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Addio a.....

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Re: Addio a.....

Messaggio Da ubik il Sab 23 Lug - 23:40

... R.I.P.

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Le idee sono simili a pesci. Se vuoi prendere un pesce piccolo, puoi restare nell'acqua bassa. Se vuoi prendere il pesce grosso, devi scendere in acque profonde. D. Lynch

Fu così che Olo arrivò a conoscere se stesso; e come quei pochi uomini che lo avevano fatto prima di lui, arrivato in cima a questo pinnacolo di conoscenza si trovò ai piedi di una montagna. T. Sturgeon
Avevano parlato, poco, ma quanto bastava per scegliersi. Ci sono parole come le conchiglie, semplici ma con il mare intero dentro. A. D’Avenia
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Re: Addio a.....

Messaggio Da anny_skod il Dom 24 Lug - 15:56

Anche l'intervista di Castaldo è molto bella,vi posto il link

http://tv.repubblica.it/dossier/morta-amy-winehouse/il-ricordo-di-castaldo-quella-volta-con-jagger/73224/71515
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Re: Addio a.....

Messaggio Da miki il Dom 24 Lug - 21:52

ho saputo solo tre ore fa... sono rimasta

l'omaggio di seal ieri sera al festival §vibrazioni positive§ a bialystok in polonia
ha fermato la sua band e.. comosso.. ha dedicato una sua canzone
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Re: Addio a.....

Messaggio Da Lucy Gordon il Lun 25 Lug - 12:01



Ancora un animo debole che da tempo aveva ceduto al baratro dell'alcolismo e di altre sostanze. La scelta di fuggire dal male di vivere attraverso questi mezzi distruttivi non può portare ad altro se non la propria autodistruzzione. Nel 2004 aveva perso ben 4 taglie per rientrare nello stereotipo delle star sottopeso tanto di moda, di sicuro quella scelta aveva influito sul suo stato mentale, anche perchè non si perdono tanti chili in così poco tempo senza l'utilizzo di anfetamine. Da quel momento, credo, la sua mente non è più stata in grado di ponderare gli avvenimenti. Il resto ne è solo una conseguenza. Noi possiamo solo ricordarla con le sue canzoni e la sua voce.


Ciao Amy.




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Re: Addio a.....

Messaggio Da anna il Sab 30 Lug - 18:00

E' morto Giuseppe D'Avanzo
grande firma di Repubblica
E' scomparso all'improvviso. Era nato nel 1953. Sue le inchieste che hanno segnato la storia del quotidiano. Dal rapimento di Abu Omar al Nigergate fino alle dieci domande poste a Silvio Berlusconi sui suoi legami con la giovane Noemi Letizia


E' morto improvvisamente, oggi, Giuseppe D'Avanzo. Nato a Napoli nel 1953, era una delle firme principali di Repubblica. Le sue inchieste hanno fatto la storia del quotidiano. Dal Nigergate alla vicenda Abu Omar, dal caso delle escort legate a Giampaolo Tarantini 1 fino alle dieci domande poste al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi 2, dalle pagine di Repubblica, per chiedere conto dei suoi rapporti con Noemi Letizia, al caso Ruby 3. Aveva scritto Il mercato della paura. La guerra al terrorismo islamico nel grande inganno italiano e Il Capo dei capi. Vita e carriera criminale di Totò Riina.

LO SPECIALE: LE SUE INCHIESTE 4

LE DIECI DOMANDE: LO SPECIALE MULTIMEDIALE 5

Fu proprio dall'inchiesta pubblicata su Repubblica nel 2005 che prese nome la vicenda del cosiddetto Nigergate. Ovvero la vicenda secondo lui l'allora Sismi - il servizio d'intelligence militare italiano - avrebbe consegnato alla Cia falsi documenti che avrebbero dovuto provare l'importazione di uranio dal Niger da parte dell'Iraq di Saddam Hussein. Secondo la ricostruzione dell'inchiesta, il materiale sarebbe stato usato dall'allora presidente degli Stati Uniti George W. Bush per provare che il dittatore iracheno stava cercando di procurarsi armamenti nucleari, e giustificare così l'avvio della prima guerra del Golfo 6. All'epoca, il presidente del Consiglio era Silvio Berlusconi. Il 31 ottobre del 2005 incontrò il capo della Casa Bianca a Washington, e riferì che Bush aveva negato di aver ricevuto alcuna informazione da Roma.

Un'altra vicenda alla quale D'Avanzo dedicò molto del suo impegno e della sua ostinazione è quella del rapimento e trasferimento in Egitto dell'imam di Milano Hassan Mustafa Osama Nasr 7, estremista islamico e fiancheggiatore del terrorismo, sequestrato da agenti della Cia nel capoluogo lombardo il 17 febbraio del 2003. L'operazione fermò di fatto le indagini che la Procura di Milano stava conducendo riguardo ai legami dell'imam con organizzazioni fondamentaliste islamiche. Un episodio che D'Avanzo collegò con insistenza a un'attività clandestina della Cia in Italia ma anche a un'operazione congiunta degli Stati Uniti con gli 007 italiani del Sismi. Il proseguio dell'inchiesta fece emergere la possibilità che la rilevazione satellitare delle utenze di telefonia mobile del commando che sequestrò Abu Omar indicasse che, sul ouogo del rapimento, vi fossero anche, appunto, degli agenti italiani. Una strada che portò all'individuazione di una sinergia fra Sismi e esperti informatici della Telecom, creata per depistare le indagini svolte fino a quel momento e tenere sotto controllo alcuni personaggi pubblici italiani.

Più recente l'idea delle "dieci domande" 8. Che D'Avanzo decise di porre a Silvio Berlusconi, dalle pagine di Repubblica, per chiedere conto dei suoi legami con la giovane Noemi Letizia, quando il quotidiano pubblicò la notizia della partecipazione del presidente del Consiglio alla festa per il 18esimo compleanno della ragazza di Casoria, il 26 aprile del 2009. Le dieci domande vennero pubblicate il mese dopo, a maggio, in uno speciale multimediale su Repubblica.it, nel quale D'Avanzo esponeva le numerose incongruenze legate alle spiegazioni che il premier aveva dato riguardo ai suoi rapporti con la ragazza e con la sua famiglia. Incoerenze che, appunto, il giornalista sintetizzò in una serie di interrogativi a lungo ignorati da Berlusconi e ai quali, poi, rispose indirettamente nel corso della presentazione di un libro di Bruno Vespa.
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Re: Addio a.....

Messaggio Da Lucy Gordon il Gio 4 Ago - 16:21

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Re: Addio a.....

Messaggio Da anna il Lun 5 Set - 20:11

Morte cerebrale per Licitra
Donati gli organi del 'nuovo Pavarotti', camera ardente al Bellini


Era considerato il 'nuovo Luciano Pavarotti'. A settembre era atteso a Tokyo con Ernani, a ottobre alla Royal Opera House con la Turandot e a Taipei con l'Aida, mentre nel 2012 a Chicago. Salvatore Licitra è morto oggi all'ospedale Garibaldi di Catania. Fin dall'inizio le sue condizioni sono apparse molto gravi. Si era schiantato con la sua Vespa contro un muretto, a Donnalucata, nel Ragusano, dove il 3 settembre doveva ritirare il Premio Ragusani nel Mondo. Nell'impatto era rimasta illesa la sua fidanzata cinese di Shanghai, 29 anni. I familiari hanno disposto la donazione degli organi, mentre una camera ardente sarà allestita nel teatro massimo 'Vincenzo Bellini' di Catania.

"Mio figlio - ha detto la madre, sig.ra Paola, che ha sempre incoraggiato il suo talento - ha avuto il dono del bel canto che lo ha fatto grande in tutto il mondo. Chi lo ha conosciuto sa bene quanto generoso sia stato sempre. Questo atto adesso lo rende testimone straordinario della sua umanità, che mette a disposizione di chi soffre". Proprio in Sicilia, durante una vacanza, Licitra, diciottenne, aveva scoperto per caso le sue doti di cantante lirico. I genitori di origini isolane, emigrati per lavoro a Berna, in Svizzera, dove il tenore era nato il 21 novembre 1968, tornavano spesso d'estate nella loro terra, ad Acate.

Lì, ascoltando una canzone alla radio, Licitra comincia ad imitarla rivelando le sue capacità canore. Diplomato ai Corsi Verdiani a Parma, debutta nel 1998 in Un ballo in maschera. Il successo internazionale arriva nel maggio del 2002, quando sostituisce Pavarotti al Metropolitan Opera, nel ruolo di Caravadossi in Tosca. Il New York Times lo saluta come un "tenore degno della grande tradizione italiana". Prima di avere fiducia nelle sue doti di tenore, è grafico per il mensile Vogue. Ma dopo il debutto del 1998, il successo non si fa attendere con Un ballo in maschera, Traviata e Aida all'Arena di Verona e un'audizione con il maestro Riccardo Muti al Teatro alla Scala, in cui viene scelto per il ruolo di Alvaro in una nuova produzione de La forza del destino.

Nella sua carriera si è esibito alla Wiener Staatsoper, interpretando Norma di Bellini, Tosca di Puccini, Andrea Chenier di Giordano, Aida e Forza del destino di Verdi; al Metropolitan Opera di New York in Tosca, Aida, La Forza del destino e Un Ballo in maschera debuttando anche nel Tabarro di Puccini e nei Pagliacci di Leoncavallo; alla Deutsche Oper di Berlino in Ernani di Verdi; alla Los Angeles Opera in Don Carlos di Verdi e alla Royal Opera House di Londra in Tosca. Nella stagione 2010-2011 ha tra l'altro inaugurato il cartellone del Washington National Opera con Un Ballo in maschera, interpretato Cavalleria rusticana di Mascagni al Teatro alla Scala e Andrea Chenier alla Deutsche Oper di Berlino. Oltre a debuttare alla San Diego Opera nel ruolo di Don José nella Carmen di Bizet. La sua discografia include Il Trovatore e Tosca (entrambe dirette dal Muti) e due album da solista con arie da opere di Verdi e Puccini.
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Re: Addio a.....

Messaggio Da anna il Mer 14 Set - 12:34

E' morto Walter Bonatti
leggenda dell'alpinismo


E' morto Walter Bonatti, leggenda dell'alpinismo. Scalatore, giornalista e scrittore, Bonatti aveva 81 anni. Era nato a Bergamo nel 1930. Nella sua lunga storia sulle montagne, un capitolo particolare avevano avuto le vicende polemiche seguite alla scalata del K2 nel 1954 con Lacedelli e Compagnoni.

Bonatti è morto ieri sera a Roma per un malore improvviso, come riferisce in una nota l'editore Baldini Castoldi Dalai. La salma sarà trasportata a Lecco dove sabato e domenica verrà allestita la camera ardente. Bonatti è stato uno dei più grandi alpinisti a livello nazionale e internazionale, firmando alcune delle più audaci e complesse ascensioni tra gli anni '50 e '60. Inoltre è stato un apprezzato esploratore e autore di reportage sulle sue imprese in tutto il mondo.

Iniziò a scalare sulle Prealpi lombarde subito dopo la guerra per poi cimentarsi sulle Dolomiti e sul Monte Bianco. Nel 1951 compì la prima grande impresa: la prima scalata della parete est del Grand Capucin sul Monte Bianco. Seguirono altre ascensioni di assoluto valore nella stessa zona. Nel 1954 fece parte della spedizione italiana che conquistò il K2: per anni fu al centro di polemiche per il ruolo ricoperto durante la scalata 1, nella quale fu costretto a bivaccare a oltre 8.000 metri di quota e si salvò miracolosamente. Dopo un lungo caso giudiziario, sia i Tribunali sia
lo stesso Cai riconobbero la sua versione come l'unica vera.

Negli anni seguenti compì altre imprese sul Monte Bianco (pilastro sud-ovest del Petit Dru, la Poire, il Pilone centrale del freney) prima di chiudere la carriera con la prima scalata invernale in solitaria del Cervino nel 1965. Successivamente si dedicò alle attività di esploratore e reporter. Bonatti era stato insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce, Ordine al Merito della Repubblica Italiana e di Ufficiale della Legion d'onore francese.
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Re: Addio a.....

Messaggio Da mambu il Mer 14 Set - 16:00

Mi fa piacere che c'hai pensato tu, Anna

Bonatti è stato uno degli uomini che han depurato l'alpinismo sia dall'aristocraticismo sportivo di stampo inglese, sia dalla retorica religiosa e militarista che purtroppo è ancora tipica del CAI (a parte alcuni sedi storicamente laiche come Trieste, Torino, Mestre, in parte Milano

Per lui la montagna era conoscenza ed esperienza, e questo atteggiamento lo accompagnò anche nella sua successiva carriera di esploratore.

Un grande uomo, sempre curioso del mondo e degli uomini
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Re: Addio a.....

Messaggio Da anna il Mer 14 Set - 18:58

due anni fa fu ospite da Fazio per raccontare del suo libro I miei ricordi




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Re: Addio a.....

Messaggio Da anna il Lun 26 Set - 12:44

Addio a Sergio Bonelli
Editore e fumettista illuminato
Aveva 79 anni, ha fatto sognare generazioni di italiani. Il padre inventò Tex Willer ma lui continuò a svilluparne la storia prima di dedicarsi all'editoria. Con amore, passione e rispetto per cretori e disegnatori. Inventò Zagor e Mister No, e con la sua casa editrice ha pubblicato Dylan Dog e Nathan Never


E' morto a Milano all'età di 79 anni, Sergio Bonelli. Nato il 2 dicembre del 1932 a Milano, era ricoverato in ospedale San Gerardo da una settimana dopo aver iniziato ad accusare problemi di salute ad agosto. Editore, fumettista, anche conosciuto all'inizio della sua carriera con lo pseudonimo di Guido Nolitta, che aveva scelto per evitare di essere confuso con il padre Gian Luigi, creatore nel 1948 di Tex Willer. L'eroe western che difende i deboli qualunque sia il loro colore della pelle.

VIDEO Mondo Bonelli 1
LEGGI La storia 2

Bonelli, spiega una nota della casa editrice, si è spento dopo una breve malattia a lascia la moglie e un figlio. Sergio Bonelli, rimarca il comunicato, "è stato il principale artefice del passaggio del fumetto da semplice strumento di intrattenimento popolare a prodotto di dignità culturale, creando, nel corso di una carriera cinquantennale, una delle case editrici di fumetti più importanti del panorama nazionale e internazionale".

Nel mondo del fumetto e dell'editoria, Sergio Bonelli esordì giovanissimo facendo il tuttofare nell'impresa di famiglia, dal fattorino ("Partivo
da Milano in Lambretta per andare a prendere in Liguria le tavole di Galleppini per Tex", aveva detto in una delle sue ultime interviste) al magazziniere, fino a rispondere alle lettere dei lettori e a prendere in mano nel 1957 la casa editrice Cepim, la futura Sergio Bonelli Editore, una delle case editrici di fumetti più importanti come numero di copie stampate nel panorama italiano, diretta dalla madre Tea dal 1946. Nella sua vita editoriale, ha dato vita a personaggi che hanno accompagnato la fantasia degli italiani per decenni. Zagor (1961) per esempio, eroe tra Tarzan e il western, o Mister No (1975), il suo preferito, uno scanzonato ex soldato statunitense che vive nella Manaus degli anni Cinquanta.

E' proprio questo personaggio che rappresentò per Bonelli il vero punto di rottura con la tradizione della casa editrice fondata dal padre. E la sua indipendenza da un'eredità forte, ma anche pesante. Mister No, il soldato Jerry Drake, è infatti un antieroe. Molto umano e molto lontano dalla figura dell'infallibile Tex. E' anzi un personaggio in conflitto con il mondo che lo circonda e con dubbi esistenziali (si rifugia nella selvaggia Amazzonia per fuggire agli orrori della guerra), e spesso alle prese con i piccoli problemi quotidiani (i debiti che lo perseguitano). Nolitta anticipò con lui tutta una serie di tematiche che diventeranno poi centrali in personaggi come Ken Parker, Dylan Dog o Nathan Never. "L’idea di quel personaggio mi venne durante i miei viaggi in Amazzonia e dopo aver conosciuto un pilota americano in Messico. L’ho chiuso qualche anno fa. Vendeva ancora ventitremila copie", aveva raccontato in un'intervista recente Bonelli. "L'ho chiuso anche se vendeva. Perché se sei un editore che paga bene i disegnatori devi farlo. E Io li pago bene e li rispetto. Anche perché li frequento da quando sono nato", aveva concluso.

Ma l'eredità del padre Sergio Bonelli l'affrontò, toccandola, studiandola. Plasmandola anche. Fu proprio lui infatti il primo sceneggiatore a sostituire Gian Luigi Bonelli sulla pagine di Tex dove esordì con la storia dal titolo 'Caccia all'uomo' disegnata da Fernando Fusco e pubblicata sul numero 183 della serie datato gennaio 1976. Per i disegni di Aurelio Galleppini realizzò poi 'L'uomo del Texas' volume della collana 'Un uomo un'avventura'. Il padre si era dedicato gelosamente e con passione alle sceneggiature di Tex per un quarantennio prima di cederle nelle mani di altri autori tra cui proprio Guido Nolitta, suo figlio. Tutt'oggi Tex è uno dei fumetti italiano col più alto numero di vendite, dopo aver resistito alla crisi del genere western.

Sergio Bonelli, nonostante la sua passione per la scrittura, è stato soprattutto un editore illuminato. Uno dei suoi maggiori meriti è stato quello di non soffocare la personalità degli autori, e di rispettare il lavoro soprattutto dei disegnatori che negli anni si sono affiancati ai creatori di una serie al fine di rendere omogeneo lo stile. Bonelli ha sempre cercato di lasciare libero sfogo alle interpretazioni dei vari autori, per esaltarne le qualità ed è stato uno dei primi editori a pubblicare i nomi degli autori delle storie, cosa che non succedeva quasi mai in passato.

Tra le sue scoperte ci fu anche il giovane scrittore maudit Tiziano Sclavi, che gli porterà in dote il personaggio più di successo in assoluto: Dylan Dog, l'indagatore dell'incubo. Nato nell'ottobre 1986, disegnato con le fattezze di Rupert Everett e affiancato dalla strepitosa spalla Groucho (identico all'omonimo leader dei fratelli Marx), Dylan Dog ha avuto un successo enorme, con tanto di ristampe e edizioni speciali, tanto da diventare per la Sergio Bonelli Editore il più importante e redditizio dei prodotti e uno dei maggiori successi nell'editoria a fumetti italiana che, all'apice della sua parabola, ha strappato perfino il primato di vendite a Tex..

Il suo amore particolare per i grandi autori ha portato Bonelli a fare scelte coraggiose e a pubblicare diverse serie di grande prestigio come la collana 'Un uomo un'avventura', o a puntare su personaggi innovativi e coraggiosi tra i quali anche Ken Parker, Martin Mystère o Nathan Never. Nel 2008 il comune di Milano lo ha insignito del prestigioso premio Ambrogino d'oro.
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Re: Addio a.....

Messaggio Da anna il Mer 5 Ott - 19:15


E' morto Guido Pancaldi, l'arbitro di ''Giochi senza frontiere''

(5 ottobre 2011)
E' morto ad Ascona all'età di 89 anni il personaggio televisivo svizzero e arbitro di hockey
su ghiaccio internazionale. Con Gennaro Olivieri, Pancaldi è stato arbitro di "Giochi senza frontiere" dal 1965 al 1982, uno dei primi e più popolari format tv europei. Pancaldi era nato a Ascona nel 1922, dove abitava

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Re: Addio a.....

Messaggio Da ubik il Mer 5 Ott - 19:25

come mi divertivo

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Re: Addio a.....

Messaggio Da Stellaneltempo il Mer 5 Ott - 23:47

Io adoravo Giochi senza frontiere...
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Re: Addio a.....

Messaggio Da Strawberry Fields il Gio 6 Ott - 8:33

Fonte: http://www.corriere.it/esteri/11_ottobre_06/morte-jobs_df692836-efbd-11e0-a7cb-38398ded3a54.shtml


Addio a Steve Jobs, il genio della Apple
L'annuncio sul sito della società: «Abbiamo perso
un uomo creativo, visionario e formidabile»

MILANO - È morto Steve Jobs, il patron e fondatore della Apple e figura di primo piano dell'hi-tech internazionale. Aveva 56 anni ed era da tempo malato di un tumore al pancreas. L'annuncio è stato dato dalla stessa società di informatica. «Apple ha perso un genio creativo e visionario e il mondo ha perso un formidabile essere umano»: è quanto si legge sulla home page della Apple dove campeggia una foto in bianco e nero di Steve Jobs con l'anno della nascita e quello della morte: 1955-2011. «Quelli di noi che hanno avuto la fortuna di conoscerlo abbastanza e di lavorare con lui - si legge ancora sul sito - hanno perso un caro amico e un mentore ispiratore. Steve lascia una società che solo lui avrebbe potuto costruire e il suo spirito sarà sempre il fondamento di Apple». «Nessuna parola - ha datto Tim Cook, amministratore delegato di Apple dopo l'addio di Jobs l'estate scorsa - può adeguatamente esprimere la nostra tristezza per la morte di Steve o la nostra gratitudine per l'opportunità di aver lavorato con lui. Onoreremo la sua memoria dedicandoci a continuare il lavoro che lui amava così tanto».
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