Matteo, ma aggiungeva ripetutamente, ossessivamente che va eliminato con una strage tipo Capaci e via D’Amelio, e che “dobbiamo farla subito”. Da allora, era la fine del 2013, si attende che Napolitano e Renzi chiamino Di Matteo o almeno pronuncino il suo nome e cognome accanto alla parola solidarietà, ma in quasi 300 giorni non han trovato un minuto per farlo. Perché? Non è un’illazione dedurre dal loro silenzio che Di Matteo è un condannato a morte di serie B, anzi di serie C perché ha il grave torto di indagare sulla trattativa, ha osato ascoltare Napolitano a colloquio con Mancino (nelle quattro bobine poi fatte distruggere nel giorno del suo reinsediamento al Colle), addirittura di convocarlo come testimone al processo in Corte d’Assise. Chissà la soddisfazione di Riina nell’apprendere che il suo nemico pubblico numero uno è anche il nemico pubblico numero uno dei vertici dello Stato.
Per fortuna, là dove non arriva la politica, osa il cinema. Al Festival di Venezia sono due i film che parlano di trattativa: due gioiellini firmati da Franco Maresco (Belluscone) e da Sabina Guzzanti (La trattativa). Prima ancora che venissero proiettati, avevano già attirato un mare di critiche: non dal punto di vista artistico o storico (nessuno li aveva ancora visti), ma da quello politico. E qui l’aggettivo “politico” è sinonimo di “omertoso”: di mafia, peggio se associata allo Stato, è meglio non parlare. È quel che sostiene anche il vero protagonista del film di Maresco, che non è Berlusconi (il titolo col cognome storpiato è pura satira), ma un palermitano piccolo piccolo: Ciccio Mira, impresario di cantanti neomelodici e di feste popolari nei quartieri più mafiosi di Palermo, come Brancaccio, feudo dei fratelli Graviano e base di partenza delle stragi di via D’Amelio nel ’92 e di Firenze, Milano e Roma nel ’93. I palchi dei concerti sono posizionati dinanzi alle case dei boss, a mo’ di inchino. E al termine il cantante rivolge un commosso e deferente saluto “agli amici ospiti dello Stato”, i mafiosi detenuti al 41-bis, augurando loro “un presto (sic) ritorno a casa”. La storia è quella del sottoproletariato palermitano, rigorosamente filomafioso e berlusconiano (ma chissà che non stia diventando renziano). Peraltro speculare ai figli della buona borghesia che, intervistati in discoteca, parlano di mafia esattamente come i figli di Brancaccio: “Il 23 maggio? Un giorno come un altro”, “Il 19 luglio? Si sposò mia sorella”, “La trattativa Stato-mafia? Niente so, ma non penso ci sia stata”, e comunque “meglio la mafia che lo Stato, no?”. Il film di Maresco non è un film su Brancaccio, e nemmeno su Palermo, e neppure sulla Sicilia: ma sull’Italia. Al di là delle declamazioni retoriche, quelle risposte in discoteca corrispondono perfettamente al pensiero di gran parte della nostra classe politica, della Prima e della Seconda e della Terza Repubblica (si fa per dire, ovvio).

Infatti ieri, per non farci mancare nulla, il forzista Lucio Malan – valoroso esponente della maggioranza che sta riscrivendo, cioè devastando la Costituzione – ha chiesto il sequestro del film per l’“immagine negativa” che dà di Berlusconi (forse quando mostra la faccia di Dell’Utri, o la foto di Mangano, o la tomba di Bontate) e dell’Italia. Testuale: “Il cinema può essere un veicolo eccezionale di promozione non solo turistica, ma anche economica” e non dovrebbe “indulgere sulla mafia”. Bravo Malan, e grazie. Sei tutti loro.

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Re: Il Cinema sulla stampa

Messaggio Da anna il Gio 4 Set - 12:27

“La trattativa”, Sabina Guzzanti porta al cinema il patto fra Stato e mafia
La pellicola al Festival di Venezia, ed è subito polemica: negato il finanziamento ministeriale e persino il riconoscimento (gratuito) di "interesse culturale". La regista legge i segreti della stagione delle stragi: "E' quello che ci hanno detto i mafiosi o quello che non ci hanno detto i politici?"


Il ghigno beffardo di don Vito Ciancimino e l’espressione distratta di Nicola Mancino, le confidenze di Francesco Di Carlo, e un Marcello Dell’Utri in doppiopetto che tesse le lodi di Milano 2: interpretazioni e interviste inedite, pezzi di repertorio e ricostruzioni cinematografiche dei racconti di Gaspare Spatuzza, Luigi Ilardo, Giovanni Brusca. Per la prima volta i pezzi di quel complesso puzzle che è la Trattativa tra pezzi dello Stato e Cosa Nostra arrivano sul grande schermo con il film di Sabina Guzzanti: “La Trattativa“.

Quattro anni di lavorazione, un finanziamento ministeriale chiesto ma negato (come pure negato è stato il riconoscimento non oneroso di film “d’interesse culturale”) e una polemica immediata dovuta al logo del film: un uomo con la lupara al centro dello stemma della Repubblica Italiana che ha fatto storcere il naso ad alcuni parlamentari del Pd. Quasi la crasi iconografica del patto che portò pezzi delle Istituzioni a sedersi allo stesso tavolo di Cosa Nostra. Alla fine però il film “La Trattativa” ha visto la luce, giusto in tempo per approdare come fuori concorso al Festival di Venezia. “Che cos’è la trattativa, quello che ci hanno detto i mafiosi?” si chiede Guzzanti nel trailer del film. “O è quello che non ci hanno detto gli uomini politici?” continua la regista, mentre Nicola Mancino, conferma ancora una volta che il primo luglio del 1992, giorno del suo insediamento come Ministro dell’Interno, non conosceva fisicamente Paolo Borsellino, che invece nella sua agenda (quella grigia) aveva annotato l’incontro al Viminale.

Solo uno dei tanti rivoli gialli di una storia che è oggi al vaglio della corte d’assise di Palermo: alla sbarra ci sono boss mafiosi, ufficiali dei carabinieri e politici (tra cui lo stesso Mancino, accusato di falsa testimonianza). Il film della Guzzanti prova a ricostruire, portando in scena fatti accertati e ricostruzioni dei racconti messi a verbale dai collaboratori di giustizia, quel biennio rosso sangue che tra il 1992 e il 1994 ha terrorizzato l’Italia a suon di tritolo. Una storia che comincia già nel 1991, quando il gotha di Cosa Nostra si riunisce nei pressi di Enna, per decidere che strategia adottare nel caso la corte di Cassazione avesse messo il bollo definitivo alle condanne del maxi processo.

La data che cambia la storia d’Italia è infatti il 30 gennaio del 1992: quel giorno a Roma la suprema corte conferma il fine pena mai per i boss di Cosa Nostra. Da quel momento comincia l’escalation di terrore: il 12 marzo la chioma bianca di Salvo Lima riversa nel sangue a Mondello certifica l’apertura della guerra allo Stato, il 4 aprile tocca al carabiniere Giuliano Guazzelli, considerato vicino a Calogero Mannino, il 23 maggio è la volta del botto di Capaci, mentre il 19 luglio tocca a Paolo Borsellino: in mezzo ci sono Mori e De Donno che vanno a bussare a casa Ciancimino, Dell’Utri che assolda il politologo Cartotto per creare un nuovo soggetto politico (quando il vecchio pentapartito non era ancora stato travolto da Tangentopoli), Andreotti che viene battuto da Scalfaro nella corsa al Quirinale.

E poi ovviamente i pezzi mancanti: uno su tutti il mancato omicidio di Falcone a Roma e i misteri ancora oggi insoluti sulle stragi di Capaci e via d’Amelio. “La genesi è quando si decide di non uccidere Falcone a Roma: da lì cambia tutto e poi non è solo mafia” ha detto di recente Spatuzza, deponendo al processo. Nel film della Guzzanti scorrono i volti dei protagonisti di questa storia di patti e ricatti ancora oggi validi: magistrati, politici, boss, massoni, carabinieri, agenti dei servizi. E mentre l’Italia è sconquassata dal tritolo via Fauro, via Palestro e via dei Georgofili, ecco inesorabile arrivare il New Deal berlusconiano, con Forza Italia che va al governo: per i magistrati la prova che dopo l’arresto di Riina, Bernardo Provenzano sigla un nuovo patto con Dell’Utri, ordinando agli uomini di Cosa Nostra di votare in massa per il partito azienda. È lì che la Trattativa arriva ad un punto d’intesa e diventa atto fondativo della Seconda Repubblica italiana.

Redatto da Giuseppe Pipitone in collaborazione con BIM

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Re: Il Cinema sulla stampa

Messaggio Da anna il Dom 7 Set - 10:31

Leone d'Oro miglior film: A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence di Roy Andersson
Leone d'Argento miglior Regia: Andrey Konchalovskiy per Belye nochi pochtalona Alekseya Tryapitsyna (The Postman's White Nights)
Gran Premio della Giuria: The Look of Silence di Joshua Oppenheimer
Coppa Volpi migliore attore: Adam Driver per Hungry Hearts
Coppa Volpi migliore attrice: Alba Rohrwacher per Hungry Hearts
Premio Marcello Mastroianni miglior attore emergente: Romain Paul per Le dernier coup de marteau
Premio per la miglior sceneggiatura: Ghesseha di Rakhshan Bani-Etemad
Premio Speciale della Giuria: Sivas di Kaan Mujdeci.
Leone del Futuro, Premio Luigi De Laurentiis per un'Opera Prima: Court di Chaitanya Tamhane.
Premio Orizzonti per il miglior film: Court di Chaitanya Tamhane
Premio Orizzonti miglior regia: Theeb di Naji Abu Nowar
Premio Speciale della giuria Orizzonti: Belluscone, una storia siciliana di Franco Maresco
Premio Orizzonti per il migliore attore: Emir Hadzihafizbegovic per Takva su pravila (These Are the Rules)
Premio Orizzonti miglior cortometraggio: Maryam di Sidi Saleh

Altri premi

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Re: Il Cinema sulla stampa

Messaggio Da picpiera il Lun 29 Dic - 18:47

L'ho visto ora...,meglio tardi che mai,  Anna mi hai postato Edward Norton
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Re: Il Cinema sulla stampa

Messaggio Da anna il Gio 15 Gen - 17:24

Nomination agli 87esimi Academy Awards

Sono state annunciate le nomination agli 87esimi Academy Awards.
A guidare la pattuglia dei film più apprezzati dai votanti degli Oscar, Grand Budapest Hotel di Wes Anderson e Birdman di Alejandro Gonzales Inarritu, entrambi in corsa per 9 statuette.
Li seguono a ruota The Imitation Game, a quota 8 nomination, e il Boyhood di Richard Linklater con 7. American Sniper di Clint Eastwood ha ottenuto 6 nomination, mentre 5 ne hanno raccolte Interstellar, Foxcatcher, la sorpresa Whiplash e La teoria del tutto.
Buon risultato del Tuner di Mike Leigh (4 nomination), mentre a quota 3 si fermano Into the Woods e Unbroken.
Delusione per l'accreditatissimo Selma e per Vizio di forma di P.T.Anderson (2 sole candidature), e soprattutto per L'amore bugiardo di David Fincher, che ha ottenuto solo la nomination andata a Rosamund Pike come miglior attrice protagonista.
Molti i delusi per la mancata nomination come miglior film d'animazione per The Lego Movie, mentre Citizenfour si conferma il più accreditato vincitore nella categoria per il miglior documentario.

Ecco l'elenco completo dei candidati. Conosceremo i vincitori durante la cerimonia di premiazione che si svolgerà il 22 febbraio. 

Miglior film 

American Sniper 
Birdman 
Boyhood 
Grand Budapest Hotel 
The Imitation Game 
Selma 
La teoria del tutto 
Whiplash 


Miglior regia 

Alejandro G. Inarritu per Birdman 
Richard Linklater per Boyhood 
Bennett Miller per Foxcatcher 
Wes Anderson per Grand Budapest Hotel 
Morten Tydlum per The Imitation Game 


Miglior attore protagonista 

Steve Carell per Foxcatcher 
Bradley Cooper per American Sniper 
Benedict Cumberbatch per The Imitation Game 
Michael Keaton per Birdman 
Eddie Redmayne per La teoria del tutto 


Miglior attrice protagonista 

Marion Cotillard per Due giorni, una notte 
Felicity Jones per La teoria del tutto 
Julianne Moore per Still Alice 
Rosamund Pike per L'amore bugiardo 
Reese Witherspoon per Wild 


Miglior attore non protagonista 

Robert Duvall per The Judge 
Ethan Hawke per Boyhood 
Edward Norton per Birdman 
Mark Ruffalo per Foxcatcher 
J.K Simmons per Whiplash 


Miglior attrice non protagonista 

Patricia Arquette per Boyhood 
Laura Dern per Wild 
Keira Knightley per The Imitation Game 
Emma Stone per Birdman 
Meryl Streep per Into the Woods 


Miglior sceneggiatura originale 

Birdman 
Boyhood 
Foxcatcher 
Grand Budapest Hotel 
Lo sciacallo - Nightcrawler 


Miglior sceneggiatura non originale 

American Sniper 
The Imitation Game 
Vizio di forma 
La teoria del tutto 
Whiplash 



Miglior film straniero 

Ida (Polonia) 
Leviathan (Russia) 
Tangerines (Estonia) 
Timbuktu (Mauritania) 
Storie Pazzesche (Argentina) 


Miglior film d'animazione 

Big Hero 6 
The Boxtrolls 
Dragontrainer 2 
Song of the Sea 
The Tale of the Princess Kaguya 


Miglior fotografia 

Birdman 
Grand Budapest Hotel 
Ida 
Mr. Turner 
Unbroken 


Miglior montaggio 

American Sniper 
Boyhood 
Grand Budapest 
The Imitation Game 
Whiplash 


Miglior scenografia 

Grand Budapest Hotel 
The Imitation Game 
Into the Woods 
Mr. Turner 


Migliori costumi 

Grand Budapest Hotel 
Vizio di forma 
Into the Woods 
Maleficent 
Mr. Turner 


Miglior trucco e acconciature 

Foxcatcher 
Grand Budapest Hotel 
Guardiani della Galassia 


Migliori effetti speciali 

Captain America: The Winter Soldier 
Apes Revolution 
Guardians of the Galaxy 
Interstellar 
X-Men: Days of Future Past 


Miglior sonoro 

American Sniper 
Birdman 
Interstellar 
Unbroken 
Whiplash 



Miglior montaggio sonoro 

American Sniper 
Birdman 
Lo Hobbit 
Interstellar 
Unbroken 



Miglior colonna sonora originale 

Grand Budapest Hotel 
The Imitation Game 
Interstellar 
Mr. Turner 
La teoria del tutto 




Miglior canzone 

The Lego Movie 
Selma 
Beyond the Lights 
Begin Again 
Glen Campbell... I'll be me 


Miglior documentario 

Citizenfour 
Finding Vivian Maier 
Last Days in Vietnam 
The Salt of the Earth 
Virunga 


Miglior corto documentario 

Crisis hotline: Veterans press 1 
Joanna 
Out Curse 
The Reaper 
White Earth 


Miglior cortometraggio 

Aya 
Boogaloo and Graham 
Butter Lamp 
Parvaneh 
The Phone Call 

Miglior cortometraggio d'animazione 

The Bigger Picture 
The Dam Keeper 
Feast 
Me and My Moulton 
A Single Life 

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Re: Il Cinema sulla stampa

Messaggio Da anna il Lun 23 Feb - 11:38

Oscar 2015

- Miglior film: «Birdman»  di Alejandro González Iñárritu  
- Miglior attrice protagonista: Julianne Moore per «Still Alice»
- Miglior attore protagonista: Eddie Redmayne per «The Theory of Everything»
- Miglior regia: Alejandro Gonzalez Inarritu per «Birdman»
- Miglior sceneggiatura non originale: Graham Moore per «The Imitation Game»
- Miglior sceneggiatura originale: Alejandro G. Iñárritu, Nicolás Giacobone, Alexander Dinelaris Jr. e Armando Bo per « Birdman»
- Miglior colonna sonora: Alexandre Desplat per il film «Grand Budapest Hotel»
- Miglior canzone: «Glory» di John Stephens e Lonnie Lynn nel film Selma
- Miglior documentario: «CitizenFour» di Laura Poitras, Mathilde Bonnefoy e Dirk Wilutzky

- Miglior montaggio: Tom Cross per il film « Whiplash»
- Miglior fotografia: Emmanuel Lubezki per il film Birdman
- Miglior scenografia: Adam Stockhausen e Anna Pinnock per il film «Grand Budapest Hotel»
- Miglior film d’animazione: Don Hall e Chris Williams per il film «Big Hero 6»
- Miglior cortometraggio d’animazione: «Feast» di Patrick Osborne
- Migliori effetti speciali: Paul Franklin, Andrew Lockley, Ian Hunter e Scott Fisher per il film «Interstellar»
- Miglior attrice non protagonista: Patricia Arquette per «Boyhood»  

- Miglior sonoro: Alan Robert Murray e Bub Asman per «American Sniper»
- Miglior montaggio: Craig Mann, Ben Wilkins e Thomas Curley per «Whiplash»
-Miglior corto documentario: «Crisis Hotline: Veterans Press 1» di Ellen Goosenberg Kent e Dana Perry
- Miglior corto: «The Phone Call» di Mat Kirkby e James Lucas
- Miglior film straniero: è il film polacco «Ida» diretta da Pawel Pawlikowski
- Miglior trucco: Frances Hannon e Mark Coulier per il «Gran Budapest Hotel»
- Migliori costumi: l’italiana Milena Canonero per il film «Grand Budapest Hotel»  
- Miglior attore non protagonista: J.K. Simmons per «Whiplash»

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Re: Il Cinema sulla stampa

Messaggio Da picpiera il Lun 23 Feb - 20:09

Julianne Moore non è un mostro di simpatia ma non conta, sembra che in questo film sia stata una brava
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Re: Il Cinema sulla stampa

Messaggio Da ubik il Lun 23 Feb - 22:48

picpiera ha scritto:Julianne Moore non è un mostro di simpatia ma non conta, sembra che in questo film sia stata una brava

è il film che deve essere una pall... un po' noioso

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Le idee sono simili a pesci. Se vuoi prendere un pesce piccolo, puoi restare nell'acqua bassa. Se vuoi prendere il pesce grosso, devi scendere in acque profonde. D. Lynch

Fu così che Olo arrivò a conoscere se stesso; e come quei pochi uomini che lo avevano fatto prima di lui, arrivato in cima a questo pinnacolo di conoscenza si trovò ai piedi di una montagna. T. Sturgeon
Avevano parlato, poco, ma quanto bastava per scegliersi. Ci sono parole come le conchiglie, semplici ma con il mare intero dentro. A. D’Avenia
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Re: Il Cinema sulla stampa

Messaggio Da anna il Mer 13 Mag - 9:02

Si apre oggi il festival di Cannes



foto dalla croisette

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Re: Il Cinema sulla stampa

Messaggio Da ubik il Mer 13 Mag - 19:54



la giuria 

sbaglio o Rossi De Palma sta virando sul matronale? Suspect 

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Le idee sono simili a pesci. Se vuoi prendere un pesce piccolo, puoi restare nell'acqua bassa. Se vuoi prendere il pesce grosso, devi scendere in acque profonde. D. Lynch

Fu così che Olo arrivò a conoscere se stesso; e come quei pochi uomini che lo avevano fatto prima di lui, arrivato in cima a questo pinnacolo di conoscenza si trovò ai piedi di una montagna. T. Sturgeon
Avevano parlato, poco, ma quanto bastava per scegliersi. Ci sono parole come le conchiglie, semplici ma con il mare intero dentro. A. D’Avenia
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Re: Il Cinema sulla stampa

Messaggio Da anna il Mer 13 Mag - 20:54

ubik ha scritto:
sbaglio o Rossi De Palma sta virando sul matronale? Suspect 
 e l'abito non aiuta 

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Re: Il Cinema sulla stampa

Messaggio Da picpiera il Dom 17 Mag - 10:09

ma come sono vestiti....
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Re: Il Cinema sulla stampa

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