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La biblioteca di DarkOver

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Re: La biblioteca di DarkOver

Messaggio Da ubik il Lun 20 Feb - 23:07

ti è piaciuto la strada?

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Le idee sono simili a pesci. Se vuoi prendere un pesce piccolo, puoi restare nell'acqua bassa. Se vuoi prendere il pesce grosso, devi scendere in acque profonde. D. Lynch

Fu così che Olo arrivò a conoscere se stesso; e come quei pochi uomini che lo avevano fatto prima di lui, arrivato in cima a questo pinnacolo di conoscenza si trovò ai piedi di una montagna. T. Sturgeon
Avevano parlato, poco, ma quanto bastava per scegliersi. Ci sono parole come le conchiglie, semplici ma con il mare intero dentro. A. D’Avenia
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Re: La biblioteca di DarkOver

Messaggio Da Lucy Gordon il Lun 20 Feb - 23:14

ubik ha scritto:ti è piaciuto la strada?


ho iniziato oggi, ho avuto da fare
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Re: La biblioteca di DarkOver

Messaggio Da Lucy Gordon il Ven 24 Feb - 10:33



ho lette le prime 80 pagine di La Strada


..............devo riprendermi .............. non avevo mai letto nulla di Mccarthy

Posso dire solo che è più poesia che prosa


to be continued...........
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Re: La biblioteca di DarkOver

Messaggio Da ubik il Sab 25 Feb - 0:36

Lucy Gordon ha scritto:..............devo riprendermi .............. non avevo mai letto nulla di Mccarthy
Posso dire solo che è più poesia che prosa ...

è stupendo, vero? io ho letto anche Non è un paese per vecchi e Figlio di Dio, bellissima scrittura tutti e due e storie molto interessanti e particolari

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Re: La biblioteca di DarkOver

Messaggio Da Lucy Gordon il Dom 26 Feb - 22:01

Ho finito il libro...........in spoiler il mio pensiero

Spoiler:
Poeticamente desolante.

Questa la prima definizione che mi è venuta in mente dopo aver finito “La strada” di Cormac Mccarthy. Per descrivere le sensazioni che questo libro mi ha lasciato non saprei da dove iniziare.
I termini che vorrei usare sono:

triste
egoistico
senza speranza
amore
cattiveria
disumanità
umanità

L'autore in una vicenda del genere poteva cadere nell'ovvietà di spiegazioni sull'accaduto. Del perché il mondo si fosse ridotto in quel modo. Poteva farci conoscere cento personaggi diversi, mille ambientazioni descritte in ogni particolare. Invece non fa niente di questo. Non ci dice neanche i nomi dei due protagonisti, sappiamo solo che sono l'uomo e il figlio. E la vicenda si sviluppa solo su questa lunga, interminabile ed insidiosa strada. Non ci sono descrizioni accurate dei luoghi, il colore dominante è il grigio del lento trascinarsi di un'esistenza inutile, con l'unico obbiettivo di raggiungere un luogo ipoteticamente più sicuro per il futuro del figlio. Un viaggio attraverso l'animo umano fatto da egoismi, paure, disumanità e amore paterno.
Ogni aspetto emotivo dei protagonisti l'autore ce lo rappresenta attraverso una descrizione tanto accurata delle loro sensazioni quanto scarna nei dialoghi.
Io ci ho letto la vita. L'amore per la vita propria e altrui del bambino. La vita che un genitore sacrifica per il futuro del figlio. La vita che la madre non accetta.
La strada è la vita.
Ognuno decide come viverla:

la madre non l'accetta e non vuole avere speranze
l'uomo passa sopra ogni possibile forma di egoismo pur di salvare il figlio perdendo ogni volta n briciolo della propria umanità
il figlio soffre per le persone che il padre non soccorre e lo sprona a rimanere umano
i cattivi sono quelle persone che incontriamo tutti i giorni, senza altruismo senza amore verso il prossimo, l'antropofagia è solo un mezzo che usa l'autore per descrivere il male che questi soggetti ci procurano .
La famiglia del finale è la salvezza dell'umanità. Una speranza che Cormac ci vuole dare. Che sia l'uomo o un dio questo lo dobbiamo trovare noi nella nostra vita.

"Una volta nei torrenti di montagna c'erano i salmerini. Li potevi vedere fermi nell'acqua ambrata con la punta ambrata delle pinne che ondeggiavano piano nella corrente. Sul dorso avevano dei disegni a vermicelli che erano le mappe del mondo in divenire. Mappe e labirinti. Di una cosa che non si poteva rimettere a posto. Che non si poteva riaggiustare. Nelle forre dove vivevano ogni cosa era più antica dell'uomo, e vibrava di mistero"


Un capolavoro.


Grazie Ubik.
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Re: La biblioteca di DarkOver

Messaggio Da ubik il Dom 26 Feb - 22:35

Lucy Gordon ha scritto:Ho finito il libro...........in spoiler il mio pensiero

Spoiler:
Poeticamente desolante.

Questa la prima definizione che mi è venuta in mente dopo aver finito “La strada” di Cormac Mccarthy. Per descrivere le sensazioni che questo libro mi ha lasciato non saprei da dove iniziare.
I termini che vorrei usare sono:

triste
egoistico
senza speranza
amore
cattiveria
disumanità
umanità

L'autore in una vicenda del genere poteva cadere nell'ovvietà di spiegazioni sull'accaduto. Del perché il mondo si fosse ridotto in quel modo. Poteva farci conoscere cento personaggi diversi, mille ambientazioni descritte in ogni particolare. Invece non fa niente di questo. Non ci dice neanche i nomi dei due protagonisti, sappiamo solo che sono l'uomo e il figlio. E la vicenda si sviluppa solo su questa lunga, interminabile ed insidiosa strada. Non ci sono descrizioni accurate dei luoghi, il colore dominante è il grigio del lento trascinarsi di un'esistenza inutile, con l'unico obbiettivo di raggiungere un luogo ipoteticamente più sicuro per il futuro del figlio. Un viaggio attraverso l'animo umano fatto da egoismi, paure, disumanità e amore paterno.
Ogni aspetto emotivo dei protagonisti l'autore ce lo rappresenta attraverso una descrizione tanto accurata delle loro sensazioni quanto scarna nei dialoghi.
Io ci ho letto la vita. L'amore per la vita propria e altrui del bambino. La vita che un genitore sacrifica per il futuro del figlio. La vita che la madre non accetta.
La strada è la vita.
Ognuno decide come viverla:

la madre non l'accetta e non vuole avere speranze
l'uomo passa sopra ogni possibile forma di egoismo pur di salvare il figlio perdendo ogni volta n briciolo della propria umanità
il figlio soffre per le persone che il padre non soccorre e lo sprona a rimanere umano
i cattivi sono quelle persone che incontriamo tutti i giorni, senza altruismo senza amore verso il prossimo, l'antropofagia è solo un mezzo che usa l'autore per descrivere il male che questi soggetti ci procurano .
La famiglia del finale è la salvezza dell'umanità. Una speranza che Cormac ci vuole dare. Che sia l'uomo o un dio questo lo dobbiamo trovare noi nella nostra vita.

"Una volta nei torrenti di montagna c'erano i salmerini. Li potevi vedere fermi nell'acqua ambrata con la punta ambrata delle pinne che ondeggiavano piano nella corrente. Sul dorso avevano dei disegni a vermicelli che erano le mappe del mondo in divenire. Mappe e labirinti. Di una cosa che non si poteva rimettere a posto. Che non si poteva riaggiustare. Nelle forre dove vivevano ogni cosa era più antica dell'uomo, e vibrava di mistero"


Un capolavoro.


Grazie Ubik.

Spoiler:
sono contento ti sia piaciuto

sono completamente d'accordo con te, si tratta di una storia che non solo scuote i sentimenti, ma è come se leggendola entrasse nelle ossa, oltre che nella testa; solo che quello che entra non riempie, non alimenta, piuttosto svuota, corrode e corrompe, lascia appunto solo un senso di tremenda desolazione.

Speranza? la speranza forse è nel bambino, nell'acqua gelida dell'oceano dove si bagna e, quindi, si lava. Forse sta anche nell'uomo che lo porta via alla fine, così per lo meno mi ha detto chi ha visto il film senza leggere il libro. Io, che invece ho solo letto il libro, non ho potuto fare a meno di pensare che forse quell'uomo non è la speranza, forse è solo un uomo, come gli altri...

certamente la speranza non è nel mondo che li circonda che io, al contrario di te, ho invece percepito come magnificamente descritto, desolato come desolati e desolanti sono i sentimenti che impregnano la storia

pare che l'autore (quasi ottantenne) abbia un figlio che nel 2007 (anno di pubblicazione del libro) aveva poco più dell'età del bambino protagonista... chissà cosa avrà significato scrivere questa storia

ti consiglio anche Figlio di Dio, non è così forte ma poco ci manca

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Re: La biblioteca di DarkOver

Messaggio Da Lucy Gordon il Dom 26 Feb - 22:41



Spoiler:
si la contrapposizione dell'altruismo dell'uomo finale rispetto al padre è sconcertante e rappresenta la speranza nell'umanità. Cosa in cui il figlio ha sempre creduto. Il libro è una spanna sopra al fim. E il film è molto bello e ben recitato. Ma è sempre così, non può essere altrimenti.
Adesso mi hai costretta a leggere di più su questo autore.


come vanno i porchi vampiri?
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Re: La biblioteca di DarkOver

Messaggio Da ubik il Dom 26 Feb - 22:47

Lucy Gordon ha scritto:come vanno i porchi vampiri?

bene, anche se la parte della Cittadella e dell'Anello e la fuga in treno mi sono un po' sembrate fuori luogo, forse per accontentare il pubblico desideroso di avventura

mi è piaciuta di più tutta la "noiosa" lunga parte che si è svolta nella Colonia

comunque mi mancano poco più di cento pagine, quindi poi posterò il commento conclusivo

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Re: La biblioteca di DarkOver

Messaggio Da Lucy Gordon il Mer 29 Feb - 12:56

In attesa del commento ( leggi filippica) di Ubik sul libro che sta finendo di leggere in questi giorni, vi comunico che adesso sto leggendo questo:




...........e che ci posso fà, va di moda


per ora posso dire che Marisa ( Arisa) si sta svelando un personaggio molto , ma molto più interessante di quel che sembra. In alcuni frangenti anche troppo

qualche pagina anche da vietare ai minori
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Re: La biblioteca di DarkOver

Messaggio Da ubik il Dom 4 Mar - 18:34

Lucy Gordon ha scritto:In attesa del commento ( leggi filippica) di Ubik sul libro che sta finendo di leggere in questi giorni,...

filippica, puoi anche risparmiarti la lettura

riguardo a Il passaggio, non ho molto da aggiungere: non sono molti i libri di 900 pagine che mi hanno tentato certamente non è stupefacente come Il signore degli anelli, che forse di pagine ne aveva 1400 ma che ho letto in un battibaleno

comunque ho letto abbastanza velocemente anche il passaggio, perchè la scrittura (e quindi la traduzione) è molto scorrevole, le situazioni intriganti, i personaggi interessanti, le ambientazioni ben dipinte molti nei blog dicono che assomiglia a un vecchio gioco, Resident Evil, che io non conosco e di cui non ho mai visto nessuna trasposizione cinematografica, se ne esistono comunque a me sono piaciute di più le parti di descrizione della quotidianità che quelle di azione, che sono in ogni caso ben costruite; la parte "psichico/filosofica" invece l'ho trovata poco specificata Suspect sarà per questo che sono previsti altri due libri della serie? Suspect Suspect Suspect

certo che le ultime righe fanno proprio pensare all'esigenza di un: prosegue alla prossima puntata

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Re: La biblioteca di DarkOver

Messaggio Da ubik il Dom 4 Mar - 18:39

...adesso, siccome mi era piaciuto molto Signorina Cuorinfranti, ho iniziato Il giorno della locusta, di cui ricordo di avere visto il film Suspect Suspect Suspect solo che non ricordo il film

questo romanzo è scritto nello stesso identico stile del primo, solo che signorina cuorinfranti si svolgeva a new yotk, la locusta si svolge a los angeles, dalle parti di hollywood

curiosità il protagonista si chiama Homer Simpson

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Re: La biblioteca di DarkOver

Messaggio Da ubik il Dom 11 Mar - 15:50

ieri ho trovato questo, l'ultimo romanzo di Philip K. Dick ancora inedito in italia

e con questo credo di avere letto tutta la produzione di Dick (a parte il saggio religioso di un migliaio di pagine Suspect mai pubblicato )

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Re: La biblioteca di DarkOver

Messaggio Da Lucy Gordon il Gio 15 Mar - 17:41

Finito di leggere il libricino di Arisa ci va un commentino.

Storia divisa in due parti ben distinte: la prima molto interessante dove narrà l'inizio della sua carriera, fatta di pane e amore, con molti flashback riferiti alla sua difficile infanzia molto conflittuale nei confronti della madre e del suo paesello. Questa parte si legge tutta di un fiato, nonostante la scrittura banale. Ma risulta avvincente proprio perchè intimistica e originale nella trama. La seconda parte è riferita alle conseguenze del successo della famosa canzone, e parla del periodo uin cui si era data alla macchia, sparendo per diversi mesi in Germania, dove non era conosciuta, vivendo quasi da barbona. Alternando canne, birra e sesso sfrenato. Suspect
Poco credibile questa parte e a tratti fastidiosa.
Ovviamente i personaggi non hanno i nomi della realtà: Arisa diventa Marisa e Giuseppe diventa Tano.
Ma il personaggio che più mi ha interessato è l'alter ego di Marisa: Penelope.
Il lato cattivo egoistico masochistico e crudele di Marisa, ma forse di ognuno di noi.
E' una storia dove la doppiezza fa da padrona in ogni riga, perlomeno nella prima parte del racconto. Fino al punto da pensare che tutta la seconda parte del libro sia solo una fantasia....il dubbio è: fantasia di Marisa o di Penelope. Chi avrà prevalso fra le due?

in un'intervista Arisa disse :

" Penelope, che con me ha scritto Amami , una missiva d’amore che mi riguarda molto. Per la prima volta riesco a dare luce alla parte più oscura, di cui ci si vergogna e che invece voglio assecondare».


Dimenticavo vi presento Penelope :

"Penelope mi guarda mentre mi guardo allo specchio, mangia tutto ciò che mangio io e spesso mi rimprovera perché mi trova grassa. Ascolta tutto ciò che dico e commenta con fare severo ogni mio gesto.

Non è una mia amica.

È da tutta la vita che cerco di mandarla via, ma lei proprio non vuole abbandonarmi... Quando le urlo contro sparisce per qualche ora, ma poi ritorna con gli occhi bassi come se volesse chiedermi scusa, allora io le tendo le braccia per riprenderla con me, ma lei mi morde, m’infligge lividi e mi percuote il capo con schiaffi e pugni risonanti...

Vuole che le cammini di fianco, sempre alla stessa distanza... i nostri passi hanno sempre la stessa cadenza e andiamo sempre nella stessa direzione.

Parliamo tanto, ma solo e sempre di me... di ciò che sbaglio, di ciò che avrei potuto fare e non ho fatto, di ciò che non avrei mai dovuto fare, eppure ho fatto! E adesso che si fa, cara Penelope, le chiedo ogni tanto. Lei non aspetta altro, mi riduce come uno straccio facendosi beffe di me, come se le avessi ammazzato la madre o le avessi violentato una figlia... con la stessa veemenza di un cane affamato a digiuno da settimane, che ti si scaglia contro per finirti.

E godere materialmente delle tue carni."


Ultima modifica di Lucy Gordon il Gio 15 Mar - 17:51, modificato 1 volta
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Re: La biblioteca di DarkOver

Messaggio Da Lucy Gordon il Gio 15 Mar - 17:46

adesso ho iniziato questo:





di Chiara Gamberale

Ho lette una 50ina di pagine, ma già ho capito che mi lascerà il segno.
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Re: La biblioteca di DarkOver

Messaggio Da ubik il Ven 16 Mar - 19:34



Suspect oggi ho scoperto che l'ultimo kolossal della Disney, John Carter di cui ho postato il trailer nel topic del cinema, è il primo libro pubblicato dall'autore di Tarzan, inizi del 1900

e l'ho scoperto trovandolo in edicola

ma non ha questa copertina, è un Urania solo che non mi lascia copiare l'immagine What a Face

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