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La casa della Poesia

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Re: La casa della Poesia

Messaggio Da miki il Dom 22 Mag - 22:40

Marina Cvetaeva

Con me non bisogna parlare,
ecco le labbra: date da bere.
Ecco i miei capelli: carezzali.
Ecco le mani: si possono baciare.
- Meglio pero, fatemi dormire.
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Re: La casa della Poesia

Messaggio Da miki il Gio 26 Mag - 14:55

Una bianca giornata di Arsenij Tarkowskij

Sta una pietra presso il gelsomino.
Un tesoro c’è sotto la pietra.
Mio padre è sul sentiero.
È una bianca bianca giornata.

Il pioppo d’argento è in fiore,
la centifolia e dietro a lei
le rose rampicanti,
l’erba lattescente.

Non sono mai stato
più felice di allora.
Non sono mai stato
più felice di allora.

Là non si può ritornare
e neppure raccontare
com’era stracolmo di beatitudine
quel giardino di paradiso.
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Re: La casa della Poesia

Messaggio Da seunanotte il Gio 26 Mag - 15:17

Miki grazie per avermi fatto conoscere la Szymborska
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Re: La casa della Poesia

Messaggio Da miki il Gio 26 Mag - 15:22

Seu piacere e' tutto mio
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Re: La casa della Poesia

Messaggio Da miki il Dom 29 Mag - 23:57

Sovente in queste rive,
che, desolate, a bruno
veste il flutto indurato, e par che ondeggi,
seggo la notte; e su la mesta landa
in purissimo azzurro
veggo dall'alto fiammeggiar le stelle...

GIACOMO LEOPARDI
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Re: La casa della Poesia

Messaggio Da mambu il Lun 30 Mag - 11:45

(...) E che pensieri immensi,
Che dolci sogni mi spirò la vista
Di quel lontano mar, quei monti azzurri,
Che di qua scopro, e che varcare un giorno
Io mi pensava, arcani mondi, arcana
Felicità fingendo al viver mio!

Leopardi, Le ricordanze

Ed ecco a tutti colorirsi il cuore
dell'azzurro color di lontananza

Giovanni Pascoli, L'ultimo viaggio XIII - La partenza

Azzurri, come il cielo, come il mare,
o monti! o fiumi! era miglior pensiero
ristare, non guardare oltre, sognare:

il sogno è l'infinita ombra del vero.

Giovanni Pascoli, Alexandros

Azzurro, il pomeriggio è troppo azzurro
e lungo per me.

Pallavicini


Non è poesia in senso stretto, ma se avete sottomano il Viaggio in italia di Goethe.e cercate l'arrivo a Palermo. Parla del riverbero della luce nell'ombra, dell'azzurra luminosità delle ombre. La luce e i colori del Mediterraneo sono per lui una rivelazione sconvolgente, un punto di svolta anche nella sua poesia
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Re: La casa della Poesia

Messaggio Da mambu il Mar 31 Mag - 15:40

A quanto pare l'azzurro piace ad Anna.
E visto che è una splendida padrona di casa le offro il delicato ritratto femmineo dell signorina Felicita di Gozzano

E rivedo la tua bocca vermiglia
così larga nel ridere e nel bere,
e il volto quadro, senza sopracciglia,
tutto sparso d’efelidi leggiere
e gli occhi fermi, l’iridi sincere
azzurre d’un azzurro di stoviglia...


questa cosa dellazzurro, della luce e dell'ombra, dell'zzurra luminosità dell'ombra, del riverbero della luce nel mare, mi ronza nella capa da un paio di giorni. Anche perchè si collega col Penna che vi ho già propinato

La vita... è ricordarsi di un risveglio
triste in un treno all'alba: aver veduto
fuori la luce incerta: aver sentito
nel corpo rotto la malinconia
vergine e aspra dell'aria pungente.

Ma ricordarsi la liberazione
improvvisa è più dolce: a me vicino
un marinaio giovane: l'azzurro
e il bianco della sua divisa, e fuori
un mare tutto fresco di colore.




E ziccomeché zono poco poeta e molto materialista mi è venuta in mente una notazione quasi statistica: l'Italì, paese di mare, per molti secoli ha avuto pochi poeti "marini", e il mare è quasi sempre derivato da modelli classici (Virgilio, Omero e Ovidio sopra tutti). Anche i napoletani sono "cittadini" più che "marini", compreso Marino (ammazza... che gioco di parole )

Con la parziale eccezione dell'isolano e isolato Foscolo il nostro 800 eè stato tutto di poeti "campagnoli" o "cittadini", o al massimo "lacustri".

Invece nel 900 è stato un fiorire di "marini" tanto da marinizzare anche terragnoli com il Penna di cui sopra. Il casò più evidente è Montale (leggerlo senza conoscere la luce del levante ligure è quasi come leggerlo in traduzione). Facendo un banalissimo elenco alla grossa che include i più noti cresciuti in riva al mare e che mi ricordo:
Montale, Saba, Ungaretti, Quasimodo, Caproni, Giudici, Sanguineti.
Icluderei anche terragnoli marini nell'animo come appunto Penna e Campana mentre escluderei D'annunzio (i cui mari sono 100% DLC [Derivazione Letteraria Controllata]) e Cardarelli, che è un caso simile a leopardi: entrambi cresciuti vicino al mare ma pienamente campagnoli - e il mare è presente come mistero e orizzonte (più in Leopardi, ovviamente).

Ma più che il mare è interessante appunto la questione della visione, della luce e dell'ombra; riprendendo Goethe, la chiarità, la nettezza dei contorni, il contrasto feroce tra luce e ombra e insieme la vaporosità, la luminosità diffusa. La luce marina in qualche modo causa l'interrogarsi sulla soggettività e l'incertezza della visione (Leopardi si interrogò su questo partendo dalla luce lunare... ma era campagnolo, come dicevo ). Guarda caso l'autore antico in cui si può trovare qualcosa di ciò è padre dante, soprattutto nel Purgatorio. E per fortuna che era medievale e dogmatico
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Re: La casa della Poesia

Messaggio Da anna il Mar 31 Mag - 16:11

denghiu

sarei quasi tentata di postarla tutta e assegnarti il compito di commentarla

per me l'azzurro è mare, isola, libertà, pace...

propongo questa

IL PESCATORE

L'acqua frusciava, l'acqua cresceva,
un pescatore stava sulla riva,
tranquillo, intento solo alla sua lenza,
ed era tutto freddo, anche nel cuore.
E mentre siede e ascolta,
si apre la corrente:
dall'acqua smossa affiora
una donna grondante.
A lui essa cantava, a lui parlava:
"Perchè tu attiri con astuzia umana,
con umana malizia, la mia specie
su alla luce che la ucciderà?
Ah, se sapessi come son felici
i miei piccoli pesci là sul fondo,
anche tu scenderesti, come sei,
e solo là ti sentiresti sano.
Non si ristora forse il dolce sole
nel mare, e così anche la luna?
Il loro volto, respirando l'onda,
non risale più bello?
Non ti alletta il cielo profondo,
l'azzurro che nell'acqua trascolora?
E il tuo volto stesso non ti chiama
quaggiù, nell'immutabile rugiada?".
L'acqua frusciava l'acqua cresceva,
e a lui lambiva il piede.
Il cuore si gonfiò di nostalgia,
come al saluto della sua amata.
A lui essa cantava, a lui parlava,
e per lui fu finita:
un pò lei lo attirava, un pò lui scese,
e non fu più veduto.
WOLFGANG GOETHE



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Re: La casa della Poesia

Messaggio Da mambu il Mar 31 Mag - 16:52

Trovata

ballata scritta probabilmente nel 1778 e pubblicata l'anno dopo in una raccolta di Lieder musicati da von Seckendorf (e chi è? )
Poi musicata anche da Loewe, Schubert, Berlioz, Wolf e Richard Strauss

Commentino di Goethe stesso:
- Questa tristezza invitante ha qualcosa di attraente e minaccioso, come l'acqua stessa, e il riflesso delle stelle, che rilucono dall'acqua e dal cielo, e ci attira. -

Lockt dich der tiefe Himmel nicht,
Das feuchtverklaerte Blau?


(Non ti alletta il cielo profondo,
l'azzurro che nell'acqua trascolora?)

l'azzurro "reso limpido/luminoso nell'umidità" sarebbe più o meno, la luce trasfigurata nel mare - detto un po' meno grezzamente
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Re: La casa della Poesia

Messaggio Da anna il Mar 31 Mag - 18:03

Maestro



COSTANTINO KAVAFIS - Mare al mattino

Fermarmi qui. Per vedere anch'io un po' la natura.
Luminosi azzurri e gialle sponde
del mare al mattino e del cielo limpido: tutto
è bello e in piena luce.

Fermarmi qui. E illudermi di vederli
(e davvero li vidi un attimo appena mi fermai);
e non vedere anche qui le mie fantasie,
i miei ricordi, le visioni del piacere

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Re: La casa della Poesia

Messaggio Da picpiera il Mar 31 Mag - 22:04

fra i poeti "marini" del 900 ricordati da Mambu aggiungo Camillo Sbarbaro (che ricordo da bambina) è vissuto negli ultimi anni e riposa nel mio paese

Liguria
Scarsa lingua di terra che orla il mare,
chiude la schiena arida dei monti;
scavata da improvvisi fiumi; morsa
dal sale come anello d'ancoraggio;
percossa dalla farsa; combattuta
dai venti che ti recano dal largo
l'alghe e le procellarie
- ara di pietra sei, tra cielo e mare
levata, dove brucia la canicola
aromi di selvagge erbe.
Liguria,
l'immagine di te sempre nel cuore,
mia terra, porterò, come chi parte
il rozzo scapolare che gli appese
lagrimando la madre.
Ovunque fui
nelle contrade grasse dove l'erba
simula il mare; nelle dolci terre
dove si sfa di tenerezza il cielo
su gli attoniti occhi dei canali
e van femmine molli bilanciando
secchi d'oro sull'omero - dovunque,
mi trapassò di gioia il tuo pensato
aspetto.

Quanto ti camminai ragazzo! Ad ogni
svolto che mi scopriva nuova terra,
in me balzava il cuore di Caboto
il dì che dal malcerto legno scorse
sul mare pieno di meraviglioso
nascere il Capo.

Bocconi mi buttai sui tuoi fonti,
con l'anima e i ginocchi proni, a bere.
Comunicai di te con la farina
della spiga che ti inazzurra i colli,
dimenata e stampata sulla madia,
condita dall'olivo lento, fatta
sapida dal basilico che cresce
nella tegghia e profuma le tue case.
Nei porti delle tue città cercai,
nei fungai delle tue case, l'amore,
nelle fessure dei tuoi vichi.
Bevvi
alla frasca ove sosta il carrettiere,
nella cantina mucida, dal gotto
massiccio, nel cristallo
tolto dalla credenza, il tuo vin aspro
- per mangiare di te, bere di te,
mescolare alla tua vita la mia
caduca.
Marchio d'amore nella carne, varia
come il tuo cielo ebbi da te l'anima,
Liguria, che hai d'inverno
cieli teneri come a primavera.
Brilla tra i fili della pioggia il sole,
bella che ridi
e d'improvviso in lagrime ti sciogli.
Da pause di tepido ingannate,
s'aprono violette frettolose
sulle prode che non profumeranno.

Le petraie ventose dei tuoi monti,
l'ossame dei tuoi greti;
il tuo mare se vi trascina il sole
lo strascico che abbaglia o vi saltella
una manciata fredda di zecchini
le notti che si chiamano le barche;
i tuoi docili clivi, tocchi d'ombra
dall'oliveto pallido, canizie
benedicente a questa atroce terra:
- aspri o soavi, effimeri od eterni,
sei tu, terra, e il tuo mare, i soli volti
che s'affacciano al mio cuore deserto.

Io pagano al tuo nume sacrerei,
Liguria, se campassi della rete,
rosse triglie nell'alga boccheggianti;
o la spalliera di limoni al sole,
avessi l'orto; il testo di garofani,
non altro avessi:
i beni che tu doni ti offrirei.
L'ultimo remo, vecchio marinaio
t'appenderei.

Chè non giovano, a dir di te, parole:
il grido del gabbiano nella schiuma
la collera del mare sugli scogli
è il solo canto che s'accorda a te.

Fossi al tuo sole zolla che germoglia
il filuzzo dell'erba. Fossi pino
abbrancato al tuo tufo, cui nel crine
passa la mano ruvida aquilone.
Grappolo mi cocessi sui tuoi sassi.
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Re: La casa della Poesia

Messaggio Da mambu il Mer 1 Giu - 14:38

Brava Pic

avevo dimenticato Sbàbbaro, il poeta di Attila

continuamo il giochino? (Franceso Gaeta non vale )
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Re: La casa della Poesia

Messaggio Da anna il Mer 1 Giu - 14:42



FEDERICO GARCIA LORCA

Il mare


Sorride da lontano.
Denti di spuma,
Labbra di cielo.

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Re: La casa della Poesia

Messaggio Da anna il Mer 1 Giu - 14:45

FEDERICO GARCIA LORCA

Caracola (conchiglia)


Mi hanno portato una conchiglia.
Dentro canta
un mare di carta.
Il mio cuore
si riempie d'acqua
con pesciolini
d'ombra e d'argento.
Mi hanno portato una conchiglia.

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Re: La casa della Poesia

Messaggio Da mambu il Mer 1 Giu - 14:49

Di Ungaretti il meraviglioso incipit di Levante (con google la trovate intera spero, ora sono un po' di fretta)


La linea
vaporosa muore
al lontano cerchio del cielo

e magari cercate anche Silenzio
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