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PiXeL

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Re: PiXeL

Messaggio Da piergiorgio il Lun 27 Feb - 21:59

ubik ha scritto:
piergiorgio ha scritto:due minuti di video affascinante per un buongiorno diverso dal solito ...

ooohhhhhhhhhh, ma è virtuale o è veramente la terra?

quanti temporali

è reale!
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Re: PiXeL

Messaggio Da piergiorgio il Mar 28 Feb - 7:28

quando i dinosauri vogliono 'gestire' la modernità...

Contrappunti/ La carta e i bit. I bit e la carta

di M. Mantellini - Un solo utente, più dispositivi. Compreso il caro vecchio libro analogico. Editori, siete avvisati: avete visto cosa è successo ai discografici? Non rifate gli stessi errori
Roma - Una delle ragioni per cui sono abbonato alla versione digitale de La Repubblica è questa: è stato il primo grande giornale italiano, dopo un periodo di stordimento iniziale che ha colpito tutti gli editori, ad offrire ai lettori un unico abbonamento digitale indipendente dalle piattaforme. Il quotidiano arriva ogni mattina su iPad, sul cellulare, sul desktop del computer. Lui insegue me e io non devo inseguire lui. Oggi sembra banale ma c'è stato un periodo in cui non lo era affatto e gli editori avevano immaginato di chiedere abbonamenti diversi per lo stesso prodotto su differenti piattaforme. Poi sono rinsaviti.

Una delle ragioni per cui sono abbonato a Internazionale è che ogni abbonato alla versione cartacea del settimanale (sottoposto come tutti alle paturnie del sistema postale italiano) riceve, compreso nel prezzo, l'accesso immediato alla versione digitale del magazine. Probabilmente in futuro non sarà più così, ma per ora ci sono momenti e luoghi nei quali la lettura su carta continua ad avere un senso, altri nei quali la velocità e l'immediatezza del giornale di bit prevalgono.

Qualche giorno fa Nicholas Carr sul suo blog citava il caso dei dischi di vinile all'interno dei quali alcune case discografiche hanno iniziato a inserire credenziali che consentono agli acquirenti di scaricare la medesima musica in formato digitale: una sorta di mutuo soccorso dove il mondo dei bit soccorre quello dei supporti, magari affascinanti ma ormai preferiti solo da una nicchia di audiofili più o meno raffinati. In attesa che le cose cambino definitivamente vecchio e nuovo ambiente giustamente si completano l'un l'altro.
Lo stesso vado ripetendo da tempo per i libri elettronici e lo stesso fa Carr nel suo articolo citato: in molti casi un certo numero di lettori (e io fra loro) sarebbero disposti a pagare il prezzo della versione cartacea di un libro a patto che all'interno di quel medesimo prezzo fosse compresa anche la versione elettronica: posso pagare (forse, e solo in certi casi) il costo di un testo in brossura, magari un romanzo di quelli ingombranti che è scomodo e pesante da portare in viaggio, oppure un manuale o un saggio che desidero poter sottolineare con una matita, ma non comprerò mai lo stesso libro due volte per averlo a disposizione anche in formato digitale.

Il mercato degli ebook mi costringe a scegliere, e un numero sempre maggiore di persone nel mondo sceglie la versione digitale. Così facendo il nuovo mercato in espansione cannibalizza quello non ancora morto dell'editoria cartacea. Nel frattempo gli editori mostrano la tendenza a compiere con esattezza gli stessi errori che l'industria musicale ha compiuto nell'ultimo decennio. Formati non compatibili, DRM, campagne di stampa sulla pirateria canaglia, un corteo di comportamenti noti e che si sperava superati suggeriscono di immaginare gli strateghi del mercato editoriale elettronico come strani esseri appena estratti da un congelatore nel quale sono rimasti ibernati negli ultimi 15 anni.

Invece che tentare di gestire la transizione conducendo i propri lettori a cavallo fra vecchi e nuovi formati, gli editori di libri sembrano oggi in dolorosa balia del nuovo. Razionali conti economici fatti a tavolino, grandi timori e antiche abitudini impediscono di invertire l'assioma secondo il quale il prodotto precede il cliente e la varietà dei formati è un comodo moltiplicatore economico. Per le aziende in cui il valore oggi si trasporta dentro pacchetti di bit sembrerebbe essere vero l'esatto contrario. Il tentativo di lasciare separati ambienti conosciuti ed inediti contesti digitali rischia di aumentare i problemi del periodo di mezzo (che nei paesi a bassa innovazione come il nostro sarà verosimilmente piuttosto lungo) e contribuisce a sedimentare un inutile risentimento verso l'ambiente digitale che non fa bene alle aziende e non giova ai lettori. Occorre elaborare il lutto e come scriveva Franco Carlini molti anni fa "rassegnarsi a collaborare, rassegnarsi alla pace".

Massimo Mantellini

http://punto-informatico.it/3456368/PI/Commenti/contrappunti-carta-bit-bit-carta.aspx
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Re: PiXeL

Messaggio Da piergiorgio il Mer 29 Feb - 13:31

http://www.tvtech.it/video/1089/aurasma-e-html5/

realtà aumentata...
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Re: PiXeL

Messaggio Da anna il Gio 1 Mar - 0:10

piergiorgio ha scritto:http://www.tvtech.it/video/1089/aurasma-e-html5/

realtà aumentata...

non sono sicura di averne capito l'utilità Suspect

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"L'arma più potente nelle mani degli oppressori è la mente degli oppressi". Steven Biko: 



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Re: PiXeL

Messaggio Da ubik il Gio 1 Mar - 0:22

anna ha scritto:
piergiorgio ha scritto:http://www.tvtech.it/video/1089/aurasma-e-html5/
realtà aumentata...
non sono sicura di averne capito l'utilità Suspect

utilitarista!

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Fu così che Olo arrivò a conoscere se stesso; e come quei pochi uomini che lo avevano fatto prima di lui, arrivato in cima a questo pinnacolo di conoscenza si trovò ai piedi di una montagna. T. Sturgeon
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Re: PiXeL

Messaggio Da piergiorgio il Gio 1 Mar - 0:42

ubik ha scritto:
anna ha scritto:
piergiorgio ha scritto:http://www.tvtech.it/video/1089/aurasma-e-html5/
realtà aumentata...
non sono sicura di averne capito l'utilità Suspect

utilitarista!

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Re: PiXeL

Messaggio Da piergiorgio il Gio 1 Mar - 0:46

anna ha scritto:
piergiorgio ha scritto:http://www.tvtech.it/video/1089/aurasma-e-html5/

realtà aumentata...

non sono sicura di averne capito l'utilità Suspect

al momento probabilmente non lo sanno nemmeno loro, ma in buona sostanza potrebbe essere usata sia in campo ludico che in campo marketing.

come si vede nel video vengono 'aggiunte' delle parti virtuali a ciò che viene ripreso dalla telecamera, quindi la realtà viene aumentata dalla parte virtuale. puoi inventarti quello che vuoi è una nuova frontiera se vogliamo, magari muore qui oppure no, vedremo.
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Re: PiXeL

Messaggio Da piergiorgio il Ven 2 Mar - 12:32


Zemlin praises $25 Linux computer: a Windows license costs more than four Raspberry Pis
By Ryan Paul | Published about 15 hours ago


In a blog post written this morning, Linux Foundation executive director Jim Zemlin praised the Raspberry Pi foundation's $35 Linux computer, which met tremendous demand when it launched this week. In his blog post, Zemlin discussed the important role that the Linux platform plays in enabling innovation around low-cost computing.

The Raspberry Pi foundation launched with the aim of building an inexpensive system that could be used to teach computer programming to young students. They developed a pair of bare ARM boards priced at $25 and $35 that include a 700Mhz ARM11 CPU and a 256MB of RAM. The devices are roughly the same size as a deck of playing cards.

The $35 model entered the manufacturing stage last month and finally became available for purchase this week. Demand for the product was so prodigiously high that both of the foundation's retail partners were unable to keep their websites running in the hours after the official launch. The $25 model is expected to come later this year.

The Raspberry Pi boards will run Linux, which means that users of the product will have access to a mature desktop software platform for the hardware at no additional cost. As Zemlin explained in his blog entry this morning, the availability of Linux and open source software played a major role in allowing the Raspberry Pi foundation to fulfill its low-cost computing goal.

"Raspberry Pi is showing just how well Moore's law is at work and how consequently important free software is to the world of computing. For the price of four Raspberry Pi's, you can't even get a copy of Windows 7 at Best Buy," he wrote.

Zemlin also emphasized the important role that Linux and inexpensive hardware like the Raspberry Pi boards can play in encouraging innovation by reducing the startup costs for prototyping new mobile and embedded products. The only impediment to such innovation, he said, is the dysfunctional patent system, which can significantly inflate the cost of developing new kinds of products.

"The next technology innovator doesn't have to spend a fortune prototyping ideas or taking out licenses with everybody under the sun. With $25 and free software you can get started building something cool," he said. "The only thing holding back this form of innovation is the billion dollar price of patents these days. This speaks miles to the power of getting the tools of innovation into the hands of many and the sad state of our current patent system. The only thing that holds back the next Steve Jobs is being sued by the company started by the late Steve Jobs."

His reference to Apple is likely an allusion to the lawsuits that the company has launched against its Linux-using rivals in the mobile industry. Although companies like Motorola and Samsung are equipped to fight back, defending against patent lawsuits is far too costly and difficult for independent innovators who don't have deep pockets and large defensive patent portfolios.

Patent licensing can significantly inflate the total cost of bringing new ideas to market. The possibility of an injunction makes it very risky to build technical products at all. The rise of software patents, which are often ambiguous and broad, has greatly exacerbated the problem.
Photograph by Paul Downey

http://arstechnica.com/gadgets/news/2012/03/zemlin-praises-25-linux-computer-a-windows-license-costs-more-than-four-raspberry-pis.ars
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Re: PiXeL

Messaggio Da piergiorgio il Mar 6 Mar - 20:54

Come mi nascondo da Google

Vademecum per la privacy in Rete
Dal 1° marzo, tra non pochi dubbi, sono entrate in vigore le nuove regole di privacy di Google. Piccolo viaggio tra i sistemi per regalare il meno possibile di se stessi al sistemi di tracciamento dei servizi di Mountain View
di IVAN FULCO
Lo leggo dopo


SECONDO i teorici del Grande Fratello (quello orwelliano, non quello Endemol), lo scambio non è per nulla equo: ogni giorno, Google permette ai suoi utenti di accedere a decine di servizi online in forma gratuita, ma il prezzo da pagare - per quanto non monetario - è comunque troppo alto. Sono tutti i dati che quotidianamente condividiamo con Mountain View (registrando un Google Account o anche solo eseguendo una ricerca), e che entrano nell'ecosistema del mercato pubblicitario a disposizione di decine di società. Google conosce il tuo nome, la tua posizione geografica, utilizza la tua cronologia di navigazione. Tutto con un obiettivo primario: fornire agli utenti inserzioni pubblicitarie mirate, per alimentare quel business che, solo nel 2011, ha stabilito un nuovo record, con un utile trimestrale di 9,72 miliardi di dollari.

Dopo l'esordio, Il primo marzo, delle norme unificate sulla privacy 1, il fronte degli scettici ha trovato tuttavia nuovi protagonisti. L'Unione Europea ha espresso "profonda preoccupazione" per le nuove regole 2, sollevando dubbi sulla loro legalità. Il Presidente Obama 3 ha avviato un piano per la protezione dei dati dei consumatori. Per diffondere una maggiore consapevolezza, una start-up italiana, Iubenda, sta sviluppando un servizio 4 che mostri in tempo reale la diffusione dei nostri dati in Rete. Ma per un normale utente che non voglia condividere informazioni con Mountain View, qual è la soluzione?

Le armi di Google contro Google. Gli strumenti primari, paradossalmente, sono forniti da Google stessa. La pagina degli "Strumenti per la privacy" 5, per iniziare, illustra tutte le procedure attraverso cui monitorare e cancellare i propri dati dagli archivi Google. È possibile eliminare elementi dalla cronologia di ricerca ("Controlli della Cronologia web") o disattivare la registrazione delle chat ("Chat di Gmail non salvate nel registro"), ma soprattutto usare gli strumenti del "Data Liberation Front" che, per ogni servizio, spiega passo passo come esportare in locale i propri dati per poi cancellarli dai server remoti.

Dalla pagina degli "Strumenti per la privacy" è inoltre possibile accedere alla Dashboard personale 6, che raccoglie le informazioni relative a tutti gli account creati con i servizi Google. Un pannello centralizzato che, per molti utenti, può rappresentare un riepilogo quasi completo delle proprie attività in Rete, dal quale gestire contatti, email, calendari, ma anche le impostazioni di Google+, YouTube, Picasa o di eventuali account esterni collegati, come quelli di Facebook e Twitter. Qui è possibile persino compiere il proprio "suicidio internettiano": un clic su "Gestisci account", poi su "Chiudi l'intero account ed elimina tutti i servizi e le informazioni associati" e la nostra identità web sarà storia. Ovviamente, da maneggiare con cautela.

Oltre Google: navigazione privata ed estensioni. Per chi non vuole combattere il nemico con le armi del nemico, molti sviluppatori offrono strumenti ad hoc per preservare la privacy. Ogni browser moderno - come Internet Explorer, Firefox, Chrome o Safari - dispone ormai di una propria modalità per la navigazione privata (o "in incognito"). Queste ultime, tuttavia, cancellano prevalentemente le tracce locali della navigazione, influendo solo in parte sui dati che vengono registrati da Google.

Nel caso specifico di Safari, sia in versione desktop che mobile, la situazione è più complessa. Il browser di Apple blocca automaticamente i tentativi di tracking, rendendo teoricamente impossibile per Google la consultazione della nostra cronologia. Un articolo recente del Wall Street Journal ha però rivelato come, inserendo una porzione di codice nei propri siti, Mountain View abbia aggirato questa protezione, di fatto spiando gli utenti Mac, iPhone e iPad.

Se invece si vuole un reale livello di sicurezza extra, può essere quindi utile installare specifiche estensioni sul browser. Tra i più diffusi c'è Ghostery 7 - ironicamente sviluppato da un ex-dipendente Google - disponibile per Firefox, Chrome, Safari, Opera e Internet Explorer. Agendo in background, Ghostery impedisce la diffusione di dati verso l'esterno, arrivando persino a bloccare specifici elementi delle pagine web e mostrando verso quali servizi vengono dirottate le nostre informazioni. Il software può essere usato anche su iPhone/iPad, scaricando l'app gratuita 8 e utilizzandolo al posto di Safari.

Anche in questo caso, le alternative non mancano. Tra le principali vanno segnalate Do Not Track Plus 9, TrackMeNot 10 o Trackerblock 11, che permettono di ottenere risultati simili semplicemente installandoli sul browser. Persino Google ha sviluppato la sua estensione personale, intitolata Keep My Opt-Outs 12, attraverso la quale è possibile disattivare il tracciamento dei dati e la pubblicità personalizzata.
Strumenti per esperti

Per compiere il salto di qualità in termini di privacy, serve tuttavia una minima competenza tecnica. L'anonimato assoluto si può raggiungere infatti solo con strumenti più complessi, come Tor 13, un software open source che nasconde l'utente confondendone le tracce all'interno della Rete, eludendo così i tentativi di intercettazione di qualsiasi genere, non solo quelli di Google.

Chi è alla ricerca di uno strumento più accessibile, può invece rivolgersi ai numerosi proxy disponibili gratuitamente in Rete. Sono siti come Proxify 14, Anonymouse 15 o Proxybrowsing 16, per citarne alcuni, che "filtrano" la navigazione impedendo ai nostri dati di essere rilevati. È sufficiente accedere al servizio, senza iscrizione, e digitare l'indirizzo web da visitare. E la privacy è tratta, pur al prezzo di una navigazione più lenta e meno agile. Si tratta degli stessi strumenti, a margine, che vengono utilizzati dai navigatori più esperti per aggirare i blocchi regionali, come accade in Italia per alcuni siti pirata o di scommesse illegali. Ma questa è un'altra battaglia, forse più ambigua ed eticamente meno nobile.
http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/03/05/news/come_difendersi_da_google-30868982/?ref=HRERO-1
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Re: PiXeL

Messaggio Da anna il Mar 6 Mar - 21:08

siamo circondati... mi devo controllare bene le impostazioni... o faccio danni o miglioro la mia privacy

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Re: PiXeL

Messaggio Da piergiorgio il Mar 6 Mar - 21:14

anna ha scritto: siamo circondati... mi devo controllare bene le impostazioni... o faccio danni o miglioro la mia privacy

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Re: PiXeL

Messaggio Da piergiorgio il Gio 8 Mar - 9:35

Un buco con l'orologio intorno

E' senza quadrante ma l'ora si legge comunque
Chi ha detto che negli orologi il quadrante è necessario per poter leggere l'ora? La dimostrazione che questa affermazione è falsa viene da un concept di orologio senza quadrante sviluppato dal designer Yiran Qian e chiamato Eye of the storm.

Come si può vedere dall'immagine riportata, l'orologio è completamente realizzato in tessuto, usando le materie plastiche solo per la classica cornice del quadrante. Quest'ultimo, però, manca completamente, lasciando trasparire la pelle del polso di chi lo indossa.

La domanda che ci si pone quindi è: come si farà a leggere l'ora? Semplice. Basta premere un pulsante sulla parte laterale dell'orologio e sulla cornice in plastica si accedono dei LED, come a formare delle lancette. Insomma, in un'epoca in cui il digitale fa da padrone, questo concept propone di leggere l'ora in modalità analogica. I LED presenti sulla cornice, poi, si accendono in modalità differenti: la lancetta delle ore comparirà illuminata da LED che insieme formeranno un quadrato basso e tozzo, mentre la lancetta dei minuti avrà la forma di un rettangolo illuminato lungo e stretto.

L'obiettivo di tutto ciò? Secondo il designer, molte persone sono allergiche o comunque sensibili ai metalli contenuti nelle casse degli orologi. Questo orologio senza quadrante, quindi, eliminerebbe il problema, ridurrebbe la quantità di materiale necessario per costruire l'accessorio, con buona pace dei costi e dell'ambiente.

http://punto-informatico.it/3470376/Gadget/News/un-buco-orologio-intorno.aspx
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Re: PiXeL

Messaggio Da anna il Gio 8 Mar - 10:06

che cosa curiosa chissà se si diffonderà mai


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Re: PiXeL

Messaggio Da piergiorgio il Gio 8 Mar - 10:40

anna ha scritto:che cosa curiosa chissà se si diffonderà mai


non credo, l'ho trovato geniale
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Re: PiXeL

Messaggio Da Lucy Gordon il Gio 8 Mar - 10:46

piergiorgio ha scritto:
anna ha scritto:che cosa curiosa chissà se si diffonderà mai


non credo, l'ho trovato geniale

Suspect Suspect Suspect Suspect Suspect Suspect Suspect


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