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Uomini e donne ai margini. Storie di poco conto.

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Messaggio Da Lucy Gordon Dom 4 Mar - 21:09

anna ha scritto:e lo chiamano amore...

io mi pongo una domanda: si può parlare di follia di fronte a crimini così diffusi?

brava Anna, qui sta la questione.
L'uomo si sente deufradato di una cosa di sua proprietà . Perciò nell'impossibilità di riaverla annulla quella cosa in modo che nessuno la possieda.

Il possesso di una vita è mai possibile che questi uomini reputino la donna come una cosa?
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Messaggio Da Lucy Gordon Lun 5 Mar - 11:54

Verona, strangola la moglie con un foulard poi si costituisce dai carabinieri


Dramma della gelosia a Mozzecane in provincia di Verona. Un uomo di 56 anni ha strangolato la moglie, di 51, con un foulard sorprendendola in camera da letto nella loro casa di Mozzecane, tra Verona e Mantova, durante l'ennesimo litigio e poi è andato a costituirsi ai carabinieri. L'omicida impiegato in una concessionaria d'auto e la vittima, come indica il quotidiano l'Arena, era impiegata in una ditta di abbigliamento. All'origine del gesto ci sarebbero motivi di gelosia.
Secondo le prime ricostruzioni tutto sarebbe avvenuto all'improvviso, dopo una giornata relativamente tranquilla. La coppia, come ha riferito il parroco don Pietro Salvetti, si era recata a messa alla mattina assieme al figlio. Una vita tranquilla di persone benestanti appena rientrate da uno dei tanti viaggi a cui si dedicavano, questa volta in Kenya, ma con la minaccia a orologeria della gelosia dell'uomo, innescata probabilmente, secondo gli inquirenti, da alcuni sms trovati nel telefono della moglie. La coppia occupava un appartamento di una quadrifamiliare mentre, nelle rimanenti abitazioni, risiedono altri parenti. Tra le prime testimonianze raccolte dai carabinieri quella della sorella di lei, che avrebbe riferito di aver udito, attraverso le pareti sottili della villetta una forte discussione prima che sulla vicenda calasse un sinistro silenzio. Raggiunto in caserma dal pm Giulia Labia l'uomo è stato interrogato: il magistrato ne ha quindi disposto la custodia in carcere.

05 marzo 2012


http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/12/03/05/strangola_moglie_verona.html


Il massacro continua quotidianamente. Uomini e donne ai margini. Storie di poco conto. - Pagina 10 16239
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Messaggio Da anna Lun 5 Mar - 13:03

io continuo a restare perplessa quando leggo queste notizie per l'uso delle parole: amore, gelosia ecc
è un grave problema, un'emergenza sociale,ma a parte rari casi viene tutto trattato come la solita cronaca nera su cui fare plastici e indagini voyeristiche

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Messaggio Da anna Lun 5 Mar - 16:04

Va di moda uccidere le donne

Di solito a botte o a coltellate, quasi sempre per mano di mariti, fidanzati o ex. In Italia c'è una vittima ogni tre giorni, e va sempre peggio. Ecco i numeri e il videoreportage su un fenomeno di cui si parla troppo poco


Domenica un uomo ha ammazzato la moglie a Verona. Sabato notte una strage di gelosia a Brescia. Solo gli ultimi episodi di una tragedia cronica del nostro Paese. Dove ogni tre giorni avviene un 'femminicidio'. Quasi sempre opera di mariti, fidanzati o ex

Se Laura sappia o meno che l'omicidio è la causa principale di morte per le donne, non glielo leggi in faccia. Quello che vedi chiaramente invece, mentre racconta l'incubo di quasi dieci anni di violenze subite da parte del marito, è il sollievo per esserne uscita. Perché, alla fine, quel che resta non sono le botte, ma la consapevolezza di essersi ripresi la propria vita.

Certo, c'è pure la paura che l'epilogo della storia potesse essere diverso, come è stato per Stefania Noce, attivista 24enne di "Se Non Ora Quando" di Catania, accoltellata dal fidanzato che non si rassegnava ad essere ex. Anche per Maura Carta le cose sono andate diversamente, presa a pugni fino ad essere uccisa dal figlio schizofrenico, una delle 19 vittime dall'inizio dell'anno al 15 febbraio.

E se i numeri sono questi, non c'è da aspettarsi niente di buono per il 2012, "considerando anche il fatto – sottolinea Cristina Karadole dell'associazione Casa Delle Donne Per Non Subire Violenza - che è dal 2006 che l'elenco dei femicidi aumenta costantemente, superando la media di 120 l'anno".

Omicidi che lasciano la scia di storie tutte diverse tra loro, eppure tutte uguali: violenze fisiche e psicologiche come copione fisso di una vita, che vorrebbero rimettere in riga la donna che ha osato troppo. "E' così che succede – spiega Laura -, ti spengono poco a poco: prima ti fanno sentire una nullità, ti umiliano anche davanti agli altri, ti privano del tuo stipendio. Poi arrivano i cazzotti, e ti illudi che quella sia l'ultima volta". E non sarà un caso - fanno notare le associazioni femminili - se la maggiore concentrazione di violenze hanno luogo nel più emancipato nord Italia.

A proposito di associazioni, è grazie a loro se si ha un'idea di quanti omicidi di donne avvengano, perché di dati ufficiali dalla Questura non ce ne sono, tanto per dare la misura di quanto sia considerato il problema. E' grazie al loro lavoro, per esempio, che si sa che delle 127 donne che hanno perso la vita nel 2010, 114 sono state uccise da membri della famiglia, di cui 68 erano partner della vittima, mentre 29 ex partner. Il che ha delle conseguenze sorprendenti riguardo alcuni luoghi comuni sulle violenze: intanto che avvengono per lo più dentro casa, e non per strada.

E visto il ruolo prezioso che ricoprono associazioni come "La Casa Delle Donne Per Non Subire Violenza" di Bologna, o le romane "Be Free" e "Differenza Donna", che sono i primi luoghi di assistenza a cui si rivolgono le vittime di maltrattamenti (attraverso i Centri Antiviolenza), si sarebbe portati a pensare che i finanziamenti pubblici trovino sempre la strada per arrivare nelle loro casse. Naturalmente non è così. "Negli ultimi tre anni e mezzo - chiarisce l'on. Rosa Calipari - sono stati tagliati i fondi ai Centri Antiviolenza, salvo poi essere rimessi al loro posto in extremis due giorni prima che cadesse il governo Berlusconi", con 18 milioni di euro ricomparsi all'improvviso dal cilindro dell'ex ministro Mara Carfagna. E nel frattempo diversi centri hanno dovuto chiudere i battenti, mentre altri si sono dovuti affidare alla buona sorte sperando in donazioni private.

Circostanza quest'ultima che, chissà, potrebbe aver influenzato in qualche modo l'Europa nel giudicare negativamente la condizione femminile in Italia. Ma forse c'entra anche il fatto che, come racconta l'on. Calipari, "il nostro Paese è l'unico non solo a non firmare la convenzione europea che riguarda la battaglia contro la violenza sulle donne, ma anche l'unico a non partecipare in assoluto ai lavori di preparazione della convenzione".

E quello che è evidente in grande, lo è ancora di più se si analizzano in dettaglio le parti: "Abbiamo il problema", spiega la Calipari, "di dover formare chi interviene in queste storie di maltrattamenti, quindi gli assistenti sociali, le forze dell'ordine, i magistrati, per affrontare in maniera diversa la violenza di genere". Perché succede che i casi di violenze non vengano neanche riconosciuti come tali quando si presentano, o che il poliziotto di turno faccia firmare un verbale con la versione edulcorata di ciò che è accaduto realmente dentro le mura domestiche. E conclude: "Quello di questo Paese è un problema culturale, prima di tutto".

espresso

aprendo il link si possono vedere pure dei video (cosa che io spero di fare più tardi)


"Abbiamo il problema", spiega la Calipari, "di dover formare chi interviene in queste storie di maltrattamenti, quindi gli assistenti sociali, le forze dell'ordine, i magistrati, per affrontare in maniera diversa la violenza di genere". Perché succede che i casi di violenze non vengano neanche riconosciuti come tali quando si presentano, o che il poliziotto di turno faccia firmare un verbale con la versione edulcorata di ciò che è accaduto realmente dentro le mura domestiche. E conclude: "Quello di questo Paese è un problema culturale, prima di tutto"

alle categorie da formare aggiungerei pure i giornalisti
ma non si arriverà a niente se non si affronterà il problema culturale e non possiamo farlo solo noi donne ci vuole l'aiuto della parte sana del genere maschile

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Messaggio Da Lucy Gordon Lun 5 Mar - 17:06

Leggendo fra i commenti all'articolo dell'Espresso riportato da Anna, ho trovato questo commento:


I dati Istat e dell'associazione matrimonialisti Italiani dicono che 4 milioni sono i papà separati, 800mila gli indigenti che vivono nelle caritas e x strada.....con tutti questi uomini violentati dalle donne e dalle istituzioni, compreso Tv e giornali che invece di fare informazione, fanno FORMAZIONE...se vengono uccise solo 120 donne ogni anno, vuol dire che gli uomini, NON SONO violenti......Oramai la violenza sugli uomini è talmente "normale" ed istituzionalizzata che le case delle donne ci giocano anche sù......OMICIDI di Stato vengono perpretati tutti i giorni nei confronti degli uomini.---Come disse Il Vice Presidente del CSM Nicola Mancino:-" Nei tribunali Italiani vengono perseguitate le reazioni e non le cause che le hanno generate".

Inviato da WCWCWCWC il 21 febbraio 2012 alle 17:41


Ultima modifica di Lucy Gordon il Lun 5 Mar - 17:32 - modificato 1 volta.
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Messaggio Da anna Lun 5 Mar - 17:29

avevo letto e ho ancora la pelle d'oca per quel vengono uccise solo 120 donne ogni anno il signore fa un po' di confusione e mette sullo stesso piano due problemi differenti
conosco molto bene il problema separazione e non sottovaluto la condizione di molti mariti separati Uomini e donne ai margini. Storie di poco conto. - Pagina 10 378480 anche se avrei molteplici motivi per essere arrabbiata quanto lui, ma questo non c'entra e non può giustificare la violenza e l'omicidio che comunque hanno radici e cause diverse
una cosa però ho capito da tempo che ci sono molti uomini e molte donne che a causa dei loro problemi sono arrabbiati con l'intero altro genere e questo non porta a niente di costruttivo
la nostra società deve fare i conti con un grande problema culturale ed educativo, dobbiamo rimboccarci le maniche e collaborare

Spoiler:
Lucy credo sia meglio editare il nome del signore

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Messaggio Da Lucy Gordon Lun 5 Mar - 17:34


Spoiler:
fatto


L'Onu: in Italia ormai è "femminicidio"



Rashida Manjoo, responsabile per la violenza contro le donne, usa un termine nato per descrivere gli eccidi in Messico. Ogni tre giorni in Italia una donna viene uccisa per mano del proprio partner.


Alla vigilia dell’8 marzo l’Italia farebbe bene a interrogarsi. Ma davvero siamo un Paese che perseguita
la donna? Il dipartimento delle Pari opportunità ha addirittura pensato di istituire la figura di un
avvocato specializzato nella sua difesa. E Rashida Manjoo, la relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla
violenza contro le donne, ha appena parlato di femminicidio: «È la prima causa di morte in Italia per le
donne tra i 16 e i 44 anni». Femminicidio è un neologismo ed è una brutta parola: significa la
distruzione fisica, psicologica, economica, istituzionale della donna in quanto tale. Wikipedia scrive
che «avviene per fattori esclusivamente culturali: il considerare la donna una res propria può far sentire
l’aguzzino legittimato a decidere sulla sua vita».

il resto qui:

http://www.iodonna.it/iodonna/guardo/12_a_violenza-donne-italia.shtml
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Messaggio Da anna Lun 5 Mar - 17:47

Lucy Gordon ha scritto:
Wikipedia scrive
che «avviene per fattori esclusivamente culturali: il considerare la donna una res propria può far sentire
l’aguzzino legittimato a decidere sulla sua vita».

io mi chiedo che fine abbiano fatto anni di lotte e lo chiedo a chi come me è donna e madre perchè, ammettiamolo, per quanto i padri possano essere buoni padri, dare il buon esempio, quel che saranno i nostri figli (soprattutto i maschi) dipende in buona parte da noi
poi c'è la scuola che ha perso il suo ruolo educativo e di formazione, lo Stato che ammazza il welfare e non sostiene chi non ha le capacità e i mezzi, un paese in queste condizioni è destinato a regredire sempre più

grazie Lucy Uomini e donne ai margini. Storie di poco conto. - Pagina 10 46531

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Messaggio Da anna Mar 6 Mar - 9:37

lo metto qui perchè mi sembra un buon inizio per parlare dell'8 marzo


Libera donna in libero Stato

Cercavo uno spunto per parlare dell’Ottomarzo senza farvi cascare troppo le braccia, quando mi sono imbattuto nell’intervista a una delle donne più famose del mondo, l’icona musicale Lady Gaga. Ha raccontato di essere stata vittima dei bulli durante il liceo: esclusa dalle feste, ignorata dai ragazzi e derisa dalle amiche, che una volta la gettarono persino nel bidone della spazzatura. Ho finalmente capito perché questa diva, appesa sui muri delle stanze di metà degli adolescenti del pianeta, continua a vivere in maschera e a mostrare uno sguardo sfuggente.

I problemi non si risolvono, si superano. Lady Gaga dev’essersi inerpicata sui suoi problemi per tentare di oltrepassarli, costruendo un personaggio che le ha dato fama e ricchezza, ma probabilmente non l’unica libertà che conta: quella di essere se stessa. Tornando ai comuni mortali (i divi servono a questo, a fornirci un pretesto per parlare di noi), non credo che oggi le donne siano chiamate a scegliere fra il modello Fornero e il modello Belen, ma fra un modello maschile e uno femminile. Molte di loro, per vedersi riconosciuto un ruolo in questa società, tendono a comportarsi come maschi. Ma non essendolo, si nascondono da se stesse, infelici e smarrite. La vera festa della donna è il coraggio di essere donna e di imporsi come tale ogni giorno, infischiandosene del giudizio. Sostiene «non del tutto a torto» (ormai parlo come Monti, scusate) una mia cara amica: il mondo avido e violento di voi maschi etero ha miseramente fallito, ora tocca a noi donne e ai gay costruirne uno più umano

Massimo Gramellini

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Messaggio Da anna Mer 7 Mar - 22:05

La famiglia uccide
più della mafia


Morire per «amore». Sono sempre di più le donne uccise da uomini: 127 nel 2010, 137 nel 2011 e oltre 37 negli ultimi due mesi. Una strage negata, più grande degli omicidi di criminalità

Tante, troppe, le donne uccise «in quanto donne» in Italia. Una strage che si consuma per lo più dopo mesi di liti e violenze dentro le mura domestiche e che spesso vede protagonisti uomini che non accettano di essere lasciati. Le donne uccise da uomini sono sempre di più: 127 del 2010, 137 nel 2011 e sono già oltre 37 i femmicidi nei primi due mesi di quest'anno.
La Casa delle donne di Bologna, che ha coordinato la ricerca sul femmicidio nel «Rapporto ombra» sulla condizione delle donne italiane elaborato dalla piattaforma italiana «Lavori in Corsa: 30 anni CEDAW» presentato lo scorso luglio alle Nazioni Unite di New York, dimostra che il femmicidio è aumentato. Nello studio si mette in rilievo come «in Italia a partire dall'inizio degli anni '90 il numero di omicidi in generale è fortemente diminuito mentre il numero di omicidi delle donne è raddoppiato».
I dati della ricerca sono stati presi dai casi riportati solo sulla stampa, perché in Italia, a differenza di Francia e Spagna, non è stato ancora istituito un osservatorio speciale per il femmicidio e non esistono dati pubblici ufficiali «differenziati» forniti dal ministero degli Interni. I numeri comunque parlano chiaro: nel nostro paese, nel 1992, gli omicidi di donne rappresentavano il 15,3% degli omicidi totali, mentre nel 2006 rappresentavano il 26,6 %. Negli ultimi tre anni, dal 2006 al 2009, le vittime di femmicidio in Italia sono state 439.
Contrariamente al senso comune, solo una minima parte di casi (15%) è avvenuta per mano di sconosciuti. Più della metà delle vittime (il 54%) è stato ucciso nell'ambito di una relazione sentimentale: il 36% dal marito e il 18% dall'amante, dal partner o dal convivente, nel 20% dei casi da un parente e solo nel 4% da un semplice conoscente. Quasi sempre la violenza si protrae nel tempo: su dieci uccisioni di donne, tre quarti sono precedute da maltrattamenti e abusi fisici o psicologici, il che dimostra un legame, nella violenza familiare, che può sfociare in un omicidio, tra il sentimento di «orgoglio ferito, di gelosia, di rabbia, di volontà di vendetta e punizione nei confronti della donna», e la trasgressione di un modello comportamentale, un concetto che coinvolge stereotipi culturali legati a una cultura patriarcale. Quando Rashida Manjoo, la relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla violenza di genere (che a gennaio di quest'anno ha visitato l'Italia), ha spiegato la nostra situazione, ha parlato esplicitamente della violenza domestica come della «forma di violenza più pervasiva che continua a colpire le donne italiane», cioè la più diffusa e la più capillare, presente tra il 70 e l'87% dei casi.
Barbara Spinelli, avvocata del gruppo delle Giuriste democratiche esperta di femmicidio, fa notare come «la famiglia italiana uccide più della mafia, più della criminalità organizzata straniera e di quella comune», che «il posto più insicuro per la donna è la propria casa».
Ma il femmicidio, che cos'è, chi lo compie? Quasi sempre si tratta di uomini insospettabili, uomini «per bene» che a un certo punto decidono di uccidere chi amano. Maria Monteleone, procuratrice aggiunta nel pool antiviolenza di Roma, dice chiaramente che nel «90-95% dei casi è sempre l'uomo a commettere maltrattamenti, abusi e violenze»: «Io non credo che si uccida per gelosia - spiega Monteleone - per me la gelosia è un pretesto, un alibi di cui non si deve tenere conto. Una persona, che di natura non è violenta, difficilmente arriva a eliminare fisicamente l'ex coniuge o il partner».
Una parte importante la fanno anche i mass media. Citando ancora il «Rapporto ombra»: «I media spesso presentano gli autori di femmicidio come vittime di raptus e follia omicida, ingenerando nell'opinione pubblica la falsa idea che i femmicidi vengano perlopiù commessi da persone portatrici di disagi psicologici o preda di attacchi di aggressività improvvisa. Al contrario, negli ultimi 5 anni meno del 10% di femmicidi è stato commesso a causa di patologie psichiatriche o altre forme di malattie riconosciute e meno del 10% dei femmicidi è stato commesso per liti legate a problemi economici o lavorativi».


ilmanifesto.it

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Messaggio Da Lucy Gordon Mer 7 Mar - 22:36

molto interessante l'opinione della Bongiorno


http://video.repubblica.it/cronaca/bongiorno-violenza-alle-donne-ultimo-stadio-del-maschilismo/89835/88228
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