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Le (tragiche) Eroine dell'Opera Lirica

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Re: Le (tragiche) Eroine dell'Opera Lirica

Messaggio Da ubik il Gio 17 Mar - 16:56

Madama Butterfly - Giacomo Puccini



Cio Cio San (alias Butterfly) ha 15 anni e crede di avere trovato in Pinkerton, tenente della marina americana, colui che le permetterà di emanciparsi dal suo destino di gheisha
eccola al suo giungere per la celebrazione delle nozze
la piccina non sa che la sventura incombe Suspect

Ancora un passo, or via

Butterfly

Ancora un passo, or via.

Altre voci

Come sei tarda!
~ Ecco la vetta.
~ Aspetta.
~ Guarda, guarda.

Butterfly

Spira sul mare e sulla
terra un primaveril soffio giocondo.
Io sono la fanciulla
più lieta del Giappone, anzi del mondo.
Dalle vie, dalle ville
la città colle mille
sue voci mi saluta.
Amiche, io son venuta
al richiamo d'amor
nelle gaudiose soglie
ove tutto s'accoglie
il bene di chi vive e di chi muor.

Le amiche

Gioia a te sia,
dolce amica, ma pria
di varcare la soglia che ti attira
volgiti indietro e mira
le cose tutte che ti son sì care.
Quanti fior! Quanto cielo! Quanto mare!

_________________
Le idee sono simili a pesci. Se vuoi prendere un pesce piccolo, puoi restare nell'acqua bassa. Se vuoi prendere il pesce grosso, devi scendere in acque profonde. D. Lynch

Fu così che Olo arrivò a conoscere se stesso; e come quei pochi uomini che lo avevano fatto prima di lui, arrivato in cima a questo pinnacolo di conoscenza si trovò ai piedi di una montagna. T. Sturgeon
Avevano parlato, poco, ma quanto bastava per scegliersi. Ci sono parole come le conchiglie, semplici ma con il mare intero dentro. A. D’Avenia
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Re: Le (tragiche) Eroine dell'Opera Lirica

Messaggio Da ubik il Gio 17 Mar - 17:55



passa qualche anno, e Pinkerton, che il giorno dopo le nozze è ripartito per l'America, ancora non si vede di ritorno Suspect
nel frattempo Cio Cio San, nell'unica notte d'amore passata col marito, è rimasta incinta e ha generato un pargolo biondo (come tutti gli americani )
un giorno si incavola con la sua fida cameriera, Suzuki ( Suspect Suspect ), e gliele canta: un bel giorno vedrai che tornerà sulla sua grande nave

Un bel dì, vedremo

Un bel dì, vedremo
levarsi un fil di fumo
sull'estremo confin del mare
e poi la nave appare.
Poi la nave è bianca
entra nel porto, romba il suo saluto,
vedi? E venuto!
Io non gli scendo incontro. Io no.
Mi metto là sul ciglio del colle e aspetto,
aspetto gran tempo
e non mi pesa la lunga attesa.
E' uscito dalla folla cittadina
un uom, un picciol punto
s'avvia per la collina.
Chi sarà? Chi sarà?
E come sarà giunto?
Che dirà? Che dirà?
Chiamerà Butterfly dalla lontana.
Io senza dar risposta
me ne starò nascosta
un po' per celia, e un po' per non morire
al primo incontro, ed egli alquanto in pena
chiamerà, chiamerà:
«Piccina mogliettina
olezzo di verbena»
i nomi che mi dava al suo venire.
Tutto questo avverrà, te lo prometto.
Tienti la tua paura, io con sicura
fede lo aspetto.

_________________
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Fu così che Olo arrivò a conoscere se stesso; e come quei pochi uomini che lo avevano fatto prima di lui, arrivato in cima a questo pinnacolo di conoscenza si trovò ai piedi di una montagna. T. Sturgeon
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Re: Le (tragiche) Eroine dell'Opera Lirica

Messaggio Da ubik il Gio 17 Mar - 18:14



Sharpless, il console americano, s'incarica dell'ingrato compito di comunicare a Cio Cio San che forse il bellimbusto americano non farà mai ritorno
Butterfly gli risponde con un: e questo, e questo egli potrà pure scordar, presentandogli il figlioletto
segue canto disperato della gheisha , preannuncio di tragedia Suspect

BUTTERFLY

Ah!... mi ha scordata?
E questo?... e questo?... e questo
egli potrà pure scordare?

SHARPLESS

Egli è suo?

BUTTERFLY

Chi vide mai
a bimbo del Giappone occhi azzurrini?
E il labbro? E i ricciolini
d'oro schietto?

SHARPLESS

È palese.
E... Pinkerton lo sa?

BUTTERFLY

No. È nato quando già
egli stava in quel suo gran paese.
Ma voi gli scriverete che lo aspetta
un figlio senza pari!
E mi saprete dir s'ei non s'affretta
per le terre e pei mari!
Sai cos'ebbe cuore
di pensare quel signore?
Che tua madre dovrà
prenderti in braccio ed alla pioggia e al vento
andar per la città
a guadagnarti il pane e il vestimento.
Ed alle impietosite
genti, la man tremante stenderà,
gridando: Udite, udite,
la triste mia canzon.
A un'infelice madre
la carità, muovetevi a pietà!
E Butterfly, orribile
destino, danzerà per te!
E come fece già
la ghesha canterà!
E la canzon giuliva
e lieta in un singhiozzo finirà!
Ah no! no! questo mai!
questo mestier che al disonore porta!
Morta! Mai più danzar!
piuttosto la mia vita vo' troncar!
Ah! morta!

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Fu così che Olo arrivò a conoscere se stesso; e come quei pochi uomini che lo avevano fatto prima di lui, arrivato in cima a questo pinnacolo di conoscenza si trovò ai piedi di una montagna. T. Sturgeon
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Re: Le (tragiche) Eroine dell'Opera Lirica

Messaggio Da ubik il Gio 17 Mar - 20:05



povera Cio Cio San ha udito il cannone del porto e col binocolo ha visto una nave battente bandiera americana
certa che Pinkerton faccia ritorno per ricongiungersi a lei prepara la casa per accoglierlo, cospargendone i locali di petali di fiori insieme alla fida Suzuki

che incantevole duetto

..............

BUTTERFLY e SUZUKI

Gettiamo a mani piene
mammole e tuberose,
corolle di verbene,
petali d'ogni fior!

................................

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Re: Le (tragiche) Eroine dell'Opera Lirica

Messaggio Da ubik il Gio 17 Mar - 20:17



la vicenda di Cio Cio San si avvia al suo ineluttabile finale
Suzuki, in un ultimo strenuo tentativo di salvarle la vita, introduce il figlioletto, che il padre è tornato apposta dagli Stati Uniti a prendersi insieme alla sua sposa americana, cui Butterfly rivolge le sue ultime parole prima di compiere harakiri

BUTTERFLY

«Con onor muore
chi non può serbar vita con onore.»

Tu, tu piccolo iddio!
Amore, amore mio,
fior di giglio e di rosa.
Non saperlo mai
per te, per i tuoi puri
occhi, muor Butterfly
perché tu possa andare
di là dal mare
senza che ti rimorda ai dì maturi,
il materno abbandono.
A me, sceso dal trono
dell'alto paradiso,
guarda ben fiso, fiso
di tua madre la faccia!...
che te n' resti una traccia.
Addio! piccolo amor!
Va'. Gioca, gioca.


penso che la Madama Butterfly aiuti a comprendere meglio perchè Puccini da molti venga indicato come il moderno inventore della "colonna sonora" che troverà poi la sua strada nel cinema

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Re: Le (tragiche) Eroine dell'Opera Lirica

Messaggio Da ubik il Gio 17 Mar - 20:24

segue terzetto d'onore

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Re: Le (tragiche) Eroine dell'Opera Lirica

Messaggio Da ubik il Gio 17 Mar - 20:29

La Wally - Alfredo Catalani



...Si è appena separato da Wally, quando una valanga si stacca dalla montagna e lo travolge. Wally resta per un momento ferma sull'orlo di un precipizio, quindi si getta anch'essa verso la morte.

(Wikipedia) Suspect Suspect

Ebben, ne andrò lontana

Ebben, ne andro lontana.
Come va l'eco della pia campana
Là, fra la neve Bianca,
Là, fra le nubi d'or,
Laddove la speranza
E rimpianto, e dolor!
O della madre mia casa gioconda,
La Wally ne andra da te lontana assai,
E forse a te non farà mai piu ritorno,
Ne piu la rivedrai!

Mai piu, mai piu!
Ne andro sola e lontana
Come l'eco della pia campana,
Là fra le neve bianca;
Ne andro sola e lontana
E fra le nubi d'or
Ma fermo il piè! Ne andiam,
Che lunga è la via! Ne andiam!


Ultima modifica di ubik il Gio 17 Mar - 20:45, modificato 1 volta

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Re: Le (tragiche) Eroine dell'Opera Lirica

Messaggio Da ubik il Gio 17 Mar - 20:36

La Gioconda - Amilcare Ponchielli



...Gioconda, disperata... si accoltella sul più bello...

(Wikipedia) Suspect Suspect

Suicidio!

Suicidio!...
In questi fieri momenti
tu sol mi resti,
e il cor mi tenti.
Ultima voce
del mio destino,
ultima croce
del mio cammin.
E un dì leggiadro
volavan l'ore,
perdei la madre,
perdei l'amore,
vinsi l' infausta
gelosa febre!
Or piombo esausta
Fra le tenèbre!
Tocco alla mèta...
Domando al cielo
Di dormir quieta
Dentro l'avel...


Ultima modifica di ubik il Dom 3 Mar - 21:16, modificato 1 volta

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Re: Le (tragiche) Eroine dell'Opera Lirica

Messaggio Da ubik il Gio 17 Mar - 20:45

Mefistofele Arrigo Boito



...Margherita è condannata a morte per aver ucciso la madre e il figlio... la donna, riconoscendo in Mefistofele il Diavolo, rifiuta di scappare con Faust, e l'anima della donna ascende al cielo

(Wikipedia) Suspect Suspect What a Face

L'altra notte in fondo al mare

L'altra notte in fondo al mare
Il mio bimbo hanno gittato,
Or per farmi delirare dicon ch'io
L'abbia affogato.
L'aura è fredda,
Il carcer fosco,
E la mesta anima mia
Come il passero del bosco
Vola, vola, vola via.
Ah! Pietà di me!
In letargico sopore
E' mia madre addormentata,
E per colmo dell'orrore dicon ch'io
L'abbia attoscata.
L'aura è fredda,
Il carcer fosco, ecc.


Ultima modifica di ubik il Dom 3 Mar - 21:17, modificato 1 volta

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Re: Le (tragiche) Eroine dell'Opera Lirica

Messaggio Da ubik il Ven 18 Mar - 22:48

L'amico Fritz -Pietro Mascagni



un mazzolino di violette
per una rappresentano l'amoreeee......................

Son pochi fiori

Son pochi fiori, povere viole,
son l'alito d'aprile
dal profumo gentile;
ed è per voi che le ho rapite al sole...
Se avessero parole
le udreste mormorar:
«Noi siamo figlie timide e pudiche
di primavera,
siamo le vostre amiche;
morremo questa sera,
e saremo felici
di dire a voi, che amate gl'infelici:
il ciel vi possa dar
tutto quel bene che si può sperar».
Ed il mio cor aggiunge una parola
modesta, ma sincera:
eterna primavera
la vostra vita sia, ch'altri consola...
Deh, vogliate gradir
quanto vi posso offrir!

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Re: Le (tragiche) Eroine dell'Opera Lirica

Messaggio Da ubik il Ven 18 Mar - 23:03

Adriana Lecouvreur - Francesco Cilea

una fantastica Freni



.............. per un' altra.... la morte! What a Face (soprattutto se sono avvelenate )

Poveri fiori

Poveri fiori,
gemme de' prati
pur ieri nati,
oggi morenti,
quai giuramenti
d'infido cor!

L'ultimo bacio,
o il bacio primo,
ecco v'imprimo
soave e forte,
bacio di morte,
bacio d'amor ...

Tutto è finito!
Col vostro olezzo
muoia il disprezzo:
con voi d'un giorno
senza ritorno
cessi l'error! ...
Tutto è finito!


Ultima modifica di ubik il Dom 3 Mar - 21:20, modificato 1 volta

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Re: Le (tragiche) Eroine dell'Opera Lirica

Messaggio Da ubik il Ven 18 Mar - 23:10

splendida obraztsova



e chi fù la cattivaccia? quella gelosona della Principessa di Bouillon

Acerba voluttà

Acerba voluttà, dolce tortura,
lentissima agonia, rapida offesa,
vampa, gelo, tremor, smania, paura,
ad amoroso sen torna l'attesa!

Ogni eco, ogni ombra nella notte incesa
contro la impaziente alma congiura:
fra dubbiezza e disio tutta sospesa,
l'eternità nell'attimo misura ...

Verrà? M'oblìa? S'affretta? O pur si pente? ...
Ecco, egli giunge! ...
No, del fiume è il verso,
misto al sospir d'un arbore dormente ...

O vagabonda stella d'Oriente,
non tramontar. Sorridi all'universo,
e s'egli non mente, scorta il mio amor! ...

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Re: Le (tragiche) Eroine dell'Opera Lirica

Messaggio Da ubik il Gio 24 Mar - 23:05

La fanciulla del west - Giacomo Puccini

questa volta (rara eccezione Suspect ) la nostra eroina, Minnie, non ci lascia le penne, anzi...
è lei a salvare quelle di lui, il bandito Johnson, proprio nel momento in cui sta per essere impiccato

la meno pucciniana delle opere di Puccini e la più wagneriana delle opere di Puccini con qualche cenno di dissonanze stravinskijane

posto il finale, perchè questa opera ha la caratteristica di essere povera di "romanze", anche perchè quando ce n'è una, come quella che apre questo video, Puccini torna al suo stile (il tenore in questa buffa versione anni '60 invece la versione se la inventa, per esempio nel salto di nota finale della romanza purtroppo una pessima abitudine del passato; interessante anche la voce del suggeritore che si sente spesso prima del canto pessimo l'applauso finale prima che l'orchestra finisca )

non appena conclude il tenore, arriva Minnie a cavallo e nel suo grido si colgono le eco wagneriane; anche le walchirie entrano in scena urlando mentre cavalcano...



JOHNSON
(con grande espressione, esaltandosi, col viso quasi sorridente)
Ch’ella mi creda libero e lontano,
sopra una nuova via di redenzione!…
Aspetterà ch’io torni…
E passeranno i giorni…
ed io non tornerò…
Minnie, della mia vita mio solo fiore,
(Mormorio sdegnoso)
Minnie, che m’hai voluto tanto bene!…
Ah! tu della mia vita mio solo fior!

RANCE
(si slancia su Johnson, lo colpisce con un pugno sul viso)
Ah, sfacciato!…

MINATORI
(disapprovando Rance)
Uh!… Uh!… Uh!…

RANCE
(a Johnson)
Hai null’altro
da dire?…

JOHNSON
(con alterigia)
Nulla. Andiamo!

(Rance va verso il fondo per cercare l’albero al quale sarà appiccato Johnson: lo seguono alcuni minatori. – Rance indica colla mano l’albero scelto: la turba si muove tutta, ondeggiando, verso quel punto. – Sonora rotola un sasso sino a portarlo sotto l’albero, poi si avvicina a johnson, lo tocca su di una spalla; Johnson si avvia con passo sicuro verso
l’albero, sale sopra il sasso e calmo, stoico, attende il proprio destino. Rance vede Billy seduto a terra; gli si avvicina e con un calcio lo obbliga ad alzarsi. Billy si alza, tenendo il laccio in una mano e si avvia verso l’albero; Sonora gli strappa dalle mani il laccio, respinge brutalmente Billy, e poi getta il laccio ad un minatore che è salito sull’albero e si è messo a cavalcioni su di un ramo; il minatore lascia penzolare il laccio che viene posto al collo di Johnson e getta l’altro lato della corda a terra: questa viene afferrata da tre minatori che si accingono ad impiccare Johnson – gli altri gli sono d’intorno:
alcuni hanno impugnato le pistole e le appuntano verso Johnson. Billy è tornato a sedersi e ripiglia il suo giuoco, fumando la pipa. – Un grido acutissimo giunge da destra col rumore sordo di un galoppo. – Tutti si fermano e si volgono: i tre minatori che stavano per impiccar Johnson lasciano la corda e corrono verso il fondo a destra; altri minatori li seguono sorpresi; il minatore a cavalcioni del ramo scende pure a terra.)

MINNIE
(con grido selvaggio)
Ah! Ah! Ah!…

VOCI
È Minnie!… È Minnie!… È Minnie!…

(Scena confusa. Tutti guardano verso il fondo da dove apparirà Minnie a cavallo)

RANCE
(slanciandosi verso Johnson e gridando come un forsennato)
Impiccatelo!…

(Nessuno bada a Rance. Tutti si agitano per l’arrivo di Minnie)

RANCE
(slanciandosi a destra e a sinistra incitando la folla)
Impiccatelo!…

(Minnie arriva in scena a cavallo, discinta, i capelli al vento, scende, corre verso il gruppo che circonda Johnson, afferra la corda abbandonata dai tre minatori e si pone davanti a Johnson, difendendolo col proprio corpo. – La folla dei minatori si ritrae, Johnson rimane immobile col laccio al collo).

RANCE
Impiccatelo!…
Ah!

MINNIE
Ah, no!… Chi l’oserà?

RANCE
(facendolesi innanzi)
La giustizia lo vuol!

MINNIE
(fronteggiandolo)
E di quale giustizia parli tu,
vecchio bandito?

RANCE
(fa segno di minaccia e s’avvicina a Minnie)
Bada, donna, alle tue parole!

MINNIE
(guardandolo negli occhi)
Che puoi farmi? Non ti temo!…
Ah!

(Qualcuno dei minatori risolutamente si avvicina a Johnson. Minnie d’un balzo si pone dinanzi a Johnson spianando la pistola. I minatori si ritraggono; un altro gruppo di minatori si avanza minaccioso, ma indietreggia davanti alla pistola spianata da Minnie)

RANCE
(incitando la folla)
Strappatela di là!
Nessun di voi
ha sangue nelle vene?

(La turba non si muove, come affascinata dallo sguardo di Minnie)

Una gonna vi fa sbiancare il viso?

(incitando sempre la folla)

Strappatela di là!

(cercando di spingere alcuni verso Minnie)

Orsù!…

MINNIE
Avanti!…

(Si stringe più accanto a Johnson, appoggia il viso sulla sua spalla continuando a fissare la turba con uno sguardo di sfida, sempre spianando la pistola)

RANCE
(come pazzo di rabbia)
Finiamola! Bisogna
che giustizia sia fatta!

MINNIE
Osate!…

VOCI
Basta!..- Al laccio!…

(La turba, esaltandosi a poco a poco si stringe attorno a Minnie e a Johnson. – La turba, ripresa dal suo furore d’odio e di gelosia, si avanza più minacciosa. – Due degli uomini armati che fiancheggiano l’albero, afferrano Minnie alle spalle: essa si divincola e si aggrappa ancora a Johnson alzando rapidamente la pistola)

MINNIE
Lasciatemi, o l’uccido,
e m’uccido!

SONORA
(con un grido, gettandosi fra lei e la turba)
Lasciatela!--. Lasciatela!.-- Lasciatela!

(Tutti si ritraggono. Rance, pallido e torvo, si discosta e si siede sul tronco d’albero presso al fuoco. Sonora rimane in piedi presso Minnie e Johnson, minaccioso)

MINNIE
(pallidissima, tremante di sdegno, la voce sibilante)
Non vi fu mai chi disse
«Basta!» quando per voi
davo i miei giovani anni…

(con amarezza e risentimento)

quando, perduta fra bestemmie e risse,
dividevo gli affanni
e i disagi con voi… Nessuno ha detto
allora «Basta!».

(La turba tace colpita. Molti abbassano il capo)

Ora quest’uomo è mio
com’è di Dio!
Dio nel ciel l’aveva benedetto!
Se ne andava lontano,
verso nuovi orizzonti!..,
Il bandito che fu
è già morto lassù, sotto il mio tetto.
Voi non potete ucciderlo!
No!

(Una commozione rude comincia ad impadronirsi di tutti gli animi. Nessuno più protesta)

SONORA
(con un grido che pare un singhiozzo)
Ah, Minnie, più dell’oro
ci ha rubato, il tuo cuore!…

MINNIE
(dolcemente, con affetto)
Il mio Sonora buono,
sarà primo al perdono…

SONORA
(soggiogato, commosso, abbassa gli occhi)
Minnie!

MINNIE
Perdonerai
come perdonerete tutti…

VOCI
(commossi e a testa bassa)
No!
Non possiamo!…

MINNIE
Si può ciò che si vuole!


(va verso Joe)

E anche tu lo vorrai,
Joe… Non sei tu che m’offrivi i fiori,
simili a quelli delle tue brughiere?

(rivolgendosi a Harry, accarezzandogli la mano)

Harry, e tu, quante sere
t’ho vegliato morente…
e nel delirio credevi vedere
la tua piccola Maud,

(Harry si pone una mano sul viso e piange)

la sorella che adori,
venuta di lontano…

(a Trin con dolcezza)

E tu mio Trin, a cui ressi la mano
quando scrivevi
le prime incerte lettere,
che partivan di qui per San Domingo…

(rivolgendosi a Happy, poi a Bello, accarezzandolo alla guancia)

E tu, buon Happy, e tu,
Bello, che hai gli occhi ceruli d’un bimbo,

(rivolgendosi a tutti)

e voi tutti, fratelli del mio cuore,
anime rudi e buone…

(gettando via la pistola)

Ecco, getto quest’arma! Torno quella
che fui per voi, l’amica, la sorella
che un giorno v’insegnò
una suprema verità d’amore!
Fratelli, non v’è al mondo peccatore
cui non s’apra una via di redenzione!

SONORA
(a un gruppo di minatori)
È necessario…
Troppo le dobbiamo!

(ad un minatore)

Deciditi anche tu!

HAPPY
(scuotendo la testa)
Non possiam!

VOCI
Non possiam!

SONORA
(ad Happy)
Tu taci!

VOCI
Non possiam!

SONORA
È nel suo diritto!
È necessario…

VOCI
(a Sonora)
E Ashby che dirà.?
No, non possiam!

SONORA
Dirà quel che vorrà!
I padroni siam noi!

VOCI
Non possiam!

SONORA
Andiamo!

(investendo un minatore)

Non t’opporre, tu.

(ad altri)

Andiamo, ragazzi!

VOCI
No, no!
È una viltà!

SONORA

(ad un altro gruppo)
È necessario…

VOCI
No, non possiam!

SONORA
(ad uno solo)
Non t’opporre, tu!

VOCI
Per rispetto a Rance…
Non possiamo!

SONORA
Deciditi anche tu.

VOCI
È una viltà!
Non possiamo!

SONORA
(ad alcuni)
Andiamo!

VOCI
(stringendosi nelle spalle)
Tu lo vuoi…
Non possiamo, no, no!
Non si può resistere!
Rideran di noi!

(ad uno)

Anche tu, su, via!
Anche tu!
M’han fatto piangere!
Per me, lo fate!

SONORA
(ad un gruppo di uomini)
Guardate come l’ama!

VOCI
E come è bella!
È una viltà…

(I minatori, con moti espressivi assentono)

Resister non possiam, no!…

(ad un gruppo di minatori)

Minnie merita tutto!…

(Sonora va all’albero e scioglie Johnson dal laccio e dalla corda che gli legava le braccia. Johnson cade in ginocchio, commosso, vicino a Minnie, mentre essa pone la mano sulla testa di lui quasi benedicendolo)

SONORA
(si avanza verso Minnie; a Minnie con voce commossa)
Le tue parole sono
di Dio. Tu l’ami come
nessuno al mondo!…
In nome di tutti,
io te lo dono.

JOHNSON
(si rialza e stringe le mani di Sonora nelle sue; commosso)
Grazie, fratelli!

SONORA
(piangendo)
Va’, Minnie, addio!

MINATORI
Mai più ritornerai,
no, mai più, mai più!

(Minnie abbraccia Sonora, poi stringe la mano a qualche minatore; vede Nick, che è entrato in scena da qualche tempo ed ha seguito l’azione commosso; vorrebbe salutarlo – ma Nick cade a terra, ai piedi di Minnie, singhiozzando – questa si china su di lui, gli accarezza la testa, poi si avvicina a Johnson e si abbraccia a lui.)

MINNIE E JOHNSON
Addio, mia dolce terra,
addio, mia California!

MINATORI
No, mai più, no!
ritornerai!…
Addio!… mai più!

(Minnie è abbracciata a Johnson)

MINNIE E JOHNSON
Addio, mia dolce terra,
addio, mia California!

(si avviano)

Bei monti della Sierra,
nevi, addio!

MINATORI
(sottovoce, con grande melanconia)
Mai più ritornerai!…
mai più!…

(La turba è accasciata. Alcuni sono a terra e piangono, altri appoggiati ai loro cavalli ed altri agli alberi, si abbandonano al dolore – altri ancora, tristamente, fanno cenni di addio a Minnie che va allontanandosi: Sonora si lascia cadere su un tronco d’albero e scoppia in dirotto pianto: Billy è indifferente a questa scena di commozione e continua il giuoco, calmo, freddo.)

MINNIE E JOHNSON
(allontanandosi)
Addio, mia California, addio…

MINATORI
Mai più… mai più…

MINNIE E JOHNSON
Addio, addio, addio!…


FINE DELL’OPERA

_________________
Le idee sono simili a pesci. Se vuoi prendere un pesce piccolo, puoi restare nell'acqua bassa. Se vuoi prendere il pesce grosso, devi scendere in acque profonde. D. Lynch

Fu così che Olo arrivò a conoscere se stesso; e come quei pochi uomini che lo avevano fatto prima di lui, arrivato in cima a questo pinnacolo di conoscenza si trovò ai piedi di una montagna. T. Sturgeon
Avevano parlato, poco, ma quanto bastava per scegliersi. Ci sono parole come le conchiglie, semplici ma con il mare intero dentro. A. D’Avenia
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Re: Le (tragiche) Eroine dell'Opera Lirica

Messaggio Da ubik il Sab 9 Apr - 22:23

Suor Angelica Giacomo Puccini

opera breve bistrattata dalla critica, per la scabrosità dell'argomento e soprattutto per l'ambientazione (un convento di suore), negli ultimi anni è stata in parte rivalutata

particolarmente apprezzabile l'intervento della Zia Principessa, dove si percepisce il ribaltamento della schema: parola al servizio della musica (tipica del bel canto e dell'opera lirica italiana in genere) a vantaggio della musica come accompagnamento della parola, in questo caso un testo emozionalmente importante con una musica quasi rarefatta e astratta di accompagnamento



Di frequente, la sera,
là, nel nostro oratorio,
io mi raccolgo....

Nel silenzio di quei raccoglimenti,
il mio spirito par che s'allontani
e s'incontri con quel di vostra madre
in colloqui eterei e arcani!
Come è penoso
udire i morti dolorare e piangere!
Quando l'estasi mistica scompare
per voi serbata ho una parola sola:
espiare! Espiare!....
Offritela alla Vergine
la mia giustizia!

_________________
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Re: Le (tragiche) Eroine dell'Opera Lirica

Messaggio Da ubik il Sab 9 Apr - 22:57

alla soprano (suor angelica) puccini riserva invece una romanza piuttosto tradizionale, ma molto sentimental straziante



Senza mamma,
bimbo, tu sei morto!
Le tue labbra
senza i baci miei,
scoloriron
fredde, fredde!
E chiudesti,
bimbo, gli occhi belli.
Non potendo
carezzarmi,
le manine
componesti in croce!
E tu sei morto
senza sapere
quanto t'amava
questa tua mamma!
Ora che sei un angelo del cielo,
ora tu puoi vederla la tua mamma,
tu puoi scendere giù pel firmamento
ed aleggiare intorno a me ti sento.
Sei qui, baci e m'accarezzi.
Ah! dimmi, quando in cielo potrò vederti?
Quando potrò baciarti?
O dolce fine d'ogni mio dolore,
quando in cielo con te potrò salire?
Quando potrò morire?
Dillo alla mamma, creatura bella,
con un leggero scintillar di stella.
Parlami, amore, amor!

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Re: Le (tragiche) Eroine dell'Opera Lirica

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