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Addio a.....

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Re: Addio a.....

Messaggio Da ubik il Mer 23 Mar - 22:56




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Fu così che Olo arrivò a conoscere se stesso; e come quei pochi uomini che lo avevano fatto prima di lui, arrivato in cima a questo pinnacolo di conoscenza si trovò ai piedi di una montagna. T. Sturgeon
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Re: Addio a.....

Messaggio Da mambu il Gio 24 Mar - 1:29

Vekkio ubik... lo sapevo



qui è con Mankiewicz, il regista.
non so dire se e quanto sia stata una grande attrice. Era qualcos'altro... era un sogno
E quindi sempre perfetta, al di là di tecniche e, talvolta, di vezzi recitativi allora di moda. Ma era un sogno di bellezza e di dolore; un dolore che esprimeva solo con lo sguardo e che ha reso indimenticabili tanti suoi personaggi. E in questo sembrava vera... o forse lo era; ma questo non conta, nella magnifica fabbrica delle illusioni
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Re: Addio a.....

Messaggio Da rossadavino il Gio 24 Mar - 6:59







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Re: Addio a.....

Messaggio Da seunanotte il Gio 24 Mar - 10:50

mambu ha scritto:
non so dire se e quanto sia stata una grande attrice. Era qualcos'altro... era un sogno
E quindi sempre perfetta, al di là di tecniche e, talvolta, di vezzi recitativi allora di moda. Ma era un sogno di bellezza e di dolore; un dolore che esprimeva solo con lo sguardo e che ha reso indimenticabili tanti suoi personaggi. E in questo sembrava vera... o forse lo era; ma questo non conta, nella magnifica fabbrica delle illusioni

Bello quello che hai scritto,Mambu
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Re: Addio a.....

Messaggio Da anna il Mer 6 Apr - 0:02

Addio a Gianni Brezza, marito di Loretta Goggi
Il ballerino, coreografo, regista e attore, era nato alla Spezia e aveva quasi 69 anni


E' morto oggi a Roma dopo una lunga malattia Gianni Brezza ballerino, coreografo, regista e attore. Era il marito di Loretta Goggi ed aveva quasi 69 anni. Nato a La Spezia il 9 novembre del 1942, si era trasferito a Roma dove aveva iniziato l'attività negli anni sessanta. Diventato primo ballerino del corpo di ballo della Rai, aveva lavorato nei principali programmi di Viale Mazzini degli anni sessanta e settanta, tra cui Canzonissima, Studio Uno e Milleluci. Successivamente è stato coreografo, attore al fianco di Rita Pavone e regista. Dopo aver lasciato la professione di ballerino, si è dedicato alla regia e alla collaborazione in progetti teatrali e televisivi con Loretta Goggi, che ha sposato nel 2008 dopo una relazione trentennale. E lei stessa aveva recentemente definito il suo legame con Brezza con queste parole: "Io e Gianni siamo come Sandra e Raimondo nella vita, con ironia e voglia di divertirsi". Ultimamente, proprio a causa della malattia del marito, la Goggi aveva annullato le tappe del suo tour tra cui quella romana.

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Re: Addio a.....

Messaggio Da anna il Sab 9 Apr - 19:34

E' morto Sidney Lumet
Il regista di Serpico e Quinto Potere aveva 86 anni



E' morto oggi a New York il regista Sidney Lumet. Aveva 86 anni. Lo ha riferito al New York Times la figlia del regista.

La figlia di Lumet, Leslie Gimbel, ha riferito al quotidiano che Lumet e' morto nella sua casa di Manhattan. Da tempo aveva un linfoma. Tra i capolavori del regista, 'La parola ai giurati', 'Serpico', 'Un pomeriggio di un giorno da cani', 'La collina del disonore', 'Assassinio sull'Orient Express', 'Il verdetto', 'Network' e 'Quinto Potere', che porto' l'Oscar nel 1976 a Peter Finch e Faye Dunaway.

LA BIOGRAFIA - Dopo essere stato pluripremiato e plurinominato nei più famosi festival cinematografici mondiali, Sidney Lumet torna continuamente alla ribalta con pellicole che si possono fregiare della partecipazione di attori famosi che si presentano come vere e proprie truppe americane alla chiamata in qualche suo nuovo e ambizioso progetto. Elegante e sempre in grado di riservare qualche sorpresa ha riportato in auge il filone dell'indagine di lusso ovverosia il giallo deduttivo geometrico nato sotto la buona stella di Agatha Christie, mettendo in scena ironia e raffinatezza, spostandosi di quando in quando anche su pellicole più coraggiose di denuncia sociale su disumanità, realtà recluse e drammatiche, che viaggiano fra il poliziesco e il melò. Un veterano di Hollywood che ricicla, infesta e giudica l'America partendo dal luogo dove più di ogni altro si mettono in mostra i suoi peccati: le aule di tribunale. Poca o nessuna decorosa redenzione per loro, ma un titolo di nobile artigiano classico della cinematografia americana per lui che spezza gli equilibri e vira, a volte, verso delle deviazioni narrative che non ci saremmo mai aspettati di vedere.


Il sogno di diventare un attore

Figlio dell'attore, regista, produttore e sceneggiatore dell'Yiddish Theatre Baruch Lumet e della ballerina e attrice Eugenia Wermus, fin da piccolo respira l'aria dello spettacolo teatrale, infatti a soli 4 anni debutta all'Yiddish Art Theatre di New York. In età adolescenziale, studia alla Professional Children's School, anche se nel frattempo prende parte come attore a molti spettacoli di Broadway. Il sogno di diventare un interprete professionista lo attira ogni giorno di più, tanto è vero che si iscriverà poi all'Actor's Studio, studiando con Sanford Meisner. Il debutto come attore cinematografico avviene invece con Quartiere maledetto, pellicola di propaganda bellica del 1939 di Dudley Murphy, che però segnerà un triste presagio nella sua vita. Infatti, nel 1942, interrompe gli studi universitari alla Columbia University per andare in guerra. Una guerra che lo vedrà tornare solo nel 1946 in America. Non reciterà mai più da quel momento, eccezione fatta per The Manchurian Candidate (2004) di Jonathan Demme con Denzel Washington e Meryl Streep.


Il regista televisivo

Quindi, lasciato per sempre il mondo della recitazione, si reinventa regista televisivo, dirigendo la serie tv Studio One (1948), cui parteciparono anche Yul Brynner (ma come regista di qualche episodio) e Charlton Heston e Leslie Nielsen. Nel frattempo, sposa l'attrice Rita Gam che sarà solo la prima delle sue molte mogli. Sposata nel 1949 e divorziato poi da lei nel 1954, passerà fra le braccia di un'altra attrice Gloria Vanderbilt (1956-1963), poi della madre delle sue due figlie - la montatrice del suono Amy Lumet e l'attrice Jenny Lumet - Gail Buckley (1963-1978), legandosi attualmente con Mary Gimbel, sposata nel 1980. Procede invece a gonfie vele il suo lavoro di regista televisivo: da Crime Photograpgher (1951) a CBS Television Workshop (1952, che vide la partecipazione di grandi stelle come James Dean, Audrey Hepburn, Boris Karloff e Grace Kelly), da You Are There (1953-1955) a The Eilgin Hour (1955), firmando anche The Best of Broadway (1954-1955) con Claudette Colbert e Helen Hayes, Frontier (1955), The United States Steel Hour (1955) con Patty Duke e Gene Hackman, The Alcoa Hour (1956) con Jason Robards, Melvyn Douglas, Anne Bancroft, Lloyd Bridges, Walter Matthau e Rip Torn, fino a Goodyear Television Playhouse (1956) che aveva come partecipanti Matthau, Leslie Nielsen, Eileen Heckart e Roddy McDowall.


Il debutto come regista cinematografico

Decide poi di tentare la strada del cinema, trasportando sul grande schermo un romanzo di Barry Reed: La parola ai giurati (1957) che sarà il suo capolavoro. Henry Fonda, Martin Balsam e Ed Begley jr. si immergono così nei meandri di un film serrato, intelligente e acuto che gli permetterà di essere nominato all'Oscar come miglior regista, seppur portandosi a casa un Orso d'Oro al Festival di Berlino, il premio OCIC, il Nastro d'Argento come miglior film straniero e una menzione speciale al Festival di Locarno. Seguiranno poi a ruota le commedie Fascino del palcoscenico (1958) sempre con Fonda e tratto dal testo teatrale "Morning Glory" di Zoe Akins, Quel tipo di donna (1959) con Sophia Loren e Pelle di serpente (1959), tratto da un dramma di Tennesse Williams, con Anna Magnani e Marlon Brando. Poi tornerà per brevissimo tempo alla televisione con la regia di due episodi di Playhouse 90 con Peter Lorre, James Mason e Boris Karloff, ma soprattutto due puntate di Sunday Showcase (1960) che raccontavano la storia di Sacco e Vanzetti e che gli permetteranno di essere nominato agli Emmy Award per la regia. Dopo aver diretto Robert Redford nel film per la tv The Iceman Cometh (1960), è il regista del dramma di Eugene O'Neill Il lungo viaggio verso la notte (1962) che metterà in scena con Katharine Hepburn, seguito dal film fantastico A prova di errore (1964) dove ritroverà Fonda, ma anche il buon vecchio Matthau; L'uomo del banco dei pegni (1965) con Rod Steiger che gli permetterà di ricevere il premio FIPRESCI; il film di denuncia La collina del disonore (1965) con Sean Connery - liberamente tratto da una commedia di Ray Rigby e R.S. Allen - e Chiamata per il morto (1966) dall'omonimo romanzo di John Le Carré con James Mason.


Progetti falliti e collaborazioni

Plurinominato ai BAFTA, ritorna ancora una volta con Mason davanti alla cinepresa - questa volta anche con Vanessa Redgrave - nella trasposizione de Il gabbiano (1968) di Cechov. Originariamente scelto come regista di Funny Girl (1968), lascia la direzione del film per delle gravi divergenze con il produttore Ray Stark e con l'attrice Barbra Streisand, venendo poi rimpiazzato da un più mite William Wyler. A lui non importa e lavorerà affianco del grande Joseph L. Mankiewicz in King - Una testimonianza filmata... Da Montgomery a Memphis (1970) cui collaboreranno anche Paul Newman, Burt Lancaster, Charlton Heston e Sidney Poitier.


Gli anni migliori della sua carriera

Con l'arrivo degli Anni Sessanta, la sagacia di Lumet si fa più affilata a partire dal drammatico Spirale d'odio (1972), ancora con Mason, seguito da: Rapina record a New York (1972) con Connery e Christopher Walken; Riflessi in un occhio scuro (1973) sempre con Connery; Serpico (1973) con Al Pacino e Lovin' Molly (1974) dal romanzo "Leaving Cheyenne" di Larry McMurthy con Anthony Perkins e Susan Sarandon. Dopo aver cercato di dirigere Il giustiziere della notte (1974) con Jack Lemmon come protagonista e vistosi rifiutare la regia, opta per il più classico Assassinio sull'Orient Express (1974) riesumando il Gotha del cinema hollywoodiano: da Sean Connery a Anthony Perkins, da Ingrid Bergman a Vanessa Redgrave. Sono gli anni migliori di Lumet, quelli dove maggiormente si mette alla luce per la graffiante cronaca dell'America Anni Settanta, quella che sta perdendo l'american dream ed è costretta a rapinare banche (Quel pomeriggio di un giorno da cani, 1975, con Pacino e con una nuova nomination agli Oscar per la regia), quella della logica serrata della televisione (Quinto potere, 1975, con Peter Finch, Faye Dunaway, Robert Duvall e William Holden, con nuova candidatura all'Oscar per la regia, ma anche un Golden Globe in tasca nella stessa categoria) e quella immischiata in questioni di droga e odio razziale (Il principe della città, 1981, vincitore del premio Pasinetti e nuova nomination per la sceneggiatura non originale).

Membro della Giuria del Festival di Cannes del 1982, lo stesso anno dirige Trappola mortale (1982) con Michael Caine, passando al remake di un suo stesso film Il verdetto (1982) questa volta con il sempre presente James Mason, Charlotte Rampling e Paul Newman e sempre con una nuova candidatura all'Oscar per la regia. Verrà poi il tempo di film leggermente più mediocri: Il mattino dopo (1986) con Jane Fonda e Jeff Bridges; Power (1986) con Julie Christie, Gene Hackman e Richard Gere; Vivere in fuga (1988) con River Phoenix; Sono affari di famiglia (1989) con Connery e Dustin Hoffman; Terzo grado (1990) con Nick Nolte, Gloria (1998) con Sharon Stone e Strip Search (2004) con Glenn Close. Nonostante questo, nel 2005, gli si consegnerà l'Oscar onorario.

Nella tradizione hollywoodiana lui si classifica fra le "simpatiche canaglie", maestro dei legal thriller a sfondo morale e dal risultato finale che non può essere che buono, confermandosi di film in film spettacolare, nonostante qualche volta le sue pellicole, come il delitto, non siano perfetti. Offre micidiali bordate agli eterni totem americani (la mascolinità forzata, il successo, il denaro) mostrando nei loro retroscena ciò che non dovremmo mai venire a galla: i fantasmi, i complessi di colpa, le insufficienze, le insoddisfazioni, l'irresponsabilità, il vizio e la violenza. Un'America meno pulita e integra di quella che ci viene mostrata, solo lui rimane fresco grazie al suo straordinario talento.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/speciali/2011/04/09/visualizza_new.html_904197688.html

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Re: Addio a.....

Messaggio Da anna il Lun 18 Apr - 21:27

Isola dei Famosi, morto il bidello Carlo Capponi
E' stato stroncato in casa da un malore a 58 anni, nel reality arrivo' in finale


E' morto a 58 anni Carlo Capponi, il bidello che nel 2008 diventò noto per la partecipazione alla trasmissione 'L'Isola dei Famosì su RaiDue.

Come riferisce la Gazzetta di Modena, è stato stroncato ieri pomeriggio da un malore mentre si trovava con la compagna nella loro casa di Zocca, sull'Appennino modenese, dove abitavano insieme da qualche anno. Capponi, bolognese, nella mattinata di ieri si era dedicato al giardinaggio ma poi ha iniziato a sentirsi male. Inutile l'intervento dei sanitari del 118 giunti nell'abitazione per soccorrerlo.

Laureato in Storia dell'Arte e per lunghi anni bidello dell'Università di Bologna, Capponi aveva conquistato le simpatie del pubblico del 'reality' televisivo per la sua schiettezza, la giovialità e le abitudini particolari mantenute sull'isola del Costa Rica, prima fra tutte quella di nutrirsi di banane in gran quantità.

Non sono ancora note la data e la località per i funerali



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Re: Addio a.....

Messaggio Da anna il Dom 8 Mag - 19:54

Si suicida Gunter Sachs
ex marito di Brigitte Bardot
Aveva 78 anni. La notizia è stata diffusa dalla Fondazione dell'attrice francese, che non ha fornito ulteriori dettagli. Secondo quanto dichiarato dal figlio del fotografo tedesco, la morte sarebbe avvenuta in Svizzera



Il fotografo tedesco Gunter Sachs, ex marito di Brigitte Bardot, si è suicidato. Aveva 78 anni. Lo ha annunciato la Fondazione dell'attrice francese. "Abbiamo contattato il segretario di Gunter Sachs, che ci ha confermato il suicidio - hanno detto alla Fondazione -, ma non abbiamo dettagli sulle circostanze".
Brigitte Bardot "è stata informata dell'accaduto ed è distrutta. Aveva mantenuto un forte legame con Gunter Sachs - hanno aggiunto - che aveva partecipato ai 20 anni della sua Fondazione". Secondo il giornale tedesco Bunte, che cita Rolf, figlio del fotografo, Sachs è morto nel suo chalet in Svizzera, a Gstaad.
Il portavoce della polizia del Cantone di Berna si è rifiutato di rilasciare dichiarazioni: "Non possiamo dire nulla per il momento", ha detto.

Nato in Germania nei 1932, Sachs era il nipote di una dinastia di industriali dell'automobile sia per parte materna che paterna. Suo nonno paterno, Ersnt Sachs, aveva creato la Fichtel & Sachs. Suo nonno materno aveva fondato la Opel.
Playboy, fotografo, astrologo e matematico, divenne noto come fotografo di nudi femminili e immagini surreali, e le sue opere vennero esposte in numerose esposizioni. Fu anche regista di documentari: il suo film sugli sport invernali "Happening in White" fu premiato dal Comitato olimpico internazionale.

Già noto alle cronache mondane per una storia d'amore con Soraya Esfandiary all'inizio degli anni Sessanta, divenne celebre nel 1966, quando sposò la donna più bella del mondo: Brigitte Bardot, sullo sfondo della costa Azzurra sfrenata di quegli anni.

Il matrimonio, avvenuto il 14 di luglio, era seguito alle spettacolari tattiche di conquista di Gunter. Per sedurre Brigitte, non aveva esitato a inondare la Madrague - la villa dell'attrice a Saint Tropez - di migliaia di rose rosse, lanciandole dal suo elicottero. Lo stesso veicolo dal quale amava discendere vestito da vampiro. Si separarono tre anni più tardi, nel 1969, quando les italiens capitanati da Gigi Rizzi presero possesso della Costa Azzurra conquistando anche il cuore di BB.

Prima di Brigitte, nel 1956 aveva sposato Annemarie Faure, che morì due anni dopo le nozze lasciandogli un figlio. Subito dopo la Bardot, invece, si consolò presto con la modella svedese Mirja Larsson, con la quale ebbe due figli. Oltre ai matrimoni, l'affascinante Gunter ebbe molte altre storie celebri, tra cui quella con Marina Doria e Juliette Greco.

Uomo eccentrico e curioso, fu amico dei più noti frequentatori del jet set, tra cui i Kennedy, Gianni Agnelli, Salvador Dalí, Andy Warhol e Coco Chanel e incarnò come pochi altri i sogni e le nostalgie di un'intera generazione, descritti qualche anno fa in un libro autobiografico 'I migliori anni della nostra vita'. Nel libro è raccontato anche un curioso aneddoto, che fa capire quanto Sachs fosse glamour e ricercato: Michelangelo Antonioni, quando girò il suo capolavoro Blow up volle che il protagonista David Hemmings recitasse vestito 'a la Sachs' con pantalone bianco, camicia a righe bianche e azzurre col collo aperto senza cravatta, e i piedi scalzi dentro mocassini neri.

Tra le sue passioni anche quella dell'astrologia, che Sachs studiava con metodi matematici. Risale alla fine degli anni 90 il suo libro, che fu un successo in Germania e precedette la fondazione di un istituto in Svizzera, per l'"Analisi empirica e matematica della verità dell'astrologia".

repubblica

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Re: Addio a.....

Messaggio Da ubik il Sab 14 Mag - 0:14

ROMA - E' morta a Roma, all' età di 76 anni, l' attrice Anna Longhi, partner di Alberto Sordi in tanti film in cui quando non la chiamava nei suoi film col suo nome cinematografico "Erminia", la definiva semplicemente in un meno prosaico "Buzzicona".
L'attrice è morta per le complicanze di una polmonite poiché sofferente di cuore.
Nata a Roma, nel quartiere di Trastevere, Anna Longhi aveva debuttato al cinema grazie all' incontro con Sordi, che la volle al proprio fianco nell'episodio 'Le vacanze intelligenti' nel film 'Dove vai in vacanza?' (1978), poi nel 'Tassinaro' (1983) e in 'Un tassinaro a New York' (1987) nei quali l'attrice interpretava come sempre il ruolo della moglie detta "buzzicona".
Ma nella filmografia della Longhi, tra le caratteriste più amate del cinema italiano, ha avuto alcuni anche in ruoli in film internazionali come 'Un incantevole aprile' di Mike Newel e 'Il talento di Mr Ripley' di Anthony Minghella, come pure - tornando all'Italia - anche in 'Peperoni ripieni e pesci in faccia' di Lina Wertmuller, 'La cena per farli conoscere' di Pupi Avati e 'Sms-sotto mentite spoglie' di Vincenzo Salemme.
L' attrice era stata ricoverata per una polmonite ma le sue condizioni si erano aggravate negli ultimi giorni anche per alcune complicazioni cardiache.

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Re: Addio a.....

Messaggio Da anna il Sab 14 Mag - 10:02


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Re: Addio a.....

Messaggio Da anna il Sab 11 Giu - 20:09

Morto a Bologna etologo Giorgio Celli
Era stato sottoposto a un intervento chirurgico il 10 maggio


L'entomologo Giorgio Celli, 76 anni, è morto oggi all'ospedale Sant'Orsola di Bologna. Era stato sottoposto a un intervento chirurgico il 10 maggio scorso e da allora le sue condizioni erano rimaste gravissime.

Docente universitario all'Istituto di Entomologia, a lungo conduttore televisivo di trasmissioni sugli animali, poi europarlamentare e consigliere comunale dei Verdi, Giorgio Celli, 76 anni, era stato sottoposto a un intervento chirurgico per "alcuni by pass" e l'intervento era stato reso più delicato perché era "dializzato da tempo", aveva precisato due giorni dopo il figlio Davide, anche lui ex consigliere comunale verde, con la voce rotta dal pianto, che aveva del resto anche oggi confermando la scomparsa del padre: "Non ho più lacrime per piangere. E' sempre rimasto in terapia intensiva, ma voglio ricordarlo battagliero e forte, con la sua voglia di cambiare le cose. Vorrei che tutti, allievi, collaboratori e amici, lo ricordassero così".

La camera mortuaria sarà allestita martedì 14 nell'Area Malpighi dell'ospedale (via Pizzardi, ore 7.30-13.30); subito dopo l'Università di Bologna ha organizzato una commemorazione alla cappella di Santa Maria dei Bulgari dell'Archiginnasio, ed é annunciata la presenza del rettore Ivano Dionigi.

La salma sarà poi tumulata nel cimitero di Monzuno, sull'Appennino Bolognese, luogo particolarmente caro al figlio Davide, che gli é stato vicino, come sempre, anche negli ultimi difficili giorni. Wikipedia, nel suo rigore scientifico, ha avuto ore sufficienti, dalle 9.45, per aggiornare la sua scheda on line: "Giorgio Ruggero Celli (Verona, 16 luglio 1935 - Bologna, 11 giugno 2011) è stato un etologo, entomologo, scrittore, attore, politico e professore universitario italiano".
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Messaggio Da ubik il Sab 11 Giu - 20:20

lo adoravo e guardavo sempre la sua trasmissione

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Re: Addio a.....

Messaggio Da anna il Dom 19 Giu - 12:17

Clarence Clemons è morto

Clarence Clemons è morto a 69 anni: si è spento nella notte, dopo essere stato ricoverato in ospedale per una settimana in seguito all’attacco di cui abbiamo riferito gli scorsi giorni. Il primo riconoscimento a Big Man è arrivato da Bruce Springsteen, che si era detto speranzoso pur riconoscendo la gravità della situazione: “Siamo onorati e grati di avere avuto l’opportunità di stargli accanto per quasi quarant’anni”, ha scritto il Boss sul suo sito. “Era un mio grande amico e un partner e con Clarence al mio fianco la mia band e io abbiamo potuto raccontare una storia molto più profonda di quanto non dica la nostra stessa musica. La sua vita, il suo ricordo e il suo amore continueranno a vivere in quella storia e nel gruppo”. Clarence Clemons aveva trascorso gli ultimi anni a combattere vari problemi di salute e si era sottoposto a un doppio intervento chirurgico alle ginocchia, in conseguenza del quale spesso (come in occasione del Superbowl 2009) era stato costretto a esibirsi seduto su una sedia a rotelle, sopportando dolori fortissimi e, infine, anche una seria forma di depressione post operatoria. La sua ultima esibizione in studio è stata con Lady Gaga, sulla cui “The edge of glory” ha suonato il suo inconfondibile sax. Ma il suo assolo-marchio di fabbrica, con cui desideriamo ricordarlo, è quello che contribuì a rendere “Born to run” un album leggendario, quello che impiegò 16 ore a perfezionare in studio, quello di “Jungleland”.
rockol

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Messaggio Da anna il Dom 19 Giu - 13:03

E' morta la dissidente Elena Bonner
con Sakharov combattè per i diritti in Urss
Si è spenta negli Usa a 88 anni. Divenne una delle figure simbolo della protesta contro il regime sovietico, insieme al marito, celebre fisico, premio Nobel e padre pentito della bomba all'idrogeno. Ma è rimasta scomoda per Eltsin e in "esilio volontario" da Putin


Anche morire di malattia, all'estero, a 88 anni, può servire alla causa quando si è dedicata tutta la vita alla lotte per i diritti umani e per la trasparenza di un regime oscuro e prevaricatore. Yelena Bonner, spirata ieri sera, in un ospedale di Boston ha ottenuto un altro piccolo grande risultato in quello che è stato l'impegno di anni suo e del marito Andrej Sakharov, uno dei più noti dissidenti dell'era sovietica. A Mosca, in attesa dell'arrivo della bara della signora Bonner, la sede della Fondazione Sakharov si è riempita di militanti, di giovani e di tutti gli esponenti di spicco della fragile e perseguitata opposizione russa. "I tempi attuali sono meno cupi e sanguinosi di quelli in cui hanno vissuto Yelena e Andrej - dicevano in tanti - ma la strada per la democrazia e la trasparenza è ancora lunga".

La storia di Yelena Bonner è di fatto la storia della resistenza di un popolo all'orrore staliniano e poi alla negazione continua dei più elementari diritti umani da parte dei governi che si sono succeduti alla guida della Russia. L'incubo comincià presto, nel 1937, quando appena quattordicenne assistette all'arresto dei suoi genitori nella cittadina di Merv nell'allora repubblica socialista sovietica del Turkmenistan. Capitava in quegli anni che le purghe e le vendette del regime si abbattessero proprio sui quadri più fedeli e vicini al potere. Il padre di Yelena, Georgij Alikanov, ebreo armeno comunista e autorevole membro del Comintern, fu accusato di generico complotto contro lo Stato e fucilato. Alla madre toccarono invece otto anni di campo di lavoro forzato in Kazakhstan e poi l'esilio.

Traumi che non si cancellano anche se si continua a servire il proprio paese. Yelena fu infermiera al seguito dell'Armata Rossa nella Seconda Guerra Mondiale arrivando con l'esercito vincitore fino alle porte di Berlino. Meriti che le valsero l'ingresso nelle fila del Pcus nel 1965 quando intanto la destalinizzazione di Krushov aveva portato alla riabilitazione formale dei genitori. Il nuovo vento di cambiamenti e di rivisitazione del passato sembrava preludere a una nuova era e Yelena Bonner spera di poter contribuire a una svolta per i diritti umani nell'Urss. Errore, pagato a caro prezzo. I controlli , le pressioni del Kgb, le minacce per la sua indipendenza di giudizio e per i suoi attacchi diretti ai notabili del partito, le costarono il fallimento di un primo matrimonio, e l'inserimento nella lista dei personaggi da tenere d'occhio.

Le cose peggiorarono con il secondo matrimonio nel '72 quando sposò Andrej Sakharov, il fisico nucleare dallo spirito ribelle che si era platealmente opposto all'uso bellico delle bombe atomiche che da scienziato aveva contribuito a realizzare e sviluppare. Forte del suo prestigio scientifico e dell'importanza strategica del suo lavoro Sakharov aveva costituito il primo comitato per i diritti civili e preso le difese dei dissidenti e dei perseguitati politici. La paga a caro prezzo, con l'emarginazione e poi con l'esilio nella città chiusa di Gorkij. A Yelena Bonner toccò ritirare in suo nome il premio Nobel per la pace conferito dall'Accdemia di Oslo nel 1975. Anni duri di lotta e di persecuzioni nei quali Yelena Bonner fece da portavoce del marito, organizzatrice del movimento, leader di un'opposizione sotterranea fino al 1986, quando la riabilitazione decisa da Gorbaciov consentì a Sakharov di tornare, per morire subito dopo, nella sua abitazione di Mosca.

Cominciarono altri anni di speranza. La Bonner mise su la Fondazione Sakharov, cominciò a parlare liberamente di democrazia e trasparenza ma anche questo momento sarebbe durato poco. Tollerata appena dalla presidenza Eltsin, oscurata e scoraggiata dai governi dell'era Putin, contraria agli interventi in Cecenia e alle repressioni dei dissidenti, Yelena Bonner decise di restare negli Stati Uniti ispirando e suggerendo a distanza i movimenti di opposizione democratica. Appena l'anno scorso, tanto per far capire che l'esilio volontario non fosse affatto una resa, era stata la prima firmataria del documento "Putin deve andarsene" nel quale si faceva l'elenco delle persecuzioni, prevaricazioni e lati oscuri del governo attuale. Adesso, che si preparano i funerali, tutti i dissidenti e gli oppositori preparano una grande manifestazione . Yelena Bonner sta per dare, da morta, un altro dispiacere al regime.
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Re: Addio a.....

Messaggio Da ubik il Ven 24 Giu - 20:08

E' morto Peter Falk
Addio, tenente Colombo

ROMA - Addio al tenente Colombo. E' morto l'attore Peter Falk, protagonista della celebre serie televisiva ma anche attore hollywoodiano di lungo corso e protagonista di numerosi film. Aveva 83 anni.

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