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Messaggio Da anna Mer 27 Lug - 18:10

La Lega e la sindrome norvegese


Esiste un Paese europeo nel quale l'esponente di un partito al governo - ripeto: di un partito al governo - dichiara pubblicamente: «Il cento per cento delle idee di Breivik sono buone, in qualche caso ottime. Le posizioni di Breivik collimano con quelle dei movimenti che in Europa ormai ovunque vincono le elezioni».

Questo Paese è l'Italia. L'autore della dichiarazione è l'eurodeputato Mario Borghezio. Il partito al governo è la Lega. Naturalmente è sempre possibile nascondere la cenere sotto il tappeto. Cioè confinare parole come quelle di Borghezio in un limbo eccentrico, attribuirle a una patologia marginale e tutto sommato fisiologica in ogni democrazia, quella (generica) dell'estremismo. Solo che, per compiere questa de-classificazione, che è anche una rimozione, è necessario dimenticare che Borghezio non fa parte di una frangia di esaltati che farnetica sul web, roba che può interessare solo la polizia postale e la Digos. Borghezio è eurodeputato di lungo corso delle Camicie Verdi, e le Camicie Verdi, molto spesso in divisa d'ordinanza, governano con piena legittimità il nostro Paese.

Ben vengano, dunque, le parole di Borghezio, se ci aiutano a inquadrare con un minimo di lucidità e coraggio in più la strage norvegese. Trattata da molti commentatori italiani soprattutto come un caso di imprevedibile follia al prezzo di parecchie omissioni, la più evidente delle quali è il peso quasi nullo dato all'obiettivo, molto specifico, della strage: un raduno giovanile del partito laburista, individuato da Breivik come una sentina del "mondialismo" impuro e corruttore. Ora, se qualcuno irrompe in una sinagoga e fa strage di ebrei; se mette una bomba in una moschea e fa strage di musulmani; se spara alla folla e all'oratrice durante un comizio del Partito democratico americano; nessuno potrà levargli la patente del fanatico paranoide, ma nessuno potrà isolare quel gesto (politico nelle intenzioni e nelle conseguenze) dal contesto ideologico, culturale e sociale nel quale è nato, ha potuto nutrirsi, attecchire, infine esplodere.

L'ideologia può essere considerata un pretesto, strumentalmente impugnato dall'assassino per dare sbocco al proprio odio individuale, a patto che non offra, al fanatismo, parole di odio non così pretestuose, non così equivocabili. Non per caso una discussione lunga, difficile e dolorosa, ai tempi del terrorismo rosso, animò il nostro e altri Paesi (ad esempio la Germania) attorno al duro nodo dell'odio di classe, del nesso tra teoria e prassi, tra libri e azione, tra parole suggestive e suggestionabilità degli animi più accesi. Perché i fanatici e gli assassini sono sempre una piccola - anche se purtroppo non trascurabile - minoranza. Ma la famosa "acqua in cui nuota" la violenza, quella è una questione che riguarda la società intera, i suoi media, le parole messe in circolo, i suoi giornalisti e i suoi scrittori, i suoi politici, la responsabilità di chi prende la parola in pubblico, soprattutto se ricopre cariche elettive.

E dunque, quando un eurodeputato leghista giudica «buone e in qualche caso ottime le idee di Breivik», è poca cosa - e troppo facile - preoccuparsi o ribellarsi "solo" perché quelle idee sono state espresse da un carnefice che ha macellato decine di ragazzi inermi. Quelle parole erano infami e cariche di sangue anche prima di Breivik e prima della strage (che infatti è stata lungamente coltivata e programmata). Quelle parole sono il veleno pluridecennale dell'odio razziale, del suprematismo bianco, dell'omofobia, dell'antisemitismo, dell'antislamismo, e sono coltivate con cura nelle tante madrasse del razzismo nostrano. Ne sono piene, da anni, giornali, blog, siti Internet: basta cercare, basta leggere, come fanno pochi e coraggiosi ricercatori e giornalisti che hanno imparato a nuotare nel mare tempestoso della nuova destra razzista. E non è solo scavando nei recessi della rete che si capisce che aria tira in certi ambienti e in certe teste: quelle parole circolano anche nelle aule elettive, attraverso dichiarazioni troppo spesso (qui da noi) relegate a folklore, a stravaganza pittoresca, a intemperanza rude ma in fin dei conti bonaria. E ha tragicamente ragione Borghezio, le cosiddette "posizioni" di Breivik «collimano con quelle di movimenti che in Europa ormai ovunque vincono le elezioni», fortunatamente rimanendo quasi ovunque esclusi dal governo (tranne che in Italia), ma quasi ovunque dotati di un potere di ricatto e di condizionamento che fa leva sulla paura del domani raffinata ad arte, come l'eroina, e tradotta in voti.

Il primo ministro norvegese, un socialista a noi sconosciuto che abbiamo imparato ad amare e ammirare in questi giorni terribili, ha detto che «in tragedie come questa dobbiamo dare il meglio di noi: reagiremo con più democrazia». E solo settecento norvegesi - un'inezia - hanno aderito al sito che chiede la pena di morte per Breivik. Tutto, in questa vicenda che gronda sangue, gronda anche di politica. La follia è solo ospite di un teatro, la politica, che come ogni europeo sa bene è carico di tragedia e di morte, ma anche di nobiltà e di gloria. Dovrebbe essere vietato, dico vietato, parlare di Breivik, della Norvegia, dei suoi giovani martiri laburisti, senza parlare di politica.
Michele Serra

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Messaggio Da Lucy Gordon Mer 27 Lug - 18:25

«in tragedie come questa dobbiamo dare il meglio di noi: reagiremo con più democrazia»


brava Anna che hai postato questo articolo e grazie.
Ho sempre avuto stima di Serra e questo scritto lo conferma ancor di più. I pirana non vivono se non hanno l'acqua giusta che li faccia crescere e nuotare. Il pensiero (?) di borghezio fa la coppia con l'editoriale di feltri e ci fa capire quale sia il pensiero delirante di una certa parte( aimè maggioritaria) di questo paese. Spero solo che la Norvegia non cada nel tranello di perdere quello status di nazione tollerante che è stato finora e le parole del loro premier danno fiducia in questo senso. Altrimenti quel folle è i suoi adepti avranno raggiunto il loro scopo. Come da noi piazza fontana Brescia e la stazione di Bologna avevano lo scopo di restringere la democrazia, così i fatti di Oslo hanno lo stesso obbiettivo.
Il nostro è un paese marcatamente fascista e abbiamo tanti profeti di questa ideologia.
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Messaggio Da rossadavino Mer 27 Lug - 20:23

quoto Liussi!!
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Messaggio Da rossadavino Mer 27 Lug - 20:28

Rassegna Stampa - Pagina 36 Tumblr_lozyd01v601qz8wxeo1_500

Ancora una volta Radio 24 è il teatro
prescelto da qualche esponente della Lega o della maggioranza per
lasciarsi andare alle idiozie dopo aver esagerato con i grappini. Questa
è la volta di Speroni, salito agli onori della cronaca qualche tempo fa
per aver annunciato orgogliosamente alla trasmissione “Un giorno da
pecora” di aver stabilito il record di 316 km/h su strada (e già da
questo…) Un leghista probabilmente alla ricerca di quella visibilità
che col tempo ha in parte smarrito. O semplicemente l’ennesimo esponente
indifendibile e indefinibile (se non tramite l’uso di un linguaggio
molto poco carino) di un partito che in Paese normale non dovrebbe
siedere in Parlamento e non dovrebbe prendere il 10% circa dei voti su
base nazionale (la Lega è addirittura il partito di maggioranza relativa
in alcune regioni del nord, o è molto vicina a esserlo). “Sto con
Borghezio”, dice Speroni. “Non penso che si debba dimettere: ha fatto
delle affermazioni che sono state anche strumentalizzate. Le idee di
Breivik sono a difesa della civiltà occidentale. Se le idee sono che
stiamo andando verso l’Eurabia e cose del genere, che va difesa la
civiltà cristiana occidentale, sì, sono d’accordo. Sono le stesse idee
di Borghezio? Pazienza, andrò anche io sui giornali. Cioè, allora
condanniamo anche Oriana Fallaci? Allora condanniamo anche le idee di
Magdi Allam?” Sì, certo, è ovvio. La squallida operazione
doppiopesistica dell’ex candidato dell’Udc alla carica di governatore
della Basilicata (!!) è evidente: un convinto sostenitore della
responsabilità personale a tutti i livelli che si mette a dire che
Breivik ha agito perché stufo del dirompente multiculturalismo della
società è evidentemente poco obiettivo e in cattiva fede. La rovina
della civiltà occidentale non solo gli immigrati, musulmani o meno,
bensì proprio la gente intollerante e pericolosa come Borghezio, Feltri,
Allam e Speroni.


Mercoledi, 07/27/2011 — 3 ore fa


http://facciocosevedogente.tumblr.com/

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Messaggio Da rossadavino Mer 27 Lug - 21:16

CORRIERE DELLA SERA.it

Lombardia - Lei smentisce. Coinvolta anche la «sensitiva» Adriana Sossi

«Un dossier contro i rivali per far vincere Bossi jr»

Indagini sull'assessore leghista Monica Rizzi
Rassegna Stampa - Pagina 36 Go



Rassegna Stampa - Pagina 36 Bog--140x180
Renzo Bossi detto il Trota

MILANO - Trattamento illecito di dati protetti. Dossieraggio.
Violazione delle regole sulle privacy. Sono i reati sui quali indaga il
pm bresciano Fabio Salamone. Sotto accusa l'assessore regionale allo
Sport Monica Rizzi, leghista e unica donna nella giunta di Roberto
Formigoni in Lombardia. E nell'inchiesta sarebbe coinvolta anche Adriana
Sossi, «sensitiva», titolare dell'agenzia investigativa Cagliostro: la
«maga» è la sorella di un assessore di un piccolo comune del Bresciano.
Al Pirellone era stata assunta per curare la rassegna stampa della Rizzi
che, secondo l'accusa, ha chiesto al maresciallo delle Fiamme Gialle
Francesco Cerniglia di entrare in alcuni database protetti. Metodo Boffo
in salsa «padana»? L'interessata smentisce decisamente: «Sono nella
Lega da 25 anni, festeggio le nozze d'argento. Se avessi saputo di
dossier e simili porcate, me ne sarei andata un minuto dopo».
Ancora più sorprendente però è il presunto obiettivo dei faldoni
«illeciti». Raccogliere informazioni «sensibili» sugli avversari
politici nel Carroccio
. Nemici «interni» da tenere sotto schiaffo
per favorire indirettamente l'ascesa politica di Renzo Bossi. Tutto
inizierebbe dalla campagna elettorale per le Regionali di due anni fa.
All'Umberto viene l'idea: lanciare il non ancora Trota nella politica
«vera». Niente listino bloccato, però. Il ragazzo deve farsi le ossa. Da
solo. O quasi. Con l'aiuto magari di qualcuno che il territorio, il
Bresciano, lo conosce davvero bene.
«Ho visto Renzo crescere, da quando veniva tutte le estati a Ponte di Legno», si giustifica la Rizzi.
E allora, ecco l'incarico. Far eleggere Bossi junior a colpi di
preferenze. Ci riuscirà, la Rizzi. E in cambio ne ricaverà un posto in
giunta, con le deleghe allo Sport e ai Giovani. Tutto bene? No, perché
secondo l'accusa, il confine della realpolitik sarebbe stato ampiamente
superato. Doveva essere il Penati day, ieri in Consiglio regionale. L'ex
sindaco di Sesto, l'uomo forte del Pd lombardo, chiamato a raccontare
la sua versione sulle presunte tangenti sull'area Falck. Scena, e
telecamere, se le ruberà invece l'assessore lumbard .

Adriana Sossi, la sensitiva coinvolta nell'affaire sul dossieraggio

Gli uomini della polizia giudiziaria arrivano al Pirellone a metà
mattina, dopo essere già stati a casa della Rizzi. Cercano documenti
,
carte. Cercano le prove della macchina del fango. Fango verde padano.
Perché il caso nasce in «casa». Lo scorso aprile, un ex collaboratore
dell'assessore Marco Marsili e il giornalista Leonardo Piccini avevano
presentato denuncia in procura. E anche ieri qualche leghista di
lunghissima militanza ha esultato neanche troppo di nascosto alla
buvette. La primissima replica della difesa tocca al legale Alessandro
Diddi: «C'è qualcuno che, negli ultimi mesi, sta occupando il suo tempo
per cercare in tutti i modi la delegittimazione dell'assessore».
Lei
invece sceglie i toni bassi, «morbidi». La vendetta di qualcuno che non
ha mai digerito la vicinanza con la famiglia Bossi? «Se così fosse, non
sarebbe più la Lega che ho sempre conosciuto. Certo, è vero: io
rispondo direttamente all'Umberto. Per me la Lega è lui».

Andrea Senesi

27 luglio 2011 15:43

se ne èparlato anche al TG La7
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Messaggio Da rossadavino Gio 28 Lug - 14:17

preferisco non commentare uno che dovrebbe prima spiegare come entrò ad insegnare
all'università di Teramo , poveri alunni!!!!!!!




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Messaggio Da anna Gio 28 Lug - 18:21

La Neolingua Italiana

In principio era il Verbo, poi venne la Menzogna con l'aspetto della Verità. Nella moderna lingua italiana ispirata alla Neolingua del Socing, l'ideologia totalitaria del mondo di "1984" di Orwell, le parole indicano l'opposto del loro significato originale. Chi aderiva al Socing doveva credere a tre leggi: "L'ignoranza è forza", "La guerra è pace" e "La libertà è schiavitù". Le stesse che regolano la Neodemocrazia Italiana. Chi meglio di un Gasparri o di un Calderoli è espressione vivente dell'ignoranza al potere? Siamo in missione di pace in Libia e in Afghanistan e liberi di lavorare fino alla morte.
Da 1984: "La difficoltà più grande incontrata dai redattori della Neolingua non consisteva tanto nell'inventare nuove parole... ma a rendere chiaro quali fossero le parole che le parole nuove andavano a cancellare". Un esempio è la parola "inceneritore" sostituita da "termovalorizzatore". Dopodiché un impianto non incenerisce più, ma crea energia. La parola termovalorizzatore ripetuta per anni dai piccoli e grandi fratelli dell'informazione ha eliminato la produzione di diossina e l'inquinamento. Un'altra parola è "finanziamento elettorale", trasformato in "rimborso". Un finanziamento a fondo perduto, infatti, si può negare, può provocare sdegno, mentre un rimborso è dovuto. "Innumerevoli parole come onore, giustizia, morale, internazionalismo, democrazia, scienza, religione avevano semplicemente cessato di esistere".
La Neolingua Italiana ha già eliminato parole come giustizia, democrazia, morale e onore. Chi si ostina ancora a pronunciarle non riesce più a collegarle alla realtà. Sono astrazioni. Appartengono a un mondo favoloso e scomparso, come quello di Atlantide. la Neolingua italiana non è concepita per sviluppare il pensiero, le capacità cognitive, ma per ridurle. "Ciò che distingueva la Neolingua era il fatto che ogni anno, anzichè ampliarsi, il suo lessico si restringeva. Ogni riduzione era considerata un successo perché più si riducevano le possibilità di scelta, minori erano le tentazioni di mettersi a pensare". E' innegabile che il numero di parole che utilizziamo diminuisce anno dopo anno. Le contraiamo, usiamo più spesso il linguaggio gestuale, perdiamo per strada concetti, pezzi di cultura, di Storia. Le "frasi fatte" che pronunciamo continuamente ci fanno sentire a nostro agio insieme agli interlocutori che annuiscono rassicurati, ci riconoscono come uguali. "L'intento era di rendere il discorso il più possibile indipendente dall'autocoscienza". Lo schiavo inconsapevole, tra tutti gli schiavi, è il più amato dalle democrazie.
blog grillo

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Messaggio Da anna Ven 29 Lug - 13:45

Processo lungo, Senato approva la fiducia

Duro scambio di accuse durante le dichiarazioni di voto tra opposizione e maggioranza. Li Gotti dell'Idv: "Il fango vi schiaccerà, dal popolo avrete i meritati calci nel sedere". Gasparri: "Se cercate il regime guardatevi allo specchio"



Il governo incassa al Senato la fiducia sul processo lungo con 160 sì, 139 no. Hanno votato contro Pd, Idv, Udc, Mpa, Api e Fli. A favore, Pdl, Lega e Coesione Nazionale. Il ddl adesso passa all’esame della Camera per l’approvazione definitiva.

Il testo modifica alcuni articoli del codice di procedura penale (articoli 190, 238 bis, 438, 442 e 495) in materia di giudizio abbreviato e di delitti punibili con la pena dell’ergastolo. La norma al centro della polemica politica è quella che ha fatto ribattezzare alle opposizioni il ddl “processo lungo”: prevede la possibilità per la difesa di presentare lunghe liste di testimoni e di non considerare più come prova definitiva in un processo la sentenza passata in giudicato di un altro procedimento. Anche se, quest’ultima norma, non vale ad esempio per i processi di mafia e terrorismo. Per i condannati all’ergastolo per reati di strage e per sequestro di persona, qualora vi sia stata la morte del sequestrato, la legge prevede una stretta dei benefici di cui i condannati potranno usufruire solo dopo aver scontato 26 anni di carcere.

Rimane poi la misura presente già nel testo approvato alla Camera che dà il nome alla legge sull’inapplicabilità del giudizio abbreviato ai delitti puniti con la pena dell’ergastolo: in pratica per chi è condannato al carcere a vita non ci sarà più la possibilità, avvalendosi del giudizio abbreviato, di avere la sostituzione dell’ergastolo con la condanna a 30 anni di carcere. Le norme contenute nella legge si applicano ai processi in corso, tranne quelli già chiusi in primo grado. La legge dovrà essere approvata alla Camera per il via libera definitivo. Ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale.

In aula stamani il nuovo ministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma, ha fatto il suo esordio in occasione del voto. Il ministro, che è anche senatore, ha partecipato ai lavori seduto ai banchi del Governo. Numerosissimi i parlamentari che vanno a complimentarsi con lui stringendogli la mano per la nomina.

Durante le dichiarazioni di voto al Senato l’intervento più duro è arrivato da Luigi Li Gotti dell’Italia dei Valori. ”Il corpo della politica è invasa dalle metastasi per colpa vostra, siete causa dell’antipolitica. Affondate nella sfiducia del popolo italiano, sarete ricordati come la pagina più buia della Repubblica. Ora fiduciatevi, non cadrete in piedi, ma con le spalle al popolo cercando di evitare i meritati e sacrosanti calci nel sedere”, ha detto il senatore dell’Idv, trasformando il suo discorso in una requisitoria. “Siete espressione di un potere arrogante che protegge il capo assoluto. Avete sbagliato – afferma – sempre senza commettere errori, cioè senza incorrere nell’errore di fare qualcosa di giusto. Una condizione unica. Voi siete i berlusconiani, cioè l’espressione della malattia di un Paese”. Anna Finocchiaro del Partito Democratico si è rivolta ai banchi della maggioranza e ha ammonito il Pdl: “Quando sfilerete sotto quel banco per dire il vostro sì, sentirete sul collo il piede del padrone, dentro di voi qualcosa ribollirà”.

Dai banchi della maggioranza ha risposto Maurizio Gasparri. “Non accettiamo lezioni di moralità da chi non ha titolo per impartirne. Se un regime c’è lo si vada a cercare a Sesto San Giovanni dove di padre in figlio i sindaci alimentano un sistema di illegalità che riguarda la vostra storia”, ha detto il presidente dei senatori del Pdl, riferendosi alla vicenda che ha coinvolto Filippo Penati. “Se cercate il regime guardatevi allo specchio e lo troverete nel vostro passato e nel vostro presente”.
ilfattoquotidiano

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Messaggio Da seunanotte Ven 29 Lug - 14:25

”Il corpo della politica è invasa dalle metastasi per colpa vostra, siete causa dell’antipolitica. Affondate nella sfiducia del popolo italiano, sarete ricordati come la pagina più buia della Repubblica. Ora fiduciatevi, non cadrete in piedi, ma con le spalle al popolo cercando di evitare i meritati e sacrosanti calci nel sedere”, ha detto il senatore dell’Idv, trasformando il suo discorso in una requisitoria. Siete espressione di un potere arrogante che protegge il capo assoluto. Avete sbagliato – afferma – sempre senza commettere errori, cioè senza incorrere nell’errore di fare qualcosa di giusto. Una condizione unica. Voi siete i berlusconiani, cioè l’espressione della malattia di un Paese”. .....Anna Finocchiaro:“Quando sfilerete sotto quel banco per dire il vostro sì, sentirete sul collo il piede del padrone, dentro di voi qualcosa ribollirà”.

Quanta inutile retorica!! Mentre l'intervento di Gasparri neanche lo prendo in considerazione Rassegna Stampa - Pagina 36 2011104320
Intanto tutti,nessuno escluso,stanno mandando questo Paese in malora
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Messaggio Da rossadavino Ven 29 Lug - 14:32

ElfoPensiero

lug29


Tremonti sarebbe gay, ma nessuno può dirlo

Posted on 29 luglio 2011 by elfobruno


Tremonti sarebbe gay, ma nessuno può dirlo



Rassegna Stampa - Pagina 36 Giulio_tremonti-gay

Caso Tremonti. Il ministro dell’economia abitava a Roma, in pieno centro storico, nell’appartamento del suo collaboratore, Milanese.

L’affitto della casa era di 8.500 euro. Tremonti pagava la metà.
I giornali parlano di affitto in nero. E da lì lo scandalo. Lui si difende: tutto regolare. Può dimostrarlo.

Non voglio parlare delle implicazioni politiche della vicenda. Chi vuole si informi come meglio crede.

Per cercare di comprenderne meglio i termini, basterà leggere uno stato Facebook e un tweet.

Il primo, dell’onorevole Paola Concia:

<blockquote>Caro Ministro Tremonti non le sembrerà strana la mia
umana comprensione del suo travaglio personale, non per quello politico,
per quello la mia comprensione è zero. Per quella mia personale umana
empatia le do un modesto consiglio: legga “Alexis” di Marguerite
Yourcenar, la aiuterà e chissà che non riesca a spiegarsi meglio.
</blockquote>
Il secondo, del giornalista Daniele Nardini, di Gay.it:

<blockquote>Tremonti sarebbe gay e se la farebbe con Milanese. Questo
è quello che i giornalisti in tutte le redazioni dicono ma non possono
scrivere.
</blockquote>
Per quel che mi riguarda, oggi andrò a comprare il romanzo della Yourcenar. Per chi non lo sapesse: è la storia di un uomo che confessa alla moglie di doverla lasciare perché omosessuale.
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Messaggio Da Lucy Gordon Ven 29 Lug - 16:29

ma è veramente il faccialibro della Paola? Suspect

se si è ridotta così mi scadrebbe molto Rassegna Stampa - Pagina 36 456612
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Rassegna Stampa - Pagina 36 Empty Re: Rassegna Stampa

Messaggio Da anna Ven 29 Lug - 17:26

sono andata a controllare, non ho trovato nessuna pagina ufficiale di Paola Concia, ma solo una creata da chissà chi, che riporta solamente uno stralcio da wikipedia, quindi fino a prova contraria quel post riportato è falso Rassegna Stampa - Pagina 36 561231

edit

ne ho trovata una che si spaccia per ufficiale, ma non trovo conferme Rassegna Stampa - Pagina 36 1925095818

Rassegna Stampa - Pagina 36 378480 io eviterei il gossip


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Rassegna Stampa - Pagina 36 Empty Re: Rassegna Stampa

Messaggio Da Lucy Gordon Ven 29 Lug - 17:49

anna ha scritto:sono andata a controllare, non ho trovato nessuna pagina ufficiale di Paola Concia, ma solo una creata da chissà chi, che riporta solamente uno stralcio da wikipedia, quindi fino a prova contraria quel post riportato è falso Rassegna Stampa - Pagina 36 561231

edit

ne ho trovata una che si spaccia per ufficiale, ma non trovo conferme Rassegna Stampa - Pagina 36 1925095818

Rassegna Stampa - Pagina 36 378480 io eviterei il gossip


casomai si dice eviterebbi Rassegna Stampa - Pagina 36 900517

Questo il faccialibro ufficiale di Anna Paola Concia:

https://it-it.facebook.com/people/Anna-Paola-Concia/1615973377
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Messaggio Da anna Ven 29 Lug - 18:22

Rassegna Stampa - Pagina 36 79629 è la stessa che ho trovato io

resta il fatto che il tizio sopra dice che non fa considerazioni politiche, quindi gossip è Rassegna Stampa - Pagina 36 633622
Rassegna Stampa - Pagina 36 30341 e la mia opinione su tremonti non può migliorare o peggiorare sapendo se è gay oppure no

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Messaggio Da anna Ven 29 Lug - 19:38

Elezioni in Spagna, anticipate a novembre
Il premier Zapatero fa un passo indietro Il leader socialista, travolto dalla crisi economica, sostiene che "in Spagna c’è bisogno di un governo stabile eletto dalle urne, che si faccia carico di tutto il piano economico e politico del 2012"



Josè Luis Zapatero getta la spugna. Il premier spagnolo ha annunciato elezioni anticipate per il prossimo 20 novembre. Con volto provato, Zapatero ha preso la parola davanti ai giornalisti alla Moncloa, sottolineando che la decisione è stata presa perché in “Spagna c’è bisogno di un governo stabile eletto dalle urne, che si faccia carico di tutto il piano economico e politico del 2012”. Una sconfitta per il leader socialista, travolto da una crisi economica che il suo governo non è riuscito ad arginare. All’annuncio di elezioni anticipate, la borsa ha reagito con un ulteriore segno negativo, indice del livello di sfiducia nel paese che non registra nessun accenno di ripresa. In questo quadro cupo, è solo il Partito Popolare a rallegrarsi. Il suo leader Mariano Rajoy ha indetto rapidamente una conferenza stampa per esprimere la propria soddisfazione: “Abbiamo perso un anno – ha detto – c’era bisogno di un cambiamento per uscire dalla crisi”. Rajoy ha colto l’occasione per partire con la propaganda elettorale assicurando che nel caso di vittoria, il PP non compirà dei tagli del sistema sociale ed eserciterà una politica centrista moderata improntata al dialogo. I conservatori spagnoli nei sondaggi sono attestati in testa nel caso di elezioni anticipate. Un sorpasso che si è già confermato nelle passate elezioni amministrative di maggio.

Il PP ha quindi tallonato senza requie negli ultimi mesi il governo per ottenere una nuova data per le urne. Un passo che Zapatero ha negato fino all’ultimo momento e che ora i media spagnoli non gli perdonano. L’elenco con le sue recenti dichiarazioni vengono riproposte su siti web, radio e televisione. L’ultima in ordine di tempo lo scorso 11 luglio in cui il leader del PSOE, deciso a negare le elezioni anticipate, disse: “Quello che occorre è anticipare la stabilità, la ripresa e la creazione di nuovi posti di lavoro”.

Il premier socialista appare indebolito e molti osservatori sottolineano che le pressioni all’interno del partito perché facesse un passo indietro, erano diventate nelle ultime settimane molto insistenti. Lo conferma il rappresentante di Izquierda Unida, Cayo Lara, che preoccupato per la decisione affrettata di indire le elezioni ha detto che la “credibilità di Zapatero ha fatto acqua nel momento in cui ha ceduto alle pressioni”.

Il premier spagnolo ormai messo all’angolo non correrà nemmeno alla prossima consultazione. Il futuro dei socialisti è nelle mani di Alfredo Perez Rubalcaba, ex ministro dell’interno ed ora candidato ufficiale del PSOE alla Moncloa. Una sfida non facile anche per l’eredità che si trova sul terreno. In Spagna il disincanto nei confronti dei socialisti ha avuto negli ultimi quattro anni un crescendo da vertigine. Oltre ad una crisi economica vorace, si sono sommati dei tagli indiscriminati ai servizi sociali. Nel panorama politico ha trionfato nei paesi baschi Bildu, il partito della sinistra indipendentista abertzale tanto osteggiato dal PSOE. Il partito ha perso il suo leader, che ha annunciato la propria rinuncia al terzo mandato.

E’ in questo clima che nel paese ha fatto irruzione il movimento 15-M degli Indignados: migliaia di persone anti-sistema, impegnati a chiedere un nuovo modello politico, in cui il cittadino possa partecipare e incidere sulle decisioni prese dai vertici. Un movimento che ha raccolto un sentimento di indignazione diffuso in tutta la Spagna e che il governo Zapatero non ha saputo cogliere. Gli spagnoli stanchi del bipartitismo, della corruzione, della disoccupazione, dei tagli al sistema sociale e della voracità dei mercati, non hanno trovato un interlocutore. Era forse l’ultima chance per Josè Luis Zapatero: ascoltare la voce di una corrente di pensiero che, secondo i sondaggi ha raccolto la simpatia dell’80% della popolazione.
ilfatoquotidiano

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