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La biblioteca di DarkOver

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Re: La biblioteca di DarkOver

Messaggio Da Stellaneltempo il Mer 8 Giu - 0:19

In breve...


Pancol Katherine
Gli occhi gialli dei coccodrilli

Tre generazioni di donne: la fredda matriarca, le sue nipoti e in mezzo, allo stesso tempo figlie e madri, Iris e Joséphine, sorelle dal carattere diversissimo. La prima è bella, ricca e vive un matrimonio in apparenza felice; la seconda è stata abbandonata dal marito e deve fare i conti con due figlie da crescere e una serie infinita di difficoltà finanziarie. Anche i loro sogni sono differenti: Iris spera in una brillante carriera da sceneggiatrice, Joséphine vuole affermarsi come studiosa di storia medievale. Ma le loro esistenze subiscono un'imprevista trasformazione. Durante una cena, Iris conosce un editore e gli fa credere, per darsi un tono, di essere alle prese con la stesura di un romanzo, restando però preda della propria bugia. Davanti all'offerta dell'uomo di pubblicarlo, si rivolgerà alla sorella chiedendo la sua complicità per scriverlo: l'una intascherà il successo, l'altra il denaro. In un crescendo di tensioni, il destino riserverà alle protagoniste incredibili sorprese, soprattutto quando il libro diventerà un best-seller. Una girandola di eventi che si susseguono fino all'ultima pagina, esplorando le pieghe più intime della natura umana, in special modo quella femminile. Su tutto, l'orgoglio di non cedere mai né al vittimismo né allo sconforto, nonostante le ferite e i dolori. Perché ognuno ha la sua stella da inseguire, gialla e brillante come gli occhi dei coccodrilli.

Murgia Michela
Ave Mary. E la chiesa inventò la donna

La chiesa è ancora oggi, in Italia, il fattore decisivo nella costruzione dell'immagine della donna. Partendo sempre da casi concreti, citando parabole del Vangelo e pubblicità televisive, icone sacre e icone fashion, encicliche e titoli di giornali femminili, questo libro dimostra che la formazione cattolica di base continua a legittimare la gerarchia tra i sessi, anche in ambiti apparentemente distanti dalla matrice religiosa. Anche tra chi credente non è. Con la consapevolezza delle antiche ferite femminili e la competenza della persona di fede, ma senza mai pretendere di dare facili risposte, Michela Murgia riesce nell'impresa di svelare la trama invisibile che ci lega, credenti e non credenti, nella stessa mistificazione dei rapporti tra uomo e donna.

Margaret Mazzantini
Nessuno si salva da solo

Delia e Gaetano erano una coppia. Ora non lo sono più, e stasera devono imparare a non esserlo. Si ritrovano a cena, in un ristorante all'aperto, poco tempo dopo aver rotto quella che fu una famiglia. Lui si è trasferito in un residence, lei è rimasta nella casa con i piccoli Cosmo e Nico. La passione dell'inizio e la rabbia della fine sono ancora pericolosamente vicine. Delia e Gaetano sono ancora giovani, più di trenta, meno di quaranta, un'età in cui si può ricominciare. Sognano la pace ma sono tentati dall'altro e dall'altrove. Ma dove hanno sbagliato? Non lo sanno. Tre anni dopo "Venuto al mondo", Margaret Mazzantini torna con un romanzo che è l'autobiografia sentimentale di una generazione. La storia di cenere e fiamme di una coppia contemporanea con le sue trasgressioni ordinarie, con la sua quotidianità avventurosa. Una coppia come tante, come noi. Contemporaneamente a noi.
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Re: La biblioteca di DarkOver

Messaggio Da ubik il Mer 8 Giu - 0:24

non avrei dubbi
cercherei un quarto libro

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Le idee sono simili a pesci. Se vuoi prendere un pesce piccolo, puoi restare nell'acqua bassa. Se vuoi prendere il pesce grosso, devi scendere in acque profonde. D. Lynch

Fu così che Olo arrivò a conoscere se stesso; e come quei pochi uomini che lo avevano fatto prima di lui, arrivato in cima a questo pinnacolo di conoscenza si trovò ai piedi di una montagna. T. Sturgeon
Avevano parlato, poco, ma quanto bastava per scegliersi. Ci sono parole come le conchiglie, semplici ma con il mare intero dentro. A. D’Avenia
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Re: La biblioteca di DarkOver

Messaggio Da Stellaneltempo il Mer 8 Giu - 0:27

ubik ha scritto:non avrei dubbi
cercherei un quarto libro





Non posso...mi sono costati tanti soldini...
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Re: La biblioteca di DarkOver

Messaggio Da ubik il Mer 8 Giu - 0:34

Stellaneltempo ha scritto:...Non posso...mi sono costati tanti soldini...
scherzavo
spesso questi "promo" (in questo momento non mi viene il termine corretto che li definisce) non centrano un tubo con il libro e sviano dal reale stile e significato

in realtà se dovessi scegliere io leggerei il primo (gli occhi gialli dei coccodrilli)

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Re: La biblioteca di DarkOver

Messaggio Da Lucy Gordon il Mer 8 Giu - 11:35

ubik ha scritto:
Lucy Gordon ha scritto:...Ubik come va con il librone?
si copre di polvere che è un piacere

Lucy, è in lista, mi sa che lo inizio in ferie a fine agosto

ma non dovevi correre ad acquistare i libri che ti ho consigliato di Neil Gaiman? Suspect


a fine agosto avrò altri impegni spero di leggerti.........sai che mi ero scordata dei libri di Gaiman !!! ??? ........adesso ho stampata la pagina così non mi riscordo ...sorry, ma come dice Turolda ho la testa solo per "spartire le recchie"
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Re: La biblioteca di DarkOver

Messaggio Da mambu il Mer 8 Giu - 17:36

mumble mumble... gli androidi di Williamson l'avevo letto mi pare ma ricordo solo che mi era garbato; a sorpresa perchè Williamson mi stava un po' sui totani in quanto trombone e militarista mentre questo era forse un po' diverso. Non posso verificare cosa c'avevo trovato di meglio - e se avevo ragione - perché non ce l'ho più (quelli di SF li tengo in ordine alfabetico quindi vedo subito cosa c'ècosa no)

Quanto all'involontaria comicità di certa futurologia... beh... è una delle cose che mi divertono di più. Ancora mi commuovo vedendo vecchi film e telefilm con pareti ricoperte dal "calcolatore elettronico" pieno di bobine che girano e che sputa schede perforate

Per i giovincelli guardate un po' cosa ci sorbivamo noi da piccoli



http://www.cartesio-episteme.net/var5/futuro/futuro-1.htm
http://www.cartesio-episteme.net/var5/futuro/futuro-2.htm

Ricordo anche che uno dei programmi di Kennedy fu un investimento di miliardi per trascrivere in schede perforate tutta la biblioteca del Congresso. Ovviamente non hanno mai finito e adesso non ci sono neanche più gli strumenti per leggerle.
sUccederà lo stesso con la digitalizzazione?

Quanto al consiglio chiesto da Stella... mi associo a Ubik
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Re: La biblioteca di DarkOver

Messaggio Da ubik il Mer 8 Giu - 18:53

mambu ha scritto:Per i giovincelli guardate un po' cosa ci sorbivamo noi da piccoli



che meraviglia

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Re: La biblioteca di DarkOver

Messaggio Da mambu il Mer 8 Giu - 18:59

ubik ha scritto: che meraviglia
Ci siete anche tu (ill. 26) e Anna (ill. 21)

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Re: La biblioteca di DarkOver

Messaggio Da ubik il Mer 8 Giu - 19:04

beh, io come al solito appaio in tutto il mio splendore

su anna non mi pronuncio

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Re: La biblioteca di DarkOver

Messaggio Da anna il Mer 8 Giu - 19:08



Spoiler:
ubik io mi pronuncerei su di te, ma Admin non vuole che io scriva certe parole

ma sbaglio o quello della 20 è mambu?

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Re: La biblioteca di DarkOver

Messaggio Da ubik il Mer 8 Giu - 19:15

anna ha scritto:... ma sbaglio o quello della 20 è mambu?
riconoscibilissimo dalle orecchie

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Re: La biblioteca di DarkOver

Messaggio Da anna il Mer 8 Giu - 22:11

Stefano Ciccone
Essere Maschi
Rosenberg&Sellier

"Essere maschi", una nuova identità
per farla finita con le "gabbie"
Stefano Ciccone, presidente dell'Associazione e rete nazionale Maschile plurale, riassume in un libro il suo percorso e la sua esperienza. "Non si tratta di costruire un nuovo modello normativo, ma un diverso modo possibile di essere uomini, una diversa potenzialità del corpo, della sensibilità e dell'esperienza maschile"

Spoiler:
Se è vero che quella delle donne è stata l'unica rivoluzione del secolo scorso, nel nuovo che avanza ben venga quella dei maschi. Da anni sta cambiando il rapporto tra i sessi e il risveglio delle donne, tornate a lottare per i loro diritti e la loro dignità, incide inevitabilmente sul cammino degli uomini. Le donne si sono fatte sempre più toste e i maschi sempre più fragili e, dinanzi al rischio di perdere il loro storico ruolo di dominio, può accadere (e purtroppo accade assai spesso) che si facciano violenti. Per reazione, si dice, restii come sono a cedere anche un solo centimetro di quel potere che sentono "dovuto", quasi per legge naturale.

Ma è proprio così? Stefano Ciccone, biologo e presidente dell'Associazione e rete nazionale Maschile plurale, riflette da anni sull'identità e sui modelli di genere, è autore di numerose pubblicazioni sull'argomento ed è abituato a guardare oltre ciò che appare. Un percorso lungo, un'esperienza preziosa la sua ora riassunta, per Rosemberg &Sellier, in Essere Maschi, un libro che scompagina i luoghi comuni sugli uomini e punta l'attenzione sulla vera sfida che hanno davanti: uscire dai ruoli predestinati per prendersi la libertà di rinnovarsi. Libertà di essere e di mostrarsi sensibili, di essere padri fino in fondo senza sentirsi sminuiti dal lavoro di cura, di amare senza dominare, di riconoscere se stessi al di fuori degli stereotipi della virilità da prestazione o del sesso comprato.

Ciccone legge con realismo la realtà, denuncia la violenza che colpisce le donne e che si annida soprattutto tra i loro famigliari e amici, ma rifiuta la comoda interpretazione del maschio che diventa feroce per scelta reattiva, quasi fosse una risposta automatica a fronte della nuova forza femminile che non vuole riconoscere. Indaga invece sui motivi "culturali" e sociali del desiderio maschile, guarda con attenzione l'evolversi del rapporto tra i sessi, ironizza su quegli uomini che scelgono il "politicamente corretto" ma che, nella sostanza, restano indisponibili a mettersi davvero in gioco. E, soprattutto, propone un diverso punto di vista mentre invita a cercare una nuova identità, variegata e mobile, per scoprire un'altra "dimensione dell'esperienza umana". Che vuol dire appropriarsi della capacità di avere relazioni autentiche e concedersi la libertà di provare tutte le emozioni tradizionalmente definite "femminili" e dunque fino a oggi culturalmente a loro "sconsigliate".
Essere Maschi è una lettura preziosa per tutti, in testa per quelle le donne che vogliono una società migliore, da costruire con uomini (finalmente) veri.

Nuovi maschi, come ridefinire l'identità di genere?
"Innanzitutto è importante conquistare l'idea di un'identità di genere plurale, fluida e aperta alla capacità di ognuna e ognuno di declinarla. Non c'è un nuovo modello normativo da imporre in sostituzione a quello dominante. Sarebbe una nuova gabbia. La mia riflessione non tende a costruire un nuovo modello di virilità, ma a scoprire quanto i poteri, i ruoli di cui hanno goduto abbiano impoverito la vita degli uomini, le relazioni tra loro, la loro sessualità, la capacità di ascoltarsi e di esprimersi. Oggi cresce un desiderio maschile di uscire da queste gabbie. Ma questo processo di cambiamento resta troppo spesso individuale, invisibile, oppure schiacciato nello schema della "femminilizzazione". Non si tratta di scoprire il proprio lato femminile, ma un diverso modo possibile di essere uomini, una diversa potenzialità del corpo, della sensibilità e dell'esperienza maschile. Oggi molti uomini tentano di inventare il proprio cambiamento, il proprio modo di essere padri, il proprio rapporto col lavoro, l'incontro con la sessualità. Spesso questo cambiamento resta invisibile o viene interdetto dal potentissimo strumento del ridicolo, dell'ironia, quando non del sospetto omofobo di non corrispondere alle aspettative di "virilità".

Quale opportunità per gli uomini dopo il 13 febbraio?
"Le manifestazioni delle donne hanno posto al centro una domanda e un punto di vista che chiamano in causa soprattutto gli uomini. In gioco non c'era né il giudizio sulla moralità delle donne coinvolte negli scambi tra sesso, denaro e potere col premier, né la difesa della dignità delle donne. (E' molto facile, per gli uomini ergersi a difensori delle donne o della loro dignità: è un modo per non mettersi in gioco e per confermare il proprio ruolo). In gioco era la possibilità di pensare un'idea di libertà nella sessualità che non fosse ridotta alla libertà di vendere e comprare. Il modello berlusconiano propone a tutti noi l'ipocrisia della falsa alternativa tra il giudizio moralistico pubblico e l'opportunismo indifferente nel privato. E' l'ipocrisia che vuole condannata qualunque differenza rispetto all'ordine dominante e invece possibile qualunque trasgressione nei modelli tradizionali. Se come uomo resti nel recinto della virilità tradizionale, puoi spassartela disponendo delle donne nella misura del tuo denaro e del tuo potere. Ma è una sorta di libertà vigilata. Per superare questa alternativa è necessario riconoscere la sessualità come questione politica. Nel senso che deve poter essere possibile costruire collettivamente e individualmente una riflessione, una pratica sociale che veda anche le relazioni tra i sessi, i ruoli sessuali e i modelli attribuiti a donne e uomini come un terreno di critica, di cambiamento e trasformazione. Il contrario del giudizio moralistico che frena ogni cambiamento. La mobilitazione delle donne, che forse ha anche contribuito a cambiare il clima nel Paese e che è cambiata grazie alla discussione che l'ha preceduta liberandola da tante ambiguità, chiede agli uomini di andare oltre la "solidarietà" o l'assunzione di responsabilità. Chiede agli uomini di rompere una complicità e di esprimere il proprio desiderio di cambiamento e di costruire parole per esprimerlo, per farlo diventare un processo collettivo visibile socialmente".

Violenza contro le donne, lei giustamente parla di spostare l'ottica sui maschi violenti, è così?
"Sì. Tutte le campagne contro la violenza sulle donne hanno due caratteristiche: di rado compaiono gli uomini e le donne rappresentate sono sempre schiacciate nel ruolo di vittime. Ritratte in un angolo, sovrastate da un'ombra minacciosa. Per non parlare delle strumentalizzazioni che alimentano ingiustificate campagne di paura dei migranti. Una percezione distorta. Le donne vengono rappresentate come soggetti deboli che necessitano di tutela e protezione (e sappiamo quanto spesso, questa tutela, esercitata da un uomo, diventa controllo) mentre gli uomini restano invisibili. Più enfatizziamo l'emergenza, più la allontaniamo da noi: l'attribuiamo agli stranieri, ai maniaci. Eppure è noto ormai che la stragrande maggioranza dei casi di violenza avviene nelle famiglie, nelle coppie, nelle relazioni di lavoro, nei gruppi di amici. E' qualcosa che riguarda la nostra normalità, ma che non vogliamo riconoscere. Noi crediamo che questa violenza non sia un dato naturale ma riveli una miseria delle relazioni, delle forme della sessualità maschile dominante. Questa miseria non è un destino e tanto meno una radice naturale originaria da civilizzare. Il controllo e il dominio sui propri istinti, sulle proprie emozioni, sulle espressioni della corporeità è il modello su cui è edificata la virilità e la gerarchia
tra i sessi. Da quando ci dicono di non piangere per dimostrare di non essere delle femminucce a quando ironizziamo sull'emotività femminile. Scoprire che tutto questo è il segno lasciato da una cultura basata sul controllo, sul dominio e la gerarchia tra i sessi è un modo non per colpevolizzare gli uomini ma, al contrario, per aprire uno spazio di cambiamento basato non sul volontarismo né sul senso di colpa, ma sul desiderio di libertà.
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Re: La biblioteca di DarkOver

Messaggio Da anna il Gio 9 Giu - 15:19

ALIBERTI EDITORE
è lieta di presentare

TUTTA COLPA DI PISAPIA
di Silvio & Letizia

Dalla fine dei Beatles al buco nell’ozono
dalla uno bianca al cetriolo nei cheeseburger
tutte le nefandezze del sindaco di Milano

Le esilaranti imprese del sindaco di Milano.
Un ricordo delle elezioni più divertenti, entusiasmanti e imprevedibili degli ultimi 150 anni!

Dipinto dagli avversari come uomo nero, ladro di automobili, pericoloso sovversivo e amico di criminali, drogati e terroristi, Giuliano Pisapia è riuscito a trasformare la campagna di demonizzazione nei suoi confronti in un’arma vincente. Grazie anche e soprattutto al web, prontissimo a raccogliere ogni spunto per ribaltare illazioni e accuse, amplificandole con ironia, l’onda arancione ha conquistato Milano, in una cavalcata conclusa trionfalmente contro ogni previsione. Questo libro raccoglie tutti gli esempi più divertenti dei Pisapia facts: centinaia di frasi, slogan e battute per ribadire che qualsiasi cosa succeda, sempre e comunque… è tutta colpa di Pisapia!
«Non abbandoneremo Milano nelle mani di un matto che vuole trasformarla in una zingaropoli» Umberto Bossi
«Quest’uomo vuole fare di Milano la Stalingrado d’Italia» Silvio Berlusconi
«È la vittoria del sorriso e dell’ironia» Giuliano Pisapia
Le esilaranti imprese del sindaco di Milano, dai tormentoni del web alle battute dei comici più famosi.

[INSTANT BOOK DA DOMANI IN LIBRERIA!!!]
alibertieditore

Suspect Suspect Suspect

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Re: La biblioteca di DarkOver

Messaggio Da ubik il Ven 10 Giu - 0:34

una mia amica mi ha detto che sta leggendo il libro che le ho regalato qualche tempo fa e che le sta piacendo molto

... lo suggerisco a tutti, anch'io l'ho trovato, soprattutto, molto ben scritto

tuttavia anche la storia che narra mi ha particolarmente colpito e coinvolto; metto in spoiler una recensione per chi volesse saperne di più

Spoiler:
Easter Parade, come tutti i libri di Richard Yates, è un libro necessario. Sarah ed Emily sono due sorelle nell’America del novecento. Sono entrambe marchiate dalla colpa di origine e dal destino di nascita: il divorzio dei loro genitori e l’irrequietezza malata della madre. Sarah, la bella, si sposa presto. Vive in campagna, ha tre figli e un marito che la maltratta fino alla violenza fisica. Emily, l’intelligente, studia. Ha diverse relazioni con uomini incompiuti e dannatamente affascinanti. Lavora con discreto successo per una società di comunicazioni, fino ad una crisi personale che le fa perdere tutto. Si ritrova sola, senza lavoro, senza soldi. Easter Parade è la storia di due fallimenti. Non esiste riscatto, non esiste lieto fine, non esiste messaggio, o retorica. Richard Yates mette in scena la verità, con franchezza, con ostinazione.

Easter Parade
è dunque prima di tutto un libro sulla mancanza di coraggio. Assistiamo in trecento pagine dense e scorrevoli alla parabola della rana bollita. E’ una storia antica. C’è una rana che nuota pigramente in un grosso contenitore d’acqua. Sotto viene acceso un fuoco, l’acqua si scalda, dolcemente, è piacevole nuotare, la rana è pervasa da una meravigliosa sensazione di benessere. L’acqua si scalda sempre di più. La rana si intorpidisce, poi muore. Bollita. Basterebbe fare leva sulle zampe posteriori, saltare con tutta la potenza di cui siamo capaci, schizzare fuori, fuggire, dire: “Basta!”. Ma ciò che accade a Sarah ed Emily è che vivono nel laccio soffocante di momenti di speranza, vivono nella droga di un sogno posticcio, si circondano di alibi. Non guardano in faccia alla realtà, se la raccontano. Sarah accetta una vita di segni esteriori, finta. Si rintana nei suoi sogni, che sa in partenza non porteranno a nulla. E’ sopraffatta dalla paura del cambiamento. E’ un’icona dell’immobilità. Si maschera dietro al “si dice”, al “si fa così”. Non si permette alternative, o non cerca le risorse per percorrerle. Le sue fughe sono tentativi abbozzati, sono gesti simbolici e timidi, che conducono inesorabilmente al ritorno. E così accade a noi. Ci accucciamo in una realtà anestetica. Ci ripetiamo: “Fin qui tutto bene”, come nel film La haine di Mathieu Kassovitz. Non va bene niente. Siamo un branco di sfigati e sfruttati che vivono la frustrazione senza reagire.
Ma la lucidità di Yates non si ferma qui. Il coraggio è ancora una volta un alibi. Emily ha il coraggio, di scegliere, di prendere in mano la propria vita. E precipita inesorabilmente nella china del fallimento. Lo fa perché il suo “basta!” non ha progetto alcuno. Vive una vita di fuga. Dalla madre, dal grigiore, dalla superficialità, dalla solitudine, dalla dipendenza. Emily si chiede continuamente cosa non vuole. E trova il disagio ovunque, perché ovunque lo cerca. Ciò che non si chiede è cos’è il suo vero desiderio. Ciò che non si permette è di darsi un progetto. Emily sopravvive, non dà un senso alle cose, non le mette in una prospettiva. Il suo cinismo maturo e razionale la perde. Il suo elevarsi al di sopra degli altri, per vedere la nullità delle nostre umane aspirazioni, la condanna. Emily ha il coraggio, ma non ha la forza di crederci davvero, di crederci fino in fondo, di scommettere sul futuro, di affrontare ciò che non va e di cambiarlo. Preferisce non combattere, getta la spugna. Emily che fugge la superficialità manca di spessore, Emily che teme la solitudine rimane drammaticamente sola. Sono innamorato di Emily. So che potrei renderla davvero felice. Ma so anche che lei un giorno mi dirà che c’è qualcosa che non va, che non vale la pena rischiare di buttare la vita nel cesso per me. E se ne andrà senza voltarsi indietro. E ci lascerà soli a guardare il vuoto, e a cercare nell’aria un futuro che ci è scivolato dalle mani.
Easter Parade è un libro necessario. Ci dice che la nostra vita è segnata dalla dipendenza. Ci basta un frammento di felicità (la sfilata di Pasqua del titolo), per viverne l’astinenza, nella speranza che il miracolo di nuovo accada. Ci dice che la nostra vita è segnata da un’insanabile coacervo di gioia e dolore. E si dà una sola alternativa: sposare entrambi, o fuggire entrambi. Ci insegna infine a guardare in faccia alle cose. A riconoscere l’autentico che accade. A non farci fregare dall’ottimismo cieco, dalle felicità sbandierate, dal brillante successo. La vita è questa. Non se ne danno altre.
Richard Yates ancora una volta rifiuta la cecità, si vieta trucchi da quattro soldi, come avrebbe detto Raymond Carver. E ci consegna una sfida: penetrare oltre le apparenze. Non trovare alibi, non accontentarci, e trovare la nostra autentica strada.
Easter Parade, di Richard Yates, Minimum Fax, 2008
Titolo dell’opera originale: Easter Parade, 1976
Traduzione dall’inglese: Andreina Lombardi Bom

scritti inediti

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Re: La biblioteca di DarkOver

Messaggio Da ubik il Sab 11 Giu - 2:52

LEI mi ami?
LUI sì ti amo
LEI più di tutto?
LUI sì più di tutto
LEI più di tutto al mondo?
LUI sì più di tutto al mondo
LEI ti piaccio?
LUI sì mi piaci
LEI ti piace stare vicino a me?
LUI sì mi piace stare vicino a te
LEI ti piace guardarmi?
LUI sì mi piace guardarti
LEI pensi che io sia stupida?
LUI no non penso che tu sia stupida
LEI pensi che io sia carina?
LUI sì penso che tu sia carina
LEI ti annoio?
LUI no non mi annoi
LEI ti piacciono le mie sopracciglia?
LUI si mi piacciono le tue sopracciglia
LEI molto?
LUI molto
LEI quale ti piace di più?
LUI se dico quale l’altra sarà gelosa
LEI lo devi dire
LUI sono tutt’e due squisite
LEI davvero?
LUI davvero
LEI ho delle belle ciglia?
LUI sì delle ciglia bellissime
LEI ti piace annusarmi?
LUI sì mi piace annusarti
LEI ti piace il mio profumo?
LUI sì mi piace il tuo profumo
LEI pensi che io abbia buon gusto?
LUI sì penso che tu abbia buon gusto
LEI pensi che abbia del talento?
LUI sì penso che tu abbia del talento
LEI non pensi che io sia pigra?
LUI no non penso che tu sia pigra
LEI ti piace toccarmi?
LUI sì mi piace toccarti
LEI pensi che io sia buffa?
LUI solo in un modo simpatico
LEI stai ridendo di me?
LUI no non sto ridendo di te
LEI mi ami davvero?
LUI sì ti amo davvero
LEI dì “TI AMO”
LUI ti amo
LEI hai voglia di abbracciarmi?
LUI sì ho voglia di abbracciarti, e stringerti, e coccolarti, e amoreggiare con te
LEI va tutto bene?
LUI sì va tutto bene
LEI giura che non mi lascerai mai?
LUI giuro che non ti lascerò mai, mi faccio una croce sul cuore e che possa morire se non dico la verità

(pausa)

LEI mi ami davvero?

(Ronald D. Laing)

... lo consiglio

_________________
Le idee sono simili a pesci. Se vuoi prendere un pesce piccolo, puoi restare nell'acqua bassa. Se vuoi prendere il pesce grosso, devi scendere in acque profonde. D. Lynch

Fu così che Olo arrivò a conoscere se stesso; e come quei pochi uomini che lo avevano fatto prima di lui, arrivato in cima a questo pinnacolo di conoscenza si trovò ai piedi di una montagna. T. Sturgeon
Avevano parlato, poco, ma quanto bastava per scegliersi. Ci sono parole come le conchiglie, semplici ma con il mare intero dentro. A. D’Avenia
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Re: La biblioteca di DarkOver

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