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Addio a.....

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Re: Addio a.....

Messaggio Da anna il Ven 10 Lug - 16:16

E' morto Omar Sharif, "leggenda araba" di Hollywood

Roma, 10 lug. (askanews) - E' morto Omar Sharif, l'attore egiziano diventato la "leggenda araba" di Hollywood come protagonista di grandi classici come "Lawrence d'Arabia" e il dottor Zivago". Sharif aveva 83 anni e da poco il figlio Tarek aveva reso noto che soffriva di Alzheimer. La notizia è stata data dai siti egiziani e poi rilanciata dalla Bbc.

Nato nel 1932 ad Alessandria, in Egitto, per il suo ruolo in "Lawrence d'Arabia" era stato candidato all'Oscar.

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Re: Addio a.....

Messaggio Da anna il Ven 10 Lug - 16:17


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Re: Addio a.....

Messaggio Da Bellaprincipessa il Ven 10 Lug - 16:28

appena letto...
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Re: Addio a.....

Messaggio Da anna il Ven 10 Lug - 16:29


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Re: Addio a.....

Messaggio Da anna il Ven 10 Lug - 16:30


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Re: Addio a.....

Messaggio Da picpiera il Ven 10 Lug - 20:00

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Re: Addio a.....

Messaggio Da anna il Sab 11 Lug - 11:17


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Re: Addio a.....

Messaggio Da ubik il Lun 27 Lug - 20:30

Morto Sebastiano Vassalli, raccontò i caratteri italiani su filo storia

Vincitore di alcuni dei più importanti premi letterari, aveva 73 anni. Scrittore La Chimera, candidato al Nobel, Campiello carriera 2015




E' morto nella notte all'ospedale di Casale Monferrato, dove era stato ricoverato per l'aggravarsi delle sue condizioni, lo scrittore Sebastiano Vassalli. Aveva 73 anni ed era malato da tempo. Vincitore dei maggiori premi letterari italiani, tra cui lo Strega e il Campiello, ha scritto per i più importanti quotidiani italiani.
Vassalli  era nato a Genova il 24 ottobre del 1941. L'autore de "La Chimera", il libro che nel 1990 lo ha portato al successo, ha vissuto quasi la sua intera esistenza a Novara, o per essere più esatti nelle campagne della pianura novarese, a Biandrate. Figlio di madre toscana e di padre lombardo, si era laureato a Milano con Cesare Musatti. Dopo un periodo di insegnamento, la via della letteratura.
Il successo è giunto nel 1990, con la Chimera, romanzo storico ambientato nel 1628. E' la storia di un processo (vero) a una strega nella Milano dei Promessi Sposi. Tra i suoi libri di maggior successo, La Notte della Cometa, biografia-romanzo di Dino Campana, Marco e Mattio, Cuore di Pietra, Un infinito numero. Ha vissuto come un monaco laico.
Lo scorso maggio ha ricevuto dall'accademia del Nobel la candidatura al premio 2015 per la Letteratura.
La Chimera, titolo scelto per il suo romanzo di maggior successo, altro non è che il Monte Rosa agli occhi dei contadini che, tormentati dall'afa e chini sulle risaie, alzavano gli occhi verso l'orizzonte e vedevano, lontano, il massiccio della montagna innevata.
 
DAGLI ARCHIVI DELL'ANSA:  LA RECENSIONE DE 'LA CHIMERA' DEL 26 FEBBRAIO 1990 
(DI PAOLO PETRONI) (ANSA) - ROMA, 26 FEB - LO SCONTRO TRA LA VITALITA' DELLA POESIA, FOLLIA, DIVERSITA' E INNOCENZA CON LA REALTA' DEL MONDO, CON LE GRETTEZZE, RABBIE E CATTIVERIE DI UNA SOCIETA' PICCOLO BORGHESE (STORICAMENTE O DI MENTALITA'), E' STATA UN PO' SEMPRE LA MOLLA DEI LIBRI DI SEBASTIANO VASSALLI, CHE SI E' DIVISO TRA RICOSTRUZIONI STORICHE DOCUMENTATE E UNA NARRATIVA D'INVENZIONE, MA ANCHE QUESTA, SPECIE NEGLI ULTIMI ANNI, LEGATA A UNA REALTA' PIU' O MENO DOCUMENTARIA. DOPO IL LIBRO SU CAMPANA O QUELLO SUL PROCESSO AI FUTURISTI FIORENTINI, ECCO LA STUPENDA, RINNOVATRICE VISITAZIONE DELLA ''RICOSTRUZIONE'' DEL PRIMO DOPOGUERRA SUL FILO DELLA FANTASIA DI ''L'ORO DEL MONDO'', E ORA ''LA CHIMERA'' (ED. EINAUDI, PP. 304, L. 26000). QUEST'ULTIMO PONE IL PROBLEMA DELLA DISTINZIONE TRA CREAZIONE ARTISTICA E RICOSTRUZIONE STORICA, CHE E' PERO' SVIANTE SE PRESO ALLA LETTERA. SI TRATTA INFATTI DI VEDERE SEMMAI QUALE TIPO DI CRAZIONE VIENE PERSEGUITO PER RICOSTRUIRE UN PASSATO CHE FU REALMENTE, MA DI CUI NULLA RESTA PIU', TRANNE ALCUNI DOCUMENTI. NON C'E' BISOGNO DI ANALISI PSICANALITICHE PER SAPERE CHE NELL'OPERAZIONE ENTRA COMUNQUE IL PRESENTE E IL MODO DI VEDERE E VIVERE OGGI LA REALTA' DELL'AUTORE. COSI' LA STORIA DI QUESTA GIOVANE ANTONIA ACCUSATA DI STREGONERIA, CHE FINIRA' SUL ROGO, E' SOLO LA CARTA DI TORNASOLE DI TUTTA LA VITA, DEL MOSAICO DELLE ESISTENZE E DEGLI AVVENIMENTI DI UN PAESE, ZARDINO, SULLE RIVE DEL FIUME SESIA. L'ANNO DI PARTENZA E' IL 1590, ESATTAMENTE (SARA' UN CASO?) QUATTRO SECOLI FA, E IL QUADRO SEGUE IL PASSAGGIO DI SECOLO FINO AL 1610).
  DALLA NEBBIA DELLA STORIA E DA QUELLA DEI CAMPI D'OGGI, CHE SONO NEL LUOGO IN CUI UN TEMPO ERA QUESTO PAESINO, PRENDE VITA UN MICROCOSMO DI EMARGINATI DALLA STORIA, DI ILLUSIONI O RIFUGIATI NEL SOGNO, DI FOLLI SOFFERENTI E DI POTENTI. C'E' NEL TUTTO UN'ECO MANZONIANO, COSCIENTE E VISIBILE, MA ANCHE UN GIOCO IRONICO NELLO STRAVOLGERE E FRANTUMARE L'UNITA' DI QUELLA VICENDA IN UN GIOCO CORALE, LA CUI FINE IRONICA E PROVOCATORIA NON E' UN ATTO DI FEDE NELLA PREVIDENZA DIVINA, MA UNA POSTILLA, CHE RIPRENDE UNA PREMESSA CON LO STESSO TITOLO, SU ''IL NULLA''. UN NULLA AVVOLTO DALLA NEBBIA, SEPOLTO DA UNA ALLUVIONE, DIMENTICATO. UN NULLA PERO' SINO AL MOMENTO IN CUI IL NARRATORE NON FA SUA LA STORIA E NE SEGNA DESTINI E SENSO, LA SINOPIA DEL SUO AFFRESCO RIMANDA NEL SEGNO RAPIDO, NELLA TRAMA ESSENZIALE, A VEDERE NELL'EPOCA DI RIFORMA E CONTRORIFORMA (COME IN PARTE AVEVA GIA' FATTO ASOR ROSA IN UN SUO DISCUSSO SAGGIO) LE RADICI DELL'OGGI, E ANCOR MEGLIO MOSTRANDO COME VIZI, CATTIVERIE, IPOCRISIE DELLA PICCOLA COMUNITA' DI ZARDINO SIANO GLI STESSI D'OGGI, DEL NOSTRO RAPPORTO CON LA RELIGIONE, L'IDEOLOGIA, LA POLITICA E IL POTERE, TUTTE SOVRASTRUTTURE CHE LAVORANO A DARE UN SIGNIFICATO DISTORTO A QUANTO LA POESIA E L'ALIENAZIONE SEMBREREBBERO IMPROVVISARE AL DI FUORI DI OGNI LOGICA. CON MENO PASSIONALITA', UNA IRONIA PIU' FILTRATA, UNO SVILUPPO TALVOLTA FORSE APPENA PIU' AMPIO DEL NECESSARIO, SEMBRA POCO SIA CAMBIATO DAGLI ANNI '40 E '50 DEL NOSTRO SECOLO DEL PRECEDENTE ''L'ORO DEL MONDO''.

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è mancato un mio prof di liceo

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Le idee sono simili a pesci. Se vuoi prendere un pesce piccolo, puoi restare nell'acqua bassa. Se vuoi prendere il pesce grosso, devi scendere in acque profonde. D. Lynch

Fu così che Olo arrivò a conoscere se stesso; e come quei pochi uomini che lo avevano fatto prima di lui, arrivato in cima a questo pinnacolo di conoscenza si trovò ai piedi di una montagna. T. Sturgeon
Avevano parlato, poco, ma quanto bastava per scegliersi. Ci sono parole come le conchiglie, semplici ma con il mare intero dentro. A. D’Avenia
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Re: Addio a.....

Messaggio Da picpiera il Sab 1 Ago - 17:40

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Re: Addio a.....

Messaggio Da anna il Lun 31 Ago - 14:00

Wes Craven, morto a 76 anni il papà di Freddy Krueger. Addio a uno dei grandi maestri dell’horror contemporaneo

Craven, assieme a George Romero, Tobe Hooper e John Carpenter, ha fatto parte di quell’avanguardia cinematografica che ha dipinto nei propri film l’orrore del proprio tempo, la paura di non poter esprimere il proprio pensiero d’artista, con una sorta di liberazione della visione attraverso la riscrittura del genere horror ancorato ai mostri in cartapesta degli studios anni cinquanta

Un urlo “munchiano” ci sepellirà. Di Wes Craven, uno dei grandi maestri dell’horror contemporaneo, morto la notte scorsa a 76 anni nella sua casa di Los Angeles per un tumore al cervello, saremo obbligati a ricordare come marchio di fabbrica del successo quell’iconografia della maschera di Scream (1996), che dal quadro di Munch prese le linee ondulate e quel gorgo infinito di spavento al posto della bocca. Troppo avanti nel tempo. Come del resto è fin troppo “moderna” la faccia sfigurata di Freddy Krueger di Nightmare (A Nightmare on Elm Street, 1984), altra autentica icona da t-shirt e tazza per il caffè, che consacrarò Craven con un successo commerciale nelle sale americane, e poi nel resto del mondo, davvero inatteso e duraturo visti i sette sequel, lo spin off e perfino il remake.Peccato. Un vero peccato. Perché Craven appartiene, non solo anagraficamente, a quella levata di “masters of horror” nutrita di controcultura giovanile anarchica a libertaria, cullata con gli incubi di una nazione in fiamme, gli Stati Uniti degli anni sessanta zeppi morti, bianchi e neri sprofondati nella vertigine delle utopie rivoluzionarie e della violenza dell’ordine da ristabilire. Craven, assieme a George Romero, Tobe Hooper e John Carpenter, ha fatto parte di quell’avanguardia cinematografica che ha dipinto nei propri film l’orrore del proprio tempo, la paura di non poter esprimere il proprio pensiero d’artista, con una sorta di liberazione della visione attraverso la riscrittura del genere horror ancorato ai mostri in cartapesta degli studios anni cinquanta.Come l’esordio cult di Romero, La notte dei morti viventi (1968),  La prima casa a sinistra, esordio di Craven nel 1972, è una notevole e sanguinolento ammassarsi di corpi, grida, torture, sopraffazione e violenza. Sembra una suggestione che arriva dritta dagli scontri nei campus universitari (con morti) dei floridi Usa anni sessanta, dai quartieri neri in subbuglio messi a fuoco e fiamme, nelle vittime politiche del sistema che colano sangue dopo attentati con teste spappolate (vedi i fratelli Kennedy). Lo raccontano i suddetti registi in un documentario che si ritrova anche su youtube: The American Nightmare. L’orrore che oggi viviamo come gioco e perfino come gingillo stilistico ha un origine nobilissima e politica. Meglio ricordarlo.Detto questo, Craven supera abilmente polemiche e censure dell’esordio, peraltro insistito nel low budget e nel contesto da “legacy” con la tragedia bergmaniana, passando ad un autentico capolavoro che miscela ancor di più significato politico e uso degli strumenti orrorifici. Le colline hanno gli occhi (1977) è uno di quei film che andrebbero ricordati a memoria, quasi che la latenza degli incubi nella mente degli autori – quasi un decennio e un po’ come gli “zombi nel supermercato”, Dawn of the dead (1978) di Romero – si stratificasse con maggior forza e producesse una sintesi cinematografica ancor più ad effetto. La famiglia che si ritrova a passare tra le strade desertiche del Nevada, proprio là dove l’esercito Usa aveva sperimentato ogni possibile e miserabile radiazione negli anni cinquanta, si scontra, e cerca di sopravvivere, ad orrendi uomini cannibali frutto proprio degli effetti di quegli esperimenti. Una carneficina inaudita, dove si spappolano le gerarchie dell’etica (chi è il buono o il cattivo?) e dove il concetto stesso di cinema diventa qualcosa di eminentemente politico.Craven, paradossalmente, è più splatter nel suo primo grande cinema, che negli anni ottanta, apice a sua volta dello splatter, del gore, o forse del non sense, nell’horror, quando gira Nightmare. Certo c’è l’esordio di Johnny Depp, la maschera appiccicata al viso di Robert Englund, ma il film diventa anche un paradigma produttivo/distributivo indipendente, una sorta di lezione imparata dalla New Hollywood anni settanta per imporre un lavoro libero da tagli e costrizioni vietate ai minori, con la New Line a investire due milioni di dollari per poi guadagnarne 26. Nightmare è uno dei capisaldi dell’horror anni ottanta, rinnovato, commerciale, universale. Insomma l’incubo dalle mani affilate e mortali trascina con sé la rivoluzione che lo precede e lo trasforma gradualmente in un antesignano dei blockbuster. Il successo di Scream, dove torna il babau inarrestabile alla Freddy Krueger, quando ancora una volta gli anni novanta sembrano essere il decennio di remake e reboot dell’horror che contava, mostra oramai un Craven adulto che è finito a far parte di un meccanismo produttivo hollywoodiano che non essendo stato possibile scardinare dall’interno, lo si può tranquillamente cavalcare, ed usare a proprio piacimento.Sta qui la lungimiranza professionale, e il limite creativo, del regista laureato in lettere e filosofia alla Johns Hopkins, senza i magnifici piagnistei romeriani, senza l’iperbolica fantascienza carpenteriana: rimanere sul solco della tradizione di se stessi provando a stare al passo coi tempi. Craven prova perfino, facendo cilecca, il dramma con La musica del cuore (1999), ma soprattutto procede con Scream 2 e 4, fino a quando i fratelli Weinstein che producono, bloccano l’operazione. Negli ultimi anni si è dedicato soprattutto alla produzione con il notevole remake di Aja per Le colline hanno gli occhi (2006) e ancora nella regia con un thriller gradevole Red Eye (2005).

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Re: Addio a.....

Messaggio Da anna il Lun 31 Ago - 14:02



La Repubblica XL
Un Johnny Depp ventenne ottiene il suo primo ruolo importante nel film che fa debuttare la saga del manipolatore di incubi Freddy Krueger. Deve ringraziare il regista Wes Craven, che inventerà una delle storie horror più originali di sempre.
Buon riposo Wes
(Cleveland, 2 agosto 1939 - Los Angeles, 30 agosto 2015)

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Re: Addio a.....

Messaggio Da anna il Mer 6 Gen - 12:00

[size=44]Morta Silvana Pampanini, la miss del cinema[/size]

Aveva 90 anni. Nella sua carriera recitò con Gassman, De Sica, Totò e Mastroianni

Si è spenta dopo un lungo ricovero presso il Policlinico Gemelli a Roma, l’attrice Silvana Pampanini, celebre per i suoi ruoli al cinema soprattutto a cavallo tra gli Anni cinquanta e sessanta. 
 
Due mesi fa era stata sottoposta a un complesso intervento chirurgico addominale. Dopo un’iniziale ripresa, che aveva fatto pensare a un possibile ritorno a casa, sono insorte complicanze che ne hanno interrotto il recupero. A dare la notizia è stato l’amico e manager Alessandro Lo Cascio. 
 
Nella sua lunghissima carriera al cinema (e in televisione) recitò con tutti i più grandi nomi del Dopoguerra da Totò a Mastroianni passando per De Sica, Manfredi, Gassman e Tognazzi. Oltre che in Italia lavorò anche all’estero e in particolare in Francia dove fu soprannominata “Ninì Pampan”. 
 
Non si è mai sposta e non ha avuto figli, ma ha avuto molte storie d’amore tra cui alcuni flirt (presunti) con personaggi molto celebri come il principe afgano Ahmad Shah Khan e Orson Welles. I funerali si svolgeranno venerdì 8 gennaio 

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Re: Addio a.....

Messaggio Da picpiera il Gio 7 Gen - 19:55


comunque una bella età .....
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Re: Addio a.....

Messaggio Da anna il Lun 11 Gen - 8:29

David Bowie
55 minuti fa · Londra, Regno Unito · 
January 10 2016 - David Bowie died peacefully today surrounded by his family after a courageous 18 month battle with cancer. While many of you will share in this loss, we ask that you respect the family’s privacy during their time of grief.

  sono davvero molto molto triste

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Messaggio Da anna il Lun 11 Gen - 8:32


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