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Messaggio Da anna Sab 2 Nov - 19:26

Baby squillo, trovata la lista dei clienti vip
Imprenditori, notai e commercialisti nel mirino
Saranno indagati per violenza sessuale. Insospettabili professionisti anche da altre città per gli incontri nella casa ai Parioli


Imprenditori, notai, commercialisti. Nella lista dei clienti delle Lolite dei Parioli è finita la "crema" della Roma bene. Professioni e personaggi insospettabili, i cui nomi al momento sono top secret. Erano disposti a pagare anche duemila euro per trascorrere una giornata intera con le ragazzine. Ed è davvero difficile credere che, malgrado l'avvenenza delle adolescenti, a nessuno sia mai venuto il dubbio che non avessero raggiunto la maggiore età. Al contrario, forse erano proprio quei giovanissimi corpi l'incentivo a pagare fior di quattrini pur di levarsi sfizi e perversioni.

Solo che ora i facoltosi uomini d'affari rischiano davvero grosso: non soltanto favoreggiamento della prostituzione minorile ma anche violenza sessuale su minore di 16 anni. Oltre ai cinque clienti già indagati e ai cinque aguzzini arrestati che gestivano il business delle quindicenni, dunque nuovi nomi finiranno nel registro degli indagati. Perché il giro messo in piedi e scoperto dai militari era davvero molto molto grosso. I carabinieri del nucleo investigativo di via In Selci, su disposizione del procuratore aggiunto Maria Monteleone, stanno passando al setaccio i telefonini delle ragazzine e dei loro sfruttatori e associando numero a nominativo. Molti li hanno già trovati, altri sono ancora da decifrare. Che la clientela fosse di livello lo dimostra anche il prezzario: dalle intercettazioni contenute nell'ordinanza firmata dal gip Maddalena Cipriani emergono cifre enormi. "Prestazioni a costi di circa 1000/2000 euro per l'intera giornata", 300 euro per un rapporto orale, cinquecento euro per un'ora con entrambe le adolescenti, "150/120 solo con una", prezzo che lievitava se l'incontro avveniva senza l'uso del profilattico. E poi viaggi all'estero - uno di questi era Cannes - di settimane full optional: 1000 euro al giorno a ragazzina più vitto e alloggio. E sul prezzo non si transigeva.
"Se vi volete divertire - dice al telefono Nunzio Pizzicalla, ora in carcere, a un cliente - le cifre sono quelle: mille a persona più le spese di viaggio. Tu già inizi a fà duemila e cinque più que... compreso... cioè non ci siamo proprio. O mi vuoi fare perdere tempo o dimmi tu". Il facoltoso "Paolo" dall'altro capo del filo, lo rassicura dicendo che ha sentito gli altri e che "no no... va bene come mi avevi detto tu". La conversazione prosegue: Paolo porterà altre due persone. Tremila euro al giorno in totale, dunque. Poi salta fuori un quarto invitato. "Quindi siete in quattro non in tre", ribatte Pizzacalla. "Ma aspetta... quattro... lui (il quarto, ndr) vuole solo una cosa orale". E per un rapporto orale mille sono troppi, a detta di Paolo. Pizzicalla perde la pazienza: "Guarda se non paga mille è inutile che viene: cioè o è una gang con tre persone o con quattro, cioè non è che tre più uno che si accontenta". Raggiunto l'accordo non resta che ribadire le modalità di pagamento: "Allora fai il pagamento del biglietto aereo e poi il resto ce lo dai in contanti appena arriviamo". Non solo Roma però: i facoltosi clienti arrivano anche da Bologna, Milano, Firenze pur di trascorrere un'ora con le Lolite dei Parioli.

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L’unico approccio umano alla guerra è l’abolizione, com’è successo con la schiavitù. Gino Strada

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Messaggio Da anna Dom 3 Nov - 14:15

La figlia di Mubarak
Quando Anna Maria Cancellieri diventò ministro dell’Interno, poi fu candidata al Quirinale, infine divenne ministro della Giustizia, il Fatto – come sempre – segnalò i suoi potenziali conflitti d’interessi familiari legati alla vecchia amicizia con la famiglia Ligresti, cliente da tempo immemorabile di procure, tribunali e patrie galere; e al ruolo del figlio Piergiorgio Peluso, alto dirigente prima di Unicredit, poi di Fonsai, infine di Telecom. In particolare ci occupammo della tragicommedia dei “braccialetti elettronici” per controllare i detenuti in libertà, un appalto di sette anni per centinaia di milioni rinnovato dal Viminale sotto la Cancellieri alla Telecom in cui andò a lavorare il pargolo. Ma la parola conflitto d’interessi, dopo vent’anni di mitridatizzazione berlusconiana, suscita noia, fastidio, sbadigli. E morta lì. Ora il conflitto d’interessi, da potenziale, diventa effettivo, concreto, reale: la ministra della Giustizia Cancellieri, amica dei Ligresti, telefona alla compagna di Salvatore Ligresti, Gabriella Fragni, appena arrestato per gravissimi reati finanziari insieme alle due figlie e a vari manager, per darle la sua solidarietà contro un provvedimento della magistratura che definisce “la fine del mondo”, “sono veramente dispiaciuta”, “c’è modo e modo”, “non è giusto”, “qualsiasi cosa io possa fare conta su di me”. Insomma, si mette a disposizione. Ma non abbastanza per i gusti della Fragni, che si sfoga con la figlia: “Gli ho detto: ma non ti vergogni di farti vedere adesso? Tu sei lì perché ti ci ha messo questa persona… Ecco, capito? ‘Ah, son dispiaciuta’… No, non si è dispiaciuti! Sono stati capaci di mangiare tutti”. Fra questi anche il rampollo Peluso. Almeno secondo Giulia Ligresti, che prima dell’arresto lo accusava di aver “distrutto la compagnia” nei pochi mesi di permanenza ai vertici di Fonsai: solo che “invece di chiedergli i danni”, “in consiglio nessuno ha fiatato” quando si decise di liquidarlo con 3,6 milioni (lei dice addirittura 5) di buonuscita dopo appena un anno, “approvato all’unanimità, che se fosse stato il nome di qualcun altro…”. Resta da capire chi sia “la persona” che “ha messo lì” la ministra. Chi siano i “tutti” che hanno “mangiato”. E in che senso il “nome” di Peluso gli abbia garantito tutti quei milioni. Basterebbe questo per consigliare alla ministra di andarsene. Ma c’è molto di più, perché il 17 agosto, quando la richiesta di scarcerazione di Giulia Ligresti per motivi di salute (anoressia e rifiuto del cibo) viene inizialmente rigettata dal gip di Torino, la Fragni chiama il quasi-cognato Nino perché mobiliti “quella nostra amica”. Che è la ministra della Giustizia. Lui la chiama, lei risponde. Poi telefona ai vicedirettori delle carceri, Cascini e Pagano, perché intervengano. Infine avverte via sms Nino Ligresti: “Ho fatto la segnalazione”. La scena ricorda parecchio le telefonate di B. da Parigi alla Questura di Milano per far liberare Ruby, appena fermata per furto, e affidarla a Nicole Minetti. E le chiamate di Nicola Mancino al consigliere di Napolitano, Loris D’Ambrosio, per influenzare o spostare l’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia. Ma stavolta – diversamente dai funzionari della Questura e dal duo D’Ambrosio-Napolitano – Cascini e Pagano rispondono che non si può fare niente, se non affidarsi alle normali procedure giudiziarie. E stoppano sul nascere le pressioni della ministra, che per questo unico motivo non giungeranno mai sul tavolo dei magistrati di Torino. I quali decideranno autonomamente di scarcerare Giulia Ligresti per motivi di salute, come prevede la legge, dopo il suo patteggiamento, mentre tengono tuttora in carcere la sorella Jonella, che non è malata e non ha patteggiato: la prova che nessun favoritismo è stato fatto dalla Procura e dal gip ai Ligresti amici della ministra. La quale, due giorni dopo l’uscita della notizia, ancora finge di non cogliere lo scandalo e dice di aver fatto “il mio dovere” a scopo “umanitario”.

Ma il dovere di un ministro, quando riceve una segnalazione, è quello di dirottare il segnalatore alle autorità competenti: che, essendo la legge uguale per tutti, non sono l’amica ministra, ma i giudici attraverso gli avvocati difensori. Che queste cose finga di non capirle la signora Cancellieri è comprensibile: difende la poltrona e, se ci riesce, la reputazione. Ma che non le capiscano i politici, almeno quelli del Pd che giudicano un abuso di potere le telefonate di B. per Ruby, è sconcertante. Pigolano “richieste di chiarimenti” e balbettano giaculatorie sulla “trasparenza”, come se la lettura delle intercettazioni non fosse abbastanza chiara e trasparente. Si trincerano dietro il fatto che la Cancellieri non è indagata (e chi se ne frega: oltre alla responsabilità penale, c’è anche quella politica e morale). Sventolano il comunicato della Procura di Torino che nega di aver subito pressioni dalla ministra: ma non perché non ci siano state, bensì soltanto perché furono stoppate prima. Finirà che, per salvare la madrina della figlia di Ligresti, crederanno pure al padrino della nipote di Mubarak.
Da Il Fatto Quotidiano del 02/11/2013. Marco travaglio 

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Messaggio Da anna Mer 6 Nov - 12:48

Bill De Blasio, il nuovo sindaco di New York Rassegna Stampa - Pagina 15 378480 
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Messaggio Da anna Sab 9 Nov - 15:11

Satellite Goce sta cadendo sulla Terra. “Non esclusi rischi anche per l’Italia”
Non è possibile prevedere dove e quando arriveranno i 40-50 frammenti della "Ferrari dello spazio" dopo l'impatto con l'atmosfera. La Protezione Civile: "Restate in casa durante gli orari previsti"


Non è possibile prevedere quando e dove cadranno sulla Terra i frammenti del satellite europeo Goce e di conseguenza non si può escludere il rischio che alcuni di essi possano cadere in Italia. Lo afferma in una nota la Protezione civile, che fa parte del gruppo costituito per monitorare la situazione e composto da Agenzia Spaziale Italiana, Dipartimento dei Vigili del Fuoco, Enav, Enac, Ispra, Comando Operativo Interforze e del Friuli Venezia Giulia in rappresentanza di tutte le Regioni. “Quando e dove gli eventuali frammenti del satellite cadranno sulla terra non può ancora essere previsto. Al momento, all’interno dell’arco temporale che va dalla sera di oggi alla tarda mattinata dell’11, non è ancora possibile escludere la remota possibilità che uno o più frammenti del satellite possano cadere sul nostro territorio”, rileva in una nota la protezione civile.

Al momento, secondo la Protezione civile, sono tre le finestre di interesse per l’Italia: “Dalle 8.26 alle 9.06 di domenica 10 novembre, coinvolgendo potenzialmente il centro nord (Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Emilia-Romagna, Toscana, Sardegna); dalle 19.44 alle 20.24 sempre di domenica interessando potenzialmente i territori del nord ovest e in particolare Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria e Sardegna; dalle 7.48 alle 8.28 di lunedì 11 novembre, periodo per il quale non sono ancora disponibili informazioni”.

Pur considerando l’elevata incertezza della situazione e la rarità di eventi di questo tipo, la Protezione civile ritiene “poco probabile che i frammenti causino il crollo di strutture: per questo sono da scegliere luoghi chiusi”. Rileva inoltre che “i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici” e infine che “all’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono i vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi)”.

L’impatto con l’atmosfera è previsto dunque tra domenica 10 e lunedì 11 novembre. Il satellite europeo Goce è giunto alla fine della sua missione il 21 ottobre scorso, dopo aver ottenuto la prima mappa della gravità terrestre. La “Ferrari dello spazio”, come viene chiamato questo satellite dalla forma aerodinamica e pesante una tonnellata, sta percorrendo l’ultimo tratto della sua corsa in modo incontrollato e ruotando su se stesso, al punto che – appunto – al momento non è possibile stabilire né quando né dove i suoi frammenti potranno cadere. “Stiamo comunque parlando di un rischio molto piccolo”, ha detto all’Ansa il responsabile della missione dell’Agenzia Spaziale Europea, Rune Floberghagen. “Seguiamo la situazione istante per istante e in coordinamento con altre agenzie spaziali, in modo di avere informazioni sempre più precise sul rientro”, ha aggiunto. Dopo la missione Isee-2 del 1987, quello di Goce è il primo rientro incontrollato di un satellite europeo da 25 anni.

Secondo i più recenti dati disponibili, dell’8 novembre, il satellite si trova a quota 170 chilometri e l’impatto con l’atmosfera è previsto ad una quota di circa 80 chilometri. In quel momento il satellite dovrebbe andare in frantumi, la maggior parte dei quali bruceranno nell’impatto. Si ritiene che i frammenti diretti verso la Terra saranno pari a circa il 20% della massa del satellite, per un totale di 40 o 50 frammenti del peso complessivo compreso fra 200 e 250 chilogrammi.

fonte

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Messaggio Da anna Mar 12 Nov - 11:10

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Messaggio Da ubik Mar 12 Nov - 21:21

bisogna pure andare a Trento? Suspect

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Fu così che Olo arrivò a conoscere se stesso; e come quei pochi uomini che lo avevano fatto prima di lui, arrivato in cima a questo pinnacolo di conoscenza si trovò ai piedi di una montagna. T. Sturgeon
Avevano parlato, poco, ma quanto bastava per scegliersi. Ci sono parole come le conchiglie, semplici ma con il mare intero dentro. A. D’Avenia
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Messaggio Da ubik Mar 12 Nov - 22:46

Rassegna Stampa - Pagina 15 1471320_396782337090950_953524918_n Rassegna Stampa - Pagina 15 561231 

percepirsi in superiorità numerica dentro un rapporto a due Rassegna Stampa - Pagina 15 633622

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Messaggio Da anna Gio 14 Nov - 12:16

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Messaggio Da miki Lun 18 Nov - 21:38

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Messaggio Da ubik Lun 18 Nov - 23:34

LE 10 REGOLE PER IL CONTROLLO SOCIALE
 
di Noam Chomsky
L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche.

1 – La strategia della distrazione. L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per evitare l’interesse del pubblico verso le conoscenze essenziali nel campo della scienza, dell’economia, della psicologia, della neurobiologia e della cibernetica. “Sviare l’attenzione del pubblico dai veri problemi sociali, tenerla imprigionata da temi senza vera importanza. Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

2 – Creare il problema e poi offrire la soluzione. Questo metodo è anche chiamato “problema – reazione – soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” che produrrà una determinata reazione nel pubblico in modo che sia questa la ragione delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, oppure organizzare attentati sanguinosi per fare in modo che sia il pubblico a pretendere le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito delle libertà. Oppure: creare una crisi economica per far accettare come male necessario la diminuzione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3 – La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, col contagocce, per un po’ di anni consecutivi. Questo è il modo in cui condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte negli anni ‘80 e ‘90: uno Stato al minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione di massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.

4 – La strategia del differire. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria” guadagnando in quel momento il consenso della gente per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro di quello immediato. Per prima cosa, perché lo sforzo non deve essere fatto immediatamente. Secondo, perché la gente, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. In questo modo si dà più tempo alla gente di abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo con rassegnazione quando arriverà il momento.

5 – Rivolgersi alla gente come a dei bambini. La maggior parte della pubblicità diretta al grande pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, spesso con voce flebile, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente. Quanto più si cerca di ingannare lo spettatore, tanto più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se questa avesse 12 anni o meno, allora, a causa della suggestionabilità, questa probabilmente tenderà ad una risposta o ad una reazione priva di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedi “Armi silenziose per guerre tranquille”).

6 – Usare l’aspetto emozionale molto più della riflessione. Sfruttare l’emotività è una tecnica classica per provocare un corto circuito dell’analisi razionale e, infine, del senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del tono emotivo permette di aprire la porta verso l’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o per indurre comportamenti…

7 – Mantenere la gente nell’ignoranza e nella mediocrità. Far si che la gente sia incapace di comprendere le tecniche ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza creata dall’ignoranza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare da parte delle inferiori” (vedi “Armi silenziose per guerre tranquille”).

8 – Stimolare il pubblico ad essere favorevole alla mediocrità. Spingere il pubblico a ritenere che sia di moda essere stupidi, volgari e ignoranti…

9 – Rafforzare il senso di colpa. Far credere all’individuo di essere esclusivamente lui il responsabile della proprie disgrazie a causa di insufficiente intelligenza, capacità o sforzo. In tal modo, anziché ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e si sente in colpa, cosa che crea a sua volta uno stato di repressione di cui uno degli effetti è l’inibizione ad agire. E senza azione non c’è rivoluzione!

10 – Conoscere la gente meglio di quanto essa si conosca. Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno creato un crescente divario tra le conoscenze della gente e quelle di cui dispongono e che utilizzano le élites dominanti. Grazie alla biologia, alla neurobiologia e alla psicologia applicata, il “sistema” ha potuto fruire di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia fisicamente che psichicamente. Il sistema è riuscito a conoscere l’individuo comune molto meglio di quanto egli conosca sé stesso. Ciò comporta che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un più ampio controllo ed un maggior potere sulla gente, ben maggiore di quello che la gente esercita su sé stessa.”

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Messaggio Da anna Mar 19 Nov - 11:41

Rassegna Stampa - Pagina 15 1472767_542289385860637_1579510841_n

Una parte dell'acqua verrà messa da parte per gli incendi estivi.
Chiedo scusa, ma questo mi sembra più serio di tanti articoli e dichiarazioni vuote che leggo. Cambiano i luoghi, ma i discorsi sono sempre quelli.

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Messaggio Da anna Mer 20 Nov - 19:21

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Lo stupore nei miei occhi, il telefono squillò
Mi sorprese la notizia la Ligresti no lei no!
Poi un paio di chiamate, “a disposizione” e così
è durata troppo a lungo quella conversazion...

Se telefonando io potessi scarcerarti
ti chiamerei
Se io ripensando ad i quattrini per mio figlio
ti aiuterei
Se guardandoti negli occhi io dicessi “non è giusto”
lo rifarei
Ma non so lasciare questo governo appena nato e già fini-i-to!

(Alessandro Di Battista)

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"L'arma più potente nelle mani degli oppressori è la mente degli oppressi". Steven Biko: 


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L’unico approccio umano alla guerra è l’abolizione, com’è successo con la schiavitù. Gino Strada

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Messaggio Da anna Gio 21 Nov - 16:42

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Messaggio Da picpiera Lun 25 Nov - 19:38

Il panettone per il magnate russo
ottantamila euro in oro e diamanti

E' l'opera unica di un pasticciere di Carmagnola, Dario Hartvig: "Ho conosciuto il miliardario a una cena sul suo yacht grazie a un amico comune, gli ho preparato un tiramisù ed è rimasto entusiasta". Da lì è nata l'idea del dolce natalizio tempestato di pietre preziose

Il panettone per il magnate russo ottantamila euro in oro e diamantiIl  Un panettone da 80mila euro: no, non avete letto male, non ci sono zero in più. Il panettone di cui si parla esiste davvero, lo ha preparato un pasticcere di Carmagnola per un magnate russo. E non ha niente di speciale: nel suo impasto ci sono farina, uova, latte, zucchero insaporiti da uvetta e canditi. O magari da eretici marron glacé, visto che lo si produce in Piemonte. La forma è la stessa, a cupola, e anche le dimensioni sono quelle solite. A fare la differenza però è ciò che ricopre la pasta: è letteralmente foderato di foglie d’oro alimentare (e fin qui nulla di pazzesco, il loro uso nelle cucina di alto livello è abbastanza comune). Soprattutto, alla base, ha una sorta di corona di piccoli diamanti (si, diamanti veri) che si presume non verranno inghiottiti ma diventeranno poi proprietà dei fortunati che potranno gustare una fetta di questo panettone da gioielleria.

Il nome di chi ha voluto questa follia non è noto. Lo è invece quello dell’autore, il pasticcieregioielliere. Si chiama Dario Hartvig, ha 40 anni e da un quindicennio è proprietario di una bottega di livello, la Pasticceria del Borgo, a Carmagnola. Sito internet, profilo facebook, attività come giramondo, «faccio aperture di locali per clienti un po’ ovunque, in Francia, Spagna, in Australia e a Dubai» spiega. Poi racconta la storia del panettone milionario, e sembra quasi di ascoltare una fiaba moderna, o forse di ascoltare una storia a metà tra una fiaba e quelle vicende da rivista di gossip che sembrano incredibili e spesso lo sono. Questa però è vera. «Vado in vacanza in Sardegna, a Palau  spiega Dario  e lì, quest’estate, un mio amico è entrato in contatto per lavoro con questo miliardario russo. Me lo ha fatto conoscere e quello ci ha invitato sul suo yacht per una cena. Quando ha saputo che ero un pasticciere mi ha chiesto di preparargli un dolce. Io ho fatto un tiramisù un po’ particolare. Gli è piaciuto da matti».

Da cosa nasce cosa. L’“oligarca” russo ha rivelato di avere l’abitudine di fare grandi feste in occasione del Natale e ha chiesto ad Hartvig se potesse preparagli qualcosa. «Io  racconta il pasticciere  da qualche anno faccio già dei panettoni particolari, ricoperti appunto con le foglie d’oro e con un “collare” di cristalli di Swarovski che mi faccio confezionare da un amico gioielliere». E quanto costano? «Sugli 800 euro, ma sono cari anche perché confezionati in contenitori particolari, molto costosi. Hanno un mercato che è quello del lusso, adesso li sto esponendo a Montecarlo. Quest’anno ne


ho già venduti una decina». Al russo l’idea del panettone d’oro è piaciuta. Molto: «Mi ha chiesto subito di preparagliene uno per Natale. Solo che ha trovato cheap quei cristalli. “Ti mando io qualcos’altro”, ha detto. Piccoli diamanti, appunto, per una valore di circa 80mila euro». E così il panettone più caro di sempre, simile più alla corona di uno zar che a un dolce milanese, è partito per la Russia.
http://torino.repubblica.it/cronaca/2013/11/24/news/il_panettone_per_il_magnate_russo_ottantamila_euro_in_oro_e_diamanti-71773614/
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Messaggio Da ubik Mer 27 Nov - 22:28

Berlusconi è fuori dal Parlamento

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Le idee sono simili a pesci. Se vuoi prendere un pesce piccolo, puoi restare nell'acqua bassa. Se vuoi prendere il pesce grosso, devi scendere in acque profonde. D. Lynch
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Fu così che Olo arrivò a conoscere se stesso; e come quei pochi uomini che lo avevano fatto prima di lui, arrivato in cima a questo pinnacolo di conoscenza si trovò ai piedi di una montagna. T. Sturgeon
Avevano parlato, poco, ma quanto bastava per scegliersi. Ci sono parole come le conchiglie, semplici ma con il mare intero dentro. A. D’Avenia
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