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... e le stelle si fanno guardare

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Re: ... e le stelle si fanno guardare

Messaggio Da anna il Dom 29 Mag - 20:16

Anna Magnani

(Roma, 7 marzo 1908 – Roma, 26 settembre 1973) è stata un'attrice teatrale e attrice cinematografica italiana.
È considerata una delle più grandi attrici della storia del cinema.

È figlia di Marina Magnani, una sarta originaria di Fano, comune della provincia di Pesaro e Urbino e di padre ignoto. In realtà, effettuando delle ricerche, Anna scoprirà le sue radici calabresi e quello che sarebbe dovuto essere il suo cognome, Del Duce; dirà poi, con la sua consueta ironia, di essersi fermata nelle ricerche perché non voleva passare come "la figlia del Duce".
Dopo la nascita della bambina, Marina si trasferisce ad Alessandria d'Egittoe sposa un uomo austriaco molto facoltoso. A lungo si credette che Anna Magnani fosse nata in Egitto, ma solo recentemente la verità è venuta a galla, prima per ammissione della stessa attrice, poi tramite le conferme del figlio. Anna viene allevata dalla nonna materna in una casa abitata dalle cinque zie Dora, Maria, Rina, Olga e Italia. L'unica presenza maschile è quella dello zio Romano.
Marina torna a Roma alla fine della Prima guerra mondiale e iscrive la figlia in un collegio di suore francesi, dove però la bambina rimane solo pochi mesi.
Anna si dedica allora allo studio del pianoforte e porta avanti gli studi fino alla seconda liceo. Nel frattempo si reca ad Alessandria in visita alla madre, ma l'esperienza è molto dolorosa in quanto non riesce a farsi amare completamente da Marina.
Rientrata a Roma, Anna decide di studiare recitazione. Nel gennaio del 1927inizia a frequentare con Paolo Stoppa la scuola di recitazione Eleonora Duse diretta da Silvio D'Amico- trasformatasi nel 1935 in Accademia Nazionale d'Arte Drammatica - avendo come insegnante Ida Carloni Talli.
Tra il 1929 e il 1932 fa parte della compagnia Vergani-Cimara, diretta da Dario Niccodemi. Recita nell'avanspettacolo di Totò e interpreta il ruolo della verduraia romana in Campo de' Fiori con Aldo Fabrizi.

Nel 1932 Anna e Paolo Stoppa si ritrovano a lavorare insieme nella compagnia di Antonio Gandusio, il quale ben presto si innamora della Magnani e apprezza a tal punto le sue qualità da spingerla a tentare anche la strada del cinema.
Nel 1934 passa alla rivista, accanto ai fratelli De Rege, lavorando poi, a partire dal 1941, in una fortunatissima serie di spettacoli con Totò
In campo cinematografico il suo debutto è segnato dal film del 1934 La cieca di Sorrento di Nunzio Malasomma, nonostante nel 1928 fosse già apparsa, in un ruolo marginale, nella pellicola Scampolo di Augusto Genina.
Il 3 ottobre 1935 sposa il regista Goffredo Alessandrini.
Dopo numerosi film in cui interpreta parti di cameriera o cantante, riesce ad imporsi per le sue eccezionali doti di interprete spiccatamente drammatica. Ed è Vittorio De Sica nel 1941 ad offrirle per la prima volta la possibilità di costruire un personaggio non secondario, quello di Loretta Prima, artista di varietà, nel film Teresa Venerdì.
Il 23 ottobre 1942 dà alla luce il suo unico figlio, Luca, frutto di una relazione col giovane attore Massimo Serato, il quale l'abbandona non appena lei rimane incinta; l'attrice riuscì ad imporre il proprio cognome al figlio, proprio come la madre Marina fece con lei, uno dei pochissimi casi di genealogia matrilineare che si protrae per addirittura tre generazioni.
Raggiunge la fama mondiale nel 1945 e vince il suo primo Nastro d'Argento grazie all'interpretazione nel film manifesto del Neorealismo, Roma città aperta di Roberto Rossellini, con Aldo Fabrizi e Marcello Pagliero. Nel film Anna Magnani è protagonista di una delle sequenze più celebri della storia del cinema: la corsa dietro un camion tedesco, nel quale è rinchiuso il marito, al termine della quale il suo personaggio (la 'Sora Pina', ispirato alla figura di Teresa Gullace) viene ucciso dai mitra nazisti.

Nel 1947 vince il suo secondo Nastro d'Argentoe il premio per la miglior attrice alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia per il film L'onorevole Angelina diretto da Luigi Zampa.
Nel 1948 interpreta il suo ultimo film con Roberto Rossellini, prima della rottura della loro relazione: L'amore, diviso in due atti. Il primo (ispirato al dramma in atto unico di Jean Cocteau La voce umana) è un lungo monologo al telefono di una donna abbandonata dal compagno; il secondo è la storia di una popolana che si accoppia con un giovane Federico Fellini credendolo San Giuseppe: per lei è il terzo Nastro d'Argento.
Nel 1951 interpreta la protagonista del film di Luchino Visconti, sceneggiato da Cesare Zavattini, Bellissima con Walter Chiari, Corrado, Alessandro Blasetti, e vince il suo quarto Nastro d'Argento

Il quinto ed ultimo Nastro d'Argento le sarà conferito per il film Suor Letizia - Il più grande amore.
Il 21 marzo 1956 è la prima interprete italiana nella storia degli Academy Awards a vincere il Premio Oscar come migliore attrice protagonista, conferitole per l'interpretazione di Serafina Delle Rose nel film La rosa tatuata, del 1955, con Burt Lancaster, per la regia di Daniel Mann. Per lo stesso ruolo, vincerà anche un BAFTA quale attrice internazionale dell'anno e il Golden Globe per la migliore attrice in un film drammatico.
La Magnani non presenziò alla cerimonia: l'Oscar venne ritirato da Marisa Pavan, anche lei candidata come migliore attrice non protagonista per lo stesso film, dalle mani di uno dei più grandi attori comici di quegli anni, Jerry Lewis
Un altro prestigioso riconoscimento internazionale, miglior attrice al Festival di Berlino, le viene conferito nel 1958 per l'interpretazione del film Selvaggio è il vento di George Cukor. Per lo stesso ruolo, sempre nel 1958, vince anche il suo primo David di Donatello come migliore attrice e verrà nominata per la seconda volta al premio Oscar, che però va a Joanne Woodward per La donna dai tre volti.
Nel 1959 vince il suo secondo David di Donatello per il film Nella città l'inferno con la regia di Renato Castellani, interpretato con l'amica Giulietta Masina: la pellicola è ambientata in un carcere femminile, in cui l'ingenua Lina impara dalla "veterana" Egle i segreti per una vita di successo.
Nel 1962 è la protagonista di Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini, regista con il quale aveva instaurato un rapporto conflittuale. Pasolini, dopo l'esordio del 1961 con Accattone, cercò in ogni modo di lavorare con la grande attrice, ormai sempre più selettiva nello scegliere i ruoli (la sua ultima interpretazione era Risate di gioia al fianco di Totò nel '60); la Magnani accettò, ma entrambi rimasero insoddisfatti dal risultato ottenuto: mentre lei disse: "Pasolini mi ha usata", lui sosteneva che lei era stata "troppo borghese". Comunque, nonostante le loro incomprensioni, che comunque non andarono ad intaccare la stima reciproca, il film ottiene un grande successo di pubblico e di critica, soprattutto in Francia.
Nel 1971 si cimenta con la televisione, fino a quel momento guardata da lei con sospetto. Con la regia di Alfredo Giannetti interpreta un ciclo di tre mini-film intitolato Tre Donne: La Sciantosa, 1943: un incontro e L'automobile. Diverso il discorso per ...Correva l'anno di grazia 1870, sempre per la regia di Giannetti, che viene distribuito nelle sale cinematografiche prima di passare in televisione.
Nel 1972 la sua ultima apparizione cinematografica, nel cameo fortemente voluto da Federico Fellini per il suo film Roma. Di notte una dolente Anna Magnani, attraversa i vicoli di Roma. Risponde a Fellini e, ridendo, chiude il portone davanti alla macchina da presa.
Si spegne a Roma il 26 settembre 1973, all'età di 65 anni, presso la clinica Mater Dei ai Parioli, stroncata da un tumore al pancreas, assistita fino all'ultimo dal figlio Luca e da Rossellini.
Le sue spoglie riposano nel piccolo cimitero di S. Felice Circeo (Latina), nei pressi della sua villa del Circeo che lei amava tantissimo.
Dopo la sua morte, tante le iniziative in Italia e all'estero per ricordare Anna Magnani. Tra le più rilevanti, quella nel 2002 al Museum of Modern Art di New York che le rende omaggio dedicandole una retrospettiva con la proiezione dei 14 film più significativi che l'attrice ha interpretato. Prima di lei poche altre dive del cinema avevano ricevuto un tributo così importante dal MoMA. Gianni Togni le ha dedicato Nannarè, contrazione romanesca di Nannarella, nome d'arte della Magnani, contenuta nell'album Bersaglio Mobile del 1988, così come Pino Daniele con Anna verrà, inserita nel disco Mascalzone latino del 1989; anche Carmen Consoli ha scritto una canzone, intitolata "Anna Magnani", cantata da Adriano Celentano.
La Magnani è una delle poche personalità italiane ad avere una stella nella celebre Hollywood Walk of Fame, la famosa strada di Hollywood dove sono incastonate oltre 2000 stelle a cinque punte che recano i nomi di celebrità onorate per il loro contributo - diretto o indiretto - allo star system e all'industria dello spettacolo.
wikipedia






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Re: ... e le stelle si fanno guardare

Messaggio Da Strawberry Fields il Dom 29 Mag - 20:23

Gregory Peck



fonte: http://www.mymovies.it/biografia/?a=496

Protagonista indimenticabile di alcuni dei capolavori di Hitchcock, Eldred Gregory Peck dopo il divorzio dei genitori, all'età di 5 anni, viene mandato a vivere con la nonna, che lo accudì mandandolo a frequentare severe scuole di religione. Dopo aver cominciato la scuola di medicina, abbandona gli studi all'università di Berkeley e si dedica alla recitazione, iniziando la carriera di attore a teatro. Nel cinema debutta nel 1944 con il film Tamara figlia della steppa di Tourneur, diventando subito un divo. Nel 1945 viene diretto da Hitchcock in Io ti salverò. Nel '47 è chiamato ad interpretare Duello al sole di Vidor che gli apre le porte del genere western. Nel 1956 è il capitano Achab nel film Moby Dick diretto da John Huston. In seguito Peck inanella numerose interpretazioni, passando, con naturalezza, da un genere all'altro. Tra le ultime apparizioni c'è da ricordare il piccolo ruolo in Cape Fear-Il promontorio della paura del 1991, diretto da Martin Scorsese e remake del film del 1962 diretto da J. Lee Thompson e del quale Peck era stato protagonista. Pur rappresentando spesso eroi coraggiosi, avventurosi e romantici, si è ben disimpegnato anche in personaggi inquietanti e tormentati. Celebre per il suo sopracciglio alzato, espressione tipica accompagnata alle labbra serrate, ha scritto un'autobiografia, An Actor`s Life, in cui racconta anche della sua vita privata (cinque figli con la tragedia di uno morto suicida, forse per droga). La sua fama di democratico era nata col personaggio del giornalista civile finto ebreo in Barriera invisibile (1947) di Kazan, si era esaltata con Atticus Finch, l'avvocato, che in Il buio oltre alla siepe di Mulligan salva un nero da un ingiusto processo per stupro e insegna la civiltà dei rapporti al suoi figli, era proseguita ancora con ...E venne il giorno della vendetta (1964). I suoi ultimi anni, oltre al successo dell'horror in seguito serializzato, Il presagio (1976), lo avevano visto tornare al western crepuscolare, con La notte dell'agguato (1969), Un uomo senza scampo (1970), e La mia pistola per Billy (1974).
Alcune curiosità
- Quando gli chiedevano quali fossero i ruoli nei quali maggiormente si identificava, lui rispondeva immancabilmente: «Sono tanti. Nell´ordine, Atticus Finch, Atticus Finch, Atticus Finch e ancora Atticus Finch». Diceva così anche nello stupendo documentario che Barbara Kopple gli ha dedicato nel 1999, Conversation with Gregory Peck.
- Peck era arrivato a Hollywood dopo una breve ma già gloriosa carriera a Broadway, tanto che già per il suo secondo film (Le chiavi del paradiso, 1944) era stato subito candidato all´Oscar e al quarto (Io ti salverò, 1945) aveva incontrato Alfred Hitchcock.
- Martin Scorsese, quando girò il remake di Cape Fear con Robert De Niro, volle per dei cammei entrambe le star dell´originale diretto da Jack Lee Thompson nel 1962, Peck e Robert Mitchum; ma li schierò in ruoli inusuali, il primo come personaggio perfido e il secondo in un ruolo da buono.
- Il suo indimenticabile personaggio di avvocato antirazzista ne buio oltre la siepe">Il buio oltre la siepe è stato dichiarato dall'American Film Institute "il più grande eroe della storia del cinema Usa".
- Peck è stato un democratico di ferro e un tenace sostenitore di Clinton. Uno dei momenti più drammatici della sua vita fu il suicidio di uno dei suoi cinque figli, Jonathan, nel 1975. Divorziato da Greta Rice, da cui ha avuto tre figli, Peck si è risposato con Veronique Passani, una giornalista francese conosciuta sul set di Vacanze romane.



Ho evidenziato Atticus Finch perché Il buio oltre la siepe è in assoluto il mio FILM DEL CUORE. E' stato il primo film da adulta che mi fecero vedere i miei genitori quando ero ancora bambina. Ancora oggi mi capita almeno una volta l'anno di guardare insieme a mio figlio il dvd.

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Re: ... e le stelle si fanno guardare

Messaggio Da Strawberry Fields il Dom 29 Mag - 20:27



Non ha bisogno di ulteriori presentazioni



Una carriera straordinaria

FONTE: http://www.mymovies.it/biografia/?a=1497

Paul Newman

Imbarcato su una nave nel Pacifico durante la guerra, dopo aver aiutato i genitori proprietari di un drugstore a Cleveland, nel 1952 si iscrive all'Actor's Studio di New York. Aiutato da un aspetto straordinario (leggendari i suoi occhi azzurri), si fa notare e nel 1953 debutta a Broadway in Picnic. Dopo aver subito la rivalità dei suoi omologhi James Dean e Marlon Brando, che gli soffiavano sistematicamente i ruoli, esordisce con Il calice d'argento che non gli porta certo fortuna. Giura che non interpreterà mai più un film in costume: giuramento mantenuto. Dovrà aspettare due anni per sfondare, col celebre Lassù qualcuno mi ama. Tecnicamente ancora imperfetto, alterna momenti di grande intensità ad altri di maniera esasperata. Si perfezionerà negli anni. Nel 1961 nel ruolo di Eddie Felson, giocatore di biliardo, ecco la consacrazione con Lo spaccone. Newman è un numero uno. Fra poco sarà il numero uno. I sessanta sono il suo decennio. Il personaggio è pronto: è cinico ma non del tutto, ha un rapporto difficile con le donne, si connota come eroe moderatamente maledetto, in contrasto con l'autorità e dalla parte dei deboli, debole, apparentemente, a sua volta. Ha quarant'anni, è consapevole e maturo. Detectiv's story (Newman è il detective privato Harper), e Nick mano fredda (è un detenuto) non sono certo film perfetti ma è lì che Newman e più Newman. C'è stata anche un'esperienza, difficilissima, con Hitchcock (Il sipario strappato). L'attore affronta il nuovo decennio con grande attenzione alle scelte. Adeguarsi a ruoli diversi, più maturi, secondo l'anagrafe e i tempi che cambiavano, è stata la grande prerogativa di Newman L'eroe invecchiava, ma bene. Ecco La stangata, vero gioiello leggero, e il kolossal Inferno di Cristallo. Gli anni ottanta aderiscono all'evoluzione naturale dell'attore: minor forma fisica, maggior consapevolezza. Eccolo nel ruolo del presunto, ma innocente, mafioso perseguitato dalla stampa in Diritto di cronaca, ed eccolo avvocato alcolizzato e fallito, ma onesto e quasi eroico ne Il verdetto. Newman ha nel frattempo collezionato una lunghissima serie di nomination, che diventano Oscar soltanto nel Colore dei soldi, dove ripropone l'antico personaggio di Eddie Felson dello Spaccone. Negli anni novanta la sua attività rallenta. In Italia lo troviamo, spento e triste, protagonista di uno spot della pasta Barilla. Ma ha un'impennata straordinaria in La vita a modo mio nella parte di un anziano che sopravvive con lavoretti umilianti ma che bacia con grande intensità una Melanie Griffith più giovane di quarant'anni. In Le parole che non ti ho detto è il tristissimo padre di Kevin Costner, ma in Twilight, settantaquattrenne, eccolo ancora vitale e competitivo, a letto nudo con Susan Sarandon senza essere grottesto. Newman ha firmato anche la regia di alcuni film, da ritenersi interessanti. Nel privato è stato, ed è, attento e attivo, sempre schierato dalla parte liberal, spesso in prima fila nelle manifestazioni sui diritti umani e sui temi sociali progressisti. Da oltre quarant'anni è sposato con Joanne Woodward. È un uomo colto e serio. Per coerenza e longevità, per presenza e segnali, per impegno e leggenda, [b]Paul Newman è probabilmente il più grande personaggio del cinema dei suoi tempi[b]



Tasto vecchia babbiona romantica on


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Re: ... e le stelle si fanno guardare

Messaggio Da anna il Dom 29 Mag - 20:35

Suspect straw non vedo gli splendidi occhi, anzi proprio non lo vedo

partecipo

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Re: ... e le stelle si fanno guardare

Messaggio Da Strawberry Fields il Dom 29 Mag - 20:36

Nuoooooo ... avevo trovato una foto splendida ... ora provo a caricarne un'altra

intanto lascio spazio per La gatta sul tetto che scotta


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Re: ... e le stelle si fanno guardare

Messaggio Da ubik il Dom 29 Mag - 21:40

Michael Sarrazin


Michael Sarrazin (May 22, 1940 – April 17, 2011) was a Canadian film and television actor who found fame opposite Jane Fonda in the drama film They Shoot Horses, Don't They? (1969).

non lo sapevo





Ultima modifica di ubik il Dom 29 Mag - 21:43, modificato 3 volte

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Le idee sono simili a pesci. Se vuoi prendere un pesce piccolo, puoi restare nell'acqua bassa. Se vuoi prendere il pesce grosso, devi scendere in acque profonde. D. Lynch

Fu così che Olo arrivò a conoscere se stesso; e come quei pochi uomini che lo avevano fatto prima di lui, arrivato in cima a questo pinnacolo di conoscenza si trovò ai piedi di una montagna. T. Sturgeon
Avevano parlato, poco, ma quanto bastava per scegliersi. Ci sono parole come le conchiglie, semplici ma con il mare intero dentro. A. D’Avenia
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Re: ... e le stelle si fanno guardare

Messaggio Da Strawberry Fields il Dom 29 Mag - 21:41

Bellissimo quel film .. lo vidi che ero adolescente .. mai piu visto in tv ..
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Re: ... e le stelle si fanno guardare

Messaggio Da ubik il Dom 29 Mag - 21:44

purtroppo molti bellissimi film non vengono più riproposti

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Le idee sono simili a pesci. Se vuoi prendere un pesce piccolo, puoi restare nell'acqua bassa. Se vuoi prendere il pesce grosso, devi scendere in acque profonde. D. Lynch

Fu così che Olo arrivò a conoscere se stesso; e come quei pochi uomini che lo avevano fatto prima di lui, arrivato in cima a questo pinnacolo di conoscenza si trovò ai piedi di una montagna. T. Sturgeon
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Re: ... e le stelle si fanno guardare

Messaggio Da Lucy Gordon il Dom 29 Mag - 22:45

E' notizia di questi giorni che Cristopher Nolan a iniziato le riprese del nuovo Dark Night. Non che me ne freghi molto a dire il vero, ma la notizia tosta è che nel cast all'ultimo momento è entrato quello che io ritengo uno dei più importanti interpreti degli ultimi 30 anni. Perciò adesso ve ne parlo:






Matthew Modine

Ho capito che sia uno dei più grandi attori quando lo vidi recitare il monologo di Hap in "Morte di un commesso viaggiatore", all'interno del film " Bionda Naturale".



Ha rifiutato il ruolo da protagonista nel film campione d'incassi "Top gun" perché contrario con gli ideali del film. Non possiede un televisore e passa il tempo libero coltivando il suo orto e facendo piccoli lavori di falegnameria.


Attore eclettico, che alterna ruoli drammatici a commedie, spesso collaborando con produzioni e registi indipendenti, sa farsi apprezzare in ruoli duri, cinici, sempre autentici. E se il debutto nel mondo dello spettacolo è segnato dalla creatività di Altman, non si può certo dire che la carriera di Matthew Modine sia priva di altri nomi che hanno valorizzato il suo talento, da Kubrick che lo chiamò per Full Metal Jacket all'amicizia con il "bad man" Abel Ferrara.
Cresciuto in una famiglia numerosa (è il più giovane di sette fratelli), Matthew trascorre l'infanzia in continuo movimento. Il padre è proiezionista nei drive-in, costretto a spostarsi ogni due anni, nei suoi repentini traslochi porta sempre con sè l'intera famiglia, seguendo i precetti stabiliti dalla religione mormonica. La professione del genitore trasmette al piccolo Matthew l'amore per il cinema, tanto che da adulto ammetterà che il desiderio di diventare un attore nacque proprio dalla visione di un documentario sul film Oliver! del 1968, durante una proiezione in un drive-in. Dopo il diploma si cimenta nei lavori più bizzarri, mette via un po' di soldi e si trasferisce a New York, dove trova posto come chef al "Au Natural" di Manhattan. Nel ristorante incontra Caridad Rivera, la futura moglie che sposerà l'anno dopo, nell'ottobre 1980 e dalla quale avrà due bambini, Boman e Ruby. Dopo il matrimonio comincia ad ottenere i suoi primi ruoli al cinema, e da lì a teatro e in televisione. Il suo esordio? Anche se in un ruolo minore, avviene a tempo di rock: lo scorgiamo in Promesse, promesse (1983) al fianco di Rosanna Arquette e Vincent Spano. Nello stesso anno partecipa alla commedia American College ed è un paracadutista in caduta libera in Streamers di Robert Altman, film ambientato in una caserma della Virginia ai tempi della guerra in Vietnam.
In Hotel New Hampshire (1984) è uno degli strampalati componenti di una famiglia grottesca, in Birdy – Le ali della libertà (1984) di Alan Parker è un reduce dal Vietnam con disturbi psichici che un caro amico (Nicolas Cage) cercherà di risolvere, ma nello stesso periodo lo vediamo anche in Fuga d'inverno, Crazy For You e soprattutto in Full Metal Jacket (1987). Nel film di Kubrick interpreta Joker, un giovane Marine addestrato a diventare macchina da guerra in Vietnam, dando una sfumatura di allucinato cinismo difficile da dimenticare. Diretto dal newyorchese Alan J. Pakula, è nel cast d'eccezione (gli altri sono Kevin Anderson e Albert Finney) di Un ostaggio di riguardo, film retto sull'ottima recitazione dei protagonisti. Nel 1988 è nel drammatico La partita che porta la firma dell'italiano Carlo Vanzina, re del cine-panettone qui in una regia lontana dai toni volgari dell'accoppiata Boldi-De Sica, ma dimostra anche buone capacità comiche in Una vedova allegra…ma non troppo con una strepitosa Michelle Pfeiffer. Veste i panni di un medico in Corso di anatomia (1989), entra a far parte dell'equipaggio del bombardiere Memphis Belle nel film omonimo di Michael Caton-Jones e si ritrova a combattere con un vicino di casa non troppo amichevole in Uno sconosciuto alla porta (1990).
Con una storia di skipper alle prese con amori e avventure sul mare, lo vediamo in Wind – Più forte del vento (1992) e l'anno dopo ritorna al lavoro con Altman nel desolante puzzle umano di America oggi dove interpreta il dottor Wyman, marito di una pittrice insoddisfatta (Julianne Moore). Si sdoppia nell'interpretare due fratelli gemelli separati dalla nascita in Equinox (1993) di Alan Rudolph, poi cambia totalmente tono recitativo per vestire i panni di Giacobbe nel film di Peter Hall, co-prodotto dall'Italia e dagli Stati Uniti. Nel 1995 si dedica completamente a tre film leggeri: con Carlo Carlei si fa dirigere nella storia fiabesca per bambini Fluke, poi parte all'avventura dei Corsari per finire ad affrontare i problemi di un weekend con i figli nella commedia Mariti imperfetti. Due anni dopo conosce Abel Ferrara che lo chiama per il ruolo principale di Blackout, una riflessione amara sulla perdita di memoria intrecciata al tema della morte e all'ossessione per le belle donne (nel cast c'è anche la modella Claudia Schiffer). Ritorna alla vivace commedia metropolitana con Bionda naturale (1998) di Tom DiCillo dov'è un attore in cerca di lavoro, tocca le corde della fantascienza (Un cuore semplice) e quelle del thriller (Oltre il limite, di cui è anche regista) in film minori fino ad ottenere una parte in Ogni maledetta domenica di Oliver Stone, al fianco di Al Pacino, Dennis Quaid e Cameron Diaz.
Dopo un periodo di scarsi successi e parti minori (sui quali spicca solo Transporter: Extreme), ritorna a mostrare il proprio talento con l'interpretazione dell'alter ego di Abel Ferrara nella pellicola Mary (2005) dov'è un regista che ha appena finito di girare un film sulla vita di Gesù. Segue Have Dreams, Will Travel, la commedia Kettle of Fish e la rinnovata collaborazione con Ferrara in Go Go Tales (2008) dove si raccontano le controversie legate al fallimento di un club di lap dance e i tentativi fatti per risollevarne le sorti. Ritorna dietro la macchina da presa per girare il cortometraggio I Think I Thought, una sorta di rivisitazione in chiave moderna di versi shakespeariani, dopodiché viene scritturato per The Garden of Eden di John Irvin, tratto da un romanzo di Ernest Hemingway e per la commedia criminale Little Fish, Strange Pond di Gregory Dark.

Fonti: varie

Questo per me la sua parte più intensa:



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Re: ... e le stelle si fanno guardare

Messaggio Da picpiera il Dom 29 Mag - 23:02

EDWARD NORTON

ll fascino ammaliatore, lo straordinario carisma e un talento istrionico senza precedenti, fanno di Edward Norton un interprete superbo, tanto da essere paragonato a mostri sacri del calibro di Robert De Niro e Dustin Hoffman.
Questo determinato giovane viene alla luce il 18 agosto del 1969: la madre, Robin, è un'insegnante, mentre il padre Edward Sr., noto magistrato statunitense, era un tempo l'avvocato del Presidente Jimmy Carter. La star ha due fratelli maggiori: James e Molly. Sin da piccolo si appassiona alla settima arte, grazie soprattutto alla babysitter Betsy True che gli trasmette questo interesse, portandolo spesso a vedere spettacoli e musical. Ben presto il divo, ancora giovanissimo, decide di coltivare questa sua grande predilezione inscrivendosi ad una scuola di arti teatrali.
Dopo essersi diplomato nel 1987, al Wilde Lake High School di Columbia, si laurea nella prestigiosa università di Yale in storia e cultura orientale. L'ottima conoscenza della lingua giapponese, lo porta per motivi di lavoro nella terra del Sol Levante per tre anni. Norton infatti, lavora ad Osaka per la Enterprise Foundation, istituzione creata dal nonno materno James Rouse, architetto miliardario, ideatore dei primi centri commerciali nonché fondatore della città del Maryland.
Trasferitosi in seguito a New York per intraprendere la carriera di attore, Ed si mantiene lavorando come cameriere e tassista, impieghi che lo stimolano a studiare i comportamenti degli individui che lo circondano. Non ci vuole molto affinché il prestigioso drammaturgo Edward Albee noti le sue attitudini artistiche, offrendo al ragazzo una parte nella produzione destinata al palcoscenico di 'Fragments'.
Lo straordinario debutto cinematografico, risale al 1996 quando, dopo il rifiuto di Leonardo Di Caprio e più duemila audizioni, Norton viene scritturato nel thriller Schegge di paura. La prodigiosa performance dell'adolescente psicopatico Aaron, riesce a mettere in ombra persino Richard Gere, tanto da far guadagnare a un incredulo Ed, la prima nomination all'Oscar!
Consacrata stella planetaria, l'eclettico Norton, gira nello stesso anno la commedia di Woody Allen Tutti dicono I Love You e il controverso Larry Flynt - Oltre lo scandalo, per la regia di Milos Forman: durante le riprese del film la madre di Edward muore di cancro. L'artista affronta questa terribile situazione buttandosi a capofitto nel lavoro; nel 1998 ottiene una nuova candidatura agli Academy Awards, stavolta come Miglior Attore Protagonista in American History X. In questa pellicola cruda e drammatica, il divo veste i panni del neo-nazista pentito Derek Vinyard.
Dopo lo psicotico e geniale Fight Club di David Fincher, Ed, alle soglie del nuovo millennio, esordisce dietro la macchina da presa nel delizioso Tentazioni d'amore, dove recita al fianco di Ben Stiller. Tra il 2001 e il 2005, l'attore viene diretto, tra gli altri, da Frank Oz nel crime-movie The Score, dal talentuoso Brett Ratner in Red Dragon, da Spike Lee nell'accusatorio La 25ª ora ed infine, dall'illustre Ridley Scott ne Le Crociate.
Contrariamente dai suoi personaggi scomodi e negativi, Edward, è un ragazzo tranquillo e disciplinato:non ha mai fatto uso di droghe, alcool e fumo. Interprete, sceneggiatore, regista e produttore, Norton, adora leggere e suonare la chitarra. Vive in un ranch nei pressi di L.A. con la sua gatta Maggie. Sentimentalmente è stato legato alla rock star Courtney Love, per circa ventiquattro mesi. Nel 2003 invece, il divo ha messo fine alla relazione - durata tre anni - con splendida attrice Salma Hayek.
Nel 2006, compare per incanto nel fantasy The Illusionist e gira il raffinato Il Velo Dipinto. Attualmente Norton è impegnato sul set di numerose opere come Pride and Glory e Motherless Brooklyn.
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Re: ... e le stelle si fanno guardare

Messaggio Da miki il Dom 29 Mag - 23:14

...scusate, vorrei tornare da CC ancora e dalle sue stelle...
ciò che ho trovato molto interessante di Chaplin sono le sue donne. sposato quattro volte, 11 bambini e una serie di altri relazioni, le sue donne erano belle, talentuose, giovane. il loro stile è tipico dell'epoca il look naturale ma molto glamour e mi fa un pocchino rimpiangere questi tempi.
sono tante le donne di chaplin. tutte diverse e tutte solo belle in sé. alcune sono ultra-femminili, altre sono quasi belle

Edna Purvience, Mildred Harris, Pola Negri, Marion Davies, Lita Grey, Merna Kennedy, Georgia Hale, Louise Brooks, Paulette Goddard, Joan Barry, Oona O'Neill....






Spoiler:
con l'ultima della foto Pola Negri litigavano spesso e si sono lasciati dicendo: lei "tutti i clown vivono in un mondo di fantasie'' lui cinicamente dissentito, dicendo ... ero troppo povero per lei

@lucy
Spoiler:
se voi sapere qlc di piu sul paulette goddard ti consiglio di leggere il libro di julie gilbert l'amore e l'odio (?non lo so se cosi in it) sulla vita sua con e.m.remarque
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Re: ... e le stelle si fanno guardare

Messaggio Da ubik il Dom 29 Mag - 23:36

@ miki: che belle donne certo che lui fu molto criticato per certe scelte (soprattutto a causa delle differenze di età se ricordo bene )

trovo interessante soffermarsi anche con qualche commento e approfondimento, altrimenti ci ritroviamo a postare a raffica senza riflettere

per esempio, credo che cercherò altre foto di Bette Davis, perchè ce ne saranno sicuramente di bellissime

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Re: ... e le stelle si fanno guardare

Messaggio Da Strawberry Fields il Dom 29 Mag - 23:37

Si può sempre riprendere il discorso
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Re: ... e le stelle si fanno guardare

Messaggio Da picpiera il Lun 30 Mag - 21:10

jean Simmons

Troppo bella come erano belle solo le donne di una volta, Jean Simmons, l'attrice inglese morta a 80 anni nella sua casa di Santa Monica in California, con il suo volto classico da brava ragazza è rimasta nell'immaginario della gente soprattutto per il suo ruolo di Bulli e pupe (1955), unico film musicale di Mankiewicz con Marlon Brando e Frank Sinatra. Qui la Simmons è in un ruolo algido, quella di Sara Brown, membro dell'etico esercito della salvezza che Brando deve conquistare per scommessa.

Ma l'attrice, nata a Londra nel gennaio del 1929, aveva allora già 26 anni e un passato alle spalle da ragazzina prodigio. La sua carriera d'attrice era infatti cominciata molto presto e con successo sia al cinema che in teatro. Non ancora ventenne, nel 1948, era stata Ofelia nell'Amleto diretto da Laurence Olivier (ruolo che le valse il premio come miglior attrice al festival di Venezia e una nomination all'Oscar); ancora prima, nel 1946, era stata scelta da David Lean per la parte di Estella in Grandi Speranze. E ancora prima di Bulli e pupe, nel 1954, aveva vestito la tunica di un classico-peplum come Sinuhe l'egiziano e nel 1958 era nel cast del Grande paese di William Wyler. Nel 1960 è la volta del Figlio di Giuda di Richard Brooks dove interpreta Sharon, una sorella che aderisce al revivalismo che si imbatte in Burt Lancaster, piazzista e chiacchierone che vorrebbe sposarla, ma la ragazza, convinta della sua missione, rifiuta. Il film, tratto dal romanzo (1927) di Sinclair Lewis, ottenne tre premi Oscar e la Simmons trovò, tra l'altro, il suo secondo marito nel regista Brooks (il primo era stato l'attore inglese Stewart Granger). Subito dopo è la volta di un altro peplum cult come Spartacus (1960), diretto da Stanley Kubrick, in cui interpreta la fedele e affidabile compagna del ribelle (Douglas) e di 'Lieto fine' diretto da Brooks, per il quale arrivo' per la Simmons anche la seconda nomination all'Oscar.

Negli anni '70 per l'attrice inglese prevale l'impegno per il teatro e le produzioni tv (vince anche un Emmy Award per la sua partecipazione alla serie televisiva Uccelli di Rovo). Nel 1988, dopo un periodo di crisi nel quale la Simmons era diventata alcol-dipendente, il ritorno al cinema con L'irlandese con Anthony Hopkins e Hugh Grant. Di lei si ricorda anche un'apparizione in Star Trek: The Next Generation: in un episodio intitolato Giustizia Sommaria vestiva i panni dell'ammiraglio Norah Satie. Due matrimoni, due divorzi e due figlie (Tracy da Granger e Kate da Brooks) e, infine, anche due nomination all'Oscar per l'attrice che viveva a Santa Monica dal 1986, circondata dai suoi animali, un cane e due gatti.
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Re: ... e le stelle si fanno guardare

Messaggio Da picpiera il Lun 30 Mag - 21:16

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