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Sanremo 2014 - I Big e le canzoni

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Re: Sanremo 2014 - I Big e le canzoni

Messaggio Da anna il Dom 22 Dic - 19:31

Giuliano Palma è uno degli artisti che parteciperà alla prossima edizione del Festival di Sanremo. Il cantante si esibirà sul palco del teatro Ariston, dal prossimo 18 febbraio fino alla serata finale che si svolgerà il 22 febbraio 2014, con le canzoni Così lontano e Un bacio crudele.

Giuliano Palma è alla prima partecipazione in gara al Festival di Sanremo ma ha già calcato il palco dell’Ariston nel 2012, in occasione della serata dei duetti nella quale si è esibito con il brano Per Sempre, insieme a Nina Zilli.

Palma è conosciuto a livello nazionale soprattutto per essere stato il leader dei Bluebeaters e per aver prestato la voce per i ritornelli di alcune canzoni che hanno ottenuto un notevole successo nazionale come Aspettando il sole, singolo di Neffa pubblicato nel 1995, e P.E.S., singolo dei Club Dogo pubblicato la scorsa estate e tratto dall’album Noi siamo il club.

Nonostante la carriera quasi trentennale, Palma ha all’attivo un solo album da solista, Gran Premio, pubblicato nel 2002.

Chi è Giuliano Palma?

Giuliano Palma è un cantante nato a Milano, nel 1965. La sua carriera è iniziata nel 1987 nei Casino Royale con i quali pubblica gli album Soul of Ska, Jungle Jubilee, Ten Golden Guns, Dainamaita, Sempre più vicini e CRX.

Nel 1995, Palma canta il ritornello di una delle canzoni più famose di Neffa, Aspettando il sole. Nel 1998, invece, insieme al tastierista dei Casino Royale, collabora con la rapper La Pina per l’album Piovono angeli.

Nel 1999, Giuliano Palma lascia i Casino Royale e si dedica al progetto The Bluebeaters insieme a Patrick Benifei e Ferdi “One Drop” dei Casino Royale e Bunna, The Angelo Parpaglione, “Cato” Senatore e Mr. T-bone degli Africa Unite. Gli album pubblicati da Giuliano Palma & The Bluebeaters sono The Album, nel 2000, vincitore del Disco D’Oro, The Wonderful Live, nel 2001, Long Playing, nel 2005, Boogaloo, nel 2007, e Combo, nel 2009.

Nel 2002, pubblica quello che è finora il suo unico album da solista: Gran Premio.

Nel 2009, Palma collabora con Nina Zilli per il singolo 50mila, nel 2011 con la cantante olandese Caro Emerald per il singolo Riviera Life e nel 2012 con i Club Dogo per il singolo P.E.S..

Nel 2013, Giuliano Palma ha pubblicato i singoli Come ieri, con la partecipazione di Marracash, e Ora lo sai. Il secondo album di Palma si intitolerà Old Boy.

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Re: Sanremo 2014 - I Big e le canzoni

Messaggio Da anna il Dom 22 Dic - 19:36

Tra i 14 Big che calcheranno il palco dell’Ariston tra il 18 e 22 febbraio 2014 ci sarà anche l’ex vincitore Francesco Renga: il cantautore bresciano presenterà due canzoni, A un isolato da te e Vivendo adesso.

Si tratta della settima presenza al Festival di Sanremo per Francesco Renga: gli esordi appartengono al 1999 quando salì sul palco con la sua ex band, i Timoria, tra le Nuove Proposte, presentando L’uomo che ride. Da allora Francesco Renga è tornato da solista all’Ariston ben altre cinque volte: nel 2001 vince con Raccontami il premio della Critica tra le nuove proposte, mentre nel 2002 viene promosso tra i Campioni e si classifica ottavo con Tracce di te.

La vittoria è del 2005 con Angelo, brano dedicato alla figlia Jolanda avuta con Ambra Angiolini; passeranno poi quattro anni prima del ritorno a Sanremo con Uomo senza età, mentre l’ultima partecipazione è del 2012 con La tua bellezza.

Chi è Francesco Renga?

Cresciuto a Brescia, Francesco Renga entra nei Timoria da giovanissimo (nel 1986) e, dopo la vittoria al concorso bresciano Deskomusic, con la band ottiene il successo iniziale di carriera: il gruppo è una delle prime manifestazioni di rock italiano degli anni Ottanta ed è trascinato proprio dalla vocalità potente di Renga. Il primo album è del 1990 e la consacrazione arriva nel 1993, con il concept album Viaggio senza vento, che contiene due tra i loro brani più famosi: Senza Vento e Sangue Impazzito.

Francesco Renga lascia i Timoria nel 1998 e nel 2000 pubblica il primo album solista, l’omonimo Francesco Renga; la carriera in solitaria consacra definitivamente la sua voce e la sua presenza come una delle più classiche e importanti del panorama italiano. Vince Sanremo nel 2005 con il brano Angelo e pubblica altri singoli di grande successo, come Meravigliosa (La Luna), Cambio Direzione e Uomo Senza Età, presentata a Sanremo nel 2009 in duetto con la soprano Daniela Dessì. Dello stesso anno è il disco orchestrale Orchestraevoce, che lancia Renga nel panorama internazionale.

Nel 2013 partecipa con Max Pezzali al progetto Max 20 sulle canzoni degli 883, interpretando Eccoti.

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Re: Sanremo 2014 - I Big e le canzoni

Messaggio Da picpiera il Mer 25 Dic - 16:51

mariele4ever ha scritto:A me della Ferreri piacciono molti pezzi, è il suo modo di cantare che alla lunga (ma anche "alla breve"   ) stanca.
idem  
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Re: Sanremo 2014 - I Big e le canzoni

Messaggio Da picpiera il Mer 25 Dic - 16:56

Arisa e Noemi   speriamo in qualche cosa di buono   
Antonella Ruggiero   la penso come Ubik .....il tempo passa per tutti  
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Re: Sanremo 2014 - I Big e le canzoni

Messaggio Da anna il Lun 30 Dic - 14:33

Francesco Sarcina a Sanremo 2014 porterà In questa città e Nel tuo sorriso: il cantante è famoso per i brani Dedicato A Te, Vieni Da Me e In Una Notte D'Estate, usciti con Le Vibrazioni.

Francesco Sarcina è nella lista dei 14 partecipanti a Sanremo 2014: il suo nome è stato annunciato oggi da Fabio Fazio in diretta al Tg1.

Le canzoni che Francesco Sarcina presenterà a Sanremo 2014 sono Nel Tuo Sorriso e In Questa Città, che lo porteranno sul palco dove finora si è esibito solo come ospite speciale per ben due volte: nel 2007 assieme ai Velvet e nel 2011 assieme a Giusy Ferreri, contro la quale quest’anno sarà in sfida aperta nel corso della gara.

Chi è Francesco Sarcina

Francesco Sarcina (con l’accento sulla prima a, come ci tiene a precisare nella firma) cresce artisticamente ne Le Vibrazioni, la band di origine milanese esplosa nel 2003 con la canzone Dedicato A Te, accompagnata da un videoclip che divenne praticamente virale ispirando in seguito Shpalman di Elio e Le Storie Tese e Chiedi Chiedi di Frankie Hi NRG, anche lui a Sanremo 2014.

La carriera artistica di Sarcina ne Le Vibrazioni finisce a fine 2012 e nel 2013 il cantante firma con la casa discografica Universal il primo contratto solista: nel 2011 collabora al progetto “Thori & Rocce“ insieme a Don Joe e DJ Shablo, assieme ai grandi interpreti della scena musicale del rap come Fabri Fibra, Jack La Furia, Noyz Narcos, Marracash, Gué Pequeno e J-Ax nel singolo Le leggende non muoiono mai.



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Re: Sanremo 2014 - I Big e le canzoni

Messaggio Da anna il Lun 30 Dic - 14:43

Renzo Rubino torna a Sanremo con due brani intitolati Ora e Per sempre e poi basta dopo aver partecipato lo scorso anno nella categoria Giovani

Renzo Rubino, all’anagrafe Oronzo Rubino, a distanza di un anno torna sul palco del teatro Ariston con le canzoni Ora e Per sempre e poi basta. Dopo l’ottimo terzo posto (ma primo al televoto) ottenuto nella scorsa edizione con il brano Il postino (amami uomo) e dopo aver vinto il Premio della Critica “Mia Martini” nella categoria Giovani, il cantante pugliese 25enne è stato promosso tra i Big del Festival di Sanremo 2014.

Rubino, che fino ad oggi ha firmato due dischi Farfavole e Poppins, ha partecipato anche alla prima edizione del Music Summer Festival - Tezenis Live 2013 ed ha vinto Next Generation ai Wind Music Awards e il Premio Lunezia 2013 per la qualita Musical-letteraria dell’album Poppins.
Da segnalare come all’inizio della sua carriera abbia aperto i concerti di Antonella Ruggiero e Brunori Sas.

Chi è Renzo Rubino

Nasce e cresce in Puglia, iniziando sin da giovanissimo a far musica con gruppi vari e pianobar della provincia di Tatranto. Il primo disco risale al 2010 e si intitola Farfavole, ma il successo arriva con la partecipazione al Festival di Sanremo nel 2013, tra i Giovani, con il brano Il postino (Amami Uomo) che parla di amore omosessuale; pubblica il primo disco Poppins con la Warner Music che contiene anche un prezioso duetto con Fabrizio Bosso su una cover di Domenico Modugno.

Ha partecipato inoltre all’omaggio a Giorgio Gaber a dieci anni dalla scomparsa e anche al concerto del Primo Maggio 2013 a Roma.



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Re: Sanremo 2014 - I Big e le canzoni

Messaggio Da anna il Lun 30 Dic - 15:03

Ron che a Sanremo 2014 porterà le canzoni Un abbraccio unico e Sing in the Rain, è famoso per i brani Vorrei incontrarti fra cent'anni e Non abbiam bisogno di parole

Ron è sicuramente uno dei nomi che spesso vengono associati all’immaginario del Festival di Sanremo, soprattutto grazie alla vittoria nel 1996 della kermesse, in coppia con Tosca, con il brano -vero e proprio tormentone ancora fischiettato ai giorni nostri- Vorrei incontrarti fra cent’anni.

Ci sarà anche lui nella prossima edizione di Sanremo, condotto da Fabio Fazio e Luciana Littizzetto e in partenza il prossimo 18 febbraio 2014. Lo ha annunciato lo stesso conduttore, durante la sua ospitata al Tg1 delle 13.30. Anche lui, come gli altri 13 concorrenti in gara, presenterà due brani inediti, dei quali uno solo potrà continuare la propria corsa verso il podio nella serata finale

Chi è Ron?

Ron è il nome d’arte di Rosalino Cellamare, cantautore italiano, nato a Dorno, in provincia di Pavia e cresciuto a pochi chilometri di distanza Garlasco. Ad avvicinarlo all’amore per la musica è stato il fratello pianista che ha collaborato con lui in alcuni lavori successivi. Grazie alla sua partecipazione alla Fiera della Canzone Italiana di Milano con la cover di 24 Mila Baci di Adriano Celentano, Ron viene notato da un talent scout della RCA italiana che lo mette sotto contratto (deve firmare il padre perché Rosalino è ancora minorenne, all’epoca).

Nel ‘69 partecipa ai Cantagiovani: ha solo 16 anni e si fa ancora chiamare proprio con il suo nome di battesimo. Sempre come Rosalino avviene il suo debutto al Festival di Sanremo in coppia con Nada per il pezzo Pa’ diglielo a Ma’.

Il boom arriva nel 1996 grazie alla sua partecipazione al Festival di Sanremo: vince con Vorrei incontrarti fra cent’anni cantata in coppia con Tosca. Torna anche l’anno seguente con Un porto nel vento.



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Re: Sanremo 2014 - I Big e le canzoni

Messaggio Da anna il Mer 8 Gen - 19:56

Riccardo Sinigallia, che a Sanremo 2014 porterà le canzoni Prima di andare via e Una rigenerazione, è famoso per i brani Strade, con i Tiromancino, e Il nostro fragile equilibrio.

Riccardo Sinigallia sarà uno degli artisti che parteciperà all’edizione 2014 del Festival di Sanremo. Il cantautore romano si esibirà sul palco del teatro Ariston, dal 18 febbraio 2014 fino alla serata finale che si svolgerà il prossimo 22 febbraio, con le canzoni Prima di andare via e Una rigenerazione.

Sinigallia è un cantautore nato a Roma e attivo fin dai primi anni ‘90 nella scena underground capitolina. Nel corso della sua carriera, Riccardo ha collaborato con molti artisti nati a Roma come Niccolò Fabi, Daniele Silvestri, Max Gazzè e i fratelli Zampaglione, Federico e Francesco, fondatori dei Tiromancino. E’ anche grazie a lui se alcuni di questi artisti hanno firmato un contratto discografico, raggiungendo il successo.

Riccardo Sinigallia ha già partecipato a Sanremo proprio con i Tiromancino, nel 2000, con il brano Strade che si classificò al secondo posto della sezione Giovani. L’album da cui è tratto questo brano, La descrizione di un attimo, lanciò i Tiromancino verso la consacrazione nazionale.

La collaborazione con la band di Federico Zampaglione terminò nel 2001: dal 2003, Riccardo ha quindi iniziato la sua carriera da solista.

Chi è Riccardo Sinigallia?

Riccardo Sinigallia è un cantautore e produttore, nato a Roma nel 1970. Il primo gruppo nel quale militò furono i 10 p.m. Band dove suonò insieme a Niccolò Fabi e Francesco Zampaglione. Nel 1996, Sinigallia ha prodotto il primo album di Fabi, Il giardiniere, e nel 1997 ha prestato la sua voce per il ritornello di Quelli che benpensano, il singolo più famoso di Frankie hi-NRG MC, anch’egli partecipante al prossimo Sanremo.

Nel 1998, Riccardo Sinigallia ha contribuito anche al successo di Max Gazzè mentre nel 1999, il cantautore ha fatto parte del progetto rap, La Comitiva. Nel singolo Nottetempo, ha collaborato anche Elisa.

Nel 2000, Sinigallia partecipa a Sanremo insieme ai Tiromancino con il brano Strade, arrivando al secondo posto tra i Giovani. L’album del gruppo, La descrizione di un attimo, ottenne il successo nazionale.

Dopo aver lasciato la band di Federico Zampaglione, Sinigallia pubblica il primo album da solista nel 2003, Bellamore, e il secondo album da solista nel 2006, Incontri a metà strada.

Nel 2008, Sinigallia produce l’album di cover di Luca Carboni, Musiche ribelli.

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Re: Sanremo 2014 - I Big e le canzoni

Messaggio Da anna il Mer 8 Gen - 20:02

Antonella Ruggiero, che a Sanremo 2014 porterà le canzoni Quando Balliamo e Da Lontano, è famosa per Ti sento e Amore Lontanissimo

C’è anche Antonella Ruggiero tra i quattordici nomi annunciati da Fabio Fazio durante il suo intervento al Tg1 di mercoledì 18 dicembre 2013.

Il conduttore, confermato per il secondo anno a capo del Festival di Sanremo 2014 insieme a Luciana Littizzetto, ha rivelato i cantanti Big che si esibiranno dal 18 al 22 febbraio. E tra questi, anche l’ex componente dei Matia Bazar che da anni ha abbandonato il gruppo, seguendo una carriera da solista. Antonella è già stata numerose volte sul palco del Teatro Ariston, sia con il celebre gruppo italiano, sia da sola.

Chi è Antonella Ruggiero?

E’ una dei membri fondatori dei Matia Bazar nati nel 1975 e con i quali sono arrivati il successo e la fama. Antonella ha lasciato il gruppo nel 1989 per seguire la carriera solista con un sound che spazia dal registro pop a quello lirico di soprano leggero. Il suo percorso musicale nasce proprio nel 1974 quando inizia a pubblicare il primo 45 dal titolo, Io Matia. Infatti, proprio Matia, era il suo nome d’arte. Collaborò con i Jet, un gruppo musicale fondato a Genova nel 1971. Antonella e alcuni componenti della band si unirono dando poi vita proprio ai Matia Bazar.

La primissima formazione vede Piero Cassano, Aldo Stellita, Giancarlo Golzi, Carlo Marrale e la Ruggiero. Iniziano ad arrivare i primi consensi che si trasformano velocemente in successi a 360 gradi. I Matia Bazar partecipano a diversi Sanremo: nel 1977 (Ma perché), nel 1978 vincono grazie a “…E dirsi ciao“. Quarto posto e premio della critica nel 1983 con Vacanze Romane. Due anni dopo, decimo gradino e critica entusiasta per Souvenir. Infine nel 1988, La prima stella della sera.

Antonella torna come solista dieci anni dopo, nel 1998, con Amore Lontanissimo (arriva seconda), l’anno seguente con Non ti dimentico (Se non ci fossero le nuvole). Nel 2003 è il momento di Di un amore . Primo posto nella categoria Donne nel 2005 grazie a Echi d’infinito. Ultima presenza -esclusa la prossima nel 2014- con Canzone fra le guerre (datata 2007). L’anno scorso, invece, ha duettato con i Marta sui Tubi nel pezzo Nessuno.

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Re: Sanremo 2014 - I Big e le canzoni

Messaggio Da anna il Mer 8 Gen - 20:09

I Perturbazione debuttano a Sanremo con due canzoni dal titolo L’Unica e L’Italia vista dal bar.

I Perturbazione saranno tra i cantanti big in gara al prossimo Festival di Sanremo, in programma al teatro Ariston dal 18 al 22 febbraio 2014. Lo ha annunciato pochi minuti fa Fabio Fazio in diretta in collegamento con il Tg1. Per il gruppo formato da Tommaso Cerasuolo, Elena Diana, Gigi Giancursi, Cristiano Lo Mele, Rossano Antonio Lo Mele e Alex Baracco si tratta del debutto assoluto nella kermesse popolare.
I due brani che presenteranno si intitolano L’Unica e L’Italia vista dal bar.
La loro partecipazione era stata anticipata un po’ involontariamente ieri da Boosta dei Subsonica, come SoundsBlog vi ha raccontato prontamente.
Il gruppo nato a Rivoli, in provincia di Torino alla fine degli anni ‘80, avrà così l’occasione di farsi conoscere ad una platea popolare. Senza dubbio, infatti, i Perturbazione possono essere definiti gli outsider dell’edizione 2014 del Festival.
Il loro ultimo album, rilasciato il 6 maggio 2013 col titolo Musica X, edito dalla Mescal e prodotto da Max Casacci dei Subsonica, si avvale della collaborazione di Erica Mou (in Ossexione), de I Cani (in Questa è Sparta) e di Luca Carboni (ne I baci vietati). Recentemente hanno anche collaborato con il rapper e cantautore Dargen D’Amico nella traccia Con te.

Chi sono i Perturbazione?

I Perturbazione sono un gruppo che suona musica pop-rock italiano, originario di Rivoli, in provincia di Torino. Attualmente i componenti sono Tommaso Cerasuolo (voce e mandolino), Elena Diana (violoncello), Gigi Giancursi (chitarra), Cristiano Lo Mele (chitarra e tastiere), Rossano Antonio Lo Mele (batteria) e Alex Baracco (basso); in precedenza e fino al 2008 ha fatto parte del gruppo, come bassista, anche Stefano Milano. Quando ha iniziato a suonare, invece, il gruppo era formato da Tommaso Cerasuolo (voce), Rossano Antonio Lo Mele (batteria) e due loro compagni di classe.
L’album d’esordio risale al 1998: intitolato Waiting to Happen, contiene brani tutti cantanti in inglese; due anni prima era stato pubblicato il loro primo singolo autoprodotto, Corridors/A Huge Mistake, confezionato e venduto ai concerti.
La svolta arriva nel 2002 con il discolo In circolo, che qualche anno dopo è stato inserito nella lista stilata da Rolling Stone Italia dei 100 dischi italiani più belli di sempre. In realtà i Perturbazione faticano a pubblicare l’album rifiutato in un primo momento da alcune etichette (poi pubblicato da Santeria).
L’affermazione nazionale arriva nel 2005 con il disco Canzoni allo specchio prodotto da Paolo Benvegnù.
In seguito il gruppo dà vita ad uno spettacolo itineranti Le città viste dal basso porta nel quale i concerti cambiano a seconda della città visitata.
Nel 2006 il gruppo firma un contratto con l’Emi ed esce l’album Pianissimo Fortissimo. L’idillio con la casa discografica dura poco.
Il nuovo lavoro arriva nel maggio 2010 con l’album doppio Del nostro tempo rubato, prodotto da Fabio Magistrali tutto incentrato sul tema del trasloco.

Tra le collaborazioni più prestigiose ci sono quelle con Rachele Bastreghi e Francesco Bianconi dei Baustelle, Jukka Reverberi dei Giardini di Mirò, Dente, Nada, Dargen D’Amico e Alessandro Raina.
Inoltre il conduttore radiofonico Linus ha ottenuto dai Perturbazione la rivisitazione del brano Sapore di sale di Gino Paoli per la sigla del suo programma Deejay chiama Italia.
Il gruppo il 26 settembre 2010 ha preso parte a Woodstock 5 Stelle l’evento musicale organizzato a Cesena dal blog di Beppe Grillo.

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Re: Sanremo 2014 - I Big e le canzoni

Messaggio Da ubik il Lun 13 Gen - 20:29

Antonella Ruggiero a SoundsBlog: "Sarà un Sanremo divertente, ma non aspettatevi il solito pop!"

Antonella Ruggiero si racconta a SoundsBlog in vista della sua partecipazione al Festival di Sanremo 2014.

Antonella Ruggiero è in gara al prossimo Festival di Sanremo. Il suo è uno dei nomi più conosciuti nella lista dei Big, lista che ha fatto discutere anche per la scarsità di artisti usciti dal magico (?) mondo dei talent. Abbiamo voluto fare due chiacchiere con lei per farci raccontare cosa dobbiamo aspettarci da questa sua dodicesima partecipazione all’Ariston. Ne è uscita una conversazione sulle scelte, anche di vita, che hanno bisogno di tempo per essere apprezzate davvero, soprattutto quando sono coraggiose. Ma non solo loro, anche l’arte necessita di quello stesso tempo per emergere esattamente come la si vorrebbe. Però se volete fare dell’arte la vostra vita, non aspettatevi consigli da Antonella. Perché i consigli sono la prima cosa da non seguire

Per la prima volta porta a Sanremo due brani Quando Balliamo e Da Lontano, può anticiparci cosa ascolteremo?

L’idea del doppio brano è una bella opportunità data ai cantanti in gara. I gusti sono molto soggettivi per cui un artista potrebbe scegliere di puntare tutto su un brano, quando in realtà il pubblico ne apprezzerebbe di più un altro. Comunque, per quanto riguarda la mia partecipazione al Festival, mi sento di dire solo che non dovrete aspettarvi il solito pop. Ma chi mi segue, già lo sa bene.

Questa è la sua dodicesima partecipazione al Festival, col senno di poi c’è qualche volta in cui non ci sarebbe andata o, comunque, pensa che le avrebbe fatto comodo la chance del doppio brano?

No perché ogni volta che ci sono andata, compresa questa, l’ho fatto portando quello che per me era un buon brano, qualcosa di bello da far ascoltare. Poi è tutto soggettivo. Ma chiunque va lì a proporre un suo lavoro, pensa sia la canzone “giusta”. La porti perché ci credi, altrimenti stai a casa.

E quando è a casa le capita di guardare Sanremo? Ho letto che in generale, non ha una buona opinione della televisione italiana…

C’è qualcosa che guardo e per fortuna trovo anche programmi molto interessanti. Ma la televisione urlata in cui non si comunica nulla se non messaggi del tutto irreali a cui purtroppo la gente spesso crede, non mi appartiene e non la frequento. Per quanto riguarda Sanremo, se sono a casa e quindi non in viaggio o in tour, lo guardo sempre volentieri.

Allora avrà notato che quest’anno, rispetto alle precedenti edizioni, in gara non ci sono molti cantanti usciti dai talent più recenti. E’ stata subito polemica. Fondata?

Non ne ho la più pallida idea perché non seguo i talent. Ma se è stata questa la scelta, credo che una ragione valida ci sia. Diciamo che sia l’anno scorso che quest’anno il Festival ha raggiunto una dimensione sicuramente intelligente, ma anche leggera, divertente e simpatica. Dietro c’è un gruppo di lavoro che propone buone idee. Poi io penso che sia che tu faccia il cantante, il musicista, o qualsiasi tipo di lavoro creativo, hai bisogno di tempo per maturare, per far crescere la mente. Le cose fulminee e momentanee spesso lasciano un po’ il tempo che trovano. Mi rendo conto che poi alcuni di quelli usciti dai talent si guadagnano un bello spazio…ma generalmente l’arte ha bisogno di silenzio, di cura, è una cosa preziosa da trattare in un determinato modo. Avere intorno della gente che ti critica e ti urla dietro mi sembra assurdo ma, ribadisco, è un parere soggettivo.

Immagino che sia questo il motivo per cui ha rifiutato il ruolo di giudice in un talent, quando gliel’hanno proposto…

Sì, me l’hanno chiesto molte volte ma ho sempre rifiutato proprio per questa ragione. Credo sia molto stressante e non voglio fare parte di tutto questo. E poi, anche se a volte proprio quelli che vengono messi in un angolo magari nascondono una grande genialità e riescono lo stesso a fare carriera, penso sia davvero stressante, ma non voglio dare giudizi. Comunque io non riuscirei mai a dire a un ragazzo che la musica non potrà mai essere il suo mestiere davanti a milioni di persone. Deve essere un’esperienza terribile per lui!

Anche lei ha iniziato a cantare da giovanissima, a 22 anni. Le è mai capitato di ricevere un no?

Non mi è mai capitato ma mi metto spesso nei panni degli altri, laddove ritengo sia giusto. Ho avuto la fortuna di iniziare e di avere fin da subito una buona strada davanti che sta durando ancora oggi. Ma di questi tempi vedo molti giovani, anche ai miei concerti, che vorrebbero fare delle cose. Secondo me nessuno ha la possibilità d aiutarli veramente. Ci vuole una necessaria passione e voglia di provare e mettersi in gioco che non può nascere di botto, non è proprio possibile.

Quindi non si sente di dare qualche consiglio alle aspiranti nuove leve, magari anche a uno di quei ragazzi a cui è stato detto no?

Come potrei consigliare una cosa piuttosto che un’altra? Dipende dalle persone e dalle loro menti. Io conosco giovani bravissimi nel mondo del jazz e della musica classica che non prenderebbero mai la via più facile per il successo. Però sono scelte. Non consiglio mai nulla perché ogni persona è unica, è l’individuo che deve scegliere per sé e per la sua vita. I consigli sono la prima cosa da non seguire!

Quest’estate diceva di essere al lavoro su un disco di inediti e su un progetto che riguarda Puccini…

C’è l’opportunità di far ascoltare il mio nuovo lavoro al grande pubblico che segue Sanremo, per questo il mio disco di inediti, il primo dopo dieci anni, uscirà prima di quello su Puccini. Ma quest’ultimo progetto si farà perché a me piace spaziare nella musica. Interpreterò arie di Puccini sia maschili che femminili cantate in modo del tutto fuori dalle righe grazie all’apporto del jazz.

Torniamo indietro nel tempo: all’apice del successo coi Matia Bazar ha deciso di lasciare tutto e prendersi una pausa di sette anni. Vista la grande passione che nutre per il suo lavoro, non le è mancato nel corso di quel lungo periodo di stop?

Non mi è mancato perché stavo facendo quello che volevo: allontanarmi dal mondo in cui avevo vissuto fino ad allora. Quel tipo di successo non mi interessava più, era diventata una routine e io detesto la routine. Durante quel periodo ho continuato ad ascoltare musica, ma di tutto altro genere. Per me la musica deve dare piacere, dev’essere sogno, ricerca. Tutte cose che spesso purtroppo vengono a mancare. Nella vita si fanno delle scelte ben precise e io a quei tempi ho sentito il bisogno di staccare. E’ una scelta che rifarei immediatamente perché è servita a me come persona.

Ma se “quel tipo di successo” non le interessava, che cos’è il successo per Antonella Ruggiero?

Il successo è avere un progetto, realizzarlo e vedere che qualcuno lo ama. Cioè ama le tue stesse idee e la volontà di determinare qualcosa di diverso, di nuovo. In questi anni, dal 1996 ad oggi e in particolar modo dal 2000, il successo è stato approfondire questo mio desiderio di collaborare con artisti e musicisti che provengono anche da direzioni opposte rispetto alla mia, da mondi molto diversi. Grazie a questo ho vissuto delle esperienze davvero impagabili e continuo a farle. Questo è il successo: aver fatto delle scelte a detta di tante persone difficili ma che per me erano l’unica cosa da poter fare. Il successo è riuscire a non diventare una specie di macchina sfornacanzoni a scadenze regolari stabilite da terzi. L’arte è un’altra cosa, no?


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   Puccini

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Re: Sanremo 2014 - I Big e le canzoni

Messaggio Da ubik il Gio 16 Gen - 23:47

Antonella Ruggiero: «A Sanremo porto i drammi del lavoro»

Il ritorno dopo 10 anni con un album di inediti «lontano dal pop. E al Festival un omaggio ai New Trolls. Nel nuovo disco anche la Banda di piazza Caricamento. «È ingiusto emarginare i giovani». L'intervista

Non pubblica un disco di inediti da dieci anni e manca al Festival di Sanremo da sette, ma la scena musicale non l'ha mai abbandonata. Anzi, se per la penisola c'è un progetto musicale interessante, magari un po' nascosto, potrebbe non essere difficile trovarla nei paraggi. L'anno scorso ha prestato la sua voce alla Banda di piazza Caricamento, a gruppi corali, a ensemble classici. Ed è apparsa sul palcoscenico dell'Ariston al fianco dei Marta sui Tubi.

Ora Antonella Ruggiero torna protagonista come solista, ripartendo da quel Festival di Sanremo che l'ha già vista in gara undici volte, sei da sola e cinque con i Matia Bazar. Sul palcoscenico dell'Ariston la cantante presenterà Quando balliamo e Da lontano, due brani inediti tratti da L'impossibile è certo, il nuovo disco di studio in uscita a febbraio, nei giorni della kermesse.
«Sono canzoni che si allontanano dall'area del pop - spiega Antonella in una pausa durante la lavorazione del disco - Brani intensi, di cui sono fiera: sono la sintesi di quello che faccio da anni e di quello che farò ancora».

Se la definizione di genere è sempre stata stretta ad Antonella Ruggiero, in questi dieci anni senza inediti l'artista ha toccato praticamente qualunque stile compositivo, dall'elettronica alla lirica, dal fado alla composizione contemporanea. E con ogni probabilità nel nuovo album questi elementi tanto distanti riusciranno a trovare una sintesi.
«È un disco realizzato al 90% da giovani», sottolinea Antonella con la sua voce squillante. E del resto lei sui giovani ci ha sempre puntato, dalla collaborazione con i Subsonica in tempi non sospetti fino a quella con i Marta sui Tubi.

«Girando per l'Italia ho conosciuto tantissimi giovani che non stanno al gioco dei grandi media e della mercanzia che ci vogliono proporre». Continua la cantante, che per sottrarsi al giogo delle major ha fondato con il marito Roberto Colombo una propria etichetta, la Liberamusic: «Dal jazz alla classica, dai cori all'elettronica c'è un'infinità di musica che non passa in radio. Sono meraviglie inascoltate, da cercare di persona girando per l'Italia. Nonostante lo stato disastroso della cultura nel nostro paese ci sono rassegne che sopravvivono e propongono cose interessantissime. Mi stupisco sempre della qualità che riescono a produrre con mezzi minimi».

E se sui giovani proposti al Festival «contemporaneo» di Fabio Fazio Antonella glissa con stile («sono molto impegnata nelle ultime fasi del disco e non ho avuto tempo di ascoltare con attenzione il cast, ma sono certa che Fazio e i suoi collaboratori abbiano fatto delle scelte interessanti»), la veterana di Sanremo parla volentieri del suo ritorno all'Ariston.
«Ormai è come andare a trovare un vecchio parente: mi fa piacere ogni volta ritrovare tecnici e musicisti, senza i quali lo spettacolo non potrebbe esistere. Certo, sapere che 15 milioni di persone in tutto il mondo seguono in diretta ciò che stai facendo non è una cosa da nulla».

L'anno scorso nella serata dedicata ai brani storici della canzone italiana ha cantato con i Marta. Quest'anno chi porterà in scena nella serata Sanremo Club?
«Nessuno, canterò da sola. Il brano che ho scelto è Una miniera, dei New Trolls, una canzone intensa, alla quale sono sempre stata molto legata anche prima di iniziare la mia carriera. È un brano che parla di chi trova la morte facendo un lavoro pericoloso e mal pagato. Un tema drammatico e oggi quanto mai attuale».

Un brano di una stagione lontana della nostra musica. Lei è nata a Genova e ha omaggiato la sua città e i suoi cantautori in un disco del 2007 (Genova, la Superba, ndr). Che cosa resta oggi di quel periodo?
«La musica dei cantautori della cosiddetta scuola genovese restà dov'è, su un meraviglioso piedistallo. Oggi non penso vi siano in circolazione artisti capaci di ricreare quell'epoca, che resta nel passato. La musica è cambiata, la città è cambiata. Non vivo a Genova da tempo e la ricordo soprattutto grazie ai ricordi di mia madre, che mi racconta ancora di una città pre-Italsider...».

A Genova però ha però una collaborazione con la Banda di piazza Caricamento.
«Nel mio prossimo lavoro ho inserito anche un pezzo registrato con loro. Sono molto bravi e, come tanti giovani, è ingiusto che siano emarginati dal grande mercato».

Ora lei vive tra la Brianza e Berlino. L'esigenza di scoprire musiche sempre nuove la costringe ad allontanarsi dall'Italia?
«Il movimento è importante ed è necessario uscire per trovare cose nuove. L'importante è l'apertura mentale, non è necessario che sia un movimento fisico: spesso basta internet per scoprire musiche e culture lontane, per trovare degli stimoli».

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Re: Sanremo 2014 - I Big e le canzoni

Messaggio Da picpiera il Dom 19 Gen - 11:31

 
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Re: Sanremo 2014 - I Big e le canzoni

Messaggio Da ubik il Mar 21 Gen - 22:11

Silvia Truzzi per ‘Il Fatto Quotidiano'

Sanremo è l'ultimo vero totem - forse anche l'ultimo tabù - della televisione italiana: lo si capisce dalla lunga procedura cui è sottoposta la stampa per il preascolto dei ventotto brani (una maratona) dei quattordici big in gara. In realtà è una cortesia che la Rai e l'organizzazione fanno ai giornalisti, ma tra embarghi, liberatorie, firme, controfirme con codice fiscale, testi che vengono mostrati e ritirati, alla fine la trafila a tutela della segretezza è un tantino esagerata.
Dunque, la musica: meglio parlare della musica che dei testi, pressoché inesistenti. Naturalmente con qualche eccezione, a cominciare da Cristiano De André: Invisibili è un brano scritto (bene) a quattro mani con Fabio Ferraboschi, ed è un dialogo con un amico scomparso: racconta una giovinezza complessa, forse addirittura compromessa, in una Genova difficile, in cui "a vent'anni si moriva senza diventare mai eroi".
Una canzone d'autore dove s'incontrano molte immagini: il "cognome che era un'incudine", la droga, l'alcol ("tu eri bravissimo a specchiarti nelle vetrine, io altrettanto a svuotare le cantine"), una parte in dialetto che pare una rivisitazione di Crêuza de mä. È quasi tutto parlato, ma è bello. Colpirà più del secondo brano, che ha un titolo (solo quello) con un'eco ligabuesca, Il cielo è vuoto.
Da segnalare anche un Raphael Gualazzi del tutto inedito, in coppia con Bloody Beetroots: bravissimo a mettere in gioco il suo talento blues, mischiandolo con atmosfere funky-dance. Il primo pezzo, Tanto ci sei, ha un incipit gospel e una melodia intima, da boudoir. Il secondo, Liberi o no, è tanto scatenato che, ascoltandolo, l'intera sala stampa si è chiesta come farà un ragazzo così timido e incline al rossore di gote a interpretarlo. Lo straniero di quest'anno (ce n'è quasi sempre uno: nel 2012 Marlene Kuntz , l'anno scorso Marta sui tubi) è Frankie Hi Nrg: probabilmente incontrerà più Pedala, metafora della vita come viaggio in bicicletta, di Un uomo è vivo.
Anche se quest'ultimo ha un bel testo ("c'è un istante nel quale ogni uomo diventa suo padre"). Ron e Francesco Renga fanno se stessi. Entrambi vecchie conoscenze del Festival (uno l'ha vinto nel 1996, l'altro nel 2005), daranno al pubblico esattamente quello che si aspetta da loro. Ron con Un abbraccio unico, un brano che sale fino all'esplosione finale, interpretato un po' alla Gianni Morandi: è immaginabile che Sing in the rain, la seconda canzone - per quanto molto fischiettabile sotto la doccia - non passi il turno. Renga questa volta fa l'apologia della scappatella, con Vivendo adesso (parole e musica di Elisa, anche se non si vede) dove adesso fa rima con sesso, un pezzo che il televoto premierà (più dell'altro, A un isolato da te) e che rischia di vincere.
Poco comprensibile la scelta di Noemi: Bagnati dal sole ha un testo brevissimo, cinque micro-strofe, firmato da ben tre autori. Non è Ungaretti, la musica non giustifica l'ermetismo: le cose non migliorano in Un uomo è un albero. Spiace anche per Antonella Ruggiero: oltre alla voce strepitosa, lei è davvero un'interprete. Eppure Quando balliamo e Da lontano non le rendono giustizia. Arisa propone Lentamente , scritto da Cristina Donà, che farà un buon effetto con l'orchestra e Controvento , canzone con lo stesso titolo di un brano di Malika del 2009, ma per raffinatezza gli assomiglia poco.
Renzo Rubino - premio della critica l'anno scorso, nella categoria giovani, con un brano sull'amore omosessuale - non svetta con nessuno dei pezzi, Ora e Per sempre e poi basta, di cui bisogna segnalare l'attacco molto carino ("Un quarto alle tre, c'è una mosca sulla lampada led"). Peccato per Giuliano Palma che convince poco, sia con Così lontano - tra gli autori c'è Nina Zilli, e si sente assai - sia con Un bacio crudele . Prevedibile Francesco Sarcina - ex delle Vibrazioni - con Nel tuo sorriso e In questa città; così come Riccardo Sinigallia con il verboso Prima di andare via e Una rigenerazione, entrambi molto tiromancineschi. I Perturbazione si presentano come band indie, ma il testo di L'Italia vista dal bar, in gara con L'unica, vorrebbe essere sociale, invece risulta solo qualunquista.
Non è stato possibile ascoltare i brani di Giusy Ferreri, L'amore possiede il bene e Ti porto a cena con me, a causa di un grave problema familiare dell'artista. Se vi domandate di che cosa parlano queste canzoni, la risposta è: cuore, amore e poco altro. Sentimental mood, insomma. Fabio Fazio e Mauro Pagani, direttore artistico e direttore musicale, imputano la scelta ai tempi cupi della crisi. Si tratterà della congiuntura economica o di un'altra decadenza, tipo quella della musica italiana? Certo mettere insieme il cast di Sanremo è impresa ardua (e complessa), ma i geniali divertissement di Elio e le Storie Tese, per dire, ci mancheranno moltissimo.

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Re: Sanremo 2014 - I Big e le canzoni

Messaggio Da ubik il Mar 21 Gen - 22:26

I brani in gara non brillano per attualità. Mauro Pagani: "Se c'è un contenuto comune è la voglia di guardare il mondo col sorriso"

TANTA melodia, perfino troppa, e almeno in questo l'effetto talent si sente, e pochissimi riferimenti al mondo che ci circonda. Le canzoni del 64mo festival di Sanremo prossimo venturo (dal 18 al 22 febbraio) non brillano per attualità, almeno nelle tematiche. A meno che non prendiamo come tale l'amore vissuto all'ombra della desolazione esterna, così come lo canta in Prima di andar via Riccardo Sinigallia, uno degli outisider di questo strano cast festivaliero, o più direttamente L'Italia vista dal bar cantata dai Perturbazione ("e questi siamo noi, poeti santi avventori, e mediamente eroi") anche se il loro bar potrebbe essere comodamente un bar di trent'anni fa, o ancora l'ossessiva pedalata di Frankie Hi Nrg, l'unico rapper in rappresentanza storica del genere che ormai furoreggia ovunque, che nella incalzante Pedala macina metafore a ripetizione e racconta il paese come una kermesse paranoica di gente che corre, non si sa bene verso dove. Se proprio volessimo cogliere uno Zeitgeist, uno spirito del tempo, da questa manciata di canzoni, come ha chiosato il direttore artistico Mauro Pagani, dovremmo estorcerlo da una certa propensione a voler vedere un che di positivo a tutti i costi, in un sorriso, in un uomo-albero (così canta Noemi), alla fin fine nell'amore, che tanto lì si arriva comunque, a dispetto dell'evidenza del paesaggio circostante. Questo sì le canzoni del festival lo raccontano, di striscio, di sghimbescio, ma certo pare un po' pochino in un periodo storico che dal mondo della canzone meriterebbe ben altre intuizioni. Di eleganza ce ne sarà, certo, vedi i gorgheggi fatati della Ruggiero che ammalia soprattutto in Quando balliamo, con un tocco di fisarmonica su suoni elettronici, o nel bolero firmato Cristina Donà che canta Arisa, e perfino nell'uomo-albero di Noemi.

E questo vale per una canzone su due, comunque, perché, non dimentichiamolo, ogni cantante in gara di canzoni ne porta due, idea che seppur nata con intenzioni più che meritevoli, si sta rivelando decisamente dissennata, per almeno un paio di ragioni. Primo perché di questi tempi trovare una canzone decente sembra già un'impresa, e quindi con due la fatica è doppia, secondo perché la tipica umoralità del voto, com'è successo l'anno passato, può penalizzare le migliori e premiare le peggiori, danneggiando artisti, il festival e alla lunga lo stesso pubblico. Anche la Ruggiero si allinea a questa visione indiretta quando canta: "Il sereno si intravede già, i temporali si allontanano", a cui fa eco Ron che in Un abbraccio unico, con tono squisitamente dalliano (nel senso di Lucio Dalla) canta: "so che prima o poi le cose cambiano, e troveremo il modo per uscire, ci abitueremo presto a un'altra situazione".

Un po' di vivacità la porta Giuliano Palma, altro outsider di lusso, e una certa quota di rock sanguigno, per il resto del tutto assente, la porta Francesco Sarcina, voce delle Vibrazioni, che brilla per intensità e slancio ("il mio cuore è quello di un guerriero che difende il mondo intero"), per non dire di Renga il cui slancio interpretativo è proverbiale e lo conferma soprattutto su un buon pezzo di Elisa intitolato Vivendo adesso. Tante donne, questo è vero, tra autrici e cantanti, e la quota rosa si arricchisce ulteriormente con Giusy Ferreri, i cui pezzi però non sono pervenuti causa problemi familiari che le hanno impedito di terminare il lavoro.

Ma la vera sorpresa, l'unica del resto, è Raphael Gualazzi, che in vena di dissennata follia ha deciso di mettersi insieme ai Bloody Beetroots, alias "l'uomo mascherato" Bob Cornelius Rifo, e propone il soul graffiante e tecnologico di Tanto ci sei (testo di Giuliano Sangiorgi) e la travolgente dance di Liberi o no, roba da saltare tutti per aria a ballare, e che questo debba accadere con Gualazzi è uno dei misteri, ma in questo caso piacevole, del festival. Menzione a parte la merita Cristiano De André, pupillo di Fazio e Pagani che con Invisibili ha costruito un inquietante dialogo con un personaggio nel quale in parte si potrebbe intravedere il padre ("tu abitavi in via dell'amore vicendevole, e io qualche volta passeggiavo da quelle parti lì, tu camminavi nell'inquieudine, e la mia incudine era un cognome inesorabile, un deserto di incomunicabilità, tu eri fortissimo a inventarti la realtà, io liberissimo di crederla o non crederla"). Almeno qui, qualche parola d'autore, nel nome del padre.


la repubblica

        

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