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La TV & la stampa

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Re: La TV & la stampa

Messaggio Da anna il Mar 12 Apr - 0:10

non parla solo di uno spettacolo televisivo, la metto qui visto che comunque si tratta di personaggio prettamente 'televisivo', ma anche radiofonico

Nuovo show Fiorello, a maggio torna a Roma
Previste finestre su Radiouno. Sorrisi: in autunno su Raiuno


Dopo annunci e false partenze, Fiorello si prepara veramente a tornare. Ad ospitare le nuove gesta dell'amato showman, secondo quanto apprende l'ANSA, sarà il teatro Sistina di Roma, dove il nuovo spettacolo andrà in scena ogni lunedì per tutto il mese di maggio e di giugno. Dal 2 maggio infatti, consultando il sito del teatro Sistina, non è possibile prenotare perché non risulta nessuno spettacolo in cartellone e, curiosamente, anche l'ultima settimana di aprile del teatro è 'off', forse per consentire le prove. Nessuna notizia sul sito ufficiale dell'artista né conferme dallo staff, che mantiene la bocca cucita. Lo spettacolo del Sistina dovrebbe trovare spazio anche nel palinsesto di Radiouno. Potrebbe spuntare anche l'ex socio di Viva Radio2 Marco Baldini, con modalità da definire per via del suo legame in esclusiva con radio Kiss Kiss.

A questo si aggiunge l'atteso ritorno di Fiorello in tv, di cui parla Tv Sorrisi e Canzoni sul numero di domani. Secondo il settimanale a settembre Fiorello porterà su Rai1 uno show, sei puntate, con una formula tutta nuova, già ribattezzata 'formula fiction': solo due volte al mese, la domenica e il lunedì, come per molte fiction della rete ammiraglia Rai.

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Re: La TV & la stampa

Messaggio Da anna il Sab 23 Apr - 12:42

http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2011/04/23/news/mago_merlino_fiction_camelot-15285408/?ref=HRERO-1

"Merlino? Un incrocio
fra uno jedi e Rumsfeld"
"Camelot" in tv con Fiennes e Eva Green. È già un successo in America e in Francia la serie dei produttori di "Spartacus"


Dimenticate tutto quello che sapete di Merlino e di Re Artù, della spada nella roccia e della Fata Morgana. Sta per arrivare in televisione una nuova serie che racconterà la leggenda di Camelot in una maniera completamente diversa e nuova. La serie, intitolata semplicemente Camelot, che da pochi giorni ha esordito negli Usa e in Francia e che nei prossimi mesi arriverà in Italia, sarà uno degli appuntamenti di punta della prossima stagione televisiva, con la sua miscela di avventura, amore, lotta, passione, magia e una buona dose di sensualità.

Una versione moderna e spettacolare della leggenda di Re Artù (con un cast di stelle: Joseph Fiennes, Eva Green e Jamie Campbell Bower) che ha immediatamente riscosso un grande successo negli Usa. Al centro dell'azione c'è Merlino, interpretato da Joseph Fiennes, che, nella speranza di unificare l'Inghilterra e di creare un mondo migliore, mette sul trono il giovane e inesperto Artù, e allo stesso tempo cerca di controllare la pericolosa Morgana, sorellastra di Artù e pretendente al trono.

"Merlino sogna un mondo diverso, migliore, e fa di tutto per cambiarlo", racconta Fiennes, "promette al popolo che questi cambiamenti porteranno pace e prosperità e Artù cerca di fare in modo che le promesse di Merlino si avverino. Potrei dire che il mio Merlino è a metà tra Obi-Wan Kenobi and Donald Rumsfeld, è un educatore e un manovratore, crudele e appassionato al tempo stesso".

Il contraltare di Merlino è Morgana, impersonata da Eva Green, che, convinta di avere diritto al trono d'Inghilterra, fa di tutto per conquistarlo, contrastata da Merlino. "Quello di Morgana è un personaggio fantastico", dice Eva Green, "Ho sempre voluto interpretare personaggi con un lato oscuro, come Lady Macbeth o Cleopatra, ma mi piace anche l'idea che questa Morgana non segua i cliché. Non è cattiva, io la vedo più come una vittima, che cerca di fare di tutto per riprendere quello che lei ritiene sia suo di diritto, ovvero il trono d'Inghilterra".

Questa versione di Camelot è molto diversa da quelle che negli anni passati sono arrivate su piccolo e grande schermo. In questa lo scontro principale è tra Merlino e Morgana: tra loro c'è odio, ma anche rispetto, sono loro a darsi battaglia, l'uno per difendere Artù, l'altra per riprendersi il trono. Anche il loro rapporto con la magia è diverso, mentre per Merlino è parte di se stesso e della tradizione, per Morgana, che scopre il "lato oscuro" per difendersi e attaccare, una novità da sperimentare.

Magia alla Harry Potter? "No, e nemmeno alla Disney", sottolinea Eva Green, "La magia in Camelot è il dominio sulle forze della natura, aria, acqua, fuco e terra, e questa caratteristica rende la serie diversa e originale". Anche il ruolo di Joseph Fiennes non è quello del classico Merlino: "Innanzitutto non ho la barba o il cappello da mago", dice ridendo, "sono un Merlino decisamente più sexy. Scherzi a parte, non c'è nulla dello stereotipo del mago nel mio personaggio. È più machiavellico, cerca di condizionare persone ed eventi, per raggiungere il suo obiettivo. Volevo che fosse un brillante politico negli oscuri corridoi del potere e spero di esserci riuscito". Ovviamente anche Artù non segue le regole abituali: è molto più simile a una rockstar che non al romantico personaggio arrivato fino a noi dalle leggende antiche, "non è necessariamente buono", sottolinea Jamie Cambpell Bower, "si trova in una situazione per lui inattesa e si evolve durante la serie, prende consapevolezza del suo ruolo strada facendo e questo lo rende un personaggio affascinante per un attore".

La produzione della Starz (la stessa di un altro serial di grandissimo successo, Spartacus) è sontuosa, con un grande budget e una raffinata scelta di ambienti, costumi e effetti speciali. "Ma non ci sono molti trucchi spettacolari", sottolinea Joseph Fiennes, "non è una serie per i bambini ma per un pubblico adulto. Cerchiamo soprattutto di puntare all'interazione tra i personaggi, ai diversi aspetti politici della vicenda di Camelot, non solo sul divertimento. Credo che sia una serie che abbia molte diverse chiavi di lettura e questa è la sua forza".

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Re: La TV & la stampa

Messaggio Da anna il Gio 28 Apr - 16:55

http://www.kataweb.it/tvzap/2011/04/27/invettiva-di-montalbano-il-senatore-si-ribella-175965/?ref=HRESS-5

L’invettiva di Montalbano e la gaffe del senatore
Nell'episodio "Il giro di boa", andato in onda in replica martedì sera, il Commissario si scaglia contro i poliziotti protagonisti dei fatti del G8 di Genova. Insorge il senatore di Coesione Nazionale Franco Cardiello, che accusa il personaggio di Camilleri di fare 'propaganda sovversiva' a spese degli abbonati. Ma qualcuno ha detto a Cardiello che si tratta di una replica del 2005? "La prossima volta farà interrogazione su Spartacus con Kirk Douglas", ironizza Realacci del Pd


Anche con una seconda replica, il commissario più amato della tv è in grado di scatenare gli animi.

La ripetizione su Raiuno, dell’episodio “Il giro di boa” (trasmesso per la prima volta nel 2005), oltre a registrare il lusinghiero risultato di 4 milioni 749mila telespettatori con uno share del 16.17 ha provocato le proteste senatore di Coesione Nazionale Franco Cardiello, che accusa il personaggio di Andrea Camilleri intepretato da Luca Zingaretti di fare ‘propaganda sovversiva’ a spese degli abbonati Rai.

Al senatore non è andata giù l’invettiva pronunciata dal Commissario contro i poliziotti del G8 di Genova.

“Quanto proposto ieri dalla serie televisiva montalbano- dice Cardiello- non può che lasciare allibiti. Infatti all’inizio della puntata il commissario, ma forse sarebbe meglio chiamarlo ‘subcomandante’, si è lasciato andare in una durissima invettiva contro i poliziotti del G8 di Genova dicendo addirittura di vergognarsi di far parte della polizia e di essere pronto a dimettersi. Una polizia, ha continuato Montalbano, che non garantirebbe la legalità e che non rappresenterebbe più i suoi valori fondamentali”.

Per l’esponente di coesione nazionale si tratta di “parole offensive ed oltraggiose verso quei ragazzi che proprio a genova sono stati in prima fila per tutelare l’ordine e la legalità contro quei teppisti no-global e black block che misero a ferro e fuoco la città. Giovani che hanno subito fisicamente quelle violenze”.

Inoltre, prosegue Cardiello, “il processo nei confronti dei poliziotti di Genova è ancora in corso, dinanzi alla corte di cassazione, e quindi anche per questo le parole di Montalbano sono ancora più gravi. Quasi a voler influenzare le decisioni dei magistrati, ergendosi a giudice di una giustizia tutta sua.
Perciò ho intenzione di chiedere chiarimenti ai ministri competenti ed alla stessa Rai che mandando in onda questa puntata ‘no-global’ ha fornito un pessimo servizio pubblico ed una propaganda sovversiva a spese degli abbonati Rai”.

Alla tirata di Cardiello risponde ironicamente Ermete Realacci del Pd: “Lo scarso senso del ridicolo e il furore ideologico forse non hanno fatto rendere conto al senatore Cardiello che quella andata in onda ieri sera, e da lui definita sovversiva, era l’ennesima replica di una puntata del Commissario Montalbano, ormai quasi d’annata. Speriamo che la prossima volta che verrà trasmesso ‘Spartacus’ con Kirk Douglas l’esponente di Coesione Nazionale non vorrà presentare una nuova interrogazione parlamentare per un film che istiga alla rivoluzione”.


bastava venire a chiedere a noi che siamo fans di Montalbano...

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Re: La TV & la stampa

Messaggio Da anna il Ven 29 Apr - 11:41

Caro Masi, non ci mancherai


Caro Mauro,
giunti ormai alla fine del tuo percorso Rai, possiamo darci del tu. Possiamo parlarci da cittadina ad affossatore del sistema radio televisivo pubblico italiano. Ci possiamo, intendo, concedere una chiacchierata, uno di fronte all’altra, senza che tu debba temere nulla, se non che io ti rinfacci veltronianamente, ovvero pacatamente e serenamente, i tuoi danni nei nostri confronti.

E’ ormai appurato che a giorni, al massimo entro l’11 maggio, lascerai la Rai per assumere l’incarico di ad della Consap, la concessionaria dei servizi assicurativi pubblici controllata dal ministero del Tesoro. Pare che già lì stiano facendo gli scongiuri e sperino che si tratti quantomeno di omonimia. A chi sostiene che non hai le competenze per questo ruolo puoi rispondere che non le avevi nemmeno per fare il direttore generale della Rai, eppure lo hai fatto per due anni senza che nessuno se ne accorgesse, a parte i telespettatori, le concessionarie pubblicitarie, i critici, i tuoi giornalisti che ti hanno sfiduciato in massa e tutti i dipendenti Rai che non fanno altro che esultare all’idea di non incontrarti più nei corridoi dell’azienda.

So che rivestire un ruolo in cui non potrai continuare a servire la causa mediatica del tuo punto di riferimento politico etico e morale, Silvio Berlusconi, ti provocherà profonde frustrazioni. Victor Hugo sosteneva che c’è gente che pagherebbe per vendersi, ma io, superato questo momento di profonda commozione, ti sarò accanto in questo percorso di transizione, sia di ruolo che di posizione, professionale e fisica si intende.

Ricordo con nostalgia i tuoi successi in Rai, a partire da quello che considero tuo degno commiato, ovvero quella intensa telefonata di fine gennaio alla trasmissione Annozero, per “criticare” l’impostazione della trasmissione. Che momenti, che emozioni, e pensare che mai più torneranno…

E ricordi quando, per fare un plateale smacco alla tua azienda a favore della tv del tuo santone, decidesti di togliere i canali Rai Sat dalla piattaforma Sky? E rimembri ancor Giada Kulyte, per la quale firmasti direttamente tu il contratto dopo che la direzione del settore risorse l’aveva cassata per mancanza di curriculum? A “Il lotto alle otto” guadagnava 1.500 euro a puntata, quasi il quadruplo rispetto al povero Tiberio Timperi che della trasmissione era conduttore.

Tutti ingrati, caro Mauro, caro il mio segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri e Capo di Gabinetto del Vicepresidente del Consiglio dei ministri durante i governi Berlusconi II e III. E si permettono anche di ironizzare: dicono che per convincerti ti abbiano offerto 765.000 euro all’anno; 50.000 in più rispetto a quelli che ti pagavamo alla Rai. Che saranno 50 mila euro…? Detto tra noi, te ne avrei dati 100 mila in più a patto che sparissi dalla tv pubblica.

E dunque finisce così la pagina più buia della Rai, la più nera di sempre. Poche sono le missioni in cui hai fallito, eppure ce l’avevi messa tutta. Per esempio, missione fallita: cacciare un dirigente serio e capace come Loris Mazzetti. Lo hai sospeso per dieci giorni, auspicandone il licenziamento, perchè non ha gradito l’auto-invito del Ministro Maroni a “Vieni via con me”, e il gioco di prestigio ti è riuscito: hai permesso al leghista di fare un tour mediatico di rara intensità. Lo hai sospeso per 15 giorni perchè una puntata di “Vieni via con me” aveva sforato di 2 minuti. Lo hai sospeso per le critiche espresse su Il Fatto Quotidiano. Una sorta di persecuzione durata due anni nei confronti di un capostruttura che ha tenuto incollati a Rai 3 milioni di spettatori. Mai ti sei preoccupato della direzione del Tg1, della gestione Minzolini. E’ evidente che mai nessuno aveva fatto peggio di te ed era stato così incompetente. Ma la competenza non è tutto caro Mauro, spiegalo a loro. Una pelle sempre abbronzata artificialmente come la tua, dei capelli e dei baffi così curati… chi riuscirà a dare un’immagine così attraente della Rai adesso?

La risposta è nessuno. E forse anche lui riuscirà a fare meglio di te.

di Sonia Alfano su ilfattoquotidiano.it

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Re: La TV & la stampa

Messaggio Da anna il Ven 29 Apr - 19:47

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/spettacolo/2011/04/29/visualizza_new.html_895915014.html

Reality uman, concorrenti tamagotchi
Al via su Italia 1, Rossella Brescia con Mago Forrest, più partecipanti che neuroni


Otto ex concorrenti di reality che tentano di guarire dal virus del presenzialismo anche rinunciando al proprio look e indossando una tutina colorata, le cui azioni saranno decise dal pubblico come nei videogames o come accadeva per il Tamagotchi, il giochino elettronico che ha spopolato a metà degli anni '90. Sono questi gli ingredienti di Uman-Take Control! il nuovo reality che andra' in onda dal 2 maggio in prima serata su Italia 1, per sette puntate, condotto da Rossella Brescia e dal Mago Forrest.

Il format multipiattaforma di Endemol ha debuttato nel 2009 in Israele prevalentemente sul web (in tv solo alcune strisce) riscuotendo un grande successo. Poi ha suscitato l'interesse di 16 paesi tra cui l'Italia, dove è stata scelta una modalità mista tv-web. Il reality sarà infatti sul piccolo schermo il lunedì sera e in tre strisce quotidiane, ma sarà interamente trasmesso su Internet. E sul web è partito un mese fa il reclutamento dei concorrenti che ha portato ad una rosa di 12 potenziali partecipanti: Nora Amile (La Pupa e il Secchione 1); Maicol Berti, Veronica Ciardi, George Leonard (Grande Fratello 10); 'Bambola' Ramona Cheorleu (La Talpa 2); Siria De Fazio (Gf 9); Veridiana Mallmann (Isola dei Famosi 6); Elena Morali e Luca Tassinari (La Pupa e il Secchione 2); Sergio Volpini (Gf1), Antonio Zequila (Isola dei Famosi 3); Rocco Pietrantonio (La Fattoria 4).

Domenica 1 maggio, alle 23.25 su Italia 1, nello speciale Uman Cast, saranno resi noti i nomi dei prescelti dal pubblico per iniziare la terapia di disintossicazione dal virus dell'apparire. "E' una seconda chance per ex partecipanti ai reality, ci sono più concorrenti che neuroni", ha scherzato il Mago Forrest alla presentazione, nel teatro 19 di Cinecittà, la location del programma. "Sono stato portato qui con l'inganno - ha poi aggiunto - io pensavo il reality fosse ambientato a Palazzo Grazioli e si chiamasse Il Papi e le secchione".

Oltre alla modalità videogame, con tanto di livelli di gioco utili alla disintossicazione, sono diversi i termini presi a prestito da tecnologia e scienza: i concorrenti avranno come spazio comune un laboratorio, una capsula personale, un ospite al giorno, una sorta di 'Wikipedia vivente', che li riporti alla vita reale. Dovranno affrontare una serie di giochi dove ci saranno eliminati e ripescaggi, tramite televoto e sondaggi web, ma il numero di otto partecipanti sarà sempre costante (4 uomini e 4 donne). "Uman è una riflessione in chiave ironica e parodistica sui reality, a distanza di 12 anni dal primo Grande Fratello", ha spiegato Simona Ercolani, uno degli autori. "Ci sarà anche la punizione del tubo catodico - ha aggiunto - con cui i concorrenti potranno rivedere i loro comportamenti eccessivi, tipici dei reality". "E' un reality che non va preso troppo sul serio, un esempio di convergenza di tante piattaforme che va incontro ai giovani", ha osservato Paolo Bassetti, presidente di Endemol Italia. Per il direttore di Italia 1 Luca Tiraboschi è "un prodotto nuovo, un esperimento anche l'idea di portarlo in prima serata come da un po' di tempo facciamo".

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Re: La TV & la stampa

Messaggio Da anna il Sab 30 Apr - 16:48

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/spettacolo/2011/04/30/visualizza_new.html_895796844.html

Massimo Ranieri compie 60 anni
La festa in tv con Eduardo, poi teatro, musica e un nipotino


Una fiction, anzi ancora tre. Un disco, il teatro, il cinema. E presto anche la gioia di sentirsi chiamare "nonno". Incredibile a dirsi per uno che, ancora oggi, si diverte a cantare in scena mentre fa addominali e flessioni, Massimo Ranieri si prepara compiere i suoi primi 60 anni, il 3 maggio. Lo farà (quasi) in tv, nei panni che furono di Eduardo in 'Napoli milionaria', seconda delle quattro commedie di De Filippo, dopo la 'Filumena' con Mariangela Melato di dicembre, che per Raiuno ha tradotto in italiano (non senza qualche polemica), vincendo il tabù che il teatro in tv non faccia ascolto.

Come regalo di compleanno, la Rai presenterà ufficialmente la nuova commedia lunedì, per mandarla in onda mercoledì, con Barbara De Rossi, pur assolutamente romana di nascita, nei panni di donna Amalia (Ranieri è Gennaro Iovine ed Enzo De Caro Errico Settebellizze).
Un azzardo? Non più che affidare la Filumena ad una milanese doc come la Melato. E non più delle molte sfide che il 'cantattore' Ranieri si è sempre divertito ad affrontare, in 60 anni di vita e più di 40 di carriera. A partire dall'aneddoto, ormai celebre, dei suoi esordi. "Ho cominciato a cantare a 8 anni per un motivo soltanto: la paura. Non sapevo nuotare", racconta nella sua autobiografia ('Mia madre non volevà, ed. Rizzoli), ripercorrendo gli anni nel quartiere Pallonetto a Napoli, quando ancora era solo Giovanni Calone, quinto di otto figli, e i cugini lo terrorizzavano con la costante minaccia di buttarlo in acqua. Per scamparla, lui cantava e racimolava monetine dai passanti, da dividere coi 'compari' a fine giornata.

Da allora è stato tutto un prender la vita di petto, dal debutto a New York a 13 anni con il nome di Gianni Rock al successo di 'Rose rosse', dall'esordio al cinema con il Metello di Bolognini, acclamato a Cannes nel 1970 e premiato con il David, a confronti che avrebbero fatto impallidire chiunque (con Viviani in 'Napoli chi resta e chi parte' di Patroni Griffi, con Modugno in 'Rinaldo in campo' per Garinei Giovannini, con il principe di Monaco a cui 'rubo'' il nome), amicizie insospettabili (con la toscanaccia Gianna Nannini). Passando per collaborazioni 'colte' ('L'anima buona di Suezan' per Strehler), prove inimmaginabili (é riuscito a far recitare 'Io vulesse trova' pacé di Eduardo a Umberto Bossi in diretta tv) e pietre miliari nella cultura popolare come 'Canzonissima', il Salvo D'Acquisto televisivo e 'Perdere l'amoré con cui trionfò a Sanremo nell'88.

Ma l'ultimo Pulcinella, come lo ha ribattezzato in un recente film Maurizio Scaparro, sessant'anni se li sente? In questi ultimi giorni, in tv e sui rotocalchi, in molti sono tornati a chiederglielo. Lui, con quell'aria da scugnizzo, sorride e guarda avanti, con un'agenda più fitta che mai. Reduce dagli ultimi film di Lelouch e Turturro e dall'ovazione da 11mila spettatori al Rama Entertainment Center di Toronto, da quattro anni è in tournee con l'autobiografico 'Canto perche' non so nuotaré (dal 6 all'8 maggio allo Smeraldo di Milano, poi Trieste, Ferrara, Ancona, Torino, Firenze fino a fine agosto al Teatro Antico di Taormina) che veleggia sereno verso le 600 repliche e oltre il milione di spettatori. Dal 27 al 29 maggio sarà all'Augusteo di Napoli, con la ripresa del recital 'Chi Nun Tene Curaggio Nun Se Cocca Cu 'E Femmene Bellé, ma in agenda c'é già un impegno importante come 'L'opera da tre soldì di Brecht, da mettere in scena all'Albergo dei Poveri in tempo per il Festival di Napoli, insieme a Lina Sastri, Ugo Maria Morosi, Gaia Aprea e l'Orchestra del San Carlo, diretti da Luca De Fusco. E anche una nuova regia lirica, con La Traviata di Verdi che a dicembre aprirà la stagione del Politeama di Cosenza. Poi il doppio cd di classici napoletani da ultimare con Mauro Pagani. Per tornare a fine estate sul set della terza commedia tv da Eduardo, 'Sabato, domenica e lunedi' con Elena Sofia Ricci nel ruolo di Rosa, cui seguirà 'Questi fantasmi' con Bianca Guaccero.

Ma il regalo più bello per questi 60 anni arriverà a luglio, con un fiocco blu, quando sua figlia Cristiana, nata nel'71 da una relazione con la cantante Franca Sebastiani, ma 'ritrovata' solo quattro anni fa, lo renderà nonno di un maschietto. Che chiamerà proprio come lui, Giovanni.

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Re: La TV & la stampa

Messaggio Da anna il Lun 2 Mag - 18:23

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2011/05/02/visualizza_new.html_875502349.html

Nuovo Dg Rai, Lorenza Lei in pole position
Mauro Masi formalizza le dimissioni, domani il cda designa il successore


Mauro Masi, nominato giovedì scorso amministratore delegato della Consap, ha formalizzato oggi - a quanto si apprende - le dimissioni da direttore generale della Rai con una lettera consegnata al presidente della tv pubblica, Paolo Garimberti, e al presidente del collegio sindacale, Carlo Cesare Gatto.

Per domani alle 17.30 Garimberti ha convocato il consiglio di amministrazione che prenderà atto delle dimissioni di Masi e designerà il nuovo dg: il nome che circola con maggiore insistenza è sempre quello dell'attuale vicedirettore generale Lorenza Lei. Per mercoledì alle 11 è convocata l'assemblea totalitaria dei soci, per raggiungere l'intesa sul nome del nuovo dg prevista dalla legge. A seguire, alle 12, tornerà a riunirsi il cda per la ratifica definitiva.


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Re: La TV & la stampa

Messaggio Da anna il Mer 4 Mag - 12:39

'Top of the pops' tornerà su scala mondiale?

Segnali di un possibile ritorno di un programma che qualcuno considera "mitico"? Simon Cowell, al momento il boss assoluto dei reality musicali britannici e tra pochi mesi forse anche di quelli statunitensi visto che andrà a dirigere la versione a stelle e strisce di "X Factor", ha lasciato intendere che "Top of the pops", per gli amici solo TOTP, potrebbe tornare anche se con caratteristiche diverse. E cioé globali, o comunque non limitate ad una sola nazione. Il programma fu "tagliato" nel 2006, dopo ben 42 anni, per l'interesse fortemente decrescente ma la nostalgia aleggia. La prima puntata di "Top of the pops" andò in onda alla BBC il 1° gennaio 1964. Alla puntata inaugurale parteciparono sia i Rolling Stones sia i Beatles. Jagger e soci con “I wanna be your man”, i Fab con il singolo più venduto di quella settimana, “I want to hold your hand”. Il londinese Cowell, 51 anni, proprietario della entertainment company Syco che tra gli altri artisti gestisce Susan Boyle e Leona Lewis, ha detto: "Si sta pensando ad una trasmissione sul genere di 'Top of the pops', ma farla in Gran Bretagna non sarebbe redditizio. Per farla per bene avrebbe bisogno d'essere maggiore di un solo Paese. E' una cosa che stiamo considerando in questi giorni, anche se non penso che si realizzerà da un giorno all'altro. Credo che ne riparleremo tra un anno". L'"X Factor" targato USA, capitanato da Cowell, sarà in onda su Fox dal prossimo settembre. In pole position per il ruolo di giudice sarebbero Cheryl Cole, Nicole Scherzinger, Paula Abdul, George Michael, Antonio "L.A." Reid e Mariah Carey.

Rockol.it

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Re: La TV & la stampa

Messaggio Da anna il Mar 10 Mag - 23:26

Fiorello, ecco a voi Buon Varietà
Debutta con ospiti Djokovic e Scamarcio, presto su Raiuno


Lui non la mette sul piano della sfida alla tv ma l'esperimento di 'Buon Varietà', in prima serata e in diretta su Radiouno dal teatro Sistina sembra un invito a spegnere la tv, a chiudere gli occhi e a godere del sano varietà di una volta, aggiornato in chiave personalissima da Fiorello.

Questo ritorno in Rai, prima alla radio e su Raiuno il prossimo autunno è emozionante, come ha spiegato Fiorello, pochi minuti prima di salire sul palco, in una videointervista ad ANSA.it. "La Rai è la Rai, la televisione nazionale - ha detto lo showman - però quella su Sky del 'Fiorello Show' è stata un'esperienza bellissima che mi ha aiutato tanto: 36 spettacoli sono stati un bell'allenamento".

Nella prima delle sei serate di 'Buon Varieta' ', tra monologhi e canzoni con l'accompagnamento della band diretta da Enrico Cremonesi, Fiorello ha puntato e colpito una serie di vittime, talvolta inconsapevoli, in platea. Da sottolineare la presenza dei vertici Rai, Mediaset e Sky, a conferma della corte serrata di tutte le emittenti tv a Fiorello. Per la Rai erano presenti il direttore di Raiuno Mauro Mazza e il direttore di Radiouno Antonio Preziosi, di Sky il vicepresidente Andrea Scrosati e Giorgio Restelli della direzione risorse artistiche di Mediaset.

A Mazza è toccato persino cantare 'Terra Promessa' di Eros Ramazzotti, mentre Riccardo Scamarcio, comparso prima al telefono con una divertente imitazione di Maurizio Costanzo e poi materializzatosi sul palco, ha duettato con Fiorello una parodia di Romeo e Giulietta, prima di cantare in tandem 'Onda su Onda'.

Al Sistina, nel tempio del varietà, anche Johnny Dorelli, nelle prime file con Gloria Guida, è stato coinvolto in un accenno di 'Aggiungi un posto a tavola', mentre Lelio Luttazzi è stato ricordato con un suo brano 'Giovanotto Matto'. In apertura di spettacolo Fiorello, come da tradizione, ha salutato il pubblico con 'Allegria', ricordando il compianto Mike Bongiorno.

Uno dei momenti più esilaranti ha avuto per protagonista il serbo Novak Djokovic, n.2 del tennis mondiale, che, come ha detto Fiorello, "ieri ha dato 'na cinquina' a Nadal". Accompagnato dal fratello, il campione di tennis ha sfoggiato un buon italiano e doti da showman, imitando dapprima alcuni tic dello sfidante Rafael Nadal, poi intonando una canzone del suo cantante preferito, Eros Ramazzotti, 'Terra Promessa'. Djokovic ha rivelato un presunto flirt dello stesso Eros con la sua connazionale Nina Senicar, 'mia cugina', ha scherzato.

Nel parterre, divertiti anche Isabella Ragonese, Guillermo Mariotto, Roberto D'Agostino, Rita Rusic, Luca Sardella ed Enrico Brignano, con cui Fiorello ha chiuso la diretta su Radiouno facendogli intonare 'Roma nun fa la stupida stasera'. A Mariotto, giudice inflessibile a 'Ballando con le stelle', Fiorello ha detto: ''Lamberto Sposini stasera doveva essere qui. Ce la fara''', auspicando una rapida ripresa del giornalista ricoverato da dieci giorni nel reparto di Terapia Intensiva del Gemelli.

Nella serata di debutto e di ritorno in Rai, alla radio, Fiorello non ha voluto rinunciare alla presenza della sua spalla storica, Marco Baldini. Dopo averlo 'torturato' per anni a Viva Radio2 mettendolo letteralmente in mutande per scommessa e facendolo travestire da majorette, stasera Fiorello lo ha costretto a cantare: la divertente interpretazione di Baldini del brano di Anna Tatangelo 'Bastardo' è stata un momento da dimenticare.

Fiorello ha regalato gli applausi del suo pubblico anche al talentuoso Mimmo Foresta, che ha imitato in modo impressionante Anna Oxa, Gianna Nannini e Ornella Vanoni.

Non sono mancate battute sull'attualità: "In questi giorni è successo di tutto: il Milan ha vinto lo scudetto, la guerra in Libia (a Gheddafi che prima ce l'avevamo qui a villa Pamphili a fare il campeggio), il matrimonio di William e Kate, la beatificazione di Wojtyla, Bin Laden... Anche se siamo in 'pier condicio' devo dire che ho una mia teoria. Per me c'é una regia occulta. Mettiamo il caso che in Italia c'é qualcuno che ha attenzione su di se', qualche processo... E' andata così (con la voce di Berlusconi): 'Pronto, Ignazio manda l'esercito a Napoli, prendi l'immondizia e bombarda la Libia con i sacchetti dell'umido... Elisabetta, sposali ora quei due, no, non si dice Big Ben ma bunga bunga... Padre George, mi passi Benny? Facciamolo santo subito, c'é prima la beatificazione, ok, però quando tocca a me santo subito e processo breve... E poi gli Stati Uniti. Pronto? Mi prendete Bin Laden? Come dove è? E' in Pakistan, lo sanno tutti, me lo ha detto anche Pato". Una battuta sulla nuova fiamma di Barbara Berlusconi è stata fatta anche da Fiorello-Cassano: "Ora negli spogliatoi, con accento brasiliano, Pato dice 'Mi consenta, arbitro comunista'. Io ho scelto il Milan per il presidente perché qui è impossibile che io possa fare più cazzate di lui".

ansa

videointervista QUI

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Re: La TV & la stampa

Messaggio Da anna il Mar 17 Mag - 17:44

Crozza: benvenuti a Italialand
questo è un paese per comici
Da venerdì su La7 lo show della politica. Ce n'è anche per Matteo Renzi: "La cosa più di sinistra che ha fatto nella sua carriera il sindaco di Firenze è stato mettere un lucchetto dell'amore a Ponte Vecchio"


"Se va a Pomigliano, sa come funziona con quelli della Fiom... non usano il web comunicano col clacson". Maglioncino blu, ciuffo, Maurizio Crozza è un Sergio Marchionne che mastica uno strano italiano e medita sui destini della Fiat nel nuovo spettacolo Italialand, in onda venerdì 20 e il 27 su La7 alle 21.10, ripreso al teatro Nazionale di Milano. Aspetta i risultati elettorali per dare gli ultimi ritocchi allo spettacolo che racconta l'Italia, parco divertimenti degli orrori, un Paese allo sbando ("Una volta c'erano i Presocratici, oggi siamo pressapocratici, è la nostra filosofia"), dove la politica fa pena, ma che fotografa l'attualità.

Crozza, cos'è "Italialand"?

"Trecentomila chilometri quadrati di attrazioni. Un paese dove hanno arrestato l'ex commissario nazionale antiracket, il prefetto Carlo Ferrigno, per millantato credito non lo vieni a visitare? Avrebbe promesso favori in cambio di sesso... L'ex capo dell'antiracket, pensi se fosse stato del racket".

Evasione fiscale, corruzione: di spettacolo in spettacolo i problemi restano gli stessi.

"Il problema è che nessuno in questo Paese si riconosce nello Stato. "Comunque, io non sono Stato". Ma allora chi è Stato? "Accà niusciuno è Stato"...".

Per la cronaca si può sbizzarrire, c'è anche il caso Strauss- Kahn che tiene banco.

"Si rende conto di come quelle pillolette ci hanno cambiato? Hanno cambiato la specie umana. Ormai l'uomo può far l'amore anche da anziano... ma non è normale, dai. A una certa età deve smettere! A 12 anni si gioca a pallone, a 20 si tromba, a 30 ti sposi, a 40 si lavora, a 50 paghi gli alimenti e a 60 giochi a bocce... E invece oggi a 70 ritrombi, a 80 ritrombi...".

Elezioni a Milano: come vede la situazione?

"Tutto chiaro, no? La Moratti è il sindaco di Gotham City e Pisapia è il Joker. Anzi voglio fare una rivelazione, Pisapia ha rubato anche l'Urlo di Munch".

A che punto è la sinistra?

"Largo ai giovani, dice Matteo Renzi. La cosa più di sinistra che ha fatto nella sua carriera è stato mettere un lucchetto dell'amore a Ponte Vecchio... Lo sa cosa pensa, Renzi, no?".

Lo dica lei.

"Veltroni è vecchio, Fassino è vecchio, D'Alema è vecchio. Chi vede come leader del Pd? Zac Efron, quello di High school musical".

Di Bersani si occupa? A "Ballarò" è il suo pezzo forte.

"Bersani con le sue metafore è una certezza, ha una saggezza contadina: "Non siamo mica qui a romper le nocciole a Cip e Ciop". Mi piace l'introduzione di Ballarò, perché per un comico è importante sentire la reazione del pubblico, poi vedo le facce. La Bindi ride, ma La Russa...".

Berlusconi non sarà sparito dallo show?

"Ma figuriamoci. Lui è la più grande attrazione di Italialand è la nostra mascotte, parla parla e dice sempre le stesse cose: i pm, le toghe rosse. Come gli alberelli di Natale degli autogrill che quando gli passi davanti cantano: "Merry Christmas"? È uguale. È un premier da autogrill".

L'unica certezza è il presidente Napolitano.

"Infatti c'è. È l'arbitro, il punto di riferimento. Questi vogliono cambiare la Costituzione, c'è il rischio che facciano un nuovo decreto legge che obbliga a ridere delle battute del premier. Il resto, beh. A Berlusconi dedico anche "Ridi pagliaccio", ma canto "Ridi Silviaccio". Il testo è uguale: "Vesti la giubba, la faccia infarina..."".

È difficile fare il comico oggi?

"Non direi. Questo non è un paese per donne, non è un paese per vecchi ma è un paese per comici. In Abruzzo, visto che sulla strada provinciale del Tronto ci sono le prostitute che poi si appartano coi clienti nel bosco, per stroncare la prostituzione avevano proposto di abbattere 30 ettari di bosco. Devo aggiungere altro?".

repubblica.it

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Re: La TV & la stampa

Messaggio Da anna il Mar 17 Mag - 18:14

Si votano i “Teleratti”, Barbara D’Urso la più candidata
Si apre ufficialmente la quinta edizione del premio che 'elegge' il peggio della televisione italiana. A decretare il vincitore il popolo del web


Incetta di candidature per Barbara D’Urso e Uman Take Control. Si apre ufficialmente la quinta edizione de “I Teleratti”, l’unico premio che ‘elegge’ il peggio della televisione italiana, organizzato dal sito DavideMaggio.it.
Toccherà ora al popolo del web eleggere i vincitori tra le nominations di categoria individuate dalla Giuria di Qualità composta da giornalisti di settore. Nel dettaglio, tra le altre, a contendersi il titolo dei ‘minuti da dimenticare (ovvero il peggior momento televisivo”) ci sono Federica Sciarelli che comunica a Concetta Serrano il ritrovamento del cadavere della figlia in diretta tv (Chi l’ha visto, 6 ottobre 2011); Aldo Busi che in diretta tv dichiara “Ca..o in c..o non fa figli ma brodo per conigli” (Stasera che sera, 9 gennaio 2011),; l’intervista di Barbara D’Urso a Francesco Nuti (Stasera che Sera, 16 gennaio 2011).

Per la categoria Flop dell’anno sono stati indicati Centocinquanta (Rai 1), Stasera che Sera (Canale 5), Uman Take Control (Italia 1).

Bruno Vespa e Pippo Baudo (Centocinquanta, Rai 1), Francesco Facchinetti e Belen Rodriguez (Ciak si canta, Rai 1), Pupo ed Emanuele Filiberto (I Raccomandati, Rai 1) sono le nominations per “Gli Scoppiati dell’Anno” (ovvero la peggior coppia tv). Per il titolo di ‘Scostumato dell’anno” (ovvero il personaggio peggio vestito) corrono Caterina Balivo, Antonella Clerici, Paola Ferrari e Alessia Marcuzzi, mentre Eleonora Brigliadori (Isola dei Famosi 8), Nando Colelli (GF 11) e Guendalina Tavassi (GF 11) si giocheranno la palma di “Peggior Fenomeno (da baraccone)” di un reality/talent show.

Sul fronte della “Peggior Fiction”, i finalisti sono Il Peccato e la Vergogna (Canale 5), Le due facce dell’amore (Canale 5), Non smettere di sognare (Canale 5). Il “Peggior personaggio” andrà scelto tra Barbara d’Urso, Fabrizio Corona ed Emilio Fede; il “Peggior Programma di Informazione e Cultura” (infotainment e tg inclusi) tra Articolo 3 (Rai 3), TG1 (Rai 1) e Domenica Cinque (Canale 5); e il “Peggior Programma di Intrattenimento” tra Ciak si canta (Rai 1), Stasera che sera (Canale 5) e Uman Take Control (Italia 1).

Le due categorie speciali (il TeleRattone 2011 – ovvero il Peggior Programma dell’Anno – e il TeleRatto della Critica) non avranno nominations ma saranno decretati autonomamente dai lettori, il primo, e dalla giuria di qualità, il secondo. Gli internauti potranno votare collegandosi al sito web www.davidemaggio.it sino alle 23.59 di lunedi 23 maggio2011. I vincitori verranno resi noti il 24 maggio.

tvzap

quasi quasi voto, Suspect anche se dei candidati non ho visto nessuno

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Re: La TV & la stampa

Messaggio Da anna il Gio 19 Mag - 10:37

Sgarbi debutta ed è subito flop

Debutto flop per "Ci tocca anche Vittorio Sgarbi", il programma in prima serata su RaiUno condotto dal critico d'arte e politico. Gli ascolti non sono andati oltre l'8,3% di share, con circa due milioni di spettatori. Di fatto è circa la metà di quello che, in media, RaiUno realizza abitualmente in quella fascia.


repubblica


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Re: La TV & la stampa

Messaggio Da anna il Gio 19 Mag - 13:51

Sgarbi debutta ed è subito flop
La Rai sospende il programma
Risultati poco incoraggianti per il primo appuntamento di "Ci tocca anche Vittorio Sgarbi", ieri sera su RaiUno. Circa due milioni di telespettatori: la metà di quello che RaiUno realizza abitualmente in quella fascia oraria. E viale Mazzini dice stop. Il critico: "Non mi aspettavo questi ascolti".



Risultati d'ascolto ben poco lusinghieri per il primo appuntamento con "Ci tocca anche Vittorio Sgarbi", il programma in onda ieri in prima serata su RaiUno, condotto dal critico d'arte e politico. Gli ascolti non sono andati oltre l'8,3% di share, con circa due milioni di spettatori: la metà di quello che, di solito, RaiUno realizza abitualmente in quella fascia. Meglio tutti gli altri. A partire dalla finale di Europa League 1 fra le squadra portoghesi, che ha ottenuto il 9,35% di share con due milioni 577 mila spettatori. Ma soprattutto Chi l'ha visto, dedicato alla vicenda di Melania Rea 2, con oltre quattro milioni di spettatori e il 15,6% di share; e poi Le Iene con tre milioni e mezzo di spettatori e il 15%; I liceali, su Canale 5, con il 15% di share. Considerato il risultato, la Rai ha deciso di sospendere il programma. "La decisione è stata comunicata al professor Sgarbi - si legge in una nota di viale Mazzini - che l'ha condivisa".

Le immagini del Giudizio universale di Michelangelo e sequenze di catastrofi, dal crollo delle Torri Gemelle allo tsunami in Giappone al terremoto dell'Aquila. Sulle note del Dies Irae. Il programma si è aperto così, con una sigla di forte impatto seguita da un monologo del critico d'arte, che doveva durare 22 minuti (due piu di Roberto Saviano a Vieniviaconme 3) e invece finisce con l'occupare quasi l'intera trasmissione in barba a ogni scaletta. Fino al colpo di teatro finale, l'ingresso in studio del figlio ventenne Carlo, somigliantissimo, che spiega tranquillo di riconoscerlo come "genitore" e non come padre.

Completo nero e camicia bianca, Sgarbi entra nello studio con le scenografie che richiamano La scuola di Atene di Atene di Raffaello accompagnato dall'Inno alla gioia. Chiama accanto a sé il vescovo di Noto, don Antonio Staglianò, scherza con una capretta e tenta di lanciare il tormentone "capra! capra! capra!" (invettiva con cui più volte si è rivolto ad interlocutori sgraditi), poi si rivolge agli spettatori: "Vogliamo mostrare ciò che l'Italia è, la sua grandezza, non il male, non il pettegolezzo, non il vizio di cercare il male degli altri, vorremmo far vedere il bene". Nelle premesse, anche il racconto delle difficoltà incontrate dalla trsmissione prima della messa in onda. Poi il monologo entra nel vivo, argomento la paternità ma il filo conduttore è in fondo sempre lui, Sgarbi. Che chiama a raccolta un ampio pantheon di "padri" - Cossiga e Carmelo Bene, Pasolini, Walter Chiari e Buster Keaton, il Renzo Arbore di Quelli della notte. Il ricordo delle sue intemerate televisive, le liti, e un po' di autocritica.

Non manca una lunga digressione sulle vicende giudiziarie che hanno coinvolto, con l'inchiesta della Guardia di finanza di Trapani, il comune di Salemi di cui è sindaco: "Una macchina costruita per ostacolare il programma", sostiene Sgarbi. Sulle note della colonna sonora di Il Padrino introduce Morgan, ma è questione di poco, Sgarbi riprende la scena per sé, il pretesto è parlare di bellezza e paesaggio ma di fatto il conduttore la butta in politica, denunciando lo "scempio" degli impianti eolici (a meno di un mese dal referendum sul nucleare) nelle campagne italiane e soprattutto pugliesi. Al vescovo di Noto tocca un breve intervento sulla paternità. La chiusura con il figlio, Carlo Brenner Sgarbi, che molte cose ha in comune con il padre, prima fra tutte l'atteggiamento di chi si sente molto sicuro di sé. In scaletta ci sarebbero ancora tante cose ma il tempo stringe. "Sarà per la prossima puntata", commenta paziente la bionda Monica Marangoni. Lui si ravvia i capelli, "forse sarà l'ultima diretta", dice. E dopo i risultati d'ascolto, verrebbe da pensare che mai battuta fu più profetica.

Il commento. "Non mi aspettavo questi ascolti, ma volevo fare quella trasmissione", ha detto il critico d'arte in conferenza stampa. "Non sono pentito e non volevo fare altro". Sgarbi non ha poi risparmiato un attacco a Roberto Saviano: "Ha successo parlando di mafia ma non parla mai di energie rinnovabili. Prendo atto che abbiamo visioni diverse: per me combattere la mafia significa combattere gli interessi che ha nel fotovoltaico. Non ho intenzione di cedere e chiederò 10 milioni di euro ai giornali che hanno parlato di mafia a Salemi". Ai microfoni 4di Radio Capital Sgarbi ha poi affondato ulteriormente sull'autore di Gomorra: "Saviano - ha detto - è una di quelle persone che si compiacciono di far vedere l'Italia brutta".

repubblica

che peccato...

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Re: La TV & la stampa

Messaggio Da Lucy Gordon il Gio 19 Mag - 17:14

Ma quanto mi dispiace!!!!!!!!



Spoiler:


Forse per il Castoldo era meglio se non mi dava la sola a Castelfidardo ...

I musicisti devono fare i musicisti .... certo dopo la sbornia di xfatto gli sembrava facile ripetersi, ma bisogna saperli scegliere i cavalli giusti
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Re: La TV & la stampa

Messaggio Da anna il Sab 21 Mag - 21:50

Sgarbi e la curva
della capra


Dicono gli esperti di Auditel che non avevano mai visto una curva degli ascolti strampalata come quella che ha imprigionato il povero Vittorio Sgarbi e il suo infantile egotismo pieno d’aria. Dicono che il tracciato verrà studiato in molti laboratori di scienza della comunicazione: non era mai successo che gli stacchi pubblicitari facessero più ascolti del programma. A dimostrare che i pannoloni, i dentifrici, gli sciogli pancia prevalevano sulle chiacchiere in scatola del Vate.

La curva non è una curva, ma un precipizio ardito. Per rimanere sul terreno coltivato dal vispo Vittorio Sgarbi (“Non mi occupo di dove Berlusconi mette il suo c…, ma di dove lo metto io”) il precipizio assomiglia a una “demolizione”, termine che il dizionario dei sinonimi e dei contrari indica come il contrario di “erezione”. Il che in effetti corrisponde a certi racconti esilaranti che sue (e mie) amiche ogni tanto apparecchiano per allietare talune cene noiose dove si parla in grande prevalenza di Raffaello, Pasolini, Cossiga, Morgan, le capre. Ma poi anche di lui – dei suoi primi salotti a casa delle vecchie, dove furoreggiava – tanto per farci due risate. Prima che arrivino le ostriche e i brindisi.

blog ilfatto

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