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I Film di DarkOver

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Re: I Film di DarkOver

Messaggio Da Lucy Gordon il Ven 15 Apr - 21:57

alice ha scritto:
Lucy Gordon ha scritto:
Finalmente esce il 29 aprile il film italiano che ha fatto imnamorare il Sundance Festival


.................andate tutti a vederlo ..........chiaro?


" I baci mai dati"

Io andrei volentieri, ma dipenderà dalla distribuzione.


Di sicuro non sarà in molte sale, per fortuna nelle Marche ce ne sono diverse che proiettano film d'autore.
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Re: I Film di DarkOver

Messaggio Da picpiera il Gio 21 Apr - 19:37

ho visto "the next three days" di Paul Haggis (anche perchè c'era Russel ,va bene anche grassoccio ).
Ho letto che è stato un flop in America ma ne ho visto di peggiori che invece sono stati osannati
Storia di un insegnante la cui moglie viene accusata ingiustamente di omicido egli perciò decide di farla evadere.
Il film è un Thriller angosciante (lo sconsiglio alle ansiose), un po lento nella prima parte ma cosa indispensabile per comprendere la storia e soprattutto la trasformazione di Crowe da uomo normale a "criminale" (è stato bravo e convincente come sempre).
La seconda parte scorre veloce con tanta suspence, tensione (troppa ) e buoni colpi di scena sino al finale un pò frettoloso . Non un film eccezionale ma il tutto funziona bene e mi è piaciuto (durata più di due ore e mezza)


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Re: I Film di DarkOver

Messaggio Da ubik il Ven 22 Apr - 23:04




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Le idee sono simili a pesci. Se vuoi prendere un pesce piccolo, puoi restare nell'acqua bassa. Se vuoi prendere il pesce grosso, devi scendere in acque profonde. D. Lynch

Fu così che Olo arrivò a conoscere se stesso; e come quei pochi uomini che lo avevano fatto prima di lui, arrivato in cima a questo pinnacolo di conoscenza si trovò ai piedi di una montagna. T. Sturgeon
Avevano parlato, poco, ma quanto bastava per scegliersi. Ci sono parole come le conchiglie, semplici ma con il mare intero dentro. A. D’Avenia
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Re: I Film di DarkOver

Messaggio Da ubik il Sab 23 Apr - 0:26




_________________
Le idee sono simili a pesci. Se vuoi prendere un pesce piccolo, puoi restare nell'acqua bassa. Se vuoi prendere il pesce grosso, devi scendere in acque profonde. D. Lynch

Fu così che Olo arrivò a conoscere se stesso; e come quei pochi uomini che lo avevano fatto prima di lui, arrivato in cima a questo pinnacolo di conoscenza si trovò ai piedi di una montagna. T. Sturgeon
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Re: I Film di DarkOver

Messaggio Da picpiera il Sab 23 Apr - 17:29

@ubik
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Re: I Film di DarkOver

Messaggio Da valestella817 il Lun 25 Apr - 2:47

Ieri sono andata a vedere Habemus Papam. La trama è nota: un cardinale che, una volta eletto Papa, viene colto da una crisi esistenziale e, sentendosi inadeguato, si rifiuta di svolgere il compito che gli è stato affidato. Inizialmente sono uscita dalla sala assolutamente insoddisfatta: mi aspettavo un film di denuncia, qualcosa che colpisse allo stomaco, un messaggio forte e chiaro, un Moretti con una presa di posizione decisa. Un'aspettativa disattesa ma, in parte, anche sbagliata. Il film nasce e si sviluppa come una commedia, con ottimi sketch in cui i cardinali vengono "umanizzati" attraverso un'abile deformazione "morettiana" che ne enfatizza lati grotteschi rendendoli empaticamente simpatici anche ai più ostinati anticlericali. Parallelamente si sviluppa la storia del neo-Papa il quale, schiacciato dal peso delle responsabilità che gli gravano addosso, inizia una ricerca alla riscoperta delle proprie aspirazione represse nel tentativo, rivelatosi vano, di scoprirsi adatto e meritevole del suo ruolo. Riflettendoci l'idea è ottima e così il messaggio, se questo è quello che ogni guida, in quanto tale, abbisogna dell'adeguatezza necessaria alla carica ricoperta, un'adeguatezza che nasce dal porre in dubbio le proprie qualità morali attraverso una riflessione su se stessi e sulle proprie debolezze umane. Questa ricerca, se portata avanti con onestà e rispetto verso chi si va a rappresentare e guidare può, e deve in caso di esito negativo, concludersi attraverso l'accettazione dei propri limiti e la rinuncia al proprio incarico. Sia stato anche lo spirito santo a designarti non si fugge da questa auto-analisi! (Mi piace leggerci un rimando all'attuale situazione politica, "habemus Papi Silvio" che questi problemi non se li pone ...) Il limite del film sta proprio nel suo punto di forza: il messaggio non è così immediato né chiaro, restando aperto a varie interpretazioni senza un'analisi profonda delle responsabilità che comporta il potere e senza che il percorso psicologico/psicanalitico del protagonista, vittima della sua solitudine, sia adeguatamente approfondito. Ma, appunto, il film è una commedia e resta tale pur rappresentando bene il vuoto, non solo di potere, ma esistenziale e umano che affligge la nostra società (penso all'immagine della finestra vuota con le tende che sventolano e la folla che aspetta ansiosa e smarrita nella piazza sottostante). Un'idea potenzialmente da 10 sviluppata da 8. Guardatelo e, se vi va, datemi il vostro parere.

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Re: I Film di DarkOver

Messaggio Da anna il Lun 25 Apr - 15:04

grazie Vale
mi piace questa lettura dell'analisi e dell'accettazione dei propri limiti e concordo sulla lettura parallela anche se dubito che ci possa essere una tale presa di coscienza


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L’unico approccio umano alla guerra è l’abolizione, com’è successo con la schiavitù. Gino Strada

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Re: I Film di DarkOver

Messaggio Da valestella817 il Lun 25 Apr - 15:30

Lucy Gordon ha scritto:@Zoe

"Non lasciarmi" non l'ho visto e credo non lo vedrò. Non sono propensa a simili storie dove la brutalità dell'umanità viene esasperata in questo modo. Un film senza speranza,dove i protagonisti sono così succubi del destino senza un moto di ribellione e troppo distante dal mio modo di concepire la vita. Perchè di questo penso si tratti: il valore che si da alla vita.
Ho letto del simbolismo della barca arenata come dell'umanità oramai persa. Io qualche speranza ancora l'avrei proprio in questo periodo .
Anche in "Blade Runner" "The Island" i cloni si ribellarono al loro destino deciso da altri. Qui invece sono convinti che è naturale la loro fine. Il messaggio di vivere sempre appieno la propria vita è troppo poco per giustificare il dolore che credo si provi nel visionare una simile pellicola.

Indi per cui non ci andrò.

Io il film l'ho visto e sono parzialmente d'accordo con ciò che hai scritto, anche la mia indole mi porta a rifiutare la passiva accettazione di una vita moralmente nefasta e abbracciare invece la necessità e la speranza di un moto di ribellione . Tuttavia ritengo che l'originalità della pellicola, e del romanzo da cui è tratta , stia proprio in questo suo essere una metafora e una rappresentazione del nostro presente seppur con l'escamotage della storia fantascientifica : in altre forme, certo, ma quanti sono gli schiavi d'oggi ? Quante esistenze sono subordinate alla soddisfazione dell'interesse altrui senza che vi siano forme di ribellione? L'accettazione del ruolo che una società, sempre più scevra di etica e umanità, ci ha assegnato caratterizza il nostro oggi più di quanto si voglia pensare. Il film, proprio dando una rassegnata rappresentazione a questo senso di subordinazione e solitudine che ci pervade, centra grandiosamente l'obiettivo di essere molto più critico verso questo stato di cose di quanto non lo sarebbe stato inscenando una ribellione dei cloni al proprio destino. Ti consiglio di guardarlo per questo ma anche per la fotografia che è veramente, a mio gusto, splendida.


Ultima modifica di valestella817 il Lun 25 Apr - 19:41, modificato 1 volta
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Re: I Film di DarkOver

Messaggio Da valestella817 il Lun 25 Apr - 15:31

anna ha scritto: grazie Vale
mi piace questa lettura dell'analisi e dell'accettazione dei propri limiti e concordo sulla lettura parallela anche se dubito che ci possa essere una tale presa di coscienza


Anna dubito anche io che vi possa essere! Lassamò sta va ....
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Re: I Film di DarkOver

Messaggio Da Lucy Gordon il Ven 6 Mag - 17:38




Esce oggi, opera prima della regista Giorgia Cerere. Presentato a Venezia 2010 finalmente nelle sale.


Ambientata negli anni ’50 è questa la storia di Nena, una ragazza del Sud Italia, interpretata da Isabella Ragonese, a cui viene affidato il primo incarico come maestra lontano da casa. Dispiaciuta per aver allontanato anche se solo in termini di spazio il suo amato Francesco, è comunque incuriosita da ciò che l’aspetta. Ma la scuola sperduta in un villaggio pugliese situato su un altopiano dalla natura ostile, ragazzini selvatici e gente con lei incompatibile non è certo quello che avrebbe voluto. Mossa dall’orgoglio riuscirà in ogni caso a resistere finché un giorno freddo di febbraio tutto cambia, e nulla sembra poter tornare com’era prima…



Scritto da : Giorgia Cecere, Yang Li Xiang, Pierpaolo Pirone
Fotografia di : Gianni Troilo


Questo film è un'incanto!!! E la regista si presenta con una poesia fatta film.
Una menzione particolare alla fotografia.





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Re: I Film di DarkOver

Messaggio Da miki il Gio 12 Mag - 12:03

consiglio pure il film visto che ho consigliato il libro, da cui è tratto
il film a puntate (e' il piu riuscito del altri che hanno fatto in passato, si diceva che e' un libro impossibile da filmare) regia di Vladimir Bortko
la 1 puntata della seconda parte
incontro di Voland (satana) con scettico Mikhail Berlioz e il poeta lumpenproletario Ivan Bezdomny (ru: "senza casa" referimento ironico ad un poeta essistito veramente Biedny (ru: "povero")

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Re: I Film di DarkOver

Messaggio Da mambu il Mar 17 Mag - 0:59

Obbedendo all'ordine di Liùssi e un po' anche per farmi perdonare delle lunghe assenze, scrivo qualcosa su Un gelido inverno (Winter's Bone) di Debra Granik.

(in realtà ho il terrore che mi scateni contro quella belva di Malaffare )

Metto in spoiler anche se il film è passato e ormai chi non l'ha visto dovrà aspettare il satellite, dove probabilmente passerà alle 3 della notte di ferragosto.

Spoiler:
l'altra sera scherzando ho chiesto a Lussi se voleva che parlassi degli "hillybilly white trash" e lei mi rispose che nel filme c'è di più. E' sicuramente vero, ma è ancor più vero che il cuore è proprio la rappresentazione di una comunità degli altipiani del Missouri, la propaggine occidentale di quella fascia semimontuosa che va dalle Virginie lungo il Kentucky e il Tennesse fino al fiume Mississippi e oltre e che è stata il carburante dello sviluppo degli Usa. Il carburante perchè è da queste zone che nell'800 (e poi per molta parte del 900) venivano il carbone per le fabbriche della steel belt (la cintura industriale da NY a milwaukee) e per i treni che facendo centro a Chicago accompagnavano e provocavano la rapida crescita del paese; i cavalli per le grandi pianure dell'ovest; e il vìschi e il bàrbon indispensabili perché operai, minatori, allevatori e marinai potessero tollerare le terribili condizioni di vita imposte da quella crescita tumultuosa.
Zone il cui popolamento fu fatto dagli immigrati più poveri e disperati, a partire dagli irlandesi della metà dell'800; e in cui si formò appunto quella "spazzatura bianca", miscuglio di miseria e orgogliosa alterità culturale, che espresse allo stesso tempo criminalità e grandi e feroci lotte sindacali, analfabetismo e grande musica (molti mettono l'hillybilly e il bluegrass alla base del rock'n'roll perchè è con essi che si realizzò la mescolanza tra la musica nera e musiche tradizionali di origine europea).

[per chi è interessato all'argomento dovrebbe essere interessante il recente libro di Alessandro Portelli, America profonda, Donzelli, euri ben 35 non l'ho ancora letto ma è uno dei miei prossimi acquisti e garantisco per Portelli; inoltre parla dell'Harlan County (Tennessee orientale) che ai cinefili dovrebbe ricordare qualcosa]

Una cosa molto bella del film è appunto il racconto dall'interno di questa comunità, un mondo a parte con le sue regole e i suoi valori, visto con crudezza ma senza enfasi morbosa né caricature (Cletus & Brandine dei Simpson ) né, soprattutto, semplificazioni. La semplificazione principale in questi casi è di solito una visione statica di queste comunità così distanti dall'esperienza comune, o nell'inserimento di conflitti elementari in cui magari l'eroe assume la funzione di portatore della "nostra" cultura. (e non c'è neanche, per fortuna, il romanticismo del crimine; c'è anzi una banalizzazione nel nome del realismo - al posto dei "tradizionali" distillatori clandestini di vìschi ci sono fabbricanti e spacciatori praticoni di droga).

Vediamo tutto attraverso gli occhi di una adolescente che è invece perfettamente dentro questo mondo; è portatrice di conflitto (necessità drammaturgica) e anche di desideri di fuga, ma fondamentalmente si riconosce nella comunità anche quando si contrappone ad essa o ne svela le meschinità.
La forma dichiarata da distributori e critici è quella del thriller, ma penso che sia una mossa pubblicitaria perché a me pare che viri subito in una vicenda di ricerca (la quest!); ricerca attraverso il viaggio anche se i viaggi sono di breve raggio e sono un continuo andare e tornare da una casa di famiglia che è motore e fulcro della vicenda. In ogni viaggio si ripete quasi lo stesso schema: sono tentativi della ragazza di parlare, di comunicare con personaggi maschili in qualche modo detentori di prestigio e potere; e in ogni occasione può comunicare solo con personaggi femminili, che ci appaiono sottomessi al potere dei maschi, quasi cani da guardia; ma al tempo stesso hanno una specificità a partire appunto dal fatto di comunicare, ma anche perché mostrano di comprendere le ragioni della ragazza, anche se in ossequio alle regole le combattono.

E' davvero impressionante questa frattura totale tra maschi e femmine; gli uomini sono esseri muti, capaci solo di ordini e violenza, prigionieri di sé stessi e del proprio ruolo. Un ruolo che può ricordarer quello di certe società guerriere, una vita che conosce solo lo scontro mortale e la solidarietà cieca. L'accettazione della visione femminile è il tradimento più grave, il peccato che sanziona la morte; e in una comunità guerriera la morte sociale e quella reale coincidono.
E' il peccato che ci pare capire fu del padre della fanciulla, e nello stesso peccato cade consapevolmente lo zio Lacrima; accetta la "!femminilità" ma accetta pure il destino acui questo lo condanna. Il suo ultimo saluto dopo il breve brano del film in cui lui e i nipoti vivono una vicinanza affettiva è il saluto di un uomo che va a morire, un momento di un'epica senza enfasi. Perché un altro pregio di questo film è che ha sì una fondamentale unità di tono sia estetico che narrativo, ma è anche ricco di variazioni emotive disegnate in modo molto essenziale. Mi pare che la regista riesca a stare al di qua dell'enfasi ma soprattutto del ricatto emotivo, con una eccezione.... e qui c'è una magagnuccia, purtroppo. (e purtroppo lo dico sinceramente, perché mi è davvero dispiaciuto, il filme m'è calato non di poco)

Che ci sia un gancio emotivo per far identificare lo spettatore con la ragazza è quasi naturale, ma per quasi tutto il film è un'identificazione difficile, è più un impegno che ci viene chiesto di capire un mondo così diverso, è tutt'altro che consolante e fascinatoria come prescrivono le regole del "buon cinema americano". M aprorpio verso la fine, forse per il sincero affetto della regista per il suo personaggio, c'è un cambiamento, l'apertura a una speranza che la ragazza possa essere diversa da quel che è destinata ad essere.

Altro elemento che mi ha parecchio disturbato è stato il dialogo a scuola col reclutatore dell'esercito. Ma come? la fanciulla sbatte contro il rifiuto di tutto ciò che ha un ruolo di potere o istituzionale (istituzione è ovviamente anche il boss di una comunità criminale), e nel momento in cui fa il passo forse più disperato - mettersi lavorare per quello stato che è il nemico secolare della sua gente - ci becchiamo un sergente comprensivo dagli occhioni buoni che le fa una bella sintesi di buon senso e le dà comprensione? in un mondo dove non esistono figure spirituali neanche succedanee, un milite reclutatore (figura che ha una fama nelmondo angloamericano che neanche i venditori di assicurazioni...) fa l'assistente sociale? e la fanciulla la cui conflittualità con la comunità è data dal fatto di parlare e di essere attiva, è qui muta e passiva?
Ora... io ho miei pregiudizi e in questo caso me li tengo ben stretti perchè il reclutamento nelle scuole mi ripugna e basta (se poi vogliamo parlare della funzione positiva che certe istituzioni totalitarie come la caserma e il seminario hanno avuto e in qualche hanno ancora per permettere un minimo di mobilità sociale sociale, va bene); ma qui il problema non è solo ideologico, è soprattutto drammatico. E' una scena completamente fuori tono (lei muta e passiva dicevo prima). Quando poi, nei titoli di coda, si scopre che il sergente è un vero sergente e che viena pure indicato come collaboratore alla sceneggiatura - e che quindi, immagino, il bel pistolottoi in cui si fa fare bella figura se l'è scritto lui. Ne deduco che l'ideologismo non è mio, ma della regista che ha inserito una scena ideologica di propaganda. Perchè? convinzione, rispetto del romanzo o solo vil denaro? bisognerebbe chiederlo a lei.

Come al solito mi è più facile parlare dellle cose che non mi piacciono
quindi ribadisco che il film è sicuramente buono e molto interessante e lo consiglio senza dubbio (buono Malaffare.... buono... )
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Re: I Film di DarkOver

Messaggio Da Lucy Gordon il Mar 17 Mag - 18:39


.......adesso sono capperi tuoi........vai Malaffare attacca





avete notato lo sguardo assassino?



va bhe....

grazie Mambu per aver scritto ( e pure tanto ) la tua opinione sul film. Ricordandomi altre tue recensioni, su film contemporanei, posso sicuramente pensare che questo ti sia piaciuto molto.
Sperem.

Bella la tua descrizione di road-movie a breve raggio, non avevo preso in considerazione questo aspetto, che invece detta i tempi alla storia.
Non capisco però dove tu abbia notato questa "apertura alla speranza nel finale", ho pensato di vedere invece una mesta rassegnazione alla vita che l'aspetta da parte di Ree. La frase " senza il vostro peso sulle spalle mi sentirei persa" mi sembrava emblematica.
Per quanto riguarda la scena nell'ufficio di reclutamento sono d'accordo con te, il reclutatore aveva uno script molto ambiguo. Non si capisce se le dice di ripresentarsi fra un anno sia motivato solo dall'età o una scusa per farle capire che deve aiutare la famiglia. Vero, non credo che nella realtà sia così. Ma la Granik e la Rosellini sono riuscite a produrre questo film grazie anche ad aiuti statali....... concediamole questo piccolo impuntamento.
Del film si possono apprezzare anche la fotografia e le interpretazioni di tutto il cast. Oltre alle incredibili interpretazioni dei veri abitanti del luogo bellissimo il personaggio interpretato da Hawkes.

Ma soprattutto come hai visto la Lawrence in questo film?
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Re: I Film di DarkOver

Messaggio Da mambu il Mar 17 Mag - 21:54

Sai che non mi ricordo l'elemento di "apertura alla speranza"?

Cioè... mi ricordo di aver notato una cosa che avevo interpretato così ma non ricordo cos'era questo per darti l'idea di che razza di affidabilità critica ho.
però una delle mie chiavi critiche è proprio basata sulla memoria, e il fatto che, nonostante qualche buco, dopo due mesi ho ancora un'impressione forte e una memoria (credo) precisa di molte scene mi fa dire che il film è buono. La dimenticanza è la mia forma spontanea di bocciatura.

Lawrence, l'attrice che fa la ragazza, è sicuramente molto brava, ma mi pare che sia molto una bravura "di regia". Cerco di spiegarmi: è un'interpretazione minimale, molto mimetica e perfettamente intonata all'ambiente, pochissimo basata sulla mimica facciale e molto sulla presenza fisica e sulle scelte di inquadratura (tempi, taglio, luci). E' una delle tradizioni del cinema americano, l'attore plastilina che usa una ridotta gamma espressiva e viene modellato dalle scelte registiche. Come si svolgerà la sua carriera, vedremo. Sicuramente si può sperare bbuono

Ho apprezzato molto che questo lavoro di semplificazione ci abbia risparmiato tutti quei segni gestuali convenzionali che di solito marcano i personagggi adolescenti - a di cui ad esempio è pieno un film che a te piace tanto e a me gran poco come Ragazze interrotte
(punta polemica personale per dimostrarti che non ho paura di Malaffare, tié )
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Re: I Film di DarkOver

Messaggio Da Lucy Gordon il Dom 22 Mag - 22:57

AVVISO:

questa semirecensione ( semi perchè ho sonno) è VOLUTAMENTE di parte e ASSOLUTAMENTE non obbiettiva


" Il Dilemma" di Ron Howard



Non è commedia per me, anzi è un film drammatico anche se non lo vuol essere.

Due amici fraterni sono anche soci in affari. Il loro rapporto si incrinerà a causa dei tormenti di uno dei due, che ha visto la moglie dell'amico al ristorante in atteggiamenti intimi con un altro uomo e non sa se informare l'amico o tenersi tutto per sé.

Questa la trama, molto banale? Il film è ancora peggio.
Ecco questo è il fatto. Un cast stellare, un regista da oscar, un musicista che ha fatto le più grandi colonne sonore di sempre. Tutto questo per una sceneggiatura da quattro soldi. Qui è il problema .... non c'è proprio niente di interessante.
Dialoghi banali, gag squallide, ambientazioni trite e ritrite. Cosa c'è di buono in questo film?

Lei.

Ok adesso direte ....certo era ovvio salvi solo lei....si e non lo dico solo io, ma anche tutte le recnsioni che avevo letto parlavano di un'ottima Winona.
Sinceramente all'inizio del film la sua interpretazione mi sembrava troppo caratterizzata, ma con l'andare del film questo suo atteggiamento ambiguo si è dimostrato perfettamente azzecato.
La scena del dialogo al bar con l'amico del marito è da CINETECA. Ho sempre pensato che la Ryder doveva fare personaggi controversi e negativi, qui è perfettamente calzante al ruolo.
Brava miss Laura Horovitz e bentornata.

Concludendo... ......il film è da 6 - ( solo grazie alla bella scena della presentazione della nuova auto)

Winona 8
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